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Un podcast “sfacciatamente dalla parte del Pianeta”

Un podcast “sfacciatamente dalla parte del Pianeta”

recensione a cura di Luigi Torreggiani

C’è un podcast, dedicato al tema della crisi climatica, in cui ad essere protagonisti sono gli scienziati italiani che si occupano di questo tema, che è addirittura arrivato al primo posto della classifica di Spotify: e questa è una grande notizia. Sappiamo bene quanto non sia facile raccontate e appassionare gli ascoltatori su questi aspetti così tecnico-scientifici ma essenziali per il nostro futuro! 

Il suo nome è Bello Mondo (il titolo di una nota poesia di Mariangela Gualtieri rilanciata da Lorenzo “Jova” Cherubini a Sanremo 2022) e lo slogan, “sfacciatamente dalla parte del Pianeta”, mostra chiaramente la linea editoriale del prodotto, rivolta a sensibilizzare i cittadini rispetto al cambiamento climatico e agli enormi problemi che genera. 

I conduttori sono Federico Taddia, divulgatore, ed Elisa Palazzi, climatologa, e la produzione è a dir poco prestigiosa: Chora Media, una delle principali case di produzione di podcast e Spotify Studios.

Il format delle puntate è semplice ed efficace: Taddia conduce e racconta, Palazzi approfondisce, mentre gli ospiti portano la loro esperienza professionale e personale su temi specifici: ghiacci, oceani, neve, meteorologia, eventi estremi, foreste, usando parole ed espressioni comprensibili a tutti in puntata di circa mezz’ora ciascuna. 

La seconda puntata di Bello Mondo è dedicata alle foreste e l’ospite è il ricercatore Giorgio Vacchiano, che affronta in particolare i temi trattati nel suo libro “La resilienza del bosco”.

La puntata dedicata alle foreste è ben costruita e bilanciata, ma la narrazione dei problemi ambientali legati alla crisi climatica prevale nettamente sulle possibili soluzioni. Non viene infatti affrontato, se non molto tra le righe, il tema della Gestione Forestale Sostenibile e soprattutto il ruolo del legno nella transizione ecologica, la sua funzione di stoccaggio di carbonio anche oltre la vita dell’albero. Vengono citati FSC e PEFC, ma senza quel minimo di contesto utile a comprendere come la gestione forestale sia utile alla società proprio nel contesto della crisi climatica, ad esempio producendo materia prima rinnovabile ricca di CO2 stoccata e contrastando il rischio incendi.

La narrazione dei problemi ambientali legati alla crisi climatica prevale nettamente sulle possibili soluzioni, non viene infatti affrontato, se non molto fra le righe, il tema della Gestione Forestale Sostenibile.

E questa attenzione marcata sui problemi, rispetto alle soluzioni possibili, è forse la sfumatura negativa, dal nostro punto di vista, di un podcast altrimenti molto interessante e coinvolgente, che nonostante i contenuti molto specifici riesce a scorrere in modo gradevole ed è davvero rivolto a tutti.

Non amiamo espressioni come: “sfacciatamente dalla parte del Pianeta”, perché tendono idealmente a spingere noi, la specie umana, dall’altra parte, quella della squadra opposta al Pianeta nella partita del clima. Ad escluderci dagli ecosistemi di cui invece siamo parte integrante, che lo si voglia ammettere o no. Ecosistemi sui quali tutti noi, per vivere, generiamo un impatto

Il Pianeta non ha bisogno, a nostro avviso, di sostenitori sfacciati: si salverà da solo e andrà avanti anche dopo di noi. La crisi climatica, invece, deve essere affrontata prima di tutto per salvare noi stessi e gli ecosistemi che ci permettono di vivere, foreste comprese. Per questo, a nostro avviso, è importantissimo non solo narrare i problemi, ma indagare, insieme alle donne e agli uomini di scienza, le possibili soluzioni che passano inevitabilmente anche per un’interazione sostenibile tra specie umana ed ecosistemi naturali.  

Bello Mondo è disponibile per l’ascolto su Spotify e sul sito web di Chora media

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