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Foreste e montagna: freno o risorsa per l’economia?

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( 18 Votes )
Letto: 2879 volte
Lunedì 10 Ottobre 2011 09:46

Foreste e montagna: freno o risorsa per l’economia?Quando si affronta una crisi economica si possono percorrere tre strade: ridurre i costi, aumentare i ricavi oppure perseguire contemporaneamente entrambi gli obiettivi.

Per la montagna e per le aree forestali pare che la scelta sia caduta solo sulla prima opzione: ridurre i costi affossando la parte di pubblica amministrazione ad esse dedicata.

Sembra che la seconda strategia in tempo di crisi, la crescita dei ricavi dai territori montani, non faccia parte dei programmi. Eppure la montagna e le foreste avrebbero un loro potenziale.

Allora perché non provare ad arrestare l’agonia delle aree montane e forestali attraverso misure a costo zero o risorse comunitarie orientate a riavviare un’economia che può stare in piedi da sola? Le possibilità ci sono e anche qualche idea che circola ormai da diverso tempo, ma altre potrebbero essere proposte in questo blog. 


Parliamone e proviamo a costruire un documento di proposte da inviare ai referenti politici e ai tecnici per le aree montane e forestali. L’importante è cercare di proporre azioni a costo zero o attivabili tramite fondi comunitari. Chissà che non si possa dare un contributo in controtendenza.


  1. Dal momento che il blog comincia ad avere un numero elevato di contributi e che leggerli tutti  richiede diverso tempo, di seguito si sintetizzano per punti i principali suggerimenti che sono stati offerti fino a questo momento.  Chi volesse verificare o approfondire, a lato di ciascuna "idea-proposta"  può trovare il riferimento di chi l'ha avanzata e ricercare così il messaggio originale. Chi invece volesse capire rapidamente di cosa stiamo discutendo può commentare direttamente questa sintesi.

Sintesi proposte (in ordine di arrivo)

  1. 1 - Lamb => il settore forestale può essere una risorsa per il Governo e, indirettamente per l'economia, poiché da questo arriveranno soldi grazie ad "oculate" dismissioni.
  2. 2 - Lamb + Tizs => Possono arrivare risorse ai tecnici forestali se si difendono i "diritti professionali" esclusivi.
  3. 3 - Tizs => per far crescere la qualità dei lavori tecnici e per difendere meglio la "categoria" sarebbe utile separare il settore forestale da quello agricolo, anche a livello di ordine.
    4 - Paolo => Diffondere l’esempio delle Foreste Modello per:
      1. a. attivare la collaborazione tra i vari attori sociali dell’economia montana e forestale per attivare progetti di sviluppo condivisi, realizzabili e, soprattutto, calati sulle possibilità e sulle esigenze locali;
      2. b. favorire l’associazionismo su progetti concreti e non sulla carta, dal momento che il secondo ci ha dimostrato di essere fallimentare o al più inutile.
  4. 5 - Paolo=> Pur nel rispetto delle priorità ambientali, dare spazio alle attività che permettono di esportare beni e servizi e far entrare denaro. Tra le opportunità più diffuse, probabilmente la più diffusa in tutto il territorio montano e collinare italiano, c’è la produzione di legno a fini energetici. Nulla di originale quindi, ma sembra non si stiano cogliendo le occasioni, anche se sono ancora presenti. I motivi per perseguire con decisone questa strada, pur sapendo che non è l’unica possibilità, ma una delle più grandi, sono:
      1. a. far pagare meno l’energia termica a scala locale;
      2. b. creare opportunità di lavoro nel campo delle utilizzazioni forestali, dell’installazione e manutenzione di impianti termici, del commercio e del trasporto locale
      3. c. sostituire ovunque possibile i combustibili fossili con fonti rinnovabili come il legno, puntando però alla maggior vicinanza possibile tra area di produzione e di trasformazione energetica;
      4. d. aiutare il Paese a raggiungere gli obiettivi ambientali legati ai cambiamenti climatici.
  5. b. creare opportunità di lavoro nel campo delle utilizzazioni forestali, dell’installazi one e manutenzione di impianti termici, del commercio e del trasporto locale
    c. sostituire ovunque possibile i combustibili fossili con fonti rinnovabili come il legno, puntando però alla maggior vicinanza possibile tra area di produzione e di trasformazione energetica;
    d. aiutare il Paese a raggiungere gli obiettivi ambientali legati ai cambiamenti climatici


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Commenti   

 
+2 #28 carlopetrolo 2013-02-18 10:49
Buongiorno
vivo in un piccolo comune in zona boschiva ma che negli ultimi decenni ha perso la sua caratteristica forestale.

Al fine di dare un segno concreto di incentivazione all'economia forestale locale ultimamente mi è capitato di parlare con un comune che sta stendendo il PGT.
Ho suggerito la possibilità di inserire all'interno del piano dei vantaggi per le attività di restrutturazion e o costruzione che utilizzino materiali indigeni ( o autoctoni).

So che la locale comunità montana nel recente PIF ha inserito norme di questo tipo ma che hanno validità solo alle costruzioni all'interno dei boschi.

Ad esempio come l'obbligo di utilizzo di certi materiali tipici locali oppure un vantaggio in termini di bonus costruttivi se vengono realizzati impianti a legna o biomassa condivisi tra più immobili sia privati che pubblici (mini centrali), etc.

Innoltre ho suggerito la possibilità di realizzare un programma comunale che permetta di prenotare legnami o legna da ardere a prezzi convenzionati destinati ai residenti. Questa cosa è abbastanza diffusa in svizzera.

Avete conoscienza di esperienze simili applicate all'interno di qualche piccolo comune che possa indicare come esempio o pensate che esistano limitazioni legislative a questo tipo di incentivi?

rifare un tetto con travi di castagno a km zero può costare molto di più rispetto a altri legnami non localli, ma credo che se ci fossero dei bonus ad esempio sugli ampiamenti possibili a compensazione potrebbero essere convenienti.
Mi è capito anche di vedere vecchie cascine di sassi ristrutturate con legno lamellare che proprio non centra niente.

In poche parole come anche un PGT puo dare un segno concreto ad un'incentivazio ne forestale locale?

grazie
carlo
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0 #27 Lamb 2012-02-27 09:09
Davvero difficile “mettere a CULTURA la Selvi-coltura” !!.

Su “Agricoltura”, mensile dell'omonimo Assessorato della Regione Emilia-Romagna, nel numero 2 - febbraio 2012 è presente, a pagina 7, l'articolo “Imprese, meno burocrazia. Partono le liberalizzazion i.” In esso viene sinteticamente ricordata che “ l'onda lunga delle liberalizzazion i e delle semplificazioni si estende anche all'agricoltura . Fra le misure contenute nel “Decreto semplificazioni ” viene inclusa anche questa che riporto integralmente come pubblicata.

“RIPRISTINO AREE BOSCATE – Vengono rimossi i vincoli previsti dall'attuale legislazione nazionale, in modo da consentire agli agricoltori che lo desiderano di rimettere a coltura, alla scadenza degli impegni di lungo periodo (10 o 20 anni), i terreni a suo tempo convertiti in aree boscate, sfruttando i finanziamenti UE nel quadro degli interventi per lo sviluppo rurale.”

Si potrebbe amaramente commentare questa “semplificazion e” col proverbio: “fare e disfare è tutto un lavorare” ovvero biasimare lo sperpero di risorse economiche pubbliche e private. Queste e altre serie valutazioni potrebbero essere proposte in merito.

Personalmente mi limito a sottolineare il seguente aspetto sul “come” è offerta la notizia. L'Autore (tecnico agricolo) dell'articolo pubblicato su un mensile d'informazione nel settore agricolo (mi preme rimarcarlo) usa, più o meno in-consapevolme nte, l'espressione “ rimettere a coltura .... i terreni a suo tempo convertiti in aree boscate” con buona/cattiva pace per la disciplina tecnico-scienti fica definita “Selvi-coltu ra. Ciò da parte di “cugini” con cui, in teoria, si dovrebbero condividere/int egrare strategie e politiche territoriali complementari, ambiti formativi e disciplinari, strutture tecnico-amminis trative (es. Ministero, Assessorati di enti territoriali), organizzazioni e ordini professionali, ecc.

VABBUO' !!
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+4 #26 lamb 2011-12-29 10:23
Finalmente, ieri, m'è stato recapitato il n. 179 di Sherwood: nessun lamento; una semplice e mera constatazione!
Nell'editoriale si constata la deludente partecipazione al dibattito proposto su questo blog: si cercano “teste” forestali, possibilmente pensanti e propositive. Con la pubblicazione dell'intervista al Maestro Prof. G. Hippoliti, pubblicata a pag. 42, si può constatare che “almeno una (e di "qualità" !) è stata individuata !” E, allora, teniamocela cara: leggiamo, rileggiamo, meditiamo e invitiamo a leggere ciò che da essa ci viene trasmesso con PASSIONE.
Su un aspetto, FORSE, il Maestro si sbaglia: teme che "finché non cambia il sistema di governo delle Università, le cose non cambieranno: i corsi di laurea continueranno a preparare gli allievi per dibattiti e convegni, più che per operare in bosco". Dalla deludente partecipazione al dibattito proposto su questo blog parrebbe che nemmeno questo risultato venga raggiunto. Non è una lamentazione; è una semplice e mera constatazione!
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+4 #25 paolo 2011-12-20 11:59
Provo ad essere propositivo e non solo ad incitare chi partecipa a questa discussione. Credo che il territorio e il settore forestale non solo non siano un peso per l’economia italiana, ma ritengo possano contribuire ad un’economia equilibrata, in grado di sostenersi sulle proprie gambe.
L’elenco di opportunità potrebbe essere più lungo di quello che inserirò di seguito, ma per ora credo sia meglio concentrare il confronto su pochi elementi.
In sostanza, al di là delle buone intenzioni che portano solo “pacche sulle spalle”, ma non reddito e opportunità reali a chi vive in montagna e di foreste, vorrei iniziare a proporre argomenti scontati da cui partire. Ad esempio:
1. Diffondere l’esempio delle Foreste Modello per:
a. attivare la collaborazione tra i vari attori sociali dell’economia montana e forestale per attivare progetti di sviluppo condivisi, realizzabili e, soprattutto, calati sulle possibilità e sulle esigenze locali;
b. favorire l’associazionis mo su progetti concreti e non sulla carta, dal momento che il secondo ci ha dimostrato di essere fallimentare o al più inutile.
2. Pur nel rispetto delle priorità ambientali, dare spazio alle attività che permettono di esportare beni e servizi e far entrare denaro. Tra le opportunità più diffuse, probabilmente la più diffusa in tutto il territorio montano e collinare italiano, c’è la produzione di legno a fini energetici. Nulla di originale quindi, ma sembra non si stiano cogliendo le occasioni, anche se sono ancora presenti. I motivi per perseguire con decisone questa strada, pur sapendo che non è l’unica possibilità, ma una delle più grandi, sono:
a. far pagare meno l’energia termica a scala locale;
b. creare opportunità di lavoro nel campo delle utilizzazioni forestali, dell’installazi one e manutenzione di impianti termici, del commercio e del trasporto locale
c. sostituire ovunque possibile i combustibili fossili con fonti rinnovabili come il legno, puntando però alla maggior vicinanza possibile tra area di produzione e di trasformazione energetica;
d. aiutare il Paese a raggiungere gli obiettivi ambientali legati ai cambiamenti climatici

Azioni apparentemente efficaci da tanti punti di vista, ma che stentano a partire. Credo sia un problema di imprenditoriali tà. Per la soluzione forse si possono trovare risorse nella formazione, magari attraverso il Fondo Sociale Europeo (FSE), nella costruzione di incubatori d’impresa, nel PSR (anche se purtroppo prevede solo l’autoproduzion e) o in fondi dedicati allo sviluppo delle rinnovabili.
Il 2012 è l’anno internazionale delle energie sostenibili. Perché non trarne vantaggio?

Per saperne di più sulle foreste modello http://www.cm-montagnafiorentina.fi.it/opencms/opencms/MenuPrincipale/Servizi/Foreste/Foreste_Modello/index.html
Citazione
 
 
0 #24 paolo 2011-12-20 11:12
Sono anch’io contrario alla liberalizzazion e delle attività professionali, ma sono contrario anche a come sono gestite attualmente. Se mi metto nei panni del cittadino utente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali non ho molte garanzie dall’esistenza di tale ordine e, soprattutto, non ho indicazioni sul grado di professionalità (il rating come va di moda dire oggi), l’aggiornamento , gli ambiti di competenza prioritari su cui ha investito un professionista. Così non ho la possibilità di capire dal solo nome e dal solo fatto che si tratti di un soggetto iscritto all’Ordine chi sarà effettivamente in grado di offrirmi un servizio adatto alle mie specifiche esigenze. Magari in quell’elenco di nomi ce ne sono 10 su 100 che sono specializzati sui temi che mi interessano e tra cui scegliere, ma per adesso non è possibile avere informazioni oggettive che mi aiutino a far incontrare le mie esigenze con le competenze disponibili.
E' solo un esempio, ma questo credo sia uno dei grandi limiti degli ordini professionali, molto simile a quello di molte associazioni sindacali: difendere la corporazione a qualsiasi costo senza distinzione di meriti e demeriti.
Non dimentichiamoci però che questo spazio di discussione non è pensato per lamentarci, ma per avanzare proposte. Proviamo ad essere positivi e propositivi.
Citazione
 
 
0 #23 lamb 2011-12-17 09:45
LIBERALIZZAZION E DELLE PROFESSIONI: chiedo scusa ma continuo a non capire.

"Tutti devono poter fare tutto !". Così lo slogan ripetuto, ier sera, da Maurizio Crozza nella trasmissione televisiva "ItaliaLand" per sollecitare le "liberalizzazio ni" quali salutare sferzata all'economia nazionale attraverso una maggiore ed auspicabile concorrenza. Il valente comico s'è dichiarato disponibile a "lasciare il suo posto" ad eventuale giovane "più bravo"... in comicità e fin qui l'esempio mi pare corretto e che "regga" alla prova della razionalità.

In altri ambiti, personalmente, continuo a vederla molto + dura ! Propongo un altro esempio ipotetico: al posto di Crozza, sul palcoscenico, far esibire un medico o l'architetto "Fuffas" (comico, vero? Infatti la riuscita parodia fa ridere!) o viceversa in uno studio di progettazione far accomodare non più il comico Crozza ma il Sig. Maurizio Crozza perché progetti, davvero e seriamente, un edificio o un ponte .... oppure fargli indossare camice e mascherina e col bisturi alla mano farlo esibire non sul palcoscenico o in uno studio televisivo bensì in una vera sala chirurgica dinnanzi ad un paziente vero .... ITALIALAND !!!
Citazione
 
 
0 #22 paolo 2011-12-14 09:29
Citazione tizis:
visto ora l'ultimo numero di sherwood!
servono nuovi spunti e nuove teste.....mi sono stupita anche io che la discussione non sia decollata...consapevole di non aver approfondito nulla ma solo scritto qualche pensiero volante nei ritagli di tempo.
Pensiamoci su ....
un caro saluto a Paolo Mori e Lamb :-)


Come hai potuto leggere nell'editoriale anche per me è stato deludente avere una partecipazione così limitata. La prossima settimana proverò ad aggiornare la sintesi e aggiungero qualche proposta da parte mia. Vediamo se qualcvosa si muove. Se nella si muoverà non resterà che prendere atto che ci meritiamo l'attuale situazione o che... questo mezzo, per quanto trasparente, non è considerato efficace quanto altre "strade sotterranee".
Citazione
 
 
0 #21 tizis 2011-12-13 22:05
visto ora l'ultimo numero di sherwood!
servono nuovi spunti e nuove teste.....mi sono stupita anche io che la discussione non sia decollata...con sapevole di non aver approfondito nulla ma solo scritto qualche pensiero volante nei ritagli di tempo.
Pensiamoci su ....
un caro saluto a Paolo Mori e Lamb :-)
Citazione
 
 
0 #20 lamb 2011-11-16 08:58
citazione
Citazione Paolo:
Provo a fare un primissimo e molto sintetico riassunto di quanto proposto fino a questo momento, aggiungendo qualche considerazione:
2 - Lamb + Tizs => Possono arrivare risorse ai tecnici forestali se si difendono i "diritti professionali" esclusivi.


Affermativo, e non solo ai tecnici forestali ! Oltre che l'osservanza della legislazione vigente (tutta da rispettare da parte di tutti e non solo quella che, di volta in volta, torna a vantaggio del singolo o di una categoria) il rispetto delle diverse professionalità è il primo, elementare gradino o livello da raggiungere per essere coerenti/conseg uenti rispetto a slogan e relativi comportamenti molto “sbandierati”, ritenuti indispensabili (a parole) per modernizzare il Paese e per uscire dalla crisi ma pochissimo praticati: riconoscere la competenza, il saper fare, il saper competere ovvero premiare chi agisce positivamente, possibilmente anche per il “bene comune”: il tutto riassunto nel neologismo ormai affermato e abusato “MERITOCRAZIA” !
Tre esempi banali:
1) allorché ho avuto bisogno di sottopormi ad un seppur “semplice” intervento chirurgico mi sono rivolto ad un medico chirurgo specialista con affermata fama di competenza nell'ambito di quella branca della fisiologia umana che doveva essere “ripristinata” nel mio corpo. Non m'è assolutamente balenata, nemmeno per un secondo, l'idea di rivolgermi ad un Veterinario o ad un Infermiere seppur riconosciuti eccellentemente competenti nelle loro rispettive professionalità ; chiunque si comporta, in casi analoghi, allo stesso modo (cmq incrociando le dita !);
2) il Presidente della Repubblica Italiana ha affidato al Sen. Prof. Mario Monti il compito di formare il nuovo Governo nazionale e, successivamente /possibilmente, di “risolvere qualche problemino socio-economico -finanziario”; all'estero, la valutazione sulla serietà e competenza delle persone è aspetto su cui non si scherza né si può bluffare e siccome siamo parte non trascurabile del contesto europeo e mondiale sotto diversi aspetti ..... ;
3) chissà quale consulente o funzionario ministeriale ha suggerito all'ex Ministro dell'Ambiente Prestigiacomo l'ipo-ipo-tesi (disegno di legge : v. www.effettoterra.org/documenti/ambiente/notizie/il_21_novembre_sara_la_giornata_nazionale_degli_alberi.html ) "di rendere la norma - di ottemperare alla piantagione di UN ALBERO PER OGNI NEONATO - più stringente (o “stridente” !?) rendendo certo il tempo di messa in terra della pianta che oggi è di un anno e il decreto la porterebbe ad un mese".... cosicché per le nascite di pargoli nei mesi estivi si sarebbero prospettate delle piantagioni “al calor bianco” mentre sui monti, per festeggiare i lieti eventi invernali, sarebbe stato necessario spalare la neve per raggiungere il suolo onde .......... “mettere in terra”.
P.S. Scusate, al n. 3), la "contaminazione " col blog "Castroforeste" !
Citazione
 
 
0 #19 Tizis 2011-11-10 18:33
Sinceramente sono un po' preoccupata per la vendita dei terreni agricoli pubblici.
Spesso, boschi e alpeggi costituiscono una risorsa, per gli enti locali. Certo, magari non in grado di risolvere il problema dei tagli, ma sicuramente un sospiro di sollievo, per garantire piccoli servizi e magari anche un po' di manutenzione del territorio.
L'argomento è anche collegato alla necessità di alta professionalità nella nostra professione. Il forestale e l'agronomo dovrebbero diventare figure indispensabili per gli enti che devono gestire i propri beni agricoli e forestali, proprio per poterli far rendere al massimo senza pregiudicare la salvaguardia del bene stesso.
Devono essere i promotori di una efficiente gestione e non essere consultati solo per fare la martellata o il piano di pascolamento, insomma devono entrare nelle scelte tecniche dell'ente...e per fare ciò si devono imporre agli enti, che altrimenti non investirebbero in professionalità .
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