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Sherwood digital n.9 - Gennaio-Giugno 2026

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Sherwood digital n.9 - Gennaio-Giugno 2026

Fare selvicoltura significa osservare, interpretare e, soprattutto, scegliere. Sherwood DIGITAL 9 parte da questa consapevolezza e propone un numero particolarmente ricco, nel quale formazione, gestione attiva, innovazione tecnica, normative e filiere vengono affrontate attraverso esperienze concrete, sperimentazioni e riflessioni rivolte a chi opera nel settore forestale.

Sherwood digital 09

Formazione e selvicoltura sono al centro del contributo dedicato alle Forestiadi 2026, che hanno riunito a Vallombrosa studenti e docenti provenienti da numerosi corsi di laurea italiani. L’esperienza si collega direttamente al tema sviluppato nell’editoriale: un Paese può definirsi davvero forestale non soltanto perché possiede molti boschi, ma quando dispone di professionisti capaci di conoscerli, interpretarli e gestirli. Da qui la necessità di costruire opportunità stabili di formazione selvicolturale pratica e continua, capaci di accompagnare studenti, tecnici pubblici e liberi professionisti.

Incendi boschivi e gestione del territorio costituiscono un altro nucleo di articoli del numero. Uno presenta una metodologia per quantificare le emissioni climalteranti che possono essere evitate attraverso interventi di selvicoltura preventiva. L’altro affronta invece la gestione forestale post-incendio nell’impervio territorio del Monte Pisano.

Innovazione nei cantieri forestali è il tema dello studio dedicato alle motoseghe a batteria, messe alla prova in condizioni operative reali e confrontate con modelli tradizionali a miscela. Produttività, autonomia, costi, peso e comfort per gli operatori vengono analizzati per capire se questi strumenti possano rappresentare una concreta alternativa anche nel lavoro professionale in bosco.

Norme, certificazione e organizzazione delle filiere vengono approfondite attraverso le note sulle implicazioni del Regolamento europeo sulla deforestazione (EUDR) e le tavole sinottiche aggiornate sugli obblighi di operatori e commercianti. A questi contenuti si aggiungono un’analisi dei decreti “scalata” della nuova Legge sulla montagna, dedicati alla frammentazione fondiaria e ai terreni silenti, e la presentazione del nuovo Standard FSC per la gestione forestale in Italia.

Castanicoltura, agroforestry e arboricoltura da legno sono affrontate superando alcune tradizionali separazioni tra agricoltura e selvicoltura. Un ampio contributo riflette sulle possibili integrazioni tra castagno da legno e da frutto, mentre un caso studio del CREA valuta l’agroforestry come nuova opportunità per gli impianti di Medium Rotation Forestry. Il quadro delle filiere produttive è completato dalle proposte per un Piano nazionale dedicato a pioppo e bioeconomia e da una sperimentazione sui substrati alternativi alla torba nel vivaismo forestale.

Conservazione, ripristino e servizi ecosistemici trovano spazio nei contributi dedicati all’approccio delle Foreste Modello al restauro degli ecosistemi e delle comunità mediterranee. Il progetto LIFE ProForPES propone inoltre una riflessione sull’integrazione dei servizi ecosistemici forestali nelle politiche europee e sullo sviluppo dei relativi sistemi di pagamento.

Persone, partecipazione e cultura forestale sono argomenti trasversali a numerosi articoli: dal ruolo, dalle connessioni e dalla leadership delle donne nel settore alla nascita della Rete Donne Foreste APS; dai conflitti tra conservazione e diritti di legnatico nella Foresta di Tarvisio alle riflessioni di un operatore forestale sui boschi vetusti; dalla necessità di razionalizzare le utilizzazioni nelle aree protette al rapporto tra comunicazione accattivante e rigore scientifico. Un insieme di punti di vista differenti, accomunati dall’esigenza di costruire una gestione forestale competente, partecipata e capace di confrontarsi con la complessità.

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