recensione a cura di Luigi Torreggiani
Dopo “Undercut. L’oro di legno”, la miniserie televisiva dedicata alle imprese boschive impegnate nella raccolta del legno nei boschi colpiti dalla tempesta Vaia, il canale televisivo DMAX torna ad occuparsi del nostro settore. È stata infatti lanciata la nuova serie “Falegnami d’alta quota”, in cui vengono raccontati i cantieri più estremi della famiglia CURZEL, impresa trentina specializzata in costruzioni e ristrutturazioni d’alta quota: bivacchi, rifugi e baite realizzati con i criteri della bioedilizia tra gli scenari spettacolari delle Dolomiti.
La nuova serie, diretta dalla regista KATIA BERNARDI, è realizzata con il sostegno di Trentino Film Commission e questo dimostra ancora una volta l’interesse da parte della Provincia Autonoma di Trento di sviluppare una narrazione positiva sulle proprie specificità territoriali, tra cui foreste e legno sono spesso protagonisti.
Prodotti di questo tipo, seppur molto generalisti, sono utili al nostro settore, perché mostrano, con uno storytelling suggestivo e attrattivo per un pubblico ampio, non solo come il legno sia un elemento chiave dell’edilizia del futuro, ma anche quanto sia legato all’artigianato di qualità e fondamentale per l’economia del territorio.
“Falegnami ad alta quota” è visibile su DMAX (Canale 52 del Digitale Terrestre) e in streaming su Discovery+
Questa recensione è tratta dal numero 258 di Sherwood | Foreste e Alberi oggi: se vuoi ricevere a casa la tua copia cartacea e non perderti l’anteprima su questo e altri contenuti esclusivi, visita la sezione dedicata agli abbonamenti cliccando qui. Abbonandoti contribuirai a sostenere tutto il lavoro della redazione di Sherwood.
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