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Pubblichiamo il quarto spunto di riflessione sulla discussione avviata dalla Commissione Europea a seguito dell’uscita del “Libro Verde”. Alla domanda relativa agli strumenti disponibili per la tutela delle foreste (domanda n. 3), rispondiamo proponendo strumenti gestionali di tutela e valorizzazione di quelle specie forestali che oggi rischiano di ridurre la propria presenza a causa del progressivo abbandono colturale e insediativo delle aree rurali. L’UE potrebbe finanziare apposite misure di gestione che premino gli interventi a favore delle specie rare e/o sporadiche. Inoltre, quale incentivo a una gestione attiva, potrebbe invitare gli Stati Membri a semplificare le procedure autorizzative e rendere i controlli più tecnici e adattabili alle variabili condizioni che richiede la biodiversità.
Libro Verde - Domanda 3 - strumenti disponibili per la tutela delle foreste
a. Ritenete che le politiche dell’UE e degli Stati membri siano sufficienti per garantire che l’UE dia il proprio contributo alla tutela delle foreste, comprese la preparazione in vista dei cambiamenti climatici e la conservazione della biodiversità nei boschi e nelle foreste?
b. In quale settore ritenete eventualmente necessario un ulteriore intervento?
c. Come si potrebbe organizzare tale intervento: nell’ambito del quadro politico dato o in un altro?
Alla terza domanda posta dalla CE sul Libro Verde la Redazione di Sherwood propone di rispondere come segue:
Riteniamo che, almeno in Italia, la conservazione della biodiversità, intesa come ricchezza di specie, di strutture e di relazioni, sia messa a rischio di temporanea riduzione a causa delle mutate condizioni socio-economiche nei territori rurali di montagna e di collina che hanno portato e portano tutt’ora, ad un progressivo abbandono colturale e insediativo. L’abbandono della gestione forestale conduce da una parte ad un positivo arricchimento di biomassa e ad una naturale evoluzione verso formazioni ad alto fusto, ma dall’altra alla semplificazione strutturale, specifica e di relazioni (vedi inventario forestale della Toscana). Ciò, nell’Arco di pochi decenni, potrebbe portare alla perdita di numerose specie arboree sporadiche, le quali, non più presenti neppure con rari portaseme, potrebbero risultare assenti in vaste aree forestali dove invece sono state presenti grazie al presidio dell’uomo e alla gestione attiva delle risorse forestali concretizzatasi con il governo a ceduo o il governo misto ceduo-fustaia. Anche il governo a fustaia, purché attivo e cosciente di tale valore, potrebbe garantire alti livelli di biodiversità.
L’UE potrebbe finanziare apposite misure di gestione che premino gli interventi a favore delle specie rare e/o sporadiche. Inoltre, quale incentivo a una gestione attiva potrebbe invitare gli Stati Membri a semplificare le procedure autorizzative e rendere i controlli più tecnici e adattabili alle variabili condizioni che richiede la biodiversità. |