fbpx

Pillole forestali

Pillole forestali dall’Italia #69 - Boschi vetusti, piantagioni, incendi (e altre notizie di luglio)

  • RUBRICA
×

Articolo aggiunto ai Preferiti!

pillole forestali IT 69 - luglio 2026

Ciao a tutte e a tutti e benvenuti all'edizione numero 69 di “Pillole forestali dall’Italia”, l’appuntamento mensile che vi descrive e commenta le principali notizie su foreste e legno in Italia selezionate dalla redazione di Sherwood, sia in forma scritta che come podcast.

Questa rubrica è sponsorizzata da PEFC Italia e FSC®Italiache ringraziamo, insieme alle nostre abbonate e ai nostri abbonati, per consentire la diffusione gratuita dell'informazione forestale.

Preferite ascoltare o leggere?

Ecco la versione PODCAST (la trovate anche su tutte le piattaforme come Spreaker e Spotify):

Qui invece le notizie da LEGGERE:

COVER STORY

NATURE RESTORATION LAW E BOSCHI VETUSTI

Pillole56 News1

Iniziamo sconfinando un po’ nel campo di Paolo Mori e delle Pillole forestali dal mondo, con un documento europeo rivolto, però, anche al settore forestale italiano. Si tratta del ventunesimo “Policy Brief” di EFI - European Forest Institute, il cui titolo è una domanda: “Come possiamo conservare le foreste primarie e vetuste attraverso il Regolamento UE sul Ripristino della Natura?”

Tutti conosciamo il valore ecologico, ma anche di ricerca, delle foreste primarie e vetuste. Con questo documento, EFI ci ricorda due importanti strumenti che inquadrano tali ambienti nella legislazione comunitaria: la Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030, che prevede la loro rigorosa protezione, ma anche il Regolamento sul Ripristino della Natura (la cosiddetta “Nature Restoration Law”), che fornisce un quadro giuridico per il recupero degli ecosistemi degradati. EFI spiega che, sebbene il Regolamento non affronti esplicitamente il tema delle foreste primarie e vetuste, esso può rappresentare un'importante opportunità per rafforzarne la conservazione, a seconda però di come gli Stati membri le integreranno nei futuri Piani nazionali di ripristino. Senza una loro esplicita inclusione, sottolinea EFI, è probabile che persistano importanti lacune nella mappatura, nella protezione e nel ripristino di queste foreste.

EFI, appoggiandosi giuridicamente al nuovo Regolamento, propone quindi quattro attività prioritarie: completare la mappatura di queste foreste e stabilire un’effettiva protezione rigorosa; prevenire il degrado e proteggere i processi naturali, laddove queste foreste subiscono ancora una pressione antropica; estendere la protezione a diversi livelli di “zone cuscinetto”, in cui prevedere interventi ma in modo mirato e minimale; ripristinare la connettività e favorire lo sviluppo di “foreste vetuste secondarie”, mediante approcci di ripristino passivo, attivo o misto, a seconda delle condizioni locali.

In Italia, come sappiamo, non solo è presente la zonizzazione all’interno dei Parchi nazionali e regionali, in cui è prevista anche la creazione di aree a protezione integrale, ma sta per essere completata pure la mappatura dei boschi vetusti, così come definiti dal TUFF e dalle linee guida nazionali. Per quanto riguarda i primi due punti, quindi, siamo già molto in linea con il documento EFI. Sul terzo e quarto punto, invece, la partita è tutta aperta e si può giocare sia attraverso il Piano nazionale di ripristino (che, ricordiamo, dovrà essere consegnato il primo di settembre), sia tramite gli ordinari strumenti di pianificazione, in particolare i PFIT - Piani Forestali di Indirizzo Territoriale.

Creare “zone cuscinetto” e connettere tra loro i boschi vetusti è indubbiamente importante dal punto di vista ecologico, per evitare che essi rimangano delle piccole isole sparse. Tuttavia, in particolare nel contesto italiano, sarebbe sbagliato proporre una visione escludente rispetto alla gestione forestale. Abbiamo già tecniche utili per integrare produzione e conservazione, come ci insegnano, ad esempio, i progetti Life Span e GoProForMED: le“estensioni” ai boschi vetusti citate dal Policy Brief di EFI sarebbero le aree più idonee per metterle in pratica, continuando al tempo stesso una gestione attiva. Si tratterebbe di una sfida tecnico-scientifica degna di nota, una sfida che crediamo possibile.    

Image

FOCUS ricerca

LEGNO E BIOPLASTICA PER IL PACKAGING DEL FUTURO

Pillole57_News2

Per il focus ricerca di questo numero proponiamo una curiosità che arriva dai laboratori del CNR - Istituto per la Bioeconomia. Si tratta del brevetto di un prodotto che, secondo ricercatrici e ricercatori coinvolti, permetterebbe di superare l’uso della plastica negli imballaggi: il cartoncino di legno e bioplastica.

Questo cartoncino innovativo è composto da strati sottilissimi di legno, che garantiscono struttura e bio-eccellenza, e un film in materiale biodegradabile e compostabile, come il noto “Mater-Bi”, posizionato tra gli strati di legno.

Secondo il CNR, la forza di questo prodotto sta nella versatilità: variando semplicemente il numero degli strati è possibile calibrare lo spessore e la rigidezza del materiale, adattandolo a infinite applicazioni industriali e commerciali: dal packaging alimentare alla cartotecnica, fino alla sostituzione di badge e carte magnetiche. Interessante il fatto che il brevetto sia stato reso disponibile per la comunità industriale, aprendo quindi la strada per una produzione su larga scala.

Non sarà certo questa intuizione scientifica a risolvere i problemi del mercato del legno, ma talvolta occorre anche lasciarsi stupire di quando la materia prima utilizzata fin dall’inizio della storia dell’umanità sia ancora oggi al centro dell’innovazione, unendo sostenibilità, versatilità e anche bellezza. 

 

Per approfondire: 

Image

NEWS

FVG: PROSEGUE IL CAMMINO VERSO LA DOPPIA CERTIFICAZIONE

Prosegue, in Friuli Venezia Giulia, il percorso verso la doppia certificazione delle foreste regionali.

Dopo la Foresta di Fusine, infatti, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, attraverso il Cluster Legno Arredo Casa FVG, ha esteso la propria Certificazione di Gruppo FSC anche alla Foresta Regionale del Cansiglio Orientale: 1.562,26 ettari nei Comuni di Budoia, Caneva e Polcenigo (PN). Oltre ad essere certificate PEFC, quindi, le foreste di Fusine e del Cansiglio Orientale ora sono anche FSC.

“Questa certificazione rappresenta una tappa fondamentale di una progettualità in piena evoluzione, che sta proseguendo nel suo percorso”, spiegano dal Cluster Legno Arredo Casa FVG, rimarcando la volontà di aumentare significativamente la disponibilità di materia prima all’interno di filiere controllate, sicure e interamente regionali.

“Allo stesso tempo”, sottolinea il Cluster, “si tratta di un’operazione che valorizza un territorio dallo straordinario pregio ambientale. L’area certificata ricade infatti completamente all’interno del più ampio sito Natura 2000 Foresta del Cansiglio e custodisce aree di elevato valore naturalistico. In questo contesto, la gestione responsabile si integra perfettamente con il piano gestione già in atto”.

Continua quindi la tendenza a dotare le foreste, in particolare quelle pubbliche, della doppia certificazione: si tratta di un tema interessante, che meriterebbe numerose riflessioni legate al mercato, al marketing territoriale e anche alle possibili problematiche e/o opportunità di questa compresenza… uno spunto, chissà, anche per un prossimo numero di Sherwood.

 

Per approfondire:

NEWS

NUOVI BOSCHI IN PUGLIA

Un’iniziativa interessante dalla regione d’Italia con meno copertura forestale: la Puglia.

Qui la Regione, attraverso la strategia “Foreste di Puglia” e grazie ai fondi del Complemento per lo Sviluppo Rurale 2023-2027, ha proposto un intervento che ha riscosso un buon successo, dedicato a "forestazione/imboschimento e sistemi agroforestali su terreni agricoli”.

Sono state infatti156 le domande ammesse all’istruttoria tecnico-amministrativa, per un valore complessivo dei progetti pari a 10,3 milioni di euro: oltre il doppio della dotazione iniziale del bando, ma pienamente all’interno della disponibilità complessiva dell’intervento.

Nel complesso, i progetti candidati interessano quasi 970 ettari di superfici agricole. La tipologia di intervento maggiormente richiesta riguarda l’arboricoltura da legno a ciclo medio-lungo o breve, che interessa circa 647 ettari. La realizzazione di boschi permanenti, invece, ha interessato oltre 136 ettari. A queste superfici si aggiungono quasi 185 ettari destinati alla realizzazione di sistemi agroforestali.

La sfida sarà quella di non ricadere negli errori del passato, e non solo della Puglia, ovviamente: garantire cioè la produzione di assortimenti di pregio, o comunque commerciabili, dagli impianti di arboricoltura e, in generale, assicurare le necessarie cure colturali agli impianti. E speriamo che a questi quasi mille ettari se ne possano aggiungere altri, in un territorio, quello pugliese, che si scosta nettamente dalla media nazionale per quanto riguarda la copertura forestale.

 

Per approfondire:

NEWS

VIVAISTICA: AL VIA IL NUOVO REGOLAMENTO EUROPEO

Un’altra notizia a scala europea con ricadute importanti sull’Italia, in particolare per il settore vivaistico.

A seguito dell'accordo raggiunto tra Parlamento e Consiglio nel dicembre dello scorso anno, il nuovo Regolamento sulla produzione e commercializzazione del materiale forestale di moltiplicazione (Forest Reproductive Material – FRM) è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea il giorno il 26 giugno 2026 ed è entrato in vigore venti giorni dopo la pubblicazione, a metà luglio. Attenzione però, nonostante il Regolamento sia entrato formalmente in vigore, le sue disposizioni diventeranno applicabili solo il termine di un periodo transitorio di ben cinque anni.

Le nuove norme sono finalizzate a garantire la qualità e la disponibilità del materiale forestale di moltiplicazione, assicurando così che venga piantato “l'albero giusto nel luogo giusto e per lo scopo più appropriato”.

Su questo tema, su Sherwood abbiamo da poco pubblicato un articolo che descrive la strategia di Regione Piemonte per quanto riguarda il settore vivaistico: un insieme di iniziative e strumenti che puntano non solo a regolare questo ambito, ma anche ad innovarlo, nello spirito della nuova normativa europea. Crediamo che l’esperienza di Regione Piemonte, che sta investendo molto anche nella comunicazione in questo ambito, possa essere di stimolo per altre realtà regionali.

 

Per approfondire:

SUGGERIMENTI da leggere

INCENDI: REPORT E NUOVE NARRAZIONI

Mentre da Francia, Spagna e purtroppo anche Italia stiamo assistendo a una stagione estiva caratterizzata da estesi e devastanti incendi, Legambiente ha fatto uscire il proprio report annuale sul tema, chiamato “Italia in fumo 2026”.  Il report raccoglie ed elabora le principali statistiche portando anche a riflessioni degne di nota.

“Per contrastare gli incendi boschivi”, ha dichiarato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente in occasione della presentazione del report, “non basta concentrarsi sull’emergenza estiva o su singole cause, ma è fondamentale adottare un approccio che integri prevenzione, rilevamento, monitoraggio e lotta attiva. Bisogna puntare sulla prevenzione attraverso una gestione territoriale efficace, che includa l’uso ecologicamente sostenibile delle risorse agro-silvo-pastorali”.   

News6 PFI69

Da anni gli esperti del nostro settore spiegano, dati alla mano, la fondamentale importanza delle attività di pianificazione e prevenzione in un contesto di crisi climatica e aumento incontrollato della vegetazione. Oggi anche importanti associazioni ambientaliste, come appunto Legambiente, ma anche il WWF, portano le stesse considerazioni. E da quest’anno, di fronte alle immagini drammatiche che arrivano da tutto il Mediterraneo, anche i mass media sembrano aver cambiato approccio nel racconto, trattando sempre più spesso il tema della prevenzione.

La realtà, insomma, è sempre più lampante di fronte agli occhi di tutti: speriamo che ciò che sta accadendo, insieme a questo accrescimento della consapevolezza collettiva, possa portate a nuovi e forti investimenti nella gestione integrata di questo enorme problema del nostro tempo.

 

Per approfondire:

SUGGERIMENTI da leggere

MEMORIA COME STRUMENTO DI PREVENZIONE

Rimaniamo in tema incendi per suggerirvi un articolo, pubblicato su Linkedin da Teresa Capula, Policy officer alla Direzione generale per gli Aiuti umanitari e la protezione civile.

Un articolo decisamente interessante perché racconta, com’è accaduto anche nel caso della tempesta Vaia, di come da un devastante disturbo naturale possano nascere delle enormi opportunità di comunicazione, capaci di analizzare l’accaduto e rafforzare la memoria.

Capula analizza il disastroso incendio del Montiferru, in Sardegna, che cinque anni fa ha colpito oltre 20.000 ettari di boschi. Negli anni successivi, e fino a tempi recenti, questo evento è stato raccontato in svariati modi. L’articolo raccoglie così numerosi link a podcast, video, documentari, cortometraggi, libri, opere artistiche, progetti fotografici.

“Gli incendi ci riguardano, anche quando bruciano altrove”, spiega l’autrice. “Ma se rischiamo di abituarci persino a quelli che sono accaduti e continuano ad accadere vicino a noi - smettendo di guardare, di interrogarci, di ricordare - è ancora più facile non vedere quelli che bruciano lontano. Il rischio non è soltanto dimenticare ciò che è accaduto, ma normalizzare ciò che continua ad accadere. Forse continuare a raccontare queste storie è un modo per tenere viva la memoria, condividere esperienze e responsabilità, dare valore a ciò che le comunità hanno vissuto. Ma è anche un modo per non smettere di fare domande: che cosa abbiamo imparato? Che cosa possiamo prevenire? E che cosa possiamo fare, insieme?

 

Per approfondire:

Per questa edizione di Pillole forestali dall'Italia è tutto!

Per rimanere costantemente aggiornati e ricevere spunti interessanti su ciò che accade in ambito forestale vi consigliamo di seguire anche le "Pillole forestali dal mondo", realizzate a cadenza mensile dal Direttore Paolo Mori.

Vi ricordiamo infine che anche voi potete contribuire a questa rubrica, inviando notizie di attualità su foreste e legno all'indirizzo: .

Alla prossima edizione!

Lascia un commento

Crediamo fermamente che creare un dialogo costruttivo con i nostri lettori possa costruire una comunità di appassionati, permettere di approfondire i temi trattati e arricchire tutti. Per questo motivo abbiamo attivato la sezione “commenti”.
Commentare un articolo è un'opportunità per partecipare alla conversazione pubblica e condividere le proprie opinioni. Partecipa anche tu alla discussione!

I commenti saranno moderati dalla redazione per assicurare che siano pertinenti, rispettosi e in linea con le nostre linee guida.

ULTIMI ARTICOLI e NOTIZIE

Image

Compagnia delle Foreste logo91x70px

La nostra sede
Compagnia delle Foreste Srl
Via Pietro Aretino n. 8
52100 Arezzo (IT)

Contatti telefonici e fax
Tel. (2 linee): 0575.323504 / 0575.370846
Fax: 0575.370846

E-mail

Pec:

P. Iva e CF: IT01726650516
Codice Univoco: M5UXCR1

Seguici su