di Davide Pettenella
In Italia le scelte di politica forestale vengono generalmente attivate attraverso misure di incentivazione o investimenti ad hoc del settore pubblico; ancora molto raro è il ricorso a strumenti fiscali diversamente da quanto avviene in altri Paesi europei. La recente Legge quadro sulla montagna prevede però l’introduzione di un credito d'imposta per investimenti forestali anche se, da quello che riusciamo a capire in questo momento, sembrerebbe un intervento a carattere episodico e non strutturale. Nel seguente contributo si riporta l’esperienza ventennale del DEFI Forêt (regime di agevolazione fiscale per gli investimenti forestali in Francia), a titolo di esempio e confronto con quanto ad oggi sappiamo sul credito d’imposta introdotto dalla Legge sulla montagna.
Il DEFI ovvero Dispositif d'Encouragement Fiscal à l'Investissement en Forêt è stato introdotto in Francia con la Legge di orientamento sulle foreste del 2001; lo strumento nasce inizialmente sotto forma di riduzione d'imposta tra il 18% e il 22% delle spese sostenute a seconda del tipo di investimento. Nel 2019 il sistema DEFI è stato collegato ai Groupements Forestiers d'Investissement (GFI)[1] diventando il motore fiscale utilizzato da questi fondi collettivi per attirare i piccoli risparmiatori.
Infine, nel 2023, l'agevolazione è stata potenziata, trasformandola da una semplice riduzione in un credito d'imposta e alzando l'aliquota di rimborso al 25% per i miglioramenti boschivi e i contratti di gestione.
Per i miglioramenti boschivi (DEFI-travaux) i proprietari forestali privati possono beneficiare di un credito d'imposta pari al 25% delle spese ammissibili per i costi sostenuti, con un tetto su cui calcolare il credito di 6.250 € per i proprietari singoli e di 12.500 € per le coppie. Nel caso la spesa superi questa soglia, la quota eccedente può essere riportata nelle dichiarazioni dei 4 anni successivi.
Per i contratti di gestione (DEFI-contrats) i proprietari sono incentivati a stipulare contratti di gestione con professionisti o cooperative forestali con credito d'imposta pari al 25% delle spese sostenute per il Plan Simple de Gestion (obbligatorio), con un impegno ad applicare tale piano di gestione per un periodo minimo, solitamente di 15 anni.
L'agevolazione è riservata alle persone fisiche con domicilio fiscale in Francia, anche non proprietari di boschi ma che acquistino quote di un GFI. Esempi tra i più significativi delle GIF sono: France Valley, Fiducial Gérance, ÉpicureAM, Certf Vert.
In Italia attualmente non esiste un equivalente giuridico corrispondente ai Groupements Forestiers d'Investissement e nemmeno un regime di agevolazione fiscale per gli investimenti in foresta che preveda il rimborso al 25% delle spese sostenute per ben specificati miglioramenti boschivi e i contratti di gestione ma nel futuro, potrebbero esserci strumenti fiscali simili nell’ambito di quella governance necessaria evocata nel Focus di Sherwood 284.
In effetti, la Legge quadro sulla montagna (Legge 12 settembre 2025, n. 131) introduce un credito d'imposta per sostenere investimenti nella gestione forestale. La misura principale è contenuta nell'Articolo 19. Oggetto del credito d’imposta sono “gli investimenti volti all'ottenimento dei servizi ecosistemici e ambientali benefici (sic!) per l'ambiente e il clima, anche attraverso interventi di manutenzione del territorio”. Si tratta di campi d’intervento molto generici che dovranno essere ulteriormente specificati.
Il decreto attuativo per rendere operativo il credito d'imposta forestale non è ancora stato emanato al momento in cui si scrive, nonostante la scadenza teorica fosse fissata entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge, quindi entro il 19 marzo 2026.
Tuttavia, l'iter burocratico ha fatto qualche passo in avanti negli ultimi mesi:
I beneficiari che possono accedere all'agevolazione sono gli imprenditori agricoli e forestali (sia singoli che associati), le cooperative agricole e forestali, e i consorzi forestali (anche quelli partecipati dai comuni).
Il credito d'imposta ammonta al 10% del valore degli investimenti effettuati e raddoppia al 20% se gli investimenti vengono realizzati in piccoli Comuni montani con popolazione non superiore a 5.000 abitanti caratterizzati dalla presenza di minoranze linguistiche storiche. A chi scrive questo criterio di premialità sembra abbastanza estraneo alle reali priorità di intervento nel settore forestale.
L'agevolazione coprirebbe gli investimenti avviati dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2027. È possibile quindi che i potenziali beneficiari possano essere informati su quali interventi siano finanziabili nel momento in cui si troveranno oltre la metà del periodo di applicazione della norma, cosa che sembra alquanto bizzarra.
Gli incentivi verrebbero concessi nel limite di un plafond complessivo pari a 4 milioni di euro all'anno a livello nazionale. Il bonus sarebbe cumulabile con altre agevolazioni fiscali, a patto che la somma totale non superi il 100% dei costi effettivamente sostenuti. Presenza di plafond complessivo e cumulabilità degli incentivi sembrano, sempre a modesto parere di chi scrive, criteri che non premiano la qualità degli interventi.
Di cosa possa accadere dello strumento del credito d’imposta oltre il 31 dicembre 2027 nulla è dato di sapere.
Ancora una volta sembra prevalere la logica della “spinta al vagone”: un intervento episodico e non strutturale di finanziamento pubblico in campo forestale che produce effetti limitati nel tempo invece di un impegno di lungo periodo necessario per rimuovere le cause profonde del problema. Questa logica di un impegno duraturo dovrebbe essere la prospettiva più coerente con i tempi delle foreste e con le capacità di risposta degli operatori del settore (non a caso spesso definiti “silenti”), come ci insegna l’esperienza francese più che ventennale dei DEFI e dei Groupements Forestiers d'Investissement.
Per un approfondimento degli strumenti fiscali per il settore forestale in Francia e in particolare per i dettagli tecnici sullo strumento DEFI:
- www.cnpf.fr/se-former-s-informer/droit-et-fiscalite/fiscalite-forestiere
- www.cnpf.fr/sites/socle/files/2026-06/Fiche_DEFI_Travaux_MAJ_mai2026.pdf
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