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Pillole forestali dall’Italia #70 - La filiera legno tra leggi, mappature e investimenti (e altre notizie di settembre)

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pillole forestali IT 70 - settembre 2026

Ciao a tutte e a tutti e benvenuti all'edizione numero 70 di “Pillole forestali dall’Italia”, l’appuntamento mensile che vi descrive e commenta le principali notizie su foreste e legno in Italia selezionate dalla redazione di Sherwood, sia in forma scritta che come podcast.

Questa rubrica è sponsorizzata da FSC®Italia e PEFC Italia, che ringraziamo, insieme alle nostre abbonate e ai nostri abbonati, per consentire la diffusione gratuita dell'informazione forestale.

Preferite ascoltare o leggere?

Ecco la versione PODCAST (la trovate anche su tutte le piattaforme come Spreaker e Spotify):

Qui invece le notizie da LEGGERE:

COVER STORY

NUOVA NORMA FORESTALE SPERIMENTALE IN LOMBARDIA

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Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato la nuova legge forestale regionale, chiamata: “Iniziative sperimentali per la gestione attiva e sostenibile delle foreste e dei territori agro-silvo-pastorali”.

“Sperimentali”, avete capito bene. La legge, infatti, come si legge in un comunicato di Lombardia Quotidiano, la testata ufficiale del Consiglio Regionale lombardo, ha carattere sperimentale (fino al 31 dicembre 2036) e si integra con la normativa forestale attualmente vigente, cioè la L.R. 31/2008.

Il provvedimento, composto da 17 articoli, introduce un nuovo strumento di organizzazione della gestione forestale: gli AGFS - Ambiti per la gestione forestale e del territorio agro-silvo-pastorale sostenibile. Su questa interessante novità per il nostro settore abbiamo chiesto un commento a Giorgio Vacchiano, docente di selvicoltura e pianificazione forestale all’Università di Milano.

Vacchiano spiega che questi AGFS nascono per intervenire dove l’attuazione della pianificazione forestale a più livelli è oggi difficoltosa, ovvero le aree composte da proprietà private frammentate.  

“I nuovi Ambiti cercano di intervenire in questo spazio”, spiega il docente. “Sono individuati dalla Regione sulla base di criteri che comprendono rischio di dissesto e incendio, criticità fitosanitarie, biodiversità, frammentazione fondiaria e sostenibilità economico-finanziaria, dando priorità alle candidature volontarie provenienti dai territori. All’interno del singolo Ambito la gestione viene organizzata attraverso un’assemblea dei titolari e un soggetto gestore unitario, con strumenti di pianificazione di dettaglio obbligatori e una programmazione annuale degli interventi. Questa struttura è stata descritta come un “condominio forestale”: l’assemblea (una sorta di assemblea di condominio) riunisce proprietari e altri aventi titolo, che mantengono la proprietà delle singole particelle ma assumono decisioni comuni sulla gestione dell’ambito. La stessa assemblea individua un soggetto gestore unico (l'amministratore di condominio, per continuare la metafora), che definisce e approva la pianificazione e la programmazione degli interventi. Il soggetto gestore può assumere la forma giuridica di consorzio forestale, associazione fondiaria o altra forma associativa. Questo soggetto programma gli interventi, cura il patrimonio, gestisce gli aspetti amministrativi comuni e affida i lavori a imprese qualificate”.

La legge ha stanziato 600.000 euro nel 2027 e altrettanti nel 2028 per finanziare l’avvio degli Ambiti. L'applicazione potrà quindi partire, per il momento, in un numero limitato di Ambiti pilota.

“L’elemento più delicato della legge riguarda gli interventi minimi di gestione”, spiega Vacchiano. “Ai proprietari viene richiesto di garantire gli interventi necessari alla sicurezza e alla tutela del territorio e, in caso di inerzia, l’autorità forestale (Province, Comunità montane o Aree protette) può intervenire in via sussidiaria per assicurare la progettazione e l'esecuzione questi interventi minimi”.

“Rispetto alle prime versioni della proposta”, aggiunge il docente, “è venuta meno una componente importante: la perequazione. Nell’impostazione originaria la gestione unitaria aveva anche una dimensione economica: interventi e prelievi potevano essere programmati indipendentemente dalla suddivisione catastale e i relativi benefici redistribuiti fra i proprietari secondo criteri prestabiliti. Era forse l’elemento che rendeva più compiuta la metafora del condominio”.

Come individuare i criteri minimi? Come attivare il meccanismo sostitutivo in caso di inerzia nell’applicarli? Come favorire la “perequazione forestale”? Osservare attentamente lo sviluppo di questa interessante sperimentazione normativa lombarda sarà molto utile anche per una sua possibile replicabilità in altri contesti.

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FOCUS ricerca

BOSTRICO: LE DIFFERENZE GENETICHE INFLUENZANO IL POTENZIALE RIPRODUTTIVO

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Perché alcune popolazioni di bostrico tipografo sviluppano una sola generazione all’anno, mentre altre riescono a produrne due o addirittura tre?

È questa la domanda chiave che ha spinto un gruppo di ricerca internazionale, coordinato dalla Libera Università di Bolzano e dall’Università di Göttingen, a studiare le differenze genetiche associate alle diverse modalità di svernamento del coleottero scolitide che sta provocando numerosi danni in Italia ed Europa.

Grazie a metodi statistici e tecniche di machine learning, e analizzando campioni provenienti da tutta Europa, il gruppo è riuscito a individuare i geni associati allo sviluppo di più generazioni. I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista scientifica Molecular Ecology, indicano differenze marcate tra le popolazioni: mentre in quelle settentrionali prevale il tipo genetico associato a una sola generazione per stagione, nell’Europa centrale coesistono diversi tipi di diapausa e di voltinismo, ovvero del numero di volte che un insetto produce una nuova generazione nel corso di un anno.

Alla luce del cambiamento climatico, secondo i ricercatori, i nuovi marcatori genetici potrebbero rivelarsi utili per il monitoraggio del bostrico. Secondo il gruppo di ricerca, infatti, le popolazioni capaci di sviluppare più generazioni potrebbero trarre vantaggio da inverni più miti e da periodi vegetativi più lunghi.

Secondo Hannes Schuler, docente della Libera Università di Bolzano, anche a scala locale, in Alto Adige e sulle Alpi, sarebbe interessante analizzare la distribuzione dei diversi tipi genetici nelle varie fasce altitudinali. Ciò consentirebbe di individuare le aree in cui sono maggiormente diffuse le popolazioni capaci di sviluppare più generazioni e di osservare come tale distribuzione cambi con l’aumento delle temperature.

 

Per approfondire: 

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NEWS

LA PRIMA RAPPRESENTAZIONE COMPLETA DELLA FILIERA FORESTA-LEGNO

Etifor e il Dipartimento TESAF dell’Università di Padova hanno reso nota l’uscita, sullo European Journal of Wood and Wood Products, di un articolo scientifico decisamente interessante che, colmando un enorme vuoto, per la prima volta fornisce un quadro completo di tutti i flussi di materiali del settore foresta-legno italiano, integrando un’ampia gamma di dati provenienti da fonti ufficiali, studi di settore e interviste con esperti.

Data l’enorme importanza di questo studio, finanziato nell’ambito del progetto PNRR GRINS (Growing Resilient, INclusive and Sustainable) e realizzato grazie a un modello denominato ILEX (Italian Lumber Exchange), attraverso Sherwood lavoreremo presto a un approfondimento sul tema. Ma intanto vi lasciamo alcuni risultati: tendenze note da tempo, ma finalmente supportate anche da numeri solidi.

Italia, secondo lo studio, viene prelevato solo il 33% dell’incremento annuo, contro una media europea del 66%. L’87% di questi prelievi è destinato a usi energetici e quasi il 90% di segati, tranciati e compensati consumati in Italia dipende da legno importato. In contrasto con questi numeri, il riciclo di legno e carta raggiunge le percentuali più alte d’Europa: 66,1% per quanto riguarda la produzione di pannelli e 57,1% per la carta.

Ci fermiamo qui, per ora. Si tratta di numeri che fanno già molto riflettere, senza il bisogno di alcun ulteriore commento.

 

Per approfondire:

NEWS

NUOVO MARTELLOSCOPIO IN ALTO ADIGE

Continua a crescere, in Italia, la rete dei martelloscopi, le palestre formative per imparare la selvicoltura in cui è possibile realizzare una martellata virtuale e, attraverso strumentazioni sempre più innovative, osservare i risultati del proprio intervento.

L’ultima notizia di un’inaugurazione arriva dal Colle di Bolzano, dove un martelloscopio gestito da Eurac Research in collaborazione con la Ripartizione Servizio forestale della Provincia Autonoma di Bolzano è stato realizzato non solo con finalità formative, ma anche di ricerca e divulgazione.

Il martelloscopio del Colle di Bolzano è il primo in Alto Adige a rientrare nella rete di martelloscopi dell’EFI - Istituto Forestale Europeo, che conta 302 siti dimostrativi in 28 Paesi, di cui 27 in Italia. Una bella opportunità per studenti e professionisti della provincia di Bolzano e non solo. 

 

Per approfondire:

NEWS

BOLOGNA FIERE INVESTE SULLA FILIERA FORESTA-LEGNO

Due notizie, arrivate recentemente, mostrano il crescente interesse di Bologna Fiere per la filiera foresta-legno.

Dopo l’annuncio di “Be Fire”, la nuova fiera dedicata alle tecnologie per il riscaldamento a biomassa co-organizzata con AIEL, l’Ente fieristico ha infatti annunciato anche la nascita di “Be Wood”, un’area dedicata alla meccanizzazione forestale che si terrà all’interno dell’evento. Ma c’è di più.

La nascita di Be Wood si inserisce in un accordo, siglato con la società G. Pirrera Eventi, che comprende anche FORLENER, Forester e BOSTER Nord-Ovest, fiere ormai consolidate per l’Italia di cui Bologna Fiere assumerà l’organizzazione in collaborazione con Gianluigi Pirrera, che porterà la propria esperienza e il proprio know-how. Lo storico organizzatore delle manifestazioni rimarrà Direttore delle stesse, garantendo la continuità dei progetti fieristici.

Be Fire (con al suo interno Be Wood) si terrà a Bologna dal 10 al 12 febbraio 2027. A maggio 2027, in Valsassina (LC), si terrà FORLENER; a ottobre 2027, a Paluzza (UD), si terrà Forester; a giugno 2028 a Oulx (TO) si terrà BOSTER Nord-Ovest.

Tnte fiere, tante occasioni di confronto e visibilità per la filiera foresta-legno italiana.

 

Per approfondire:

SUGGERIMENTI da leggere

INCENDI: DAL MONITORAGGIO ALLA GOVERNANCE

Dopo una stagione davvero drammatica per quanto riguarda il tema degli incendi boschivi, il primo suggerimento di lettura di queste pillole è relativo proprio a questo tema. Si tratta di un commento molto diretto scritto su Georgofili Info da Piermaria Corona, Direttore del Dipartimento DIBAF dell’Università della Tuscia.

Corona riflette su un paradosso evidente: mentre gli strumenti per osservare da più punti di vista il fenomeno degli incendi sono sempre più avanzati, i risultati attesi in termini di riduzione del rischio non si concretizzano con la stessa evidenza.

Eppure, denuncia l’Autore: “Troppo spesso, di fronte alla persistenza del problema, la risposta consiste nel finanziare nuovi studi, nuove piattaforme o nuovi sistemi di monitoraggio. Questi investimenti possono produrre avanzamenti importanti, ma rischiano di assumere una funzione sostitutiva rispetto alle decisioni già rese possibili dalle conoscenze disponibili. La produzione di ulteriori informazioni diviene così una risposta più semplice e meno conflittuale dell’intervento sulle cause strutturali del rischio”.

Le istituzioni impegnate nella ricerca di settore, secondo Corona, sono chiamate non soltanto a perfezionare la comprensione biofisica del fenomeno fuoco, ma soprattutto a indagare le condizioni che impediscono l’attuazione delle misure di prevenzione: “Il compito più difficile consiste nell’orientare la ricerca verso i fattori economici, sociali e istituzionali che determinano il rischio, valutando l’effettiva capacità delle politiche, degli strumenti finanziari e delle forme di governance di incidere sulla gestione del territorio”.

Un commento attualissimo, su un tema delicato e di grande importanza, che merita davvero di essere letto.

 

Per approfondire:

SUGGERIMENTI da leggere

USO FORESTALE DEGLI ESCAVATORI IDRAULICI: UN VOLUME PER FARE CHIAREZZA

Concludiamo con un altro suggerimento da leggere, utile in particolare a chi lavora in bosco o a stretto contatto con le imprese forestali.

INAIL ha pubblicato un volume, liberamente scaricabile in formato .pdf, intitolato: “Uso forestale degli escavatori idraulici”.

Come molti sanno, questa evoluzione tecnologica è oggi molto utilizzata dalle imprese forestali. Questa diffusione ha migliorato la produttività, ma ha posto anche nuove sfide in termini di tutela della salute e prevenzione degli infortuni.

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Il volume è parte di questa nuova sfida: offre un quadro aggiornato e organico dei principali riferimenti normativi e dei requisiti di sicurezza applicabili agli escavatori idraulici destinati all’uso forestale, con l’obiettivo di supportare i fabbricanti, i datori di lavoro, gli operatori e i responsabili della sicurezza nella corretta applicazione delle disposizioni legislative e tecniche.

 

Per approfondire:

Per questa edizione di Pillole forestali dall'Italia è tutto!

Per rimanere costantemente aggiornati e ricevere spunti interessanti su ciò che accade in ambito forestale vi consigliamo di seguire anche le "Pillole forestali dal mondo", realizzate a cadenza mensile dal Direttore Paolo Mori.

Vi ricordiamo infine che anche voi potete contribuire a questa rubrica, inviando notizie di attualità su foreste e legno all'indirizzo: .

Alla prossima edizione!

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