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Pillole forestali dall’Italia #65 - Alberi, foreste, cambiamenti e altre notizie di marzo

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pillole forestali 65 - marzo 2026

Ciao a tutte e a tutti e benvenuti all'edizione numero 65 di “Pillole forestali dall’Italia”, l’appuntamento mensile che vi descrive e commenta le principali notizie su foreste e legno in Italia selezionate dalla redazione di Sherwood, sia in forma scritta che come podcast.

Questa rubrica è sponsorizzata da PEFC Italia e FSC®Italiache ringraziamo, insieme alle nostre abbonate e ai nostri abbonati, per consentire la diffusione gratuita dell'informazione forestale.

Preferite ascoltare o leggere?

Ecco la versione PODCAST (la trovate anche su tutte le piattaforme come Spreaker e Spotify):

Qui invece le notizie da LEGGERE:

COVER STORY

ALBERI IN CITTÀ: LE NUOVE LINEE GUIDA CONAF

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Il CONAF - Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, ha pubblicato il 25 marzo le nuove: “Linee Guida nazionali per la valutazione e la gestione del rischio arboreo in ambito urbano e periurbano - Criteri minimi e parametri essenziali per le decisioni di abbattimento”. Il documento, uscito in un periodo caratterizzato da forti tensioni e contrasti su questo tema, costituisce un riferimento tecnico-scientifico che mira a mettere ordine e a indicare un metodo di lavoro univoco.

“Le presenti Linee Guida”, si legge nel documento, “sono atte a definire criteri tecnici uniformi a livello nazionale sia per la valutazione che per la gestione del rischio arboreo, ai fini dell’assunzione di decisioni motivate in ordine agli interventi di cura, conservazione ed abbattimento”.

La cornice normativa all’interno della quale è stato redatto il documento è costituita dalla norma UNI ISO 31000:2018, che si occupa di gestione del rischio. Le Linee Guida individuano i parametri minimi obbligatori di valutazione, che dovranno essere sempre analizzati, documentati e riportati nelle relazioni tecniche. Secondo quanto scritto nel documento, tutte le fasi del procedimento di valutazione dovranno essere disciplinate da protocolli operativi standardizzati idonei ad assicurare coerenza metodologica e verificabilità ex post. La valutazione del rischio arboreo dovrà fondarsi su un’analisi integrata dei parametri agronomici, forestali, morfo-fisiologici, fitosanitari, biomeccanici, economici, ecosistemici e di contesto. Viene fatto divieto di assumere decisioni basate su un singolo parametro o su indicatori isolati: la determinazione conclusiva deve sempre derivare da una sintesi tecnica motivata.

Nelle Linee Guida l’albero è considerato “un organismo vivente di interesse pubblico strategico per la salute dell’intera collettività” e l’abbattimento è ammesso e concepito “esclusivamente quale extrema ratio”.

Le sette dense pagine del documento non rappresentano soltanto le fondamenta del lavoro di valutazione e gestione del rischio arboreo da parte dei Dottori Agronomi e Forestali, ma anche i pilastri di un nuovo ponte da costruire tra tecnici, amministratori e cittadini. Non passa giorno senza registrare una manifestazione di protesta, una polemica politica o qualche indignato post sui social network connessi alla gestione degli alberi in città. I toni sono sempre più esasperati e si osservano amaramente, talvolta, anche scontri tra colleghi. Non sarà certo un documento a cambiare le cose dall’oggi al domani, le radici di questa situazione sono tante, ramificate, profonde ed estremamente complesse. Ma sicuramente le nuove Linee Guida CONAF possono rappresentare un passo in avanti, in particolare se saranno accompagnate da attività di formazione per tecnici e operatori e campagne di informazione e comunicazione rivolte ai cittadini.

A questo tema così delicato e attuale dedicheremo il Focus di Sherwood numero 282, riservato ad abbonate e abbonati. In attesa che vi arrivi a casa (o che vi abboniate per poterlo leggere!), l’invito è di iniziare a consultare le nuove Linee Guida. Se avete commenti, critiche e riflessioni a riguardo, scriveteci: Sherwood è qui per accoglierli e renderli parte del dibattito pubblico. 

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FOCUS ricerca

RICERCA, FORESTE E CLIMA CHE CAMBIA

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Per il “Focus ricerca” di questa edizione sconfiniamo un po’ nel territorio del Direttore Paolo Mori e delle sue “Pillole forestali dal mondo”. Presentiamo infatti due recenti ricerche, a scala europea, i cui protagonisti però sono anche connazionali e le cui ricadute, ovviamente, valgono anche per il nostro Paese. Due ricerche molto attuali, dato che che trattano di foreste e cambiamenti climatici.

Alla prima ricerca, pubblicata su Science, hanno partecipato per l’Italia il CNR-Isafom e l’EURAC Research di Bolzano: si tratta della valutazione più completa finora disponibile sull’evoluzione dei disturbi forestali in Europa fino al 2100, in diversi scenari climatici. Lo studio ha integrato osservazioni satellitari raccolte nell’arco di oltre trent’anni (1986-2020) con simulazioni modellistiche avanzate condotte in 13.000 siti di tutta Europa. Dai risultati di evince che, negli scenari ad alte emissioni, associati a un incremento della temperatura globale superiore a 4°C entro il 2100, la superficie forestale interessata da disturbi potrebbe più che raddoppiare.

“I disturbi stanno diventando un fattore determinante del bilancio del carbonio delle foreste europee", spiega Alessio Collalti, Resposabile del “Forest Modelling LAB del CNR-Isafom, "Comprenderne l’evoluzione futura è essenziale per definire strategie di mitigazione climatica che tengano conto della reale dinamica forestale”. “I nostri risultati evidenziano la necessità di integrare il rischio di disturbo nelle politiche forestali e nella pianificazione gestionale", spiega invece Daniela Dalmonech, ricercatrice presso lo stesso laboratorio, "strategie adattative volte ad aumentare la diversità strutturale e la resilienza degli ecosistemi saranno fondamentali nei prossimi decenni”

La seconda ricerca, pubblicata su Molecular Ecology Resources, è invece legata a un progetto Horizon 2020 chiamato FORGENIUS, che ha l’obiettivo di fornire le conoscenze necessarie per conservare il potenziale adattativo delle foreste europee. Nello studio, in cui è coinvolto l’Istituto di Bioscienze e BioRisorse del CNR, si spiega la messa a punto di strumenti genomici innovativi e facilmente applicabili per conoscere a fondo la diversità di 23 specie forestali, testati analizzando più di 7.000 alberi in 301 aree di conservazione (Genetic Conservation Units in inglese, abbreviato GCU) del network europeo EUFGIS (https://eufgis.org/). Il risultato è un dataset gigantesco, con 1,8 milioni di marcatori genetici adatti a monitorare, conservare e comprendere le foreste europee in un’epoca di cambiamenti climatici sempre più rapidi.

Così commenta Andrea Piotti, genetista forestale del CNR coinvolto nel progetto: “In FORGENIUS è stato assemblato uno dei dataset genetici più estesi mai prodotti su specie forestali a livello mondiale: oltre un decimo delle foreste geneticamente più interessanti d’Europa sono state caratterizzate. In media, oltre 100.000 punti del genoma di ogni singolo albero sono stati caratterizzati, e molti di queste sequenze si trovano in geni legati a potenziali adattamenti al clima del futuro, permettendoci così di investigare a fondo la vulnerabilità che mostreranno certe specie, specifiche foreste, e addirittura singoli alberi, in quello che sarà il panorama forestale dei prossimi decenni. Le ripercussioni sono vaste, dalla selezione dei boschi da seme alla definizione di pratiche ottimali per la migrazione assistita (per le specie che ne necessiteranno); dall’individuazione di materiale di moltiplicazione resistente a specifici agenti che causano deperimento al restauro della biodiversità forestale (particolarmente urgente in Italia, in cui abbiamo ecosistemi forestali geneticamente ricchissimi ma estremamente frammentati)”.

Che dire, se non... complimenti alle ricercatrici e ai ricercatori coinvolti in queste importanti ricerche, che guardano decisamente al futuro!

 

Per approfondire: 

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NEWS

DUE NUOVE SFIDE NORMATIVE SUL TEMA BIOMASSE

Iniziamo le notizie di attualità con due recenti comunicati di AIEL - Associazione Italiana Energie Agroforestali, che ci mettono di fronte ad altrettante sfide normative che potrebbero impattare fortemente sulla filiera legno-energia.

La prima riguarda i residui legnosi derivanti dalla manutenzione del verde urbano, che ancora in Italia sono trattati come rifiuti e non valorizzati a fini energetici in sostituzione di fonti fossili. Un paradosso, spiega AIEL, che potrebbe essere superato dal futuro decreto “End of Waste” sul legno, attualmente in fase di consultazione, volto a definire criteri nazionali per la cessazione della qualifica di rifiuto dei materiali a base di legno. 

“Il Decreto End of Waste può finalmente garantire certezza normativa alla filiera”, spiega Matteo Favero di AIEL, “ma solo se i criteri saranno tecnicamente corretti, proporzionati e realmente applicabili agli impianti. Regole chiare e sostenibili sono la condizione essenziale per trasformare un paradosso normativo in un’opportunità concreta di economia circolare e sviluppo energetico”.

Una seconda sfida lanciata da AIEL è quella di portare l’IVA sul pellet al 10%, soluzione appena adottata dal governo spagnolo in un contesto internazionale che, come sappiamo, è decisamente turbolento in campo energetico a causa dei conflitti in Medio Oriente.

“Quella della Spagna è una scelta rilevante”, evidenzia Marco Bussone Neopresidente di AIEL, “anche l’Italia, due anni fa, aveva portato l’IVA sul pellet al 10%, ma si è trattato di una misura temporanea. Oggi è necessario renderla strutturale. È una scelta per il presente e per il futuro, pienamente coerente con la transizione energetica”.

Due sfide, due proposte, che ci auguriamo possano essere prese seriamente in considerazione da Governo e Parlamento. Chissà che, passato il duro duello referendario, sia proprio il legno a riportare a Roma un clima di collaborazione basato su proposte bipartisan…

 

Per approfondire:

NEWS

VIVAISTICA: AGGIORNATO IL REGISTRO PIEMONTESE

Cambiamo argomento parlando dell’aggiornamento, avvenuto in Piemonte, del Registro dei materiali di base per la vivaistica forestale: la “mappa strategica”, come l’ha definita Regione Piemonte, dei popolamenti da seme selezionati per la loro qualità, resilienza e adattabilità.

Il Registro, come sappiamo, è il cuore della tracciabilità della filiera vivaistica: secondo le direttive europee, la produzione, il commercio e l’utilizzo delle piante forestali devono garantire, per ogni lotto, il materiale di base d’origine, a tutela della biodiversità genetica e delle capacità di adattamento.

Il Registro piemontese ora include 142 popolamenti da seme contenenti 287 materiali di base di specie arboree autoctone suddivisi in tre sezioni: 222 "identificati alla fonte", 56 "selezionati" e 9 "qualificati". In totale i materiali di base registrati in Piemonte sono 368, poiché comprendono anche 6 cloni di Populus nigra inseriti come materiali "qualificati" e ben 75 cloni di pioppo iscritti nella sezione "controllati".

Ricordiamo che i registri regionali sono assemblati nel Registro nazionale dei materiali di base e quindi trasmessi alla Commissione Europea per comporre il Registro europeo dei materiali di base per la vivaistica forestale, consultabile nel database "FOREMATIS" - Forest Reproductive Material Information System.

 

Per approfondire:

NEWS

L’ARCHIVIO STORICO DEI GEORGOFILI È ONLINE

643.749 file, acquisiti in tre anni di lavoro.

È questa l’impressionante mole di documenti che l’Accademia dei Georgofili ha recentemente digitalizzato, rendendo così consultabile anche online il proprio archivio storico che va dal 1753 al 1911.

Scritture, carteggi tra personaggi illustri, letture e dibattiti fra personalità di spicco: un grande sforzo per dare nuova vita ad un patrimonio di enorme valore che l’Accademia, attraverso le parole del Presidente Massimo Vincenzini, sia augura: “Venga apprezzato da quanti, appassionati e studiosi, intendano approfondire o condurre ricerche sulla storia della nostra Accademia e dell’agricoltura”.

Incuriositi, abbiamo immediatamente provato a cercare nell’archivio con parole chiave e, ad esempio, abbiamo trovato una “Lezione sopra la coltivazione delle piante da frutto e da legno” del 1791; un fascicolo sulla “cultura della robinia pseudoacacia” e sull’utilizzo del suo legno del 1833; un attualissimo fascicolo sui danni che possono cagionare alle foreste di conifere alcuni coleotteri del 1850 e così via, in un affascinante viaggio nel tempo, nei meandri della storia dell’agricoltura e della gestione forestale.

Le immagini dei documenti, a causa della bassa risoluzione per il web o della scrittura a mano, non sono sempre facilmente leggibili online, ma la forza dell’archivio digitale sta proprio nella facilità di ritrovare questi testi storici, per poi eventualmente chiedere di consultarli in modo diretto.

Quanti archivi del genere, quanti documenti storici legati al nostro settore, sono ancora solo su carta o non disponibili online? Crediamo tanti. Il lavoro dell’Accademia dei Georgofili, oltre a un’utilità per appassionati e studiosi, rappresenta quindi anche un monito, un esempio da seguire, per evitare che questa mole di storia e conoscenza possa andare persa o dimenticata.

 

Per approfondire:

SUGGERIMENTI da leggere

UN ARTICOLO SU QUERCE E SICCITÀ

Abbiamo appena parlato di un archivio, quindi del passaggio di conoscenze nel tempo, e quindi apriamo i nostri consueti consigli di lettura, ascolto o visione proprio con una riflessione su questo tema.

Lo scorso ottobre, l’Accademia Italiana di Scienze Forestali e la SISEF - Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale, hanno organizzato a Firenze un evento scientifico-divulgativo dal titolo: “I querceti italiani di fronte a fattori di stress e cambiamento climatico: evidenze attuali, conoscenze ecofisiologiche e prospettive gestionali”.

Si tratta di un tema estremamente attuale, come abbiamo ricordato anche nella scorsa edizione delle Pillole parlando di un progetto Life che si occupa del deperimento del leccio. Sarebbe stato quindi un vero peccato lasciare le riflessioni emerse solo ai partecipanti di quel convegno. Ma così per fortuna non è stato, perché gli organizzatori le hanno condensate in un interessante articolo apparso sulla rivista online Forest@.

Il consiglio non è soltanto leggerlo, per rimanere aggiornati su questo tema di grande attualità, ma anche riflettere sull’importanza di mantenere vivo ciò che viene discusso nei tanti interessanti convegni e webinar organizzati ormai settimanalmente nel nostro settore. 

 

Per approfondire:

SUGGERIMENTI da guardare

UNA SERIE VIDEO PIENA DI VOLTI E STORIE

Più di 40 storie, raccolte in 5 diversi Paesi del bacino del Mediterraneo all'interno di 7 “Foreste Modello”. Toscana e Abruzzo in Italia, Provenza in Francia, Montagne dell'Atlante in Marocco, Istria in Croazia e Western Macedonia in Grecia: la Rete mediterranea delle Foreste Modello, in occasione della Giornata internazionale delle foreste (21 marzo), ha lanciato una serie video, composta da un’introduzione e 5 episodi da circa 10-15 minuti ciascuno, chiamata “Restoration in the Model Forests”. Una serie, realizzata da noi di Compagnia delle Foreste e diretta dal collega Andrea Barzagli, che rappresenta il secondo e ultimo consiglio (di visione in questo caso) di questa edizione delle Pillole dall’Italia. 

Si tratta di un vero e proprio viaggio tra tante e diverse esperienze di gestione forestale partecipata: attività di ripristino ambientale, ma anche produzione di legno, sughero, castagne, funghi, tartufi, erbe e frutti spontanei, esperienze di educazione, di ricerca, di valorizzazione artistica e culturale, di cooperazione. E poi tra tanti meravigliosi paesaggi, plasmati dagli esseri umani nei secoli, che meritano di essere mantenuti per generare servizi utili a tutte e tutti noi.

Una serie video che vuole aprire una riflessione su cosa significa oggi “Restoration”, almeno nel contesto mediterraneo: non solo sacrosanto ripristino di ambienti naturali, laddove necessario, ma anche delle comunità che li vivono e li custodiscono.

 

La Playlist della serie su Youtube:

Per questa edizione di Pillole forestali dall'Italia è tutto!

Per rimanere costantemente aggiornati e ricevere spunti interessanti su ciò che accade in ambito forestale vi consigliamo di seguire anche le "Pillole forestali dal mondo", realizzate a cadenza mensile dal Direttore Paolo Mori.

Vi ricordiamo infine che anche voi potete contribuire a questa rubrica, inviando notizie di attualità su foreste e legno all'indirizzo: .

Alla prossima edizione!

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