Innovazione, competenze e futuro per le foreste di Pietraroja
La Segheria Ambulante del Matese nasce nell'ambito del progetto RI_GENERA PIETRAROJA come strumento per valorizzare le risorse forestali locali e promuovere nuove competenze legate alla lavorazione del legno. Attraverso la riscoperta di un mestiere antico e l'impiego delle moderne segherie mobili, il progetto mette in relazione gestione forestale, trasformazione del legno e sviluppo delle aree interne.
La Segheria Ambulante del Matese si inserisce nel più ampio progetto di rigenerazione territoriale RI_GENERA PIETRAROJA, che considera il patrimonio naturale e culturale come una risorsa strategica per lo sviluppo delle aree interne.
I circa 590 ettari di foreste comunali rappresentano una infrastruttura territoriale in grado di svolgere contemporaneamente funzioni produttive, ambientali, paesaggistiche e sociali. La gestione forestale non è quindi intesa esclusivamente come produzione di legname, ma come uno strumento per aumentare la resilienza degli ecosistemi, sostenere le attività economiche locali e migliorare la qualità della vita della comunità.
In questo contesto, la Segheria Ambulante del Matese nasce con l'obiettivo di valorizzare le risorse forestali locali attraverso una filiera corta del legno e di contribuire alla diffusione di competenze tecniche e conoscenze legate alla lavorazione del materiale legnoso.
Più che una semplice macchina, la segheria rappresenta uno strumento attraverso cui sperimentare nuove forme di gestione delle risorse e nuove opportunità per il territorio.
Le foreste di Pietraroja
590 ettari di patrimonio forestale
Faggete mature
Rimboschimenti di conifere
Cedui misti
Funzione produttiva
Funzione ambientale
Funzione paesaggistica
APPROFONDIMENTO
Piano di Gestione Forestale 2025
Le proposte di gestione sviluppate per le diverse comprese forestali puntano ad aumentare la complessità strutturale, la resilienza climatica e la multifunzionalità del patrimonio forestale comunale.
Scarica le proposte redatte da Compagnia delle Foreste per l’integrazione di tecniche selvicolturali e strategie innovative per il prossimo Piano di Gestione Forestale del Comune di Pietraroja
L'idea di portare la segheria direttamente sul luogo in cui si trova il legname accompagna da secoli la storia dei segantini ambulanti. Se un tempo il taglio veniva effettuato con seghe azionate manualmente, lo sviluppo delle moderne segherie mobili a nastro ha reso possibile lavorare i tronchi con maggiore precisione e con una ridotta perdita di materiale.
La diffusione delle lame a nastro sottili ha rappresentato uno degli elementi che hanno favorito il ritorno di questa modalità di lavorazione. La ridotta larghezza del taglio permette infatti di aumentare la resa e di valorizzare anche quantitativi limitati di legname.
Le moderne segherie mobili hanno così riportato attualità a un mestiere tradizionale, mantenendo però un forte legame con l'evoluzione tecnologica e con la ricerca della qualità del prodotto.
La segheria mobile rappresenta l'evoluzione di una pratica storica che oggi offre nuove opportunità per la valorizzazione delle risorse forestali locali.
Una storia lunga tre secoli
L'idea di lavorare il legno direttamente nei luoghi di utilizzazione forestale non è una novità. Già in passato i segantini ambulanti raggiungevano i boschi con attrezzature semplici e, attraverso lunghe operazioni manuali, trasformavano i tronchi in tavole e travi riducendo la necessità di trasportare materiale pesante.
Nel corso del tempo, l'evoluzione tecnologica ha portato dalle tradizionali seghe azionate da due uomini alle segherie meccaniche e, più recentemente, alle moderne segherie mobili a nastro. Nonostante i cambiamenti nelle attrezzature, il principio è rimasto sostanzialmente lo stesso: portare la segheria dove si trova il legno, adattando la lavorazione alle caratteristiche della materia prima e alle esigenze del territorio.
La segheria mobile rappresenta l'evoluzione di un mestiere che continua a coniugare competenza tecnica e conoscenza del territorio.
APPROFONDIMENTO
Per esplorare il mondo delle segherie mobili, sul canale YouTube di Wood Mizer, una delle case produttrici leader del settore, sono presenti centinaia di video e approfondimenti.
La disponibilità di una segheria mobile consente alle imprese forestali di ampliare la gamma delle attività svolte e di aumentare il valore aggiunto delle produzioni.
Alla segagione possono seguire la stagionatura, la piallatura, la produzione di semilavorati e la realizzazione di manufatti. Questo permette di valorizzare assortimenti che altrimenti sarebbero destinati a impieghi a basso valore economico.
Anche i sottoprodotti della lavorazione possono trovare impiego, contribuendo a un utilizzo più efficiente della materia prima.
La segheria mobile permette di trattenere sul territorio una parte importante del valore generato dalla risorsa forestale.
La filiera corta del legno
Nulla si spreca
Tavole e travi
Sciaveri
Refili
Segatura
Biomassa
La qualità del prodotto finale non dipende esclusivamente dalla macchina utilizzata. Una parte importante del risultato è legata alla capacità di interpretare le caratteristiche del tronco e di scegliere le tecniche di lavorazione più adatte.
Nodi, curvature e tensioni interne influenzano infatti il comportamento del legno e la qualità delle tavole ottenute.
La disposizione dei tagli può essere modificata in funzione delle caratteristiche della pianta e dell'impiego previsto per il materiale.
Anche la fase di stagionatura richiede particolare attenzione. La costruzione delle cataste e la gestione dell'essiccazione influiscono sulla stabilità e sulla qualità del prodotto finale.
La qualità di una tavola nasce dalla capacità di leggere il legno prima ancora di tagliarlo
I difetti del legno
La presenza di difetti influisce sulla qualità, sulla lavorabilità e sul valore commerciale del materiale. Alcune caratteristiche sono già presenti nel tronco, mentre altre possono comparire durante l'essiccazione e la stagionatura.
Tra i difetti più frequenti vi sono i nodi, che rappresentano i punti in cui i rami sono stati inglobati nel legno. I nodi sani e di piccole dimensioni possono essere compatibili anche con prodotti di pregio, mentre i nodi morti o passanti possono costituire punti di debolezza.
Altre caratteristiche importanti sono la fibratura deviata, le cipollature, le fessurazioni e la presenza di alterazioni dovute a funghi o insetti.
Molte deformazioni si manifestano però durante la stagionatura. Le tensioni interne del legno possono provocare curvature, falcature, imbarcamenti e svergolamenti, rendendo inutilizzabili tavole che apparivano perfettamente sane al momento del taglio. La velocità di essiccazione, la presenza del midollo, la disposizione dei listelli e l'esposizione al sole o al vento influenzano fortemente questi fenomeni.
Per questo motivo, nella lavorazione del legno la prevenzione delle deformazioni e una corretta stagionatura sono spesso altrettanto importanti quanto la qualità iniziale del tronco.
Tecniche di segagione
Il modo in cui un tronco viene tagliato influisce sulle caratteristiche delle tavole ottenute, sulla loro stabilità dimensionale e sulla resa complessiva della lavorazione. La scelta della tecnica di segagione dipende dalle caratteristiche del materiale e dall'impiego previsto per il prodotto finale.

Segagione tangenziale
È il sistema più semplice e diffuso. Le tavole vengono ricavate con tagli paralleli lungo il tronco, massimizzando la resa e riducendo i tempi di lavorazione.
Le superfici ottenute evidenziano il caratteristico disegno delle cerchie annuali e sono adatte a numerosi impieghi. Tuttavia, questo tipo di taglio può rendere il materiale più soggetto a deformazioni durante la stagionatura.

Segagione radiale
Le tavole vengono ricavate seguendo la direzione dei raggi del tronco. Questo metodo richiede una maggiore lavorazione e comporta una minore resa volumetrica, ma consente di ottenere elementi più stabili e meno soggetti a ritiri e deformazioni.
Il legno segato radialmente è particolarmente apprezzato per applicazioni che richiedono elevata stabilità dimensionale.

Segagione di quarto
Il tronco viene inizialmente suddiviso in quattro settori e ciascuna porzione viene successivamente lavorata separatamente.
Questa tecnica permette di ottenere tavole con una disposizione delle fibre favorevole e con buone caratteristiche di stabilità, anche se comporta una maggiore complessità operativa e una riduzione della resa rispetto ai sistemi più tradizionali.

La scelta della tecnica di segagione rappresenta quindi uno degli aspetti più importanti del lavoro del segantino. Prima ancora di effettuare il primo taglio, è necessario valutare forma del tronco, presenza di difetti, andamento delle fibre e destinazione d'uso del materiale, cercando il miglior equilibrio tra quantità e qualità.
Tecnica | Caratteristiche principali | Stabilità |
|---|---|---|
Tangenziale | Massima resa e lavorazione semplice | ★★☆☆☆ |
Radiale | Minori deformazioni e maggiore uniformità | ★★★★☆ |
Di quarto | Elevata qualità e buona stabilità | ★★★★★ |
Non esiste una tecnica migliore in assoluto: ogni tronco richiede una soluzione diversa
La stagionatura
Dopo la segagione, il legno deve perdere gradualmente l'acqua contenuta al suo interno per raggiungere una maggiore stabilità. Un'essiccazione troppo rapida può provocare deformazioni e fessurazioni.
Per questo le tavole vengono disposte in cataste con listelli distanziatori che favoriscono la circolazione dell'aria e consentono una perdita di umidità più uniforme. La corretta stagionatura rappresenta una fase fondamentale del processo di lavorazione e contribuisce in modo determinante alla qualità del prodotto finale.
Cataste ben ventilate
La disposizione corretta dei listelli favorisce una circolazione uniforme dell'aria.
Essiccazione graduale
Una perdita di umidità troppo rapida può provocare fessurazioni e deformazioni.
Tempo e pazienza
La stagionatura è parte integrante del processo di lavorazione e richiede tempi adeguati in funzione della specie e degli spessori.
APPROFONDIMENTO
Segherie mobili
Manuale pratico per iniziare

Una guida pratica e completa per scoprire il mondo della segheria mobile e trasformare il lavoro con il legno in una professione sicura, consapevole ed efficiente
Nel Manuale è possibile trovare anche approfondimenti sui temi trattati poco sopra, come ad esempio tecniche di taglio, qualità del legno, sicurezza, manutenzione e stagionatura.
Le foreste comunali di Pietraroja comprendono faggete, cedui misti e rimboschimenti di conifere. La loro gestione è orientata a un approccio attivo e adattativo, finalizzato ad aumentare la biodiversità, la complessità strutturale e la capacità di risposta ai cambiamenti climatici.
Nelle faggete mature gli interventi proposti mirano a favorire la rinnovazione naturale e a mantenere una struttura forestale più articolata. Nei rimboschimenti e nei cedui invecchiati vengono invece previste azioni volte a migliorarne stabilità e diversificazione.
La gestione forestale viene inoltre interpretata in una prospettiva multifunzionale, che comprende anche il turismo, il benessere climatico e la valorizzazione energetica delle biomasse.

Selvicoltura adattativa
La selvicoltura adattativa è un approccio gestionale che mira ad accompagnare l'evoluzione del bosco attraverso interventi calibrati sulle caratteristiche dei soprassuoli e sulle condizioni ambientali. Non prevede soluzioni uniformi, ma azioni differenziate nel tempo e nello spazio, in funzione degli obiettivi di conservazione, produzione e resilienza.
Nel caso delle foreste di Pietraroja, gli interventi proposti comprendono il sostegno alla rinnovazione naturale, la diversificazione della struttura del bosco, la valorizzazione delle specie sporadiche e la rinaturalizzazione dei rimboschimenti, con l'obiettivo di rendere gli ecosistemi forestali più resilienti ai cambiamenti climatici e alle perturbazioni.
Una gestione forestale adattativa favorisce boschi più diversificati, stabili e capaci di rispondere ai cambiamenti ambientali.
Turismo climatico
Le faggete del Matese rappresentano non solo una risorsa forestale, ma anche un patrimonio di valore per la fruizione sostenibile del territorio. Grazie al microclima generato dalla copertura arborea e alle temperature più miti durante la stagione estiva, questi boschi offrono condizioni favorevoli per attività escursionistiche, ricreative e di benessere a contatto con la natura.
Il Piano Forestale individua il turismo climatico come una delle opportunità di valorizzazione del patrimonio forestale, promuovendo una gestione capace di integrare la tutela degli ecosistemi con una fruizione responsabile e rispettosa delle diverse funzioni del bosco.
Un bosco ben gestito produce legno, ma offre anche servizi ecosistemici, qualità del paesaggio e nuove opportunità di fruizione del territorio.
Energia dal bosco
Negli ultimi decenni la diffusione delle segherie mobili ha contribuito alla riscoperta di competenze e attività che sembravano destinate a scomparire.
La figura del segantino contemporaneo richiede conoscenze che spaziano dalla lavorazione del legno alla manutenzione delle macchine, dall'organizzazione del cantiere alla sicurezza del lavoro.
La possibilità di trasformare localmente il legname e di sviluppare filiere corte può rappresentare un'opportunità per diversificare le attività delle imprese forestali e mantenere competenze specialistiche all'interno dei territori montani.
La Segheria Ambulante del Matese si colloca all'interno di questo percorso, mettendo in relazione gestione forestale, lavorazione del legno e sviluppo locale.
Il futuro delle foreste dipende anche dalle persone che le conoscono, le gestiscono e ne valorizzano le risorse.
Chi è oggi il segantino ambulante?
Il segantino ambulante è una figura professionale che unisce competenze tradizionali e conoscenze tecniche. Il suo lavoro non consiste soltanto nel tagliare un tronco, ma nell'intero processo di trasformazione del legno: dalla valutazione della materia prima alla scelta della tecnica di segagione, fino alla gestione della stagionatura e alla destinazione dei prodotti ottenuti.
A queste competenze si affiancano la manutenzione delle attrezzature, l'organizzazione del cantiere, il rispetto delle norme di sicurezza e la capacità di rispondere alle esigenze di un mercato sempre più orientato alla qualità e alla valorizzazione delle risorse locali.
Il segantino di oggi è un tecnico della trasformazione del legno, capace di coniugare esperienza, innovazione e conoscenza del territorio.
Le competenze del segantino
Conoscenza del legnoValutazione dei tronchi e scelta delle tecniche di taglio.
Gestione della segheria
Regolazione, manutenzione e controllo delle attrezzature.
Qualità della lavorazione
Segagione, stagionatura e valorizzazione dei prodotti.
Sicurezza
Organizzazione del cantiere e corretta esecuzione delle operazioni.
Valorizzazione della filiera
Valorizzazione della filiera.

La Segheria Ambulante del Matese rappresenta un'esperienza che mette in relazione gestione forestale, trasformazione del legno e valorizzazione delle competenze. Un percorso che, a partire dalle risorse del territorio, prova a costruire nuove opportunità per le comunità delle aree interne.

Finanziato tramite Avviso pubblico per la presentazione di Proposte di intervento per la rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici, da finanziare nell’ambito del PNRR, Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”, Componente 3 “Turismo e Cultura 4.0” (M1C3), Misura 2 “Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale”, Investimento 2.1 “Attrattività dei borghi”, finanziato dall’Unione europea - NextGenerationEU e gestito dal Ministero della Cultura. CUP: D69G22000010006
































