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Castronerie forestali: sorrisi e preoccupazione

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( 18 Votes )
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Castronerie forestali: sorrisi e preoccupazione“animali in pericolo d'estinzione a causa della deforestazione della savana” - TG4

“la Liguria frana e brucia a causa del bosco che ha invaso i terrazzamenti” - Lo Scarpone, Notiziario CAI

“le biomasse sono peggio dei combustibili fossili” - Salvaleforeste.it

Questi sono solo esempi delle numerose “castronerie forestali” che spesso si trovano tra le pagine dei giornali, in internet o in TV.

Le motivazioni sono numerose e difficili da comprendere, fatto sta che quando si parla di alberi, di boschi, di ambiente, numerose sono le “frasi fatte” e non veritiere oppure le “prese di posizione” senza alcun fondamento reale. Ciò che si legge e si ascolta può far sorridere gli addetti ai lavori, come negli esempi riportati, ma può provocare un allarmismo nell’opinione pubblica che rischia di ripercuotersi negativamente su chi lavora e vive in contatto con le foreste.

Per raccogliere e rendere visibili le “castronerie forestali” lanciamo questo argomento di discussione, in modo che ognuno di voi possa segnalarle, per costituire una riflessione sul ruolo che i forestali hanno per  promuovere una corretta informazione sulle tematiche del nostro settore.

Le “migliori” (o peggiori!) “castronerie forestali” raccolte saranno inserite su Sherwood, in un apposito spazio denominato “Castroforeste”!

Aspettiamo i vostri contributi, con il riferimento (possibilmente verificabile) di dove sono comparse le “castroforeste” e di chi le ha pubblicate!



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Commenti  

 
0 #43 lamb 2010-03-12 15:57
http://parma.repubblica.it/dettaglio/ospedale-vecchio-allegri:-problemi-di-staticita/1874344

GINKO BILOBA (a Parma ... tra-sloco e/o tra-pianto alla moviola)
...omissis ....
L'albero di piazzale Dalla Chiesa, specie esotica Ginkoacacee, è lì da 64 anni. Ora il Comune lo vuol trapiantare, spostandola di circa 60 metri. Lo esige il cantiere della Stu stazione, che 'eroderà' una parte dello slargo antistante l'edificio ferroviario. "Il piano di trasporto della pianta - spiega Allegri - prevede la 'dotazione' di una zolla di terra da cinque metri per sette: troppo esigua, secondo quanto emerso da un'analisi svolta da alcuni tecnici". Per Monumenta, infatti, l'albero avrebbe bisogno di zolla di sopravvivenza di almeno 10 metri per 10. Non solo: "Anche i tempi sono importanti - prosegue Allegri - visto che un lavoro di spostamento del genere richiederebbe, in realtà, degli anni". Il Comune, invece, ha già deciso conclude il presidente dell'associazione: "La prossima settimana il Ginko Biloba verrà già spiantato".
(01 marzo 2010)

post inviato da max1970 il 10 marzo 2010 alle 13:31

Premesso che si scrive Ginkgo e non Ginko, per calcolare la CRT (Critical Root Zone) ci sono standard di riferimento precisi, che gli addetti ai lavori conoscono.
Quindi potrebbe andar bene i 5x7 o i 10x10, dipende dal diametro misurato a petto d'uomo e dalla suscettibilità della specie al trapianto.
Di sicuro io non avrei indicato questo momento per il trapianto.
Citazione
 
 
0 #42 lamb 2010-03-10 14:32
NO Problem (ovvero: “ l'ottimismo nello scrivere”)

TG1, ore 13,30 del 3.03. 10: mentre nel servizio in trasmissione sulla frana di Caronia mostrano il confronto fra l'immagine di una palazzina “normalmente” verticale (ieri) e quella di oggi, trascorse esattamente 24 ore, in cui la medesima costruzione risulta inclinata di 45° rispetto alla verticale essendo al centro di un evidente, vasto movimento franoso, nel lato inferiore dello schermo TV compare il sottotitolo beffardo: "Caronia: la frana è sotto controllo."
Citazione
 
 
+2 #41 Daniele8 2010-03-09 15:34
Buongiorno a tutti,
avevo segnalato il post di Grillo sull'articolo "Natura 2000, che delusione".
Sono piemontese e ho letto il regolamento. A quanto mi risulta, quelle di Grillo e del documento WWF citato, mi sembrano solo affermazioni assurde, di propaganda politica.

Sì, qualche forestale particolarmente legato alla "wilderness" si è lamentato, in particolare per le matricine nei cedui di collina.
Ma chi lavora con il ceduo e sulle piccole superfici che costituiscono la proprietà privata piemontese, o si confronta quotidianamente con le difficoltà della gestione di superfici pubbliche, magari inframezzate da piccole superfici abbandonate, i cui proprietari sono magari emigrati in argentina da decenni, non può che plaudere alla nuova legge, con tutti gli umani difetti che può certo avere e che anzi HA.

Comunque alla luce della legge forestale e soprattutto del nuovo regolamento, (tutti disponibili on-line, se solo Grillo avesse voluto leggerli) NON CI SONO CERTO gli estremi per gridare al "danno ambientale" o alla "distruzione dei boschi".

Piuttosto, forse finalmente con questa legge si comincerà a fare un po' più di Gestione!
Citazione
 
 
+1 #40 lamb 2010-03-09 13:53
Citazione Alfonso:
purtroppo sto ancora anilizzando la legge, ma mi sembra che dai contenuti sopra di costroneria ambientalista italiana trattasi, se così non fosse spero che i succitati ambinetalisti wwfini in testa mi perdonino per l'OT....

cmq si potrebbe aprire una nuova discussione su questo ed eventualmente a chi fosse più informato di me rispondere nel blog di grillo.....
ciao a presto


... questo appare un caso serio: i sorrisi si smorzano ... le preoccupazioni (fondate) aumentano ! Al "Gestore" chiedo se sia questo blog quello maggiormente indicato per approfondire la tematica che sembra molto complessa e delicata. lamb
Citazione
 
 
0 #39 Alfonso 2010-03-09 13:08
Nell’attuale mercato “drogato”, per utilizzare quello stesso legno e produrre energia, l’Amministrazio ne Pubblica verrà a spendere una cifra estremamente più elevata, che nessuno ha calcolato (o reso noto), ma di cui possiamo aver percezione se consideriamo le dichiarazioni rese dalla Regione: negli ultimi 5 anni sono stati destinati 300 milioni di euro per promuovere l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili e, entro il 2013, sono previsti investimenti nel settore che raggiungeranno il miliardo di euro. Il dato è riferito alla generalità delle fonti rinnovabili, ma considerato che la Regione vuole ottenere il 60% dell’energia da biomasse forestali, è automatico che il grosso degli investimenti vada a finire in tale comparto. Per citare solo un esempio di voce di spesa correlata, si consideri che per le pratiche forestali in Piemonte è prevista la realizzazione di 2.000 chilometri di NUOVE STRADE FORESTALI e altrettanti Km necessitano di opere di manutenzione. Sono i soldi del cittadino, che sborsa per il kWh da biomasse circa il triplo del suo valore reale e che paga gli investimenti pubblici che sostengono la cosiddetta filiera del legno attraverso vari canali e organismi competenti: FESR, FAS, Fondo Sociale, Piano di Sviluppo Rurale (che finanzia agli agricoltori le centraline) Consorzi forestali, IPLA, UNCEM, Assessorati alla montagna e foreste, ecc..".
Ci stiamo autodistruggend o in silenzio. Siamo una razza in estinzione. Chi avesse ancora cuore e voce scriva una mail alla presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso: presidente@regi one.piemonte.it.

purtroppo sto ancora anilizzando la legge, ma mi sembra che dai contenuti sopra di costroneria ambientalista italiana trattasi, se così non fosse spero che i succitati ambinetalisti wwfini in testa mi perdonino per l'OT....

cmq si potrebbe aprire una nuova discussione su questo ed eventualmente a chi fosse più informato di me rispondere nel blog di grillo.....
ciao a presto
Citazione
 
 
0 #38 Alfonso 2010-03-09 13:05
Blog Beppe Grillo postato il 4 marzo 2010 http://www.beppegrillo.it/2010/03/la_distruzione_dei_boschi_la_legge_attilabresso/index.html
La Regione Piemonte ha deciso di produrre il 20% del proprio fabbisogno energetico da fonti rinnovabili. Come vuol farlo? Attraverso la distruzione dei boschi. Per produrre energia saranno utilizzati ogni anno 2,2 milioni di metri cubi di legname, secondo le pazzesche norme della nuova Legge forestale regionale (L.R. 4/2009). Una legge in totale conflitto con le disposizioni di sostenibilità delle Risoluzioni approvate nelle Conferenze Ministeriali sulla protezione delle foreste in Europa. La Legge Attila/Bresso è stata approvata in modo bipartisan (e come poteva essere altrimenti?) sia dal PDL che dal PDmenoelle. In pochi anni parte dei boschi del Piemonte scompariranno, sia quelli pubblici che quelli privati. Infatti, secondo un comunicato del WWF: "Attraverso il meccanismo della gestione provvisoria associativa (L.R. 4/2009, art. 18), in Piemonte il taglio del bosco oggi può venir eseguito senza darne comunicazione diretta al proprietario. Se il proprietario vuole conservare il bosco, tocca a lui rincorrere le amministrazioni che ne deliberano il taglio e opporvisi; se non fa nulla si trova il bosco tagliato! La legna gli sarà pagata al valore reale di mercato, ma chi poi la utilizzerà come biomassa ne otterrà la supervalutazion e, drogata grazie ai soldi pubblici, di cui si è detto sopra".
I boschi sono un bene prezioso e sempre più raro, la quota pro capite di boschi dal 1861, anno della nascita dell'Italia, è dimezzata. I boschi dovrebbero essere trasmessi alle generazioni future. Distruggere i boschi per produrre energia elettrica è diseconomico, oltre che criminale. Il legno infatti ha un basso contenuto energetico CE, pari a circa un quarto di quello del gasolio.
Perché la Regione Piemonte ha approvato una legge CONTRO la proprietà privata, CONTRO l'ambiente e CONTRO l'economia? Secondo il WWF: "La risposta sta in un sistema di incentivi eccessivi, che non ha eguali in altre Nazioni europee e non è accompagnato da un adeguato corollario di limitazioni. Manca la valutazione dei costi ambientali dell’attività, che dovrebbe essere, al contrario, vincolante nei processi decisionali. Ciò che ci si prepara a fare è una grossa speculazione economica, con effetti ambientali devastanti. Francesi, svizzeri e austriaci, nostri vicini lungo l’arco alpino, pur utilizzando i boschi regolarmente, non si sognano di produrre corrente elettrica da biomasse forestali, ma si limitano a sfruttare intelligentemen te i residui di lavorazione del legno a fini termici. Se strapagassimo, al prezzo attuale del legname da opera, il legno che si progetta di bruciare in Piemonte in un anno, arriveremmo alla cifra di 58 milioni di euro.
continua...........
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+2 #37 lamb 2010-03-07 19:23
ANSA 7 marzo 2010. Pollici verde-azzurri.

Per Berlusconi governi di centrodestra omogenei al governo nazionale realizzerebbero la riforma della sanità con l'abolizione delle liste d'attesa. "Inoltre - ha detto il premier - le nostre regioni riprenderebbero a mettere a dimora gli alberi, creerebbero più verde e piste ciclabili per rifare dell'Italia il giardino d'Europa".

www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/03/07/visualizza_new.html_1731056211.html
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0 #36 lamb 2010-03-05 10:20
forum.corriere.it/ambiente_e_clima/19-02-2010/un-area-di-alberi-di-ciliegio-giapponesi-in-italia-agli-altipiani-di--1480853.html

Cerasifilia edonistica ad Arcinazzo ovvero "il ciliegio del lontano (Oriente) è sempre più fiorito e a-fruttiphicans !"

Venerdì, 19 Febbraio 2010
Un area di alberi di Ciliegio (giapponesi) in Italia, agli Altipiani di Arcinazzo.
E' stata realizzata una petizione per far piantare degli alberi di Ciliegio (giapponesi) in un area agli Altipiani di Arcinazzo: magari anche in altri punti, ma soprattutto in un area larga che può essere abbellita e/o dove c'è spazio per poter piantare molti alberi di Ciliegio, per aiutare a combattere il riscaldamento globale creando nello stesso tempo un luogo di ritrovo, per pick-nick, passeggiate, eventi, l'Hanami (http://casajappo.iobloggo.com/102/3345735211---hanami), un luogo dove potersi rilassare e apprezzare la fioritura di questi magnifici fiori, anche in compagnia. Aiutando nello stesso tempo questo posto (che già da un pò di tempo viene trascurato per quanto riguarda la valorizzazione e l'organizzazione, oltre a contribuire ad un incremento dei benefici turistici).
Ovviamente con le dovute cure che necessitano questi alberi, nel caso in cui ne abbiamo bisogno.
Creando un luogo ancora piu accogliente, di riferimento, con la bellezza della natura, agli Altipiani di Arcinazzo.
Aiutando in questo modo anche la lotta contro il riscaldamento globale e l'inquinamento. Ed anche per chi è più distante, può diventare un occasione per fare una gita per ammirare i Ciliegi in fiore.

I Ciliegi di cui si parla sono giapponesi e la petizione riguarda questo tipo di albero anche perchè oltre ad essere degli alberi ornamentali davvero molto belli, e fatti apposta per produrre più fiori, non producono frutti (il che è importante, visto che non coltivandoli andrebbero a marcire per terra),ed è un modo per valorizzare e aiutare portando qualcosa di nuovo ed "unico" e piacevole da apprezzare, creando un luogo bellissimo durante la primavera.

Per maggiori informazioni e per firmare, c'è il sito dell'iniziativa:

www.ciliegiaglialtipianidiarcinazzo.blogspot.com
Citazione
 
 
0 #35 Michele Giunti 2010-03-04 12:49
Si trattava di creare piccoli invasi, in zone particolarmente "strategiche" mediante dighe in terra battuta (una tipologia studiata in ingegneria idraulica) di nessun impatto ambientale, ma anzi migliorativa del paesaggio.

Mi piacerebbe sapere come fa a sostenere che la realizzazione di 4.000 invasi non avrebbe nessun impatto ambientale e che anzi migliorerebbe il paesaggio.
La creazione di invasi lungo le aste fluiviali (perché posso imaginare che l'acqua verrebbe presa da lì) anche di piccole dimensioni o piccolissime (forre, borri, fossi, rii, o qunat'altro) costituiscono interruzioni permanenti del flusso idrico con conseguente cambiamento del delle dinamiche delle portate naturali a valle dell'invaso. Pesci e anfibi, ad esempio, potrebbero non giovarne. E ho usato il condizionale, perché occorrono dei dati per dimostrarlo, ma occorrono dati anche per dimostrare il contrario. Sul paesaggio poi ci sarebbe molto da dire ma non condivido assolutamente l'idea che possa creare miglioramenti. L'idea di fondo non dovrebbe essere quella di produrre di più (energia, acqua per i diversi usi, ecc.) ma consumare meno e ridurre gli sprechi, a vantaggio di tutti, eccetto di quelli che ci marciano sopra.
Citazione
 
 
0 #34 lamb 2010-03-03 14:47
forum.corriere.it/ambiente_e_clima/
Martedì 23 Febbraio 2010 “MONITOR”

Spreco d'acqua
"8 miliardi di metri cubi di acqua piovana (pari a 16 volte il lago di Garda) che ogni anno finiscono inutilizzati in mare a causa della mancanza di una rete di invasi"

Riporto la frase da una statistica che appare in un forum limitrofo. "Mancanza di una rete di invasi". Questa locuzione mi ha fatto impressione perché io questo argomento l'ho trattato diversi anni fa, facendo un progetto di massima, e perfezionando dal punto di vista operativo, un'idea tecnica che, ammetto con sincerità, non è mia. E' un'idea vecchia, proposta e pubblicata decine di anni fa sotto il titolo "4000 laghi per la sistemazione idrogeologica del territorio italiano". Si trattava di creare piccoli invasi, in zone particolarmente "strategiche" mediante dighe in terra battuta (una tipologia studiata in ingegneria idraulica) di nessun impatto ambientale, ma anzi migliorativa del paesaggio. Questa soluzione consente, oltre che di regolamentare il deflusso delle acque, anche di avere alcuni effetti collaterali positivi, tra cui: generazione di energia elettrica pulita mediante piccole centraline, insediamenti forestali,agric oli,di allevamento e conseguente monitoraggio del patrimonio boschivo. Nell'ampliamento del progetto, per quanto riguarda l'aspetto dei costi di realizzazione, io suggerivo l'impiego di manodopera giovanile proveniente dal volontariato e dal servizio civile. Per il momento mi limito a questi brevi cenni.
Ing. Alberto Busato (Butto Alberosa)

di Butto Alberosa

Risposta(di Franco Foresta Martin)
Come vede, anche per queste idee ci sono corsi e ricorsi. Sarebbe interessante conoscere altre opinioni sulla fattibilità di un progetto del genere.
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