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Pillole forestali dal mondo #12 - Dal rilievo delle strade forestali in Germania all'Atlante degli alberi dell'Africa equatoriale

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Pillole forestali dal mondo #12

Benvenuti alla dodicesima edizione di Pillole Forestali dal Mondo, l’appuntamento mensile per esplorare insieme a noi il mondo forestale fuori dai confini dell’Italia. Conosceremo attori, progetti, buone pratiche e risultati che potranno ispirarci e fornirci elementi utili anche per la gestione di alberi e foreste nel nostro Paese.

Io sono Paolo Mori e qui in Redazione con me a selezionare e a commentare le notizie ci sono Luigi Torreggiani, Andrea Barzagli, Silvia Bruschini, Giammarco Dadà e Luca Musio.

Se potete leggere e ascoltare gratuitamente questa dodicesima edizione delle Pillole Forestali dal Mondo e vi piace ma non siete abbonati a Sherwood, abbonatevi, affinché si possa fare sempre meglio questo e altri prodotti a servizio dell’aggiornamento di tutto il settore connesso ad alberi, piantagioni e foreste. Intanto ringraziamo chi è già abbonato e, soprattutto, FSC Italia  e PEFC Italia che sponsorizzano questa edizione e sostengono così la diffusione gratuita dell'informazione forestale.

 

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Ecco la versione PODCAST (la trovi anche su tutte le piattaforme come Spreaker e Spotify):

Da dove arrivano le notizie da questa edizione (in verde quelle locali; in blu quelle internazionali)

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Mappe europee delle perturbazioni forestali

Il 10 novembre 2025 il progetto ForestPaths ha reso disponibili su Forest Information System for Europe (FISE) le nuove mappe delle perturbazioni forestali che coprono 38 Paesi europei.
Le mappe ampliano l’European Forest Disturbance Atlas, estendendo la serie storica dal 1985 al 2023, e sono state sviluppate dalla Technical University di Monaco di Baviera utilizzando l’intero archivio di immagini satellitari Landsat.
La nuova versione consente di identificare più eventi di disturbo nello stesso luogo, distinguendone le cause principali  (es. vento, incendi, insetti e utilizzazioni forestali) e restituisce tre livelli informativi: anno dell’ultimo o del più intenso disturbo, frequenza degli eventi e agente causale.
Secondo la Technical University di Monaco di Baviera l’integrazione rende questi dati uno strumento operativo di grande rilievo per analisi, gestione forestale e politiche di adattamento climatico a scala europea.
Il dataset è open source e aggiornabile annualmente.

pm12 Europa Mappe europee perturbazioni forestali

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Francia: prelievi e raccolta di legname non sono la stessa cosa ma…

Roberto Scotti, docente dell’Università di Sassari, ci segnala che nel dicembre 2025 è stata pubblicata la nota Conoscere i prelievi e la raccolta di legname in Francia che in una ventina di pagine, splendidamente organizzate, affronta il rapporto tra prelievi forestali e raccolta di legname, due grandezze spesso utilizzate come equivalenti, ma fondate su definizioni e metodi di stima differenti.

Il passaggio chiave del documento è la sezione dedicata al tentativo di analisi comparata tra prelievo e raccolta di legname. Qui vengono messi a confronto due approcci diversi. Da un lato, le stime dell’Inventario Forestale Nazionale, basate sull’osservazione diretta degli alberi abbattuti in foresta. Dall’altro, le stime della raccolta, ottenute attraverso indagini economiche sugli operatori e sui consumatori, che includono anche le componenti non commercializzate, come l’autoconsumo di legna da energia.

Per il periodo più recente, i volumi di legno mobilizzati in Francia  risultano dell’ordine di circa 50 milioni di metri cubi all’anno. Gli scostamenti tra le diverse stime risultano contenuti e non mostrano divergenze di tendenza statisticamente significative.

Non si tratta quindi di dati contraddittori, ma di stime costruite per rispondere a esigenze informative diverse.

Un lavoro simile sui prelievi in Italia, per quanto da affinare sia sul piano dei dati che della leggibilità, è stato pubblicato sul numero 276 di Sherwood.

Linee Guida

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Croazia: senza quercia non c’è Arsenale!

«Senza la quercia non c’è Arsenale, e senza Arsenale non c’è supremazia, stabilità né sicurezza, e dunque nemmeno vita».
Questa affermazione, attribuita alla fine del XVI secolo ai responsabili dell’Arsenale, sintetizza il cuore del documentario “L’Oro di Venezia”, andato in onda il 2 aprile 2025 sulla televisione pubblica croata. Il film, segnalatoci da Diego Florian Rappresentante FSC per i Balcani occidentali, confuta l’idea, ancora diffusa in Croazia, che la Repubblica di Venezia abbia semplicemente depredato le foreste dell’Adriatico orientale, mostrando invece un sistema articolato di gestione e tutela delle risorse forestali, sviluppato per sostenere la potenza navale della Serenissima.
Al centro del racconto vi è la farnia, specie che produce assortimenti insostituibili per la costruzione degli scafi, proveniente anche dalla Foresta di Montona (allora Foresta di San Marco). Il documentario ricostruisce l’organizzazione dei complessi forestali strategici, i vincoli severi sull’uso del legno, il ruolo dei cippi confinari, dei controlli e delle magistrature dedicate. Ne emerge una visione sorprendentemente moderna: Venezia sapeva che le foreste non erano una risorsa inesauribile e che solo una gestione rigorosa poteva garantire continuità produttiva, sicurezza e potere marittimo. Una lezione storica che parla direttamente anche al presente della gestione forestale e una visione che varrebbe la pena aggiornare ai nostri tempi.

Smart poplar

Come rilevare lo stato delle strade forestali durante il transito

E adesso passiamo a una innovazione tecnica che arriva dalla Germania, dove un articolo di ForstPraxis, pubblicato il 28 ottobre 2025, presenta un approccio innovativo per la valutazione dello stato delle strade forestali da ottenere attraverso il semplice transito dei mezzi operativi. Sensori installati sui veicoli e sistemi di analisi automatica consentono infatti di raccogliere con continuità dati sulle condizioni del piano stradale, evitando rilievi dedicati e riducendo in modo significativo tempi e costi di monitoraggio.
Le soluzioni descritte permettono di individuare irregolarità, degrado superficiale e criticità strutturali lungo la rete di strade forestali, producendo informazioni georeferenziate utili alla classificazione dei tratti degradati e alla definizione delle priorità di intervento.
Il rilevamento in continuo favorisce una gestione delle infrastrutture basata su dati oggettivi, migliorando la pianificazione della manutenzione e contribuendo alla sicurezza delle operazioni forestali.

L’integrazione con strumenti GIS e piattaforme di supporto alle decisioni apre inoltre la strada a modelli di manutenzione proattiva, particolarmente rilevanti per reti forestali estese e ad alta intensità di utilizzo, dove la qualità della viabilità incide direttamente sull’efficienza tecnica ed economica della gestione. Uno strumento che sarebbe interessante applicare in Italia nella valutazione pre e post intervento selvicolturale, ad esempio nei cedui ma non solo, al fine di ottenere il ripristino dello stato ante intervento da parte delle imprese di utilizzazione.

Eustafor podcast B

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Stati Uniti: rallentano le importazioni di pavimenti in legno di latifoglie

Il 15 gennaio 2026 l’International Tropical Timber Organization (ITTO) ha pubblicato informazioni in merito a un ridimensionamento delle importazioni statunitensi di pavimenti in legno di latifoglie dopo il picco registrato durante l’estate 2025. In autunno il mercato è rientrato su livelli più ordinari, con un calo del 19% a settembre 2025, seguito da un recupero del 6% in ottobre.

All’interno di questo quadro complessivo emergono andamenti differenziati per Paese di origine. Le forniture dalla Malesia si sono mantenute nettamente al di sopra dei livelli dell’anno precedente risultando più che triplicate rispetto al 2024, mentre quelle provenienti dagli altri principali Paesi fornitori sono diminuite. Particolarmente marcata la contrazione delle importazioni dal Brasile, che fino a ottobre 2025 risulta in calo del 44%. Ciò dà sostanza alla preoccupazione dei produttori di legno brasiliani, evidenziata nelle pillole forestali dal Mondo n. 10 pubblicate nel novembre 2025, che si attendevano una forte contrazione delle esportazioni negli Stati Uniti. Nel complesso, nel periodo gennaio-ottobre 2025, le importazioni statunitensi di pavimenti in legno di latifoglie risultano inferiori del 4% rispetto al 2024.

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Amazzonia peruviana: adattamento al clima e gestione multifunzionale delle palme

Un articolo del 24 dicembre 2025 di Marjorie Ramos, giornalista e autrice di storie legate a clima, paesaggi e soluzioni per lo sviluppo sostenibile, ci racconta come nel basso bacino amazzonico peruviano, le comunità indigene che vivono nelle foreste alluvionali stiano affrontando gli effetti sempre più marcati del cambiamento climatico, con stagioni di piena e di magra meno prevedibili e forti ripercussioni sulle attività di sussistenza. In questo contesto, un ruolo centrale è svolto dalle paludi di palme di aguaje (Mauritia flexuosa), ecosistemi ad alto valore ecologico, fondamentali sia per la biodiversità sia per l’economia locale.
Tradizionalmente, la raccolta dei frutti avveniva spesso attraverso l’abbattimento degli alberi, compromettendo la capacità produttiva e la funzione ecologica delle paludi. Oggi, grazie a percorsi di formazione e a piani di gestione comunitaria sostenuti da CIFOR-ICRAF (centro internazionale di ricerca su foreste, agroforestazione e sviluppo sostenibile) e da 3 partner istituzionali peruviani, si stanno diffondendo pratiche di raccolta non distruttive, che consentono di mantenere in piedi le palme e garantire una produzione continuativa nel tempo.
Queste paludi, oltre a fornire frutti e reddito, svolgono un’importante funzione di stoccaggio del carbonio e di regolazione idrologica, contribuendo alla resilienza degli ecosistemi forestali di fronte a eventi climatici estremi. Rafforzare la gestione sostenibile delle palme significa quindi coniugare conservazione, sicurezza alimentare e adattamento climatico.

Il ruolo attivo delle comunità amazzoniche richiama, per analogia, l’importanza dei soggetti locali anche nel nostro Paese: consorzi forestali, imprese boschive, proprietari, enti gestori dei demani, poiché senza il loro coinvolgimento si perde la reale capacità operativa sul territorio. La conseguenza è che la gestione sostenibile rischia di restare un principio astratto.

TFFF COP30 Mongabay

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Presentata in Camerun la guida arborea più completa sull’Africa centrale

Nel workshop svoltosi a Yaoundé il 22 gennaio 2026 è stato presentato il libro Les arbres d’Afrique centrale, un volume monumentale di oltre 1000 pagine dedicato alle specie arboree dell’Africa centrale, con fotografie di alta qualità, dettagli sulla biologia, sull’ecologia e sullo stato di conservazione di ciascuna specie. Questo primo tomo, che contiene informazioni solo sulle famiglie arboree dalla A alla F, nasce dalla collaborazione di numerose istituzioni scientifiche africane ed europee ed è stato pensato come strumento operativo per chi lavora nella realizzazione di piantagioni e nella gestione forestale sostenibile. Per questo integra conoscenze tassonomiche con informazioni utili alla pianificazione di piantagioni, sottopiantagioni e pratiche gestionali.

La presentazione del libro si è inserita in un confronto più ampio sui progressi ottenuti in Camerun, dove le attività di piantagione e rinnovazione forestale, condotte con il supporto tecnico-scientifico europeo, stanno contribuendo a rafforzare la gestione sostenibile delle foreste di produzione.

Per chi opera nel settore forestale italiano, questa pubblicazione, che apre un mondo di meraviglie e di conoscenze a chi è curioso e appassionato di alberi, rappresenta un esempio di come la botanica possa essere integrata con obiettivi gestionali concreti. Sarebbe di grande valore disporre anche in Italia di un’opera analoga a quella di Fenaroli e Gambi, pubblicata nell’ormai lontano 1976 con il titolo di “Alberi”, ma aggiornata e in grado di connettere la descrizione delle specie ai cambiamenti climatici in atto e agli aspetti di gestione, piantagione e sottopiantagione.

Ghana UE

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Cina, nel 2025 brusca frenata delle importazioni di tronchi

Nel 2025 le importazioni di legno tondo in Cina hanno registrato una netta battuta d’arresto, con una contrazione complessiva delle importazioni pari a 31,39 milioni di metri cubi. Su base annua, i flussi hanno subito un calo del 13% in volume e del 22% in valore, segnalando un deciso rallentamento della domanda.

Il prezzo medio dei tronchi importati è sceso a circa 150 dollari al metro cubo, evidenziando una flessione di circa il 10% rispetto al 2024.

Pur in un contesto di riduzione dei volumi e di pressione sui prezzi, le conifere continuano a rappresentare l’asse portante degli approvvigionamenti cinesi, coprendo circa il 76% del totale delle importazioni.

Nel complesso, i dati delineano un quadro di raffreddamento del mercato cinese del legno tondo, con potenziali ripercussioni sui Paesi esportatori e sugli equilibri del commercio internazionale.

PM10 Vietnam

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Australia: monitoraggio faunistico, prescrizioni operative e gestione forestale

7 febbraio 2026, in Australia, e più precisamente in Tasmania, Sustainable Timbers Tasmania ha diffuso i risultati preliminari di un ampio programma di monitoraggio acustico post-taglio, che ha rilevato, in aree forestali interessate da utilizzazioni, la presenza continuativa del gufo mascherato (Tyto novaehollandiae). Il sistema, basato su decine di migliaia di ore di registrazioni, è utilizzato per affinare le decisioni gestionali, individuare habitat sensibili e ridurre l’impatto delle operazioni di lavoro in bosco all’interno di foreste pubbliche produttive.
In precedenza, il 15 gennaio 2026, sempre in Australia, ma questa volta nel Nuovo Galles del Sud, il quotidiano britannico Guardian ha segnalato il rinvenimento di alberi-tana di Petauroides volans (un marsupiale arboricolo) in una foresta statale destinata al taglio. Tale scoperta ha portato alla sospensione delle operazioni previste e ha riacceso il confronto sull’efficacia dei rilievi faunistici pre-intervento e sull’applicazione delle fasce di esclusione attorno agli alberi habitat. Il caso evidenzia il ruolo critico delle prescrizioni operative e della qualità dei dati ambientali nella pianificazione dei cantieri forestali.
Nel loro insieme, questi sviluppi mostrano come la gestione forestale in Australia stia evolvendo verso modelli in cui monitoraggio continuo, adattamento operativo e controllo delle prescrizioni diventano elementi strutturali del lavoro in bosco, sia nelle foreste naturali gestite sia nelle aree a vocazione produttiva. Un bello spunto su cui varrebbe la pena riflettere anche in Italia.

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Foreste UNECE: aggiornamenti sulle trasformazioni dei boschi euro-nordamericani

Arriviamo adesso ad una pubblicazione di valenza internazionale presentata nell’ottobre ottobre 2025  dall’UNECE (Commissione Economica delle Nazioni Unite per l’Europa). Il volume definisce il profilo delle foreste in Europa, Nord America , Caucaso e Asia centrale ed offre una lettura integrata dello stato delle foreste nell’area UNECE e del loro ruolo nello sviluppo globale sostenibile.
All’interno si può trovare un quadro d’insieme della distribuzione, della diversità e delle condizioni di salute dei boschi.
L’analisi mette in evidenza come le foreste della regione stiano cambiando nel tempo, indicando quanta biomassa legnosa cresce annualmente e quanta viene effettivamente utilizzata. Il libro affronta in modo esplicito anche le principali criticità, richiamando l’attenzione sulle minacce alla vitalità dei boschi e sull’importanza delle politiche di protezione forestale.
Nel suo insieme, la pubblicazione propone una valutazione olistica delle foreste dell’area UNECE, con l’obiettivo di fornire a decisori pubblici, operatori del settore e portatori di interesse, elementi solidi per per rafforzare la consapevolezza del valore strategico delle risorse forestali per le persone e per il pianeta.

UNECE FAO Forest Wood market 2025

Per questa edizione di Pillole Forestali dal Mondo è tutto!

Vi ricordo che oltre a questa rubrica Sherwood propone anche le Pillole Forestali dall'Italia realizzate da Luigi Torreggiani.
Come le Pillole Forestali dal Mondo anche quelle dell'Italia sono gratuite e si possono sia leggere sul sito web di Sherw+ood che ascoltare in versione podcast. Infine vi rammento che anche voi potete contribuire a questa rubrica inviando notizie forestali dal mondo all'indirizzo .

Alla prossima edizione!

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