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Nell'ambito della fiera "Interzum" appena conclusa a Colonia, AHEC - American Hardwood Export Council, ha organizzato un forum pubblico sulla nuova proposta di legge europea contro l'importazione di legno di provenienza illegale, che ha visto la numerosa partecipazione degli operatori di entrambe le sponde dell'Atlantico.
Il parere degli operatori, scaturito dall'incontro, è che tutte le valutazioni di merito dipenderanno dalla versione definitiva del testo di legge che sarà approvato dal Consiglio dei Ministri della UE. La nuova normativa, che da un lato rappresenta una grande opportunità per la sostenibilità della filiera legno, potrebbe anche, dall'altro, penalizzare l'intero settore e ostacolare il commercio, qualora il processo di due diligence (una forma di valutazione degli standard qualitativi definito nei singoli stati) fosse sostituito, come richiesto da numerosi emendamenti dei Verdi Europei, da una "certificazione di legalità", definita inattuabile da parte degli operatori.
I sistemi di due diligence introdotti nei vari Stati della UE potrebbero sicuramente evidenziare, almeno nel breve/medio periodo, significative differenze qualitative, ma potrebbero allo stesso tempo stimolare e perfezionare le iniziative in atto nel settore privato, che hanno già dimostrato di poter limitare il fenomeno dell'importazione di legno illegale se adeguatamente sostenute, formulate e monitorate.
Per esempio una recente ricerca, pubblicata lo scorso anno, conferma che nel caso delle latifoglie americane il rischio di contravvenire alle norme di certificazione FSC è minimo, in quanto l'industria americana impone severi standard di due diligence e valutazione dei rischi.
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