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Venerdì 03 Luglio 2009 15:53 |
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Nell’ultimo editoriale di Sherwood si propone di riflettere sull’opportunità di invitare i “venditori” di crediti di carbonio a far investire le imprese e gli enti virtuosi, che vogliono azzerare le proprie emissioni di anidride Carbonica, su foreste e piantagioni italiane. Chi non avesse ancora letto l’editoriale di Sherwood, per questa volta, può scaricarselo da questo blog, ma poi… ci deve dire cosa ne pensa!
Sherwood 155 (Luglio-Agosto 2009) - Editoriale (112.53 kB 2009-07-03 16:46:41)
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Commenti
Indipendentemen te da studi, certificazioni, efficienze, ecc. il problema delle emissioni di CO2 è oggi allarmante come dimostrano i dati relativi all'abbassamento del pH degli oceani, sempre meno capaci di assorbire la CO2 in eccesso e con la quale dovremo fare presto i conti.
Rispetto all'ufficialità, addizionalità, leakage e quant'altro ha ragione Lucio.
1. Gaglioppa - Sono possibili gli accordi volontari in Italia? Gli accordi volontari per le imprese e per gli enti sono possibili anche in Italia. Impatto zero (www.impattozero.it ) ne ha già stipulati quasi 600, AzzeroCO2 (www.azzeroCO2.it) circa 140 (sull'attività in Italia c'è un messaggio di Elena Piazza proprio su questo blog) e CO2balace (www.co2balance.it) circa 30. Di questi circa il 5-10% riguardano piantagioni o boschi italiani (così almeno sembra da quanto dichiarano). Ognuno dei citati Carbon Broker ha un proprio registro dei crediti di carbonio che viene certificato da un soggetto terzo (Bios nel caso di Impato Zero e RINA nel caso di AzzeroCO2).
2. Gaglioppa - dovremmo... investire in afforestazioine e riforestazione in paesi in via di sviluppo. Proprio per quanto scritto al punto 1 NON sembra indispensabile investire in paesi in via di sviluppo. I nostri imprenditori agricoli, dopo il 2013, con la nuova PAC, potrebbero avere bisogno di risorse per la realizzazione di nuove piantagioni. I Carbon Broker presenti in Italia sembrano dimostrare che è possibile. Adesso bisognerà vedere se è anche conveniente, ma è importante non considerare solo l'aspetto meramente finanziario e allargarsi alle ricadute in termini di ambiente, paesaggio, occasioni di lavoro, possibilità di produrre materia prima rinnovabile nel nostro paese.
3. Nanni - Necessita avere grandi superfici per impostare progetti. Da quello che sembra analizzando i progetti nei siti sopra indicati NOn è necessario disporre di grandi superfici (a dire il vero non è per niente chiaro questo aspetto. Le grandi superfici sembrano essere utilie ssenzialmente a facilitare il lavoro dei \"Carbon Broker\").
4. Nanni - quanto valgono i titoli TEE? Circolano le voci più disparate e per quello che ne so io variano, anche sensibilmente, con le richieste del mercato. Speriamo di poter avere info più chiare e aggiornate in un prossimo futuro.
L\'opportunità c\'è, ed è concreta, ma il rischio è sempre il solito: farcela sfuggire.
Insomma passare della teoria alla pratica concreta, allora si possono avere sviluppi, ma il tutto deve essere chiaro e semplice con riscontri numerici ed economici.
Grazie
Nanni
Di sicuro dovremmo fare più selvicoltura e utilizzazioni in Italia (GFS ovviamente) e investire in Afforestazione/Reforestazione nei Paesi in Via di Sviluppo.
Unsaluto e un ringraziamento per gli stimoli e la costante presenza di sherwood.
E’ nostro interesse, nel rispetto della trasparenza, chiarire quanto riportato nell’articolo ed approfondire alcuni punti cardine della nostra “mission”.
Il Percorso AzzeroCO2 prevede non solo la compensazione, ma come prima cosa la quantificazione e la riduzione delle emissioni. L’utilizzo di metodologie per progetti small-scale CDM dell’UNFCCC, unitamente alle Linee Guida IPCC, garantisce che venga contabilizzata solo la CO2 effettivamente stoccata, differenziata in base alla specie, alla zona geografica, al suolo, ed ai parametri climatici. Il potenziale di assorbimento associato a ogni singolo intervento di forestazione viene verificato da una terza parte indipendente: In particolare come verificatori ci avvaliamo di RINA e Università della TUSCIA, massimi esperti del settore.
La trasparenza degli interventi di forestazione è garantita dall’adesione di AzzeroCO2 al “Codice Etico” pubblicato dal Comitato Parchi per Kyoto (www.parchiperkyoto.it), un insieme di principi base e di regole specifiche per i progetti di forestazione e per la conseguente generazione di crediti di assorbimento delle emissioni di anidride carbonica da utilizzarsi nel mercato volontario.
AzzeroCO2 ha istituito infine un apposito registro, in cui i crediti vengono annullati dopo essere stati acquistati per conto dei clienti. Questo permette al cliente che realizza un’iniziativa di compensazione, di avere un’effettiva garanzia della concreta riduzione delle emissioni ed esclude la possibilità di vendere lo stesso credito più volte (double selling). Gli accordi chiusi finora comprendono non solo parchi e comuni, ma anche privati.
In conclusione, rinnovando i ringraziamenti per l’interesse mostrato, ci auspichiamo che questo possa essere il primo passo per ulteriori confronti e spunti successivi, con l’obiettivo di creare delle sinergie tra le diverse realtà sia pubbliche private, che operano nel settore.
Sono Lucio Brotto studente del master internazionale in Sustainable Tropical Forestry (University of Bangor, UK e Padova).
Apprezzo l\'interessamento per la tematica inerente i servizi generati dalle foreste
Ho maturato esperienza sulla tematica della fissazione di CO2 tramite due lavori di tesi, in Italia (bioenergie), Costa Rica (agroforestry) e Perù (REDD).
L\'articolo riassume le comuni problematiche degli investimenti in ambito forestale con finalità di mitigazione dell\'impatto climatico, che si trasducono nei concetti di permanenza, leakage, addizzionalità e co-benefici sociali/ambientali.
Carbon broker come AzzeroCO2 ed Impatto Zero non possono assicurare che i progetti rispettino i sopracitati problemi.
Per assicurare che progetti in ambito forestale volontario siano addizzionali, permanenti senza leakage e magari con impatti posituivi sociali ed ambientali sono necessarie certificazioni indipendenti secondo standard come il VCS, il CCB, ...
Ovviamente queste certificazioni hanno costi molto elevati, diretti ed indiretti, che fanno sì che solo progetti di grande scala siano economicamente sostenibili...a meno che non risolviamo il solito problema italiano della piccola proprietà tramite partenariati tra enti pubblici e privati.
Grazie, Lucio.
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