Richiesta di inserimento delle attività forestali tra quelle consentite nell’emergenza COVID-19

Richiesta di inserimento delle attività forestali tra quelle consentite nell’emergenza COVID-19

A seguito delle misure per il contenimento dell’epidemia di COVID-19, CONAIBO (Coordinamento nazionale delle imprese boschive) ed AIEL (Associazione italiana energie agroforestali) hanno scritto una lettera alle istituzioni chiedendo di inserire tra le attività consentite e descritte nell’allegato 1 del DPCM del 22 marzo 2020 anche quelle rientranti nel codice ATECO 02, relativo alle attività forestali.
Alla richiesta si sono uniti anche Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) e i Comuni montani.

Cinque le motivazioni che giustificano la richiesta di CONAIBO ed AIEL, a partire dalle tempistiche a disposizione delle imprese forestali prima della conclusione della stagione di taglio. Le imprese forestali sono vincolate a completare le operazioni forestali previste dai piani di taglio. Malgrado le singole regioni possano disporre diverse stagioni di taglio, le tempistiche a disposizione delle imprese sarebbero ridotte e insufficienti anche nel caso in cui questa situazione emergenziale terminasse in tempi brevi.

In seconda battuta, per quanto riguarda i territori colpiti dalla tempesta Vaia, è necessario proseguire nella raccolta del materiale ancora schiantato a terra per limitare i danni dei parassiti che si annunciano con la bella stagione e che possono compromettere seriamente la qualità dei tronchi e la salute dei boschi per il futuro. Inoltre, i cantieri forestali che operano nelle foreste colpite dalla tempesta Vaia sono ascrivibili come interventi di protezione civile e di conseguenza tuttora di massima urgenza e importanza.

Se non completeranno le attività forestali, inoltre, le imprese impegnate nella produzione di legna da ardere si troveranno prive del materiale da immettere sul mercato nella prossima stagione termica, obbligando ad aumentare ancora di più l'importazione e rischiando la proliferazione di prodotti legnosi non adeguati per una corretta combustione.

Una situazione speculare per le imprese che producono legno cippato per le reti di teleriscaldamento o di cogenerazione che hanno la necessità di completare le utilizzazioni forestali per evitare di perdere i contratti di fornitura. Con il permanere della situazione è prevedibile un esaurimento a breve della materia prima con conseguente blocco degli impianti di produzione di energia elettrica e termica. Per altro, in molte parti del nostro paese, malgrado l'avvio della stagione primaverile, si registrano ancora temperature rigide con nevicate diffuse.

Infine, molte imprese forestali sono impegnate nell’approvvigionamento delle filiere degli imballaggi in legno (pallet) sia per il settore agroalimentare che per altri settori fondamentali, ad esempio quello farmaceutico, e hanno l’esigenza di proseguire nelle utilizzazioni forestali.

La complessità della filiera boschiva e le diverse interpretazioni delle misure legislative di Regioni o Province Autonome non consentono agli operatori un’univoca applicazione delle attuali norme e non soddisfano le esigenze del settore, che deve operare in un contesto ambientale singolare come quello del sistema forestale nazionale.

Per questi motivi, CONAIBO e AIEL hanno chiesto con urgenza di inserire tra le attività consentite quelle rientranti nel codice Ateco 02, fermo restando l’applicazione tassativa del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 14 marzo 2020 fra il Governo e le parti sociali.

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