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Quando si affronta una crisi economica si possono percorrere tre strade: ridurre i costi, aumentare i ricavi oppure perseguire contemporaneamente entrambi gli obiettivi.
Per la montagna e per le aree forestali pare che la scelta sia caduta solo sulla prima opzione: ridurre i costi affossando la parte di pubblica amministrazione ad esse dedicata.
Sembra che la seconda strategia in tempo di crisi, la crescita dei ricavi dai territori montani, non faccia parte dei programmi. Eppure la montagna e le foreste avrebbero un loro potenziale.
Allora perché non provare ad arrestare l’agonia delle aree montane e forestali attraverso misure a costo zero o risorse comunitarie orientate a riavviare un’economia che può stare in piedi da sola? Le possibilità ci sono e anche qualche idea che circola ormai da diverso tempo, ma altre potrebbero essere proposte in questo blog.
Parliamone e proviamo a costruire un documento di proposte da inviare ai referenti politici e ai tecnici per le aree montane e forestali. L’importante è cercare di proporre azioni a costo zero o attivabili tramite fondi comunitari. Chissà che non si possa dare un contributo in controtendenza.
- Dal momento che il blog comincia ad avere un numero elevato di contributi e che leggerli tutti richiede diverso tempo, di seguito si sintetizzano per punti i principali suggerimenti che sono stati offerti fino a questo momento. Chi volesse verificare o approfondire, a lato di ciascuna "idea-proposta" può trovare il riferimento di chi l'ha avanzata e ricercare così il messaggio originale. Chi invece volesse capire rapidamente di cosa stiamo discutendo può commentare direttamente questa sintesi.
Sintesi proposte (in ordine di arrivo)
- 1 - Lamb => il settore forestale può essere una risorsa per il Governo e, indirettamente per l'economia, poiché da questo arriveranno soldi grazie ad "oculate" dismissioni.
- 2 - Lamb + Tizs => Possono arrivare risorse ai tecnici forestali se si difendono i "diritti professionali" esclusivi.
- 3 - Tizs => per far crescere la qualità dei lavori tecnici e per difendere meglio la "categoria" sarebbe utile separare il settore forestale da quello agricolo, anche a livello di ordine.
4 - Paolo => Diffondere l’esempio delle Foreste Modello per:
- a. attivare la collaborazione tra i vari attori sociali dell’economia montana e forestale per attivare progetti di sviluppo condivisi, realizzabili e, soprattutto, calati sulle possibilità e sulle esigenze locali;
- b. favorire l’associazionismo su progetti concreti e non sulla carta, dal momento che il secondo ci ha dimostrato di essere fallimentare o al più inutile.
- 5 - Paolo=> Pur nel rispetto delle priorità ambientali, dare spazio alle attività che permettono di esportare beni e servizi e far entrare denaro. Tra le opportunità più diffuse, probabilmente la più diffusa in tutto il territorio montano e collinare italiano, c’è la produzione di legno a fini energetici. Nulla di originale quindi, ma sembra non si stiano cogliendo le occasioni, anche se sono ancora presenti. I motivi per perseguire con decisone questa strada, pur sapendo che non è l’unica possibilità, ma una delle più grandi, sono:
- a. far pagare meno l’energia termica a scala locale;
- b. creare opportunità di lavoro nel campo delle utilizzazioni forestali, dell’installazione e manutenzione di impianti termici, del commercio e del trasporto locale
- c. sostituire ovunque possibile i combustibili fossili con fonti rinnovabili come il legno, puntando però alla maggior vicinanza possibile tra area di produzione e di trasformazione energetica;
- d. aiutare il Paese a raggiungere gli obiettivi ambientali legati ai cambiamenti climatici.
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b. creare opportunità di lavoro nel campo delle utilizzazioni forestali, dell’installazi one e manutenzione di impianti termici, del commercio e del trasporto locale c. sostituire ovunque possibile i combustibili fossili con fonti rinnovabili come il legno, puntando però alla maggior vicinanza possibile tra area di produzione e di trasformazione energetica; d. aiutare il Paese a raggiungere gli obiettivi ambientali legati ai cambiamenti climatici
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