Una lettura floristica del ceduo evidenzia il legame tra bosco, paesaggio e società, valorizzando la complessità ecologica e storica dei contesti mediterranei oltre ogni semplificazione.
Il 4 settembre a Saluzzo un pomeriggio di confronto tra forme associate, tecnici e istituzioni sul futuro delle forme di gestione forestale associata in Piemonte.
Habitat saproxilici e gestione forestale: il modello LIFE SPAN per integrare la conservazione della biodiversità nella pianificazione forestale.
Carlo Urbinati racconta la faggeta di Bocca di Valle: una riflessione sul valore della gestione forestale tra biodiversità, clima e multifunzionalità.
Serve un vero "Sistema Legno Italia" per rafforzare la competitività del settore, puntando, in particolare, su formazione e riorganizzazione della logistica.
A quarant'anni dalla prefazione di Bernetti al volume di Perrin, una riflessione sul valore del pensiero che guida le scelte nella gestione forestale.
In un mercato sempre più incerto, il Cluster Italia Foresta Legno punta a trasformare le sfide in opportunità di sviluppo per l'intera filiera nazionale.
Pressione su prezzi, volumi produttivi e costi materie prime. Anche per l’industria del legno è essenziale ridurre la dipendenza da importazioni.
Per raggiungere 100.000 ettari di pioppeti e ridurre le importazioni di tondo di pioppo servono politiche, filiera e sostegno agli agricoltori.
Per migliorare le politiche di prevenzione degli incendi servono i dati sugli interventi svolti e sulla loro efficacia, non solo sulle superfici bruciate.
Tra competizione accesa e nuovi protagonisti nelle aste, l’importante ruolo delle imprese boschive per mantenere la gestione forestale sostenibile.
A conclusione del Dossier sul progetto LIFE SPAN una riflessione sul valore dei progetti dimostrativi come motore di innovazione e nuove progettualità.
Come rilanciare la filiera? Alcune proposte per coniugare gestione delle foreste, competitività delle imprese e valorizzazione del legno italiano.
Dall’Agenzia provinciale delle foreste demaniali trentine l’analisi delle strategie adottate e dei nuovi equilibri tra domanda e offerta di legname.
Analizzando mercato del legno e scenari futuri emerge la necessità di una strategia nazionale per valorizzare risorse forestali e autoapprovvigionamento.
Risultati del progetto LIFE SPAN: soluzioni concrete per integrare biodiversità e gestione forestale con strumenti innovativi, misurabili e replicabili.
Pianificazione forestale e biodiversità: i risultati di Bottoms-Up per integrare la conservazione della diversità multi-tassonomica.
LIFE SPAN propone soluzioni innovative per trasferire la ricerca alla gestione forestale, integrando conservazione e produzione.
La Foresta universitaria di Sailershausen è per LIFE SPAN un modello di gestione integrata che coniuga produzione legnosa, biodiversità e sostenibilità.
Un Focus sul mercato del legno tra preoccupazioni degli operatori, sfide per la filiera italiana e nuove proposte per una governance più efficace.
LIFE SPAN ha prodotto interessanti strumenti di comunicazione per cittadini e tecnici sulla possibile integrazione tra gestione e conservazione.
Monitorare uccelli, chirotteri e insetti saproxilici aiuta a valutare lo stato della foresta, quindi l'efficacia della gestione: l'esperienza LIFE SPAN.
Incendi nelle aree protette: la riflessione di Davide Ascoli sulla necessità di integrare gestione, antincendio, conservazione e adattamento climatico.
L’osservazione degli alberi dallo spazio offre indizi preziosi sullo stato di salute del patrimonio arboreo urbano. In questo contributo, un arboricoltore professionista racconta alcune peculiarità emerse dalla piattaforma di monitoraggio TreeSOS nel Comune di Prato nel corso di un anno, fornendo spunti utili per orientare una gestione più consapevole del verde urbano.
Il regime francese di agevolazione fiscale per gli investimenti forestali è l’occasione per riflettere sulla reale efficacia di strumenti fiscali l’attivazione della gestione forestale.
Articoli Forestali dispone di un’ampia gamma di strumenti e attrezzature per effettuare misurazioni e rilievi in bosco, rivolti a tutte le figure coinvolte nella gestione forestale.
La segnalazione di un particolare nucleo di sughera in Umbria, che costituisce la matricinatura di un ceduo di leccio, regolarmente gestito, e che conta una importante presenza di Quercus crenata.
Un workshop per discutere di azioni e strumenti per il futuro delle foreste alpine e le comunità che le abitano nella fase di cambiamento senza precedenti che questi territori stanno attraversando.
Si illustra la carta della vulnerabilità arborea della Città di Torino, nuovo strumento di valutazione integrata del rischio sviluppato nell'ambito del Piano di Gestione Arborea orientato al risk management (ISO 31000). Lo strumento integra suscettibilità territoriale, presenza di target sensibili, livelli di frequentazione e indici fitostatici e di cedimento, classificando gli oltre 1.600 ambiti arborei cittadini in quattro classi di vulnerabilità.
LIFE ProForPES attraverso l’analisi di politiche e programmi, la consultazione di esperti e workshop multi-stakeholder, delinea una roadmap per sviluppare i Pagamenti per i Servizi Ecosistemici in Europa
La Magnifica Comunità di Fiemme racconta le strategie di adattamento alle sfide Vaia e bostrico per far riflettere sulla gestione di risorse naturali.
16 cantieri in Val Fiemme analizzati con Life Cycle Assessment per valutare l’impatto ambientale della gestione e delle utilizzazioni forestali.
La Magnifica Comunità di Fiemme reagisce a Vaia e bostrico con una strategia articolata, nuove fonti di reddito e valorizzando servizi ecosistemici.
La visione di Mauro Gilmozzi, Scario della Magnifica Comunità di Fiemme, per gestire e superare la crisi e il cambiamento causato da Vaia e bostrico.
30 anni di certificazione forestale della Magnifica Comunità di Fiemme a garanzia di gestione attiva ma responsabile e di sostenibilità ambientale.
Cinque esempi di progetti per ripristino e valorizzazione servizi ecosistemici basati su partnership pluriennali, monitoraggio e risultati concreti.
La struttura dei boschi in Val di Fiemme è cambiata dopo Vaia e bostrico, anche la selvicoltura e la pianificazione devono adattarsi ai disturbi subìti.
Magnifica Comunità di Fiemme per superare la crisi promuove la valorizzazione dei servizi ecosistemici e coinvolge privati nel ripristino ambientale.
Nelle Linee Guida del progetto LIFE SPAN metodi e strumenti per integrare la tutela della biodiversità saproxilica nella gestione forestale ordinaria.
Resilienza e adattamento sono strumenti complementari per affrontare sfide del cambiamento climatico, con pianificazione, prevenzione e coordinamento.
EMMA4EU: l’Erasmus+ che promuove nuove professionalità per gestire filiere "deforestation-free” integrando competenze normative, digitali e di sostenibilità.
La Londa School of Economics, il centro di formazione nato sull’Appennino toscano, organizza il corso dal titolo: “I nostri boschi. Strumenti di partecipazione e co-progettazione per una gestione condivisa delle aree forestali”. Una riflessione, con un invito alla partecipazione.
Un focus su deforestazione incorporata e EUDR per evidenziare come le nostre scelte possano contribuire alla deforestazione in diverse aree del mondo.
L’incertezza dell’EUDR ha rallentato investimenti e adeguamenti delle PMI, ma una volta stabilizzato potrà favorire modernizzazione, legalità e competitività.
Dopo Vaia e bostrico, rimuovere o lasciare la necromassa? Gli studi BARKSHIELD mostrano l’importanza della gestione post-disturbo nella rinnovazione.
I demani forestali non sono solo un costo: se ben gestiti possono generare risorse economiche da reinvestire anche nella stessa tutela ambientale.
In 1.000 giorni di rinvii EUDR, i consumi UE hanno contribuito alla perdita di milioni di alberi, con gravi effetti su biodiversità, clima e comunità.
Secondo report sulle responsabilità di imprese e consumatori italiani rispetto alla deforestazione legata alle categorie di prodotti incluse nel EUDR.
Si presenta un nuovo spazio editoriale dedicato ai boschi cedui, per leggerli a 360 gradi attraverso i loro molteplici aspetti ecologici, gestionali, sociali e storici.
Nei siti Natura 2000 la gestione dei boschi cedui non è vietata, ma va adattata agli obiettivi di conservazione, superando letture semplicistiche tra divieti assoluti e sfruttamento indiscriminato.
