L’arboricoltura da legno è la pratica di coltivare alberi per produrre legno in modo pianificato e sostenibile.
A differenza del bosco naturale, una piantagione arborea è impiantata, gestita e utilizzata con cicli produttivi definiti, nel rispetto dell’ambiente e della fertilità del suolo. Oggi questa forma di coltivazione arborea rappresenta uno strumento strategico per la bioeconomia su cala planetaria, perché fornisce materia prima rinnovabile, riduce la pressione sui boschi naturali e contribuisce agli obiettivi climatici. Uno studio della FAO ipotizza che nel 2050 la quantità di legno prodotto nelle piantagioni supererà quella prodotta nelle foreste naturali.
L’arboricoltura da legno consiste nella coltivazione di alberi in piantagioni specializzate per la produzione ad uso industriale e/o artigianale.
Gli obiettivi principali sono:
Le specie più utilizzate in Italia includono pioppo, noce, frassino, ciliegio, farnia e rovere, scelte in base alle condizioni pedoclimatiche e agli obiettivi del piano colturale.
In sintesi
L’arboricoltura da legno è una forma moderna e sostenibile di coltivazione arborea che risponde alle sfide ambientali ed economiche del nostro tempo.
Coniugando produzione, biodiversità e clima, può trasformarsi in un pilastro dell’economia circolare e del paesaggio rurale del futuro, dove ogni albero diventa risorsa economica, habitat per specie animali e investimento per le generazioni che verranno.
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