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La BABELE della selvicoltura

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selvicoltura aricoliA chi si occupa di selvicoltura non sarà sicuramente sfuggita l’evoluzione del dibattito in corso dal 2009 e che, in un articolo pubblicato nel luglio 2010 (Ciancio), è passato dai toni propri della passione per la disciplina a quelli dell’offesa personale diretta.

Nello stesso articolo si sottintende più volte al fatto che l’oggetto della critica sarebbe stato adatto al “bar dello sport”, alludendo con questo alle scelte della Redazione di Sherwood. A ciò si aggiunge che, nel gennaio 2011, è stato edito un saggio di 52 pagine (Ciancio, 2011) che, riprendendo 7 contributi sulla selvicoltura comparsi anch’essi su Sherwood, insiste sulla superficialità e inadeguatezza di quanto abbiamo pubblicato.

Mi sono quindi sentito di esporre ai lettori di Sherwood la mia posizione personale in proposito attraverso un articolo comparso nel numero 171.

Di seguito sono scaricabili gli 8 contributi al dibattito sulla selvicoltura pubblicati nel Commenti & Proposte di Sherwood e sono riportai i link per scaricare gli articoli di replica comparsi su Foret@ e su un fascicolo edito dall’AISF a firma di Orazio Ciancio. Lo scopo è quello di consentire ad ognuno di poter leggere considerazioni e repliche in modo da non limitarsi a ciò che ho scritto, ma farsi un’idea personale sulla questione.

icon La Babele della selvicoltura - Paolo Mori, Sherwood n°171, Marzo 2011 (880.95 kB 2011-07-11 16:00:26)





  1. Aspettando tempi migliori” (Paolo Mori).

  2. Dal sonnambulismo all'incultura al pregiudizio ideologico” (Ciancio O. 2011).

  3. Un ringraziamento al Professor Orazio Ciancio” (Ultimora di Sherwood n°69 del 28/03/2011).

  4. Errata corrige Sherwood 171 - “La Babele della selvicoltura”, nota n°9” (Paolo Mori, Sherwood n. 172, Notizie in Pillole: 42-43).

  5. Selvicoltura, assestamento, epistemologia ed etica. Dibattito scientifico o discussione da bar dello sport?” (Ciancio O. 2010).

  6. La teoria delle Selvicoltura Sistemica, i razionalisti e gli antirazionalisti,  le “sterili disquisizioni” e il sonnambulismo dell’intellighenzia forestale” (Ciancio O. 2011).

  7. icon Contributo al dibattito sulla selvicoltura nel nostro Paese (594.85 kB 2011-03-02 10:48:44) (La Marca O., Sherwood n. 164: 10-13, 2010).

  8. icon La selvicoltura e i suoi aggettivi (770.25 kB 2011-03-02 10:37:55) (Mazzucch i M., Sherwood n. 150: 28-29, 2009).

  9. icon La selvicoltura Naturalistica e Sistemica: quali analogie e quali differenze (646.01 kB 2011-03-02 10:36:18) (Wolynski A., Sherwood n. 149: 14-16, 2009).

  10. icon La selvicoltura: fantasia o realtà? (279.46 kB 2011-03-02 10:44:20) (Hippoliti G., Sherwood n. 152: 24-25, 2009).

  11. icon Rimaniamo con i piedi per terra (153.37 kB 2011-03-02 10:40:36) (Sangalli G. B., Sherwood n. 150: 31, 2009).

  12. icon Selvicoltura naturalistica, uno strumento operativo che ha sempre dimostrato la sua efficacia, ... (483.21 kB 2011-03-02 10:42:27) (Munari G., Profanter P., Zanin M, Comino R., Sherwood n. 151: 4-5, 2009).

  13. icon Si fa presto a dire selvicoltura naturalistica (418.43 kB 2011-03-02 10:27:22) (Mori P., Sherwood n. 71: 3, 2001).

  14. icon Tecniche selvicolturali e contesto socio-economico (277.15 kB 2011-03-02 10:39:22) (Piussi P., Sherwood n. 150: 30-31, 2009).

  15. icon Una domanda ai selvicoltori (1.02 MB 2011-03-02 10:32:21) (Pac i M., Sherwood n. 149: 12-13, 2009).
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Commenti   

 
0 #3 Bernardo Monti 2011-07-30 20:47
La verità è che ci conosciamo solo superficialment e, avendo tu effettuato lezioni in quel della Pieve dove io ho insegnato per trenta anni dopo essere stato compagno di corso di La Marca, Hermanin, Ragazzi, Mannucci, Menguzzato....i nsomma una bella nidiata di forestali con gli scarponi e anche con la penna. Sono anche proprietario di boschi che cerco di gestire con buon senso ( che è sicuramente una prassi superiore sia alla selvicoltura naturalistica che alla SS)cercando di valorizzare un patrimonio che merita il nostro rispetto verso le generazioni che ci hanno preceduto, premessa all'educazione di quelle future.... altrimenti la selvicoltura non esiste se non come sterile ed autoreferenzial e accademia.
Sempre cordialmente.
Bernardo Monti
Citazione
 
 
0 #2 paolo 2011-07-30 16:32
Buongiorno Bernardo,
mi piace che, pur non conoscendoci, ci si possa dare del tu. Da l'idea di appartenere allo stesso mondo e permette di superare inutili convenevoli per arrivare a dire ciò che si ritiene giusto. In questi casi infatti non conta il pulpito da cui viene la predica, ma la sostanza della predica stessa. I pulpiti si deteriorano e cadono in rovina, le buone idee restano dentro ognuno di noi e crescono fino a evolversi in nuove idee. Queste se saranno valide saranno accolte da altri e continueranno accrescere a favore di ognuno di noi.

Dal 1996 non c'è stato convegno di selvicoltura a cui ho partecipato in cui non ci siano state persone che non mi abbiano espresso il dissenso nei confronti della SS o lo stupore nel non riuscire a comprenderne il senso. Il tuo commento mi pare vada nella stessa direzione. Mi sembra però che la SS sia una teoria abbastanza complessa che non si possa commentare prendendone solo alcune parti. Deve essere valutata nel suo complesso ed io mi sono ben guardato dal farlo con il mio articolo sulla Babele della selvicoltura. Quell’articolo riguardava soltanto il metodo con cui fino ad oggi è stata promossa la SS. Metodo che non è stato basato sulla forza delle idee, ma sulla forza del pulpito da cui tali idee sono state imposte.

Capisco il tuo disappunto, ma credo che gli esempi che porti vadano ad aggiungersi alla vasta gamma di considerazioni fatte in tanti anni da tantissimi selvicoltori; soprattutto selvicoltori con gli scarponi, ma non solo. Gli esempi sono utili, ma la SS è una teoria complessa che non può essere liquidata con qualche esempio. Sono stati fatti molti articoli a favore della teoria della SS, non è sempre facile orientarsi, soprattutto per un ignorante come me, tuttavia mi sembra di poter dire che la SS non abbia tecniche predilette, quanto un principio generale d’intervento che può essere riassunto nella teoria dei tagli Cauti, Capillari e Continui ( a cui Clauser ha recentemente proposto di aggiungere altre 2 “C”: “coraggiosi” e “controllati”). Credo quindi che sarebbe necessaria un’analisi completa e neutrale della SS e non solo esempi che ne mettono in evidenza aspetti discutibili, ma parziali. Io personalmente non condivido alcune posizioni fondanti della SS, ma neppure le rigetto tutte in blocco. Mi sarebbe piaciuto che qualche esimio selvicoltore, che so essere in posizioni simili alle mie, avesse fatto un bell’articolo, neutrale, che ne valutasse pro e contro. Sono circa 15 anni che aspetto, ma per ora…

Cordiali saluti
Paolo Mori
Citazione
 
 
0 #1 Bernardo Monti 2011-07-28 16:36
Buongiorno Paolo,
ho seguito il dibattito sulla SS intervenendo su Forumforeste a difesa della semplicità e praticità della selvicoltura. Mi ritrovo totalmente nelle posizioni di Paci, Piussi, Hippoliti e tue e non potrebbe essere diversamente essendo stato allievo di De Philippis, Patrone, Magini, ma soprattutto di Mario Cantiani che sapeva spiegare il bosco avendolo amministrato sul serio per molti anni.
In effetti altre critiche si possono muovere alla SS. Per parte mia ne cito un paio:
- la montagna partorisce il topolino delle tecniche gestionali che alla fine si riducono ai t. successivi a gruppi e al t. raso su piccole superfici. Ma il prof. Ciancio le ha lette le vecchie dispense del prof. De Philippis?
- è realisticamente ipotizzabile la SS quando gestione del bosco e gestione faunistica non sono mai tra loro vincolate e la seconda parla prevalentemente il linguaggio protezionistico e ambiantalista?
Un cordiale saluto.
Bernardo Monti
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