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Negli scorsi mesi ha avuto parecchia enfasi mediatica la notizia di una partita di pellet contaminato da Cesio 137 proveniente dalla Lituania e commercializzato in Italia. La Procura di Varese ha disposto la restituzione del pellet sottoposto a sequestro poiché, a seguito delle indagini, è stata evidenziata la non rilevanza radiologica dei valori riscontrati e, dunque, la non pericolosità per la salute pubblica.
Si riporta il comunicato di AIEL - Associazione Italiana Energie Agroforestali
La Procura di Varese ha disposto la restituzione del pellet sottoposto a sequestro su tutto il territorio nazionale: oltre 10.000 tonnellate di pellet rimasto nei depositi in attesa degli esiti finali dei controlli e di alcune stufe a pellet.
La decisione della Procura varesina è avvenuta a seguito delle indagini espletate dall’ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che portano a concludere la “non rilevanza radiologica dei valori riscontrati e dunque la non pericolosità per la salute pubblica...”
Come è noto la vicenda ha avuto inizio a metà dello scorso mese di giugno quando è stata data grande enfasi alla notizia del sequestro di un’ingente partita di pellet, ritenuta contaminata da Cesio 137.
La notizia aveva procurato allarme tra i consumatori di pellet , anche in seguito alle dichiarazioni di alcune emittenti nazionali che erano addirittura arrivate ad espressioni come “pellet killer” creando panico e preoccupazione, risultate del tutto infondate alla luce di questi nuovi fatti.
La vicenda ha sicuramente creato un danno economico e di immagine ad un importante settore, che in Italia vanta un mercato di oltre 1 milione di tonnellate consumate all’anno e di oltre mezzo milione di stufe caratterizzate da buoni livelli di efficienza energetica.
Alcuni organi di informazione hanno riportato l’ipotesi che si sia trattato di una guerra commerciale per danneggiare alcuni produttori.
Se così fosse, auspichiamo che a questo punto la magistratura indaghi sui responsabili del procurato allarme e dei danni economici provocati sia ai produttori di pellet che ai consumatori.
AIEL, Associazione Italiana Energie Agroforestali, che ha promosso il marchio di qualità Pellet Gold come sistema di garanzia di un prodotto sicuro e sano per i consumatori rinnova il suo impegno per promuovere la crescita di un biocombustibile che presenta molteplici benefici ambientali ed economici.
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