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Mercoledì 27 Gennaio 2010 12:59 |
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“animali in pericolo d'estinzione a causa della deforestazione della savana” - TG4
“la Liguria frana e brucia a causa del bosco che ha invaso i terrazzamenti” - Lo Scarpone, Notiziario CAI
“le biomasse sono peggio dei combustibili fossili” - Salvaleforeste.it
Questi sono solo esempi delle numerose “castronerie forestali” che spesso si trovano tra le pagine dei giornali, in internet o in TV.
Le motivazioni sono numerose e difficili da comprendere, fatto sta che quando si parla di alberi, di boschi, di ambiente, numerose sono le “frasi fatte” e non veritiere oppure le “prese di posizione” senza alcun fondamento reale. Ciò che si legge e si ascolta può far sorridere gli addetti ai lavori, come negli esempi riportati, ma può provocare un allarmismo nell’opinione pubblica che rischia di ripercuotersi negativamente su chi lavora e vive in contatto con le foreste.
Per raccogliere e rendere visibili le “castronerie forestali” lanciamo questo argomento di discussione, in modo che ognuno di voi possa segnalarle, per costituire una riflessione sul ruolo che i forestali hanno per promuovere una corretta informazione sulle tematiche del nostro settore.
Le “migliori” (o peggiori!) “castronerie forestali” raccolte saranno inserite su Sherwood, in un apposito spazio denominato “Castroforeste”!
Aspettiamo i vostri contributi, con il riferimento (possibilmente verificabile) di dove sono comparse le “castroforeste” e di chi le ha pubblicate! |
Commenti
Ecopolitico(dal greco: οίκος, oikos, "ambiente"o anche “casa, villa, appartamento” e da polis "πόλις", città ) : mestiere tipicamente italiano, da alcuni definito anche “vocazione”, esercitato da persona che riesce a farsi includere in una lista elettorale e, in seguito, a farsi anche eleggere a parlamentare e finanche ad assumere incarichi di governo o istituzionali. Si interessa direttamente del proprio oikos; se severamente impegnato in molteplici attività proprie degli incarichi assunti, può delegare ad altri l'interessamento di cui sopra fino a giungere, in casi eccezionali, in cui tale sub-delega viene svolta da altri soggetti ad insaputa dell'eco-politico di riferimento.
www.sos-sostenibilita.it/?p=1277
"La Repubblica: Lavoro più verde: ecco i cento mestieri che salvano la Terra
[omissis]
Art director verde: sceglie le campagne di comunicazione per dare un’immagine ecologica ai prodotti.
Assicuratore ambientale: specializzato in eco polizze, come l’RC inquinamento.
Avvocato ambientale: specializzato in diritto di conservazione e tutela dell’ambiente.
Certificatore energetico: redige le certificazioni energetiche necessarie nelle compravendite immobiliari.
Ecochef: organizza la cucina con menù e materie prime controllate e certificate.
Ecocool hunter: è un “cacciatore di tendenze” in chiave ecologica.
Ecoauditor: controlla che I processi produttivi delle aziende rispettino le norme.
Ecoblogger: cura e gestisce per conto di aziende un blog scientifico-ambientalista.
Ecobrand manager: responsabile della progettazione di linee di prodotti sostenibili.
Ecodiplomatico: rappresenta le istituzioni delle politiche di ratifica dei trattati internazionali.
Ecoparrucchiere : coiffeur che utilizza solo prodotti ambientalmente corretti.
Esperto del riciclo: commercializza prodotti del riciclo.
Pedologo: esperto conoscitore del suolo (classificazion e, interpretazione e conservazione).
Restauratore di giardini: riprogetta aree Verdi."
...ecc. ecc.
Ma il Forestale???
No, eh?
Va bè, ci sono il pedologo ed il restauratore di giardini... ed è già qualcosa...
Corriere web del 5.8.2010; Animali
/10_agosto_05/canguri-non-saltano-ricerca-australiana_5ef fefa6-a075-11df-bc17-00144f02aabe.shtml
"Ecco perché i canguri non saltano più.
I cambiamenti climatici hanno modificato le abitudini dei marsupiali: si nutrono dal terreno e non più dalle piante"
La Repubblica; sabato 31 .07. 2010; pag. 40; R2 TEMPO LIBERO; rubrica Telecomando; voce Documentari; "Vita da taglialegna ultimi eroi dei boschi" è il titolo impiegato da Silvia (predestination?)Fumarola per segnalare una serie di documentari inerenti alla vita degli operai forestali dell'Oregon.
Nel trafiletto di presentazione, la Sig.ra Silvia ci informa che "le vecchie asce sono state sostituite da seghe elettriche".
L'articolo è un pezzo pregiato di giornalismo d'inchiesta local, a cura di giornalista neofita (almeno si spera), atto a riempire spazi editoriali altrimenti difficilmente riempibili dato il periodo estivo avaro di news. Merita di essere letto interamente. Per brevità riporto solo uno stralcio che reputo significativo. Ad un certo punto il giornalista afferma: “Non si riesce nemmeno a entrare nei castagneti. I rovi tagliano le gambe”.
Notizia di riporto o diretta constatazione sperimentale ? In quest'ultimo caso, quale abbigliamento è stato usato per affrontare un ambiente così ostile: bermuda e infradito ?
Subito appresso seguono alcune dichiarazioni che l'uso delle virgolette fanno risalire (e/o trasalire) ad Antonio Lisoni, Agronomo, Vicepresidente della Coop agricola (si presume di Gravagna San Rocco in Prov. di Massa Carrara). "Il cancro c'è perché, se un tempo i contadini potavano il ramo colpito, ora i castagni malati crescono (!!), si intrecciano con i castagni sani e li contagiano. Le foglie cadute, non più raccolte, marciscono e rovinano il terreno. .. Omissis ..."
Ho difficoltà a credere che un Collega Agronomo possa aver espresso concetti di tale sostanza e in questi precisi termini. Sospetto che qualcuno bluffi .... e che qualcun altro sbuffi !!
Dice il Saggio:
"La piantagione di un albelo al giolno, leva il medico d'intolno;
la piantagione di un albelo all'anno, toglie d'intolno qualunque affanno !"
(e... a palità di contlibuto, lisulta pule più conveniente !!).
da una misura PSR 221 "Imboschimento di terreni agricoli" azione imboschimenti permanenti
nelle premesse si spiega che si tratta di impianti volti a costituire popolamenti forestali in equilibrio con le condizioni ambientali della stazione e con i complessi boscati naturali circostanti
tre schemi di impianto
sesto lineare con densità di impianto di 1100 piantine per ettaro
sesto "curvilineo" o a "gruppi" 600 p/ha
sesto "curvilieno" con arbusti 500 p/ha + 200 arbusti/ha
scadenza dei lavori
12 mesi dalla notifica dell'ammissione a finanziamento
fin qui discutibile ma chiaro
poi la stoccata finale....
l’obiettivo finale dell’imboschime nto quello di ricreare un bosco naturale, disetaneo e misto, nella progettazione e nella realizzazione dell’impianto dovranno essere adottate tutti gli accorgimenti tecnici necessari affinché tale obiettivo possa essere raggiunto
al che getto le armi, do' fuori di testa e propongo al proprietario di piantare 11 p/ha per anno per 100 anni.....
Resto del Carlino, 27.06.10, pag. 22: ”Il futuro del paese (minuscolo) ? La parola agli alberi”.
“In Italia - spiega Enrico Cappelloni, Ispettore capo del Corpo Forestale dello Stato – ci sono tredici milioni di ettari di superficie boscata. Questo monitoraggio (INFC) è di fondamentale importanza per capire quali scelte dobbiamo fare in futuro per il nostro Paese”. “Un indicatore dello stato di benessere del bosco – interviene Claudio Fantazzini, Sovrintendente del CFS – è la formica: l'alta presenza di questo insetto garantisce la formazione di humus”.
Stralcio dall'articolo "Bussole e divise. I cacciatori di ossigeno".
Purtroppo, come troppo spesso accade, al comune lettore non è possibile separare le "farine e i rispettivi sacchi dai quali esse provengono"; in altri termini non è possibile individuare le parole e i concetti da attribuire agli intervistati e quali - quante/i ai due intervistatori/autori dell'articolo. L'uso delle virgolette indicherebbe.... già.... al condizionale !
come Redazione suggeriamo di postare i commenti relativi al servizio di Striscia sul taglio dei boschi sul Post "Tapiro Verde a Striscia la Notizia" a questo link: http://www.rivistasherwood .it/blog/479-tapiro-verde-a-striscia-la-notizia.html
Come Redazione ci permettiamo di aggiungere questi commenti alla nuova discussione.
Luigi - Redazione di Rivistasherwood .it
Puntata di Striscia la notizia del 14 maggio. Milioni di telespettatori. Servizio di Max Laudadio "Il taglio degli alberi".
L'inviato si reca in un bosco dicendo "cosa succede? Qui il bosco c'è, qui non c'è più!" Alle sue spalle, un bosco tagliato, con rilascio di matricine. Il servizio prosegue con una agghiacciante intervista a due rappresentanti di associazioni ambientaliste, comodamente seduti su un divano (dalle loro parole viene il dubbio che in bosco non ci siano mai stati), che passano messaggi del tipo "il taglio del bosco mette a rischio la BIODIVERSITA' e l'ECOSISTEMA". "Questi signori che tagliano il bosco sono più interessati al legname, ai soldi, che a mantenere un bene prezioso per tutti, perchè il bosco non è di chi lo taglia ma è un bene di tutti". Non una parola sulle energie rinnovabili, sul presidio del territorio montano tramite attività lavorative compatibili col territorio.
Si passa poi alla legislazione. "In Italia la legge forestale è del 1923, mentre esistono solo (?) leggi regionali che regolano i tagli, per cui in regioni come la Lombardia esistono regolamenti che permettono di tagliare un bosco e lasciare 50 o 80 piante all'ettaro". Questo, a parere dell'intervistatore, è inaccettabile, così come per i rappresentanti degli ambientalisti, per cui il bosco è un bene di cui dovrebbe occuparsi il Ministro dell'Ambiente (Titolo 5 della Costituzione?).
L'inviato si reca poi dal Ministro Prestigiacomo, che non so se abbia visto il servizio prima dell'intervista, ma si limita a dire che ringrazia Striscia per la segnalazione (quale? Quella che le leggi forestali in Italia sono regionali? Che in Italia si tagliano dei boschi rilasciando matricine?) e che veglierà sui nostri boschi.
Inutile che mi metta a discutere punto per punto ciò che emerge da questo servizio, i forestali sanno bene perchè è giusto tagliare un bosco con certi criteri. Ma un servizio del genere, visto da milioni di persone, è un colpo durissimo all'immagine del nostro settore. Quello che mi sembra sia emerso è che tagliare un bosco è sempre e comunque sbagliato.
É possibile che in televisione passino messaggi del genere, con interviste a personaggi che umiliano migliaia di persone che lavorano in bosco, e nessuno possa rispondere? Ci vorrebbe un bel servizio che fa vedere il Bambi che pascola felice nella tagliata, le piccole piantine che dopo pochi anni dal taglio fanno rinascere il bosco, il boscaiolo barbuto che con il suo lavoro sfama la famiglia e mantiene in vita paesi arroccati sulle montagne. Ma forse questo non fa abbastanza scoop.
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