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di Giacomo Mei
Le iniziative promosse dal Gruppo di Lavoro SISEF “Boschi Cedui”, compresa la rubrica Ceduo 360°, stanno suscitando attenzione, interesse e partecipazione. Anche il recente contributo di Guarino e Schicchi ha avuto un ottimo riscontro, alimentando discussioni e scambi di opinioni che accogliamo con grande piacere. La disponibilità a confrontarsi e a ragionare insieme è tutt’altro che scontata e merita di essere coltivata.
Il tema del ceduo è troppo complesso, trasversale e rilevante per rimanere circoscritto a una cerchia di specialisti o a interlocutori che partono dalle medesime premesse. Ci interessano le domande, le esperienze e le letture di chi opera quotidianamente nel settore, di chi studia il bosco attraverso altre discipline e di chi, pur senza competenze specialistiche, desidera comprendere e partecipare.
Nel contributo sulla comunicazione del Gruppo SISEF, pubblicato nel luglio 2025, avevamo illustrato la scelta di rendere accessibili le conoscenze scientifiche preservandone la complessità e di creare occasioni di confronto documentato. Le letture interdisciplinari proposte e gli strumenti attivati con AUSF Italia danno seguito a quell’impegno. L’obiettivo è anche avvicinare le conoscenze disponibili alle domande della pratica, offrendo elementi per interpretare un risultato, motivare una scelta gestionale o approfondire una difficoltà ricorrente.
L’apertura al dialogo ha bisogno di strumenti accessibili. Non tutti dispongono del tempo o della familiarità con il linguaggio scientifico necessari per costruire un intervento formalmente strutturato. Questo, però, non rende meno importanti le loro domande, esperienze o perplessità.
Per questo il Gruppo di Lavoro, insieme ad AUSF Italia, ha attivato due strumenti aperti al contributo di tutti: “Domande e curiosità sul ceduo”, per raccogliere quesiti sulla gestione, sui suoi effetti, sulle opportunità e sulle criticità; “Segnala un contenuto sul ceduo”, per portare all’attenzione del Gruppo studi, documenti ed esperienze da approfondire e condividere.
Un effetto inatteso dopo un intervento, una difficoltà nell’applicazione di una prescrizione, uno studio di cui non è chiara la trasferibilità alla pratica o alla propria realtà, un’esperienza empirica da condividere e approfondire: sono questioni che possono diventare spunti di lavoro comune. Ciascuno può contribuire con il proprio linguaggio e punto di vista, descrivendo il contesto e indicando, quando disponibili, osservazioni, fonti o documenti.
Un contributo dedicato, realizzato con AUSF Italia, presenta i due strumenti e illustra come domande e segnalazioni potranno orientare FAQ, schede di approfondimento, materiali didattici, incontri formativi e nuovi contenuti divulgativi. Potranno anche far emergere lacune conoscitive e questioni da proporre alla ricerca.
I moduli entrano così nel metodo di lavoro del Gruppo: permettono di raccogliere conoscenze diffuse nei territori e di concentrare gli approfondimenti sulle esigenze dei lettori. Partecipare, e far conoscere questi strumenti ai colleghi, aiuta a portare nel confronto problemi ed esperienze che altrimenti rischiano di restare isolati.
Gli scambi di questi mesi hanno offerto anche l’occasione per osservare come i contenuti vengono ripresi e interpretati attraverso canali diversi. Accanto a domande e osservazioni stimolanti, sono emerse letture nelle quali si perdono precisazioni importanti o vengono attribuite al Gruppo posizioni che i testi non esprimono. Anche da qui nasce l’esigenza di chiarire come intendiamo coltivare il confronto.
Leggere i contributi nella loro interezza, rappresentarne correttamente le argomentazioni e discutere le idee nel rispetto delle persone sono condizioni essenziali perché lo scambio produca conoscenza. Questo impegno riguarda tutti, a partire da noi: rendere accessibili le fonti, chiarire i passaggi controversi ed essere disponibili a rivedere le nostre interpretazioni.
Anche nella divulgazione deve restare riconoscibile la distinzione tra dati, interpretazioni, valutazioni tecniche e posizioni valoriali. Quando si discutono gli effetti ecologici di una pratica o le conseguenze di una scelta gestionale, occorre comprendere quali evidenze sostengano le affermazioni e a quali condizioni si riferiscano. Per chi deve utilizzare quelle informazioni, sapere dove e come è stato ottenuto un risultato aiuta a valutarne l’applicabilità ed evita generalizzazioni fuorvianti.
Le riflessioni culturali, filosofiche e valoriali possono sicuramente arricchire il confronto, aiutando a esplicitare i significati e gli obiettivi che attribuiamo al bosco. Quando però si formulano conclusioni sugli effetti di una pratica o di una scelta gestionale, occorrono dati e riscontri verificabili: convinzioni personali, argomentazioni filosofiche e suggestioni retoriche non possono sostituirli. Su questa base è possibile approfondire le divergenze, riconoscere i punti di incontro e individuare nuove domande.
Il dialogo che intendiamo promuovere riguarda anche modi differenti di osservare, studiare, gestire, raccontare e vivere il bosco.
Botanica, ecologia, scienze del suolo, zoologia, selvicoltura, pianificazione, economia e scienze sociali interrogano gli stessi sistemi attraverso scale, indicatori e domande differenti. A queste prospettive si affiancano le competenze operative e quelle legate alle filiere del legno e delle biomasse. Metterle in relazione è uno dei principali valori del Gruppo di Lavoro e della comunità scientifica riunita nella SISEF.
Questa apertura non nasce oggi. Nel Focus n. 278 di Sherwood, dedicato al ceduo, era già intervenuto Cesare Lasen, figura di primo piano della botanica e della geobotanica italiana, profondo conoscitore della flora e della vegetazione alpina. Primo presidente del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, ha affiancato alla ricerca sul campo un’intensa attività nella conservazione della natura, nello studio delle tipologie forestali e nell’interpretazione degli habitat Natura 2000. È questo patrimonio di conoscenze ed esperienze a rendere particolarmente preziosa la sua lettura del rapporto tra ceduo e biodiversità.
Il percorso è proseguito con il recente contributo di Riccardo Guarino, tra i coautori della seconda edizione della Flora d’Italia, opera monumentale di riferimento per lo studio della flora italiana nel panorama botanico europeo, e Rosario Schicchi, direttore dell’Orto Botanico di Palermo e profondo conoscitore della flora e della vegetazione forestale mediterranea. Due studiosi dell’Università di Palermo che portano nel confronto decenni di ricerca botanica e di osservazione diretta dei territori.
La disponibilità di studiosi di questo rilievo a condividere le proprie letture dà particolare valore al percorso. Avvicinarsi ai loro contributi può aiutare a riconoscere aspetti meno familiari del bosco su cui si lavora e a interrogarsi sul loro significato per la gestione e la conservazione.
Il valore di queste letture non si esaurisce nella novità delle singole osservazioni. Anche considerazioni familiari a chi opera in ambito forestale acquistano rilievo quando emergono autonomamente da altri campi di studio: possono rafforzare le basi delle scelte gestionali oppure evidenziarne limiti e criticità meno riconoscibili da una sola prospettiva.
Il Gruppo intende dare continuità a questo percorso, invitando studiosi di discipline differenti a proporre contributi d’autore fondati sulla ricerca e sull’esperienza sul campo. Le domande dei lettori potranno aiutare a individuare i temi sui quali questo incontro tra competenze è più necessario.
Il Gruppo intende fornire un supporto scientifico e tecnico-operativo alla valutazione delle diverse opzioni gestionali, tenendo insieme le condizioni dei boschi, gli obiettivi dichiarati, le evidenze disponibili e la concreta praticabilità degli interventi. Ciò significa riconoscere punti di forza e fragilità del ceduo, chiarendo anche dove le conoscenze siano ancora insufficienti.
Le letture proposte e gli strumenti attivati con AUSF Italia sono occasioni concrete per contribuire a questo lavoro. Una domanda nata in un cantiere, nella redazione di un piano o nel confronto con un’amministrazione può essere condivisa da molti altri; un’esperienza documentata può aiutare a comprenderla meglio. Diffondere questi strumenti permette di aiutare la ricerca, orientare gli approfondimenti e restituire alla pratica conoscenze più pertinenti e utilizzabili di cui tutti oggi tanto necessitiamo.
Crediamo fermamente che creare un dialogo costruttivo con i nostri lettori possa costruire una comunità di appassionati, permettere di approfondire i temi trattati e arricchire tutti. Per questo motivo abbiamo attivato la sezione “commenti”.
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