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Pillole forestali dal mondo #13 - Dal registro dei tecnici forestali in Australia, alle tempeste di vento in Portogallo

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Pillole forestali dal mondo #13

Benvenuti alla tredicesima edizione di Pillole Forestali dal Mondo, l’appuntamento mensile per esplorare insieme a noi il mondo forestale fuori dai confini dell’Italia. Conosceremo attori, progetti, buone pratiche e risultati che potranno ispirarci e fornirci elementi utili anche per la gestione di alberi e foreste nel nostro Paese.

Io sono Paolo Mori e qui in Redazione con me a selezionare e a commentare le notizie ci sono Luigi Torreggiani, Andrea Barzagli, Silvia Bruschini, Giammarco Dadà e Luca Musio.

Se potete leggere e ascoltare gratuitamente questa tredicesima edizione delle Pillole Forestali dal Mondo e vi piace ma non siete abbonati a Sherwood vi invito ad abbonarvi così che si possa offrire sempre più prodotti a servizio dell’aggiornamento di tutto il settore connesso ad alberi, piantagioni e foreste. Intanto ringraziamo chi è già abbonato e, soprattutto, PEFC Italia e FSC Italia che sponsorizzano questa edizione e sostengono così la diffusione gratuita dell'informazione forestale.

 

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Ecco la versione PODCAST (la trovi anche su tutte le piattaforme come Spreaker e Spotify):

Da dove arrivano le notizie di questa edizione (in verde quelle locali; in blu quelle internazionali)

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Tempesta Kristin devasta il Portogallo: danni diffusi alle foreste e al paesaggio arboreo

La tempesta atlantica Kristin, nella notte tra il 28 e il 29 gennaio 2026, ha colpito il Portogallo continentale. Kristin è stata tra i fenomeni di vento estremo più violenti mai osservati nel Paese. Secondo le ricostruzioni meteorologiche, si è trattato di una depressione extratropicale che ha portato allo sviluppo di venti fino a oltre 200 km/h.

L’impatto sulla rete boschiva e sul capitale arboreo naturale è stato immediato e di ampia portata. Le forti raffiche hanno sradicato alberi in foreste naturali, pioppeti, boschi misti e aree periurbane, contribuendo a interruzioni delle linee ferroviarie e blocco del traffico automobilistico sia nelle rete viaria locale che nelle strade principali lungo l’asse nord-sud.

Le fotografie e i video pubblicati nei canali di informazione mostrano ampie porzioni di paesaggio boschivo con chiome spezzate, alberi divelti e accumuli di legname su strade e infrastrutture. I danni sono estesi sia alle aree urbane e periurbane, sia ai popolamenti forestali e alle piantagioni arboree produttive.

Le prime valutazioni da parte delle autorità forestali portoghesi e degli enti di protezione civile indicano la necessità di piani di ripristino forestale strutturati, con interventi di stabilizzazione dei suoli e protezione dei corridoi forestali più vulnerabili ai venti estremi. L’evento Kristin, per intensità ed estensione, può essere considerato tra le tempeste di origine atlantica più gravi che hanno segnato la stagione 2025-2026 in Europa, ed ha dato un ulteriore segno dell’urgenza di attuare al più presto strategie di gestione forestale adattive.

tempesta Kristin

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Francia: Strategia per le risorse genetiche forestali

Giorgio Vacchiano, docente presso l’Università Statale di Milano, ci segnala che il 2 Ottobre 2025 EuForGen (European Forest Genetic Resources Programme) ha ricordato, in una sua newsletter, la pubblicazione della Strategia nazionale francese per la conservazione delle risorse genetiche forestali. Questa definisce un quadro organico di indirizzo per la tutela della diversità genetica delle specie forestali, riconosciuta come infrastruttura biologica essenziale per la resilienza degli ecosistemi e l’adattamento ai cambiamenti climatici.

La Strategia è un prodotto della Commissione francese per le risorse genetiche forestali (CRGF), organismo consultivo che affianca lo Stato nella definizione delle priorità e nel coordinamento delle azioni.

Con la strategia vengono attuati due principali approcci di conservazione:

Conservazione in situ, quando le popolazioni evolvono nei loro siti originari.
Conservazione dinamica ex situ, quando popolazioni artificiali vengono insediate in nuovi ambienti e lasciate evolvere e rinnovarsi naturalmente.

L’impostazione, coerentemente con un approccio di conservazione dinamica, privilegia la conservazione in situ.

Conservazioone genetica Francia

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Grattacieli in legno: benefici climatici e responsabilità forestali

Il 3 dicembre 2025  Nature ha pubblicato sul proprio sito web un articolo di Sedeer el-Showk, ricercatore finlandese di origine libanese, che accompagna il lettore dentro una delle trasformazioni più interessanti dell’edilizia contemporanea: la costruzione di grandi strutture e grattacieli in legno.

Il racconto parte dalle città, dove edifici sempre più complessi, realizzati in legno, stanno diventando il simbolo di una possibile svolta climatica. Il legno, sottolinea l’Autore, è un vero e proprio deposito di carbonio, capace di trattenere CO₂ per lunghi periodi all’interno delle strutture urbane. Tutto questo lo sappiamo, ma è interessante approfondire la riflessione sui punti critici e cioè sulla reale disponibilità di materia prima e il rischio che la domanda edilizia superi la capacità produttiva delle foreste. A questo si aggiunge la necessità di catene di approvvigionamento certificate e di una gestione forestale coerente con gli obiettivi climatici.

Dalla combinazione di opportunità e possibili problemi emerge una storia di equilibrio in cui le grandi strutture in legno indicano una direzione possibile per città più sostenibili, ma il loro valore ambientale dipende anche da ciò che accade nei boschi e nelle piantagioni da cui quel legno proviene, cioè molto prima del cantiere edile.

Sarebbe interessante aprire anche in Italia un dibattito del genere a proposito della produzione del così detto “legno Made in Italy”, dove invece, al momento, non pare ci sia la consapevolezza dei tempi e dei modi corretti per arrivare a tale obiettivo.

Wood Hotel Norvegia

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Canada: 500 milioni per trasformare il settore forestale

Il 25 febbraio 2026 il governo federale del Canada ha annunciato un programma da 500 milioni di dollari destinato a sostenere la trasformazione dell’industria forestale nazionale. L’iniziativa punta ad accelerare l’adozione di tecnologie innovative, lo sviluppo di nuovi prodotti a base di legno e la diversificazione dei mercati di esportazione.

Tra le priorità del programma vi è l’aumento dell’impiego del legno massiccio ad uso strutturale e del legno ingegnerizzato nelle costruzioni, mercati in forte crescita a livello internazionale. Il piano prevede inoltre interventi per rafforzare la capacità industriale di produrre assortimenti forestali a maggiore valore aggiunto e per sostenere la partecipazione delle comunità indigene nelle filiere forestali.

Secondo il governo canadese, la misura si inserisce in una strategia più ampia volta a consolidare la competitività del settore forestale, che nel Paese impiega circa 200.000 persone e contribuisce per oltre 20 miliardi di dollari all’economia nazionale.

Molti gli aspetti interessanti, ma uno colpisce in particolare: la competitività del settore. In Canada è un obiettivo esplicito delle politiche forestali. In Italia, dove la produzione di legno è storicamente debole, manca invece una strategia analoga, nonostante i benefici che si potrebbero ottenere per imprese, proprietari e cittadini.

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Incendi in Patagonia: difficile lo spegnimento con i tagli alle risorse!

Nel febbraio 2026 il fuoco ha colpito vaste superfici della Patagonia argentina e parte del Parco nazionale Los Alerces, sito patrimonio mondiale UNESCO noto per ospitare alberi di alerce patagonico di cui si stima un’età superiore ai 2.600 anni. Le fiamme hanno distrutto più di 45.000 ettari di foreste e costretto all’evacuazione di residenti e turisti.

La notizia è stata riportata da Associated Press (AP News), una delle principali agenzie di stampa internazionali, in un articolo firmato dalla giornalista Isabel DeBre, che racconta dal campo le difficoltà delle squadre impegnate nella lotta agli incendi.

Secondo le testimonianze raccolte sul posto, le squadre antincendio stanno lavorando con risorse limitate e personale ridotto. Le critiche si concentrano sulle politiche di austerità del governo del presidente Javier Milei, che hanno ridotto i finanziamenti per le strutture impegnate nella prevenzione e nel contrasto degli incendi boschivi.

Inoltre ranger e operatori forestali segnalano un progressivo indebolimento delle attività di prevenzione, monitoraggio e gestione dei parchi naturali.

Alla fine dell’articolo è disponibile anche una breve video-intervista ad alcuni operatori impegnati nella lotta al fuoco, da cui emerge chiaramente la difficoltà di operare con mezzi e risorse molto limitati.

Argentina Incendi

Foto da articolo Associated Press

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Kenya: la gestione sostenibile passa dal coinvolgimento delle persone

Nel febbraio 2026, a Nairobi, leader politici, esperti forestali e rappresentanti di organizzazioni internazionali si sono riuniti per discutere nuove strategie comuni per la protezione e la gestione sostenibile delle foreste africane. La notizia è riportata dalla giornalista Winnie Onyando sul quotidiano regionale The East African.

Durante l’incontro è emerso che le foreste del continente sono sotto crescente pressione a causa dell’espansione agricola, dello sviluppo di infrastrutture, delle attività minerarie e del taglio del legname. In molte regioni, in particolare nei Paesi del bacino del Congo e dell’Africa orientale, la perdita di superfici forestali continua a essere rilevante.

Per questo motivo i partecipanti hanno sottolineato la necessità di rafforzare le politiche di gestione forestale sostenibile, integrandole più strettamente nelle strategie di sviluppo economico e nelle politiche nazionali sul clima.

Un altro tema centrale del congresso è stato il coinvolgimento diretto delle comunità locali nella gestione delle foreste. Diversi relatori hanno evidenziato come il successo delle politiche di conservazione dipenda anche dalla capacità di creare opportunità economiche sostenibili per le popolazioni che vivono nelle aree forestali, valorizzando al tempo stesso il ruolo dei giovani e delle nuove generazioni.

In chiusura vale la pena sottolineare uno degli aspetti emersi con forza durante l’incontro: il coinvolgimento delle popolazioni locali nella gestione delle foreste. È un principio che non riguarda soltanto i Paesi africani. In molte parti del mondo la gestione forestale funziona meglio quando chi vive nei territori forestali è parte attiva delle decisioni e beneficia direttamente delle attività di gestione.

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Paesi Bassi confermano riconoscimento del MTCS nella politica di appalti di legname

Nella newsletter del 30 novembre 2025 l’International Timber Trade Organization (ITTO) segnala che Il 6 novembre 2025 il Governo dei Paesi Bassi, nell’ambito della sua politica di approvvigionamento di materia prima legno, ha ufficialmente riaffermato il riconoscimento del Malaysian Timber Certification Scheme (MTCS) e del Programme for the Endorsement of Forest Certification (PEFC) International.

Secondo il rapporto conclusivo del Governo olandese, sia MTCS sia PEFC International soddisfano i requisiti richiesti, portando così il Ministro per l’Ambiente a mantenere lo status di ammissibilità di questi schemi nella politica di approvvigionamento del legno dei Paesi Bassi.

Il caso olandese evidenzia come i valori e i princìpi di legalità, responsabilità, trasparenza e sostenibilità dell’Unione europea, offrano strumenti concreti per ridurre l’impatto ambientale anche a noi cittadini che compriamo prodotti in legno senza sapere da dove vengono o come sono state gestite le foreste che li hanno prodotti.

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Australia: un registro pubblico per i professionisti forestali qualificati

Questa non è una novità degli ultimi mesi, ma una notizia che porta un esempio che potrebbe essere imitato anche in Italia con grande profitto di tecnici e cittadini. In Australia l’associazione professionale Forestry Australia ha sviluppato un sistema per qualificare e rendere riconoscibili i tecnici forestali in base alle loro competenze specifiche. L’iniziativa si basa sul programma Registered Forestry Professional (RFP), che consente di identificare professionisti che soddisfano determinati standard tecnici e di aggiornamento in tema di selvicoltura e gestione forestale.

Il registro pubblico RPF permette a cittadini, imprese e istituzioni di individuare facilmente tecnici qualificati e competenti nelle diverse specializzazioni della gestione boschiva.

Per ottenere e mantenere la registrazione i professionisti devono dimostrare esperienza, aderire a un codice etico e partecipare regolarmente ad attività di formazione e aggiornamento.

L’obiettivo del programma è duplice: da un lato garantire qualità e affidabilità delle competenze forestali disponibili sul mercato, dall’altro valorizzare i professionisti che investono nella propria specializzazione e nell’aggiornamento continuo. In questo modo il sistema rende più trasparente il rapporto tra tecnici e cittadini che devono affidare incarichi legati alla gestione delle foreste.

Si tratta di un modello che sarebbe interessante e soprattutto utile anche nel contesto Italiano, ma pare che istituzionalmente  il Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali (CONAF) non possa svolgere una funzione analoga di promozione dei tecnici in funzione della loro specializzazione. Forse servirebbe un’associazione privata come la Forestry Australia che raccoglie oltre 1200 tra tecnici e ricercatori forestali. L’esempio australiano c’è speriamo che ci sia anche la volontà e la capacità di imitarli.

Forestry Australia

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Le foreste bruciano più che mai: un allarme globale sul ruolo degli incendi

Concludo come sempre questa rassegna di notizie con un tema non collegato ad un’area geografica in particolare, ma di interesse generale. Il 13 gennaio 2026, Il Guardian, noto quotidiano britannico, ha pubblicato un interessante articolo, molto interattivo nella fruizione, che fa il punto sugli incendi boschivi che si sono verificati nel mondo nel 2024, evidenziando una dinamica in crescita. Nel 2024 infatti il fuoco ha colpito oltre 135.000 km² di copertura forestale a livello globale, un’estensione superiore a quella della Grecia, confermando un’accelerazione senza precedenti della perdita di boschi legata al fuoco. I dati mostrano che oggi gli incendi distruggono più del doppio della superficie forestale rispetto a vent’anni fa e che quattro dei cinque anni peggiori per perdita di foresta da incendi si collocano dopo il 2020.

Il fenomeno non riguarda più soltanto le regioni tradizionalmente soggette a fuoco. Le fiamme stanno interessando anche foreste umide tropicali e grandi complessi boreali, in Nord America e in Siberia, aree che in passato risultavano relativamente protette da condizioni climatiche più stabili o più fredde. In particolare, incendi di grande estensione sono stati osservati in Paesi come Brasile, Bolivia, Russia, Australia e Canada, spesso in ecosistemi ad alta densità di carbonio.

Il principale fattore di innesco e amplificazione è riconducibile alla crisi climatica: temperature più elevate, periodi di siccità prolungati e stagioni degli incendi sempre più lunghe creano condizioni favorevoli alla propagazione del fuoco. A loro volta, gli incendi rilasciano enormi quantità di carbonio precedentemente immagazzinato negli ecosistemi forestali, alimentando un circolo vizioso che rafforza il riscaldamento globale.

In questo quadro critico emergono tuttavia esperienze positive legate alla gestione tradizionale del fuoco da parte di comunità indigene, che dimostrano come pratiche locali e conoscenze ecologiche consolidate possano contribuire a ridurre l’intensità e l’impatto degli incendi.

UNECE FAO Forest Wood market 2025

Per questa edizione di Pillole Forestali dal Mondo è tutto!

Vi ricordo che oltre a questa rubrica Sherwood propone anche le Pillole Forestali dall'Italia realizzate da Luigi Torreggiani.
Come le Pillole Forestali dal Mondo anche quelle dell'Italia sono gratuite e si possono sia leggere sul sito web di Sherw+ood che ascoltare in versione podcast. Infine vi rammento che anche voi potete contribuire a questa rubrica inviando notizie forestali dal mondo all'indirizzo .

Alla prossima edizione!

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