|
|
|
Letto: 1664 volte
|
“animali in pericolo d'estinzione a causa della deforestazione della savana” - TG4
“la Liguria frana e brucia a causa del bosco che ha invaso i terrazzamenti” - Lo Scarpone, Notiziario CAI
“le biomasse sono peggio dei combustibili fossili” - Salvaleforeste.it
Questi sono solo esempi delle numerose “castronerie forestali” che spesso si trovano tra le pagine dei giornali, in internet o in TV.
Le motivazioni sono numerose e difficili da comprendere, fatto sta che quando si parla di alberi, di boschi, di ambiente, numerose sono le “frasi fatte” e non veritiere oppure le “prese di posizione” senza alcun fondamento reale. Ciò che si legge e si ascolta può far sorridere gli addetti ai lavori, come negli esempi riportati, ma può provocare un allarmismo nell’opinione pubblica che rischia di ripercuotersi negativamente su chi lavora e vive in contatto con le foreste.
Per raccogliere e rendere visibili le “castronerie forestali” lanciamo questo argomento di discussione, in modo che ognuno di voi possa segnalarle, per costituire una riflessione sul ruolo che i forestali hanno per promuovere una corretta informazione sulle tematiche del nostro settore.
Le “migliori” (o peggiori!) “castronerie forestali” raccolte saranno inserite su Sherwood, in un apposito spazio denominato “Castroforeste”!
Aspettiamo i vostri contributi, con il riferimento (possibilmente verificabile) di dove sono comparse le “castroforeste” e di chi le ha pubblicate! |
Aggiungi commento
|
|
 |
|
 |
|
|
|
|
Annunci Compro & Vendo legna
Legname segato - Pordenone
Vendo tavole non refilate, diverse stagionature, di essenze miste: olmo, noce, rovere, cipresso, acero campestre.
|
|
 |
|
 |
|
Commenti
avevo segnalato il post di Grillo sull'articolo "Natura 2000, che delusione".
Sono piemontese e ho letto il regolamento. A quanto mi risulta, quelle di Grillo e del documento WWF citato, mi sembrano solo affermazioni assurde, di propaganda politica.
Sì, qualche forestale particolarmente legato alla "wilderness" si è lamentato, in particolare per le matricine nei cedui di collina.
Ma chi lavora con il ceduo e sulle piccole superfici che costituiscono la proprietà privata piemontese, o si confronta quotidianamente con le difficoltà della gestione di superfici pubbliche, magari inframezzate da piccole superfici abbandonate, i cui proprietari sono magari emigrati in argentina da decenni, non può che plaudere alla nuova legge, con tutti gli umani difetti che può certo avere e che anzi HA.
Comunque alla luce della legge forestale e soprattutto del nuovo regolamento, (tutti disponibili on-line, se solo Grillo avesse voluto leggerli) NON CI SONO CERTO gli estremi per gridare al "danno ambientale" o alla "distruzione dei boschi".
Piuttosto, forse finalmente con questa legge si comincerà a fare un po' più di Gestione!
... questo appare un caso serio: i sorrisi si smorzano ... le preoccupazioni (fondate) aumentano ! Al "Gestore" chiedo se sia questo blog quello maggiormente indicato per approfondire la tematica che sembra molto complessa e delicata. lamb
Ci stiamo autodistruggend o in silenzio. Siamo una razza in estinzione. Chi avesse ancora cuore e voce scriva una mail alla presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso: presidente@regi one.piemonte.it.
purtroppo sto ancora anilizzando la legge, ma mi sembra che dai contenuti sopra di costroneria ambientalista italiana trattasi, se così non fosse spero che i succitati ambinetalisti wwfini in testa mi perdonino per l'OT....
cmq si potrebbe aprire una nuova discussione su questo ed eventualmente a chi fosse più informato di me rispondere nel blog di grillo.....
ciao a presto
La Regione Piemonte ha deciso di produrre il 20% del proprio fabbisogno energetico da fonti rinnovabili. Come vuol farlo? Attraverso la distruzione dei boschi. Per produrre energia saranno utilizzati ogni anno 2,2 milioni di metri cubi di legname, secondo le pazzesche norme della nuova Legge forestale regionale (L.R. 4/2009). Una legge in totale conflitto con le disposizioni di sostenibilità delle Risoluzioni approvate nelle Conferenze Ministeriali sulla protezione delle foreste in Europa. La Legge Attila/Bresso è stata approvata in modo bipartisan (e come poteva essere altrimenti?) sia dal PDL che dal PDmenoelle. In pochi anni parte dei boschi del Piemonte scompariranno, sia quelli pubblici che quelli privati. Infatti, secondo un comunicato del WWF: "Attraverso il meccanismo della gestione provvisoria associativa (L.R. 4/2009, art. 18), in Piemonte il taglio del bosco oggi può venir eseguito senza darne comunicazione diretta al proprietario. Se il proprietario vuole conservare il bosco, tocca a lui rincorrere le amministrazioni che ne deliberano il taglio e opporvisi; se non fa nulla si trova il bosco tagliato! La legna gli sarà pagata al valore reale di mercato, ma chi poi la utilizzerà come biomassa ne otterrà la supervalutazion e, drogata grazie ai soldi pubblici, di cui si è detto sopra".
I boschi sono un bene prezioso e sempre più raro, la quota pro capite di boschi dal 1861, anno della nascita dell'Italia, è dimezzata. I boschi dovrebbero essere trasmessi alle generazioni future. Distruggere i boschi per produrre energia elettrica è diseconomico, oltre che criminale. Il legno infatti ha un basso contenuto energetico CE, pari a circa un quarto di quello del gasolio.
Perché la Regione Piemonte ha approvato una legge CONTRO la proprietà privata, CONTRO l'ambiente e CONTRO l'economia? Secondo il WWF: "La risposta sta in un sistema di incentivi eccessivi, che non ha eguali in altre Nazioni europee e non è accompagnato da un adeguato corollario di limitazioni. Manca la valutazione dei costi ambientali dell’attività, che dovrebbe essere, al contrario, vincolante nei processi decisionali. Ciò che ci si prepara a fare è una grossa speculazione economica, con effetti ambientali devastanti. Francesi, svizzeri e austriaci, nostri vicini lungo l’arco alpino, pur utilizzando i boschi regolarmente, non si sognano di produrre corrente elettrica da biomasse forestali, ma si limitano a sfruttare intelligentemen te i residui di lavorazione del legno a fini termici. Se strapagassimo, al prezzo attuale del legname da opera, il legno che si progetta di bruciare in Piemonte in un anno, arriveremmo alla cifra di 58 milioni di euro.
continua...........
Per Berlusconi governi di centrodestra omogenei al governo nazionale realizzerebbero la riforma della sanità con l'abolizione delle liste d'attesa. "Inoltre - ha detto il premier - le nostre regioni riprenderebbero a mettere a dimora gli alberi, creerebbero più verde e piste ciclabili per rifare dell'Italia il giardino d'Europa".
www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/03/07/visualizza_new.html_1731056211.html
Cerasifilia edonistica ad Arcinazzo ovvero "il ciliegio del lontano (Oriente) è sempre più fiorito e a-fruttiphicans !"
Venerdì, 19 Febbraio 2010
Un area di alberi di Ciliegio (giapponesi) in Italia, agli Altipiani di Arcinazzo.
E' stata realizzata una petizione per far piantare degli alberi di Ciliegio (giapponesi) in un area agli Altipiani di Arcinazzo: magari anche in altri punti, ma soprattutto in un area larga che può essere abbellita e/o dove c'è spazio per poter piantare molti alberi di Ciliegio, per aiutare a combattere il riscaldamento globale creando nello stesso tempo un luogo di ritrovo, per pick-nick, passeggiate, eventi, l'Hanami (http://casajappo.iobloggo.com/102/3345735211---hanami), un luogo dove potersi rilassare e apprezzare la fioritura di questi magnifici fiori, anche in compagnia. Aiutando nello stesso tempo questo posto (che già da un pò di tempo viene trascurato per quanto riguarda la valorizzazione e l'organizzazione, oltre a contribuire ad un incremento dei benefici turistici).
Ovviamente con le dovute cure che necessitano questi alberi, nel caso in cui ne abbiamo bisogno.
Creando un luogo ancora piu accogliente, di riferimento, con la bellezza della natura, agli Altipiani di Arcinazzo.
Aiutando in questo modo anche la lotta contro il riscaldamento globale e l'inquinamento. Ed anche per chi è più distante, può diventare un occasione per fare una gita per ammirare i Ciliegi in fiore.
I Ciliegi di cui si parla sono giapponesi e la petizione riguarda questo tipo di albero anche perchè oltre ad essere degli alberi ornamentali davvero molto belli, e fatti apposta per produrre più fiori, non producono frutti (il che è importante, visto che non coltivandoli andrebbero a marcire per terra),ed è un modo per valorizzare e aiutare portando qualcosa di nuovo ed "unico" e piacevole da apprezzare, creando un luogo bellissimo durante la primavera.
Per maggiori informazioni e per firmare, c'è il sito dell'iniziativa:
www.ciliegiaglialtipianidiarcinazzo.blogspot.com
Mi piacerebbe sapere come fa a sostenere che la realizzazione di 4.000 invasi non avrebbe nessun impatto ambientale e che anzi migliorerebbe il paesaggio.
La creazione di invasi lungo le aste fluiviali (perché posso imaginare che l'acqua verrebbe presa da lì) anche di piccole dimensioni o piccolissime (forre, borri, fossi, rii, o qunat'altro) costituiscono interruzioni permanenti del flusso idrico con conseguente cambiamento del delle dinamiche delle portate naturali a valle dell'invaso. Pesci e anfibi, ad esempio, potrebbero non giovarne. E ho usato il condizionale, perché occorrono dei dati per dimostrarlo, ma occorrono dati anche per dimostrare il contrario. Sul paesaggio poi ci sarebbe molto da dire ma non condivido assolutamente l'idea che possa creare miglioramenti. L'idea di fondo non dovrebbe essere quella di produrre di più (energia, acqua per i diversi usi, ecc.) ma consumare meno e ridurre gli sprechi, a vantaggio di tutti, eccetto di quelli che ci marciano sopra.
Martedì 23 Febbraio 2010 “MONITOR”
Spreco d'acqua
"8 miliardi di metri cubi di acqua piovana (pari a 16 volte il lago di Garda) che ogni anno finiscono inutilizzati in mare a causa della mancanza di una rete di invasi"
Riporto la frase da una statistica che appare in un forum limitrofo. "Mancanza di una rete di invasi". Questa locuzione mi ha fatto impressione perché io questo argomento l'ho trattato diversi anni fa, facendo un progetto di massima, e perfezionando dal punto di vista operativo, un'idea tecnica che, ammetto con sincerità, non è mia. E' un'idea vecchia, proposta e pubblicata decine di anni fa sotto il titolo "4000 laghi per la sistemazione idrogeologica del territorio italiano". Si trattava di creare piccoli invasi, in zone particolarmente "strategiche" mediante dighe in terra battuta (una tipologia studiata in ingegneria idraulica) di nessun impatto ambientale, ma anzi migliorativa del paesaggio. Questa soluzione consente, oltre che di regolamentare il deflusso delle acque, anche di avere alcuni effetti collaterali positivi, tra cui: generazione di energia elettrica pulita mediante piccole centraline, insediamenti forestali,agric oli,di allevamento e conseguente monitoraggio del patrimonio boschivo. Nell'ampliamento del progetto, per quanto riguarda l'aspetto dei costi di realizzazione, io suggerivo l'impiego di manodopera giovanile proveniente dal volontariato e dal servizio civile. Per il momento mi limito a questi brevi cenni.
Ing. Alberto Busato (Butto Alberosa)
di Butto Alberosa
Risposta(di Franco Foresta Martin)
Come vede, anche per queste idee ci sono corsi e ricorsi. Sarebbe interessante conoscere altre opinioni sulla fattibilità di un progetto del genere.
Forum “AMBIENTE e CLIMA” di Franco Foresta Martin
I grandi cambiamenti della Terra che coinvolgono l’atmosfera e il clima, l'interno del pianeta (!!?)e la sua superficie, condizionando pesantemente la biosfera e l’ambiente dell’uomo. Franco Foresta Martin, giornalista scientifico e geologo, risponde alle domande e ospita i commenti dei lettori su questi temi da cui dipende il futuro dell'Umanità.
Butto Alberosa Martedì, 23 Febbraio 2010
"Riscaldamento a legna" (da Fantoni Gabriele)
Il controllo di una caldaia per riscaldamento comporta due operazioni: la pulizia del bruciatore e degli scambiatori di calore, e l'analisi dei fumi. I prodotti della combustione (fumi) sono in relazione con le caratteristiche della combustione e in special modo con le percentuali di combustibile e comburente (ossigeno). Nelle caldaie a gas le caratteristiche della combustione sono regolabili, quindi la composizione dei fumi può essere facilmente corretta. Nelle caldaie a combustibile solido domestiche praticamente impossibile. Nelle caldaie a pellet qualcosa si potrebbe fare, ma non credo ne risulti una efficienza stabile e ragionevolmente continuativa.
Non riesco ad individuare chi sia “non credente”: Alberosa Butto, Gabriele Fantoni o entrambi ? E il pellet è combustibile solido o semifluido ? Liquido sicuramente no ! Ogni singolo "passatello"(cilindretto di segatura pressata) è sicuramente solido .... ma la massa, nel suo insieme, manifesta comportamenti ambigui. Il Coordinatore del forum potrebbe/dovrebbe fornire qualche indicazione corretta altrimenti significa che condivide ciò che i partecipanti hanno scritto.
STRISCIA O FERTILIZZA LA NOTIZIA ?
15.10.09 – TG5 delle 8.00. Dopo l'attentato alla caserma S. Barbara di Milano da parte di “3 Islamici” avvenuto lunedì 12 ottobre, il TG comunica, con toni sensazional-preoccupati, che dalle indagini risultano mancare 80 Kg di ESPLOSIVO ! In realtà si tratta dei 2/3 del quantitativo di nitrato d'ammonio, comprato al consorzio agrario, col quale è stato costruito il rudimentale ordigno fatto esplodere dal kamikaze libico. Conferendo un logico credito a tale “notizia” si potrebbe giungere alla conclusione che la maggior parte degli agricoltori mondiali sufficientement e ricchi da potersi permettere di usare tale fertilizzante chimico, sarebbero dei potenziali e pericolosi terroristi !.
RSS feed dei commenti di questo post.