fbpx

Pillole forestali

Pillole forestali dall’Italia #64 - Lavorare per l'adattamento e altre notizie di febbraio

  • RUBRICA
×

Articolo aggiunto ai Preferiti!

pillole forestali 64 - febbraio 2026

Ciao a tutte e a tutti e benvenuti all'edizione numero 64 di “Pillole forestali dall’Italia”, l’appuntamento mensile che vi descrive e commenta le principali notizie su foreste e legno in Italia selezionate dalla redazione di Sherwood, sia in forma scritta che come podcast.

Questa rubrica è sponsorizzata da FSC®Italia e PEFC Italiache ringraziamo, insieme alle nostre abbonate e ai nostri abbonati, per consentire la diffusione gratuita dell'informazione forestale.

Preferite ascoltare o leggere?

Ecco la versione PODCAST (la trovate anche su tutte le piattaforme come Spreaker e Spotify):

Qui invece le notizie da LEGGERE:

COVER STORY

UN PROGETTO PER AFFRONTARE IL DEPERIMENTO DEL LECCIO

Pillole56 News1

Nell’autunno del 2024 su Sherwood abbiamo affrontato più volte il tema del deperimento di leccio e sughera, in particolare in Sardegna, dove il fenomeno della cosiddetta “siccagna” aveva raggiunto estensioni ragguardevoli. Ne abbiamo parlato in un articolo scritto da vari esperti e anche all’interno delle Pillole forestali dall’Italia numero 43. Uno degli aspetti interessanti di tenere una rubrica periodica è proprio quello di poter tornare sulle notizie anche a distanza di tempo, raccontando come si evolvono. E proprio su questo fronte, dalla Sardegna (ma anche dalla Toscana), è arrivata un’interessante novità: è questa la “cover story” delle Pillole forestali dall’Italia numero 64.

L’aggiornamento riguarda un progetto europeo, cofinanziato dal Programma Life con oltre due milioni di euro, chiamato “RECLOAK” (prima o poi organizzeremo un concorso per i nomi più creativi e fantasiosi dei progetti europei, questo potrebbe giocarsi quantomeno il podio!).

Il progetto è stato ideato al fine di ripristinare e migliorare lo stato di conservazione delle foreste di leccio e realizzare la riforestazione di aree colpite dal deperimento. Il Life RECLOAK opererà in quattro siti, due italiani (Parco della Maddalena in Sardegna e Parco della Maremma in Toscana), uno spagnolo e uno di Malta.

Questo Life, che si concluderà nel 2030, si pone l’obiettivo di dimostrare l’efficacia del ripristino delle foreste di leccio nei quattro siti pilota, anche attraverso l’utilizzo di piantine autoctone selezionate sulla base della loro tolleranza alla siccità e resistenza a Phytophthora, uno degli agenti responsabili del deperimento.

L’articolo pubblicato su Sherwood a settembre 2024 si concludeva con queste considerazioni: “Numerosi studi hanno ormai dimostrato la correlazione tra le specie di Phytophthora e i fenomeni di deperimento registrati nell'isola; ulteriori ricerche sono quindi necessarie per individuare strategie di intervento efficaci per mitigare il rischio di una ulteriore diffusione del problema. È essenziale affrontare questa problematica con prudenza, promuovendo la ricerca scientifica e basando le future azioni su dati solidi”.

Ci auguriamo che questo progetto, che vede come partner italiani il CNR (beneficiario coordinatore), le Università di Sassari e Firenze, il Parco della Maremma, l’Agenzia Forestas e il Consorzio Co&So, possa andare nella direzione auspicata dall'articolo, promuovendo la ricerca e diffondendo buone pratiche gestionali che si renderanno sempre più necessarie nel contesto forestale mediterraneo, per favorire l’adattamento di questi ecosistemi dall’alto valore non solo naturalistico, ma anche economico (pensiamo anche alle sugherete, oltre che alle leccete) rispetto agli effetti del cambiamento climatico in atto.

Image

FOCUS ricerca

I MARTELLOSCOPI CRESCONO, NON SOLO DI NUMERO

Pillole57_News2

Il “Focus ricerca” di questo numero riguarda l’applicazione di modelli derivanti dalla ricerca scientifica all'interno di strumenti sempre più diffusi per la formazione in selvicoltura.

Ma facciamo un passo indietro nel tempo. Quando una quindicina di anni fa iniziò il progetto Life PProSpoT, la parola “martelloscopi” era quasi sconosciuta in Italia. Queste “palestre selvicolturali”, in cui poter simulare gli interventi, erano pochissime anche in Europa e non c’erano software ottimizzati per analizzare i risultati delle “martellate virtuali”. In quel progetto, in cui come Compagnia delle Foreste eravamo partner, avevamo previsto proprio la realizzazione di diversi martelloscopi: in qualche modo ci siamo arrangiati a realizzarli, proponendo al loro interno diverse attività formative, con grande  soddisfazione ma, ovviamente, anche con qualche difficoltà pratica, pagando quindi lo scotto dei pionieri.

Oggi la situazione è nettamente cambiata. Negli ultimi dieci anni questi strumenti si sono diffusi enormemente e oggi esiste una vera e propria rete europea di martelloscopi che continua a crescere e, soprattutto, a innovare gli strumenti a supporto della formazione, in particolare i software.

Proprio sui software per i martelloscopi lavora un nuovo progetto che coinvolge anche l’Italia, in particolare il Molise. Si tratta del progetto SimInForest, la cui idea nasce da un dato di fatto: le analisi quantitative dei risultati delle simulazioni svolte nei martelloscopi si limitano oggi a confronti tra lo stato del bosco prima e immediatamente dopo un singolo intervento selvicolturale. La possibile evoluzione futura del popolamento non è considerata nelle simulazioni e viene discussa unicamente basandosi sull’esperienza dei formatori e/o dei partecipanti. Così il progetto, finanziato da Velux Foundation, vuole integrare nel software operativo oggi utilizzato nella maggior parte dei martelloscopi (chiamato “I+”), un modello (chiamato Samsara 2) in grado di simulare l’evoluzione delle foreste nel tempo, con particolare attenzione alla densità degli alberi, alla luce che arriva al suolo, alla distribuzione della rinnovazione, all’evoluzione della composizione specifica, alla provvigione, al contenuto di carbonio, al legno morto e ai microhabitat.

Uno dei partner del progetto SimInForest è l’Università degli Studi del Molise (UNIMOL), che gestisce una rete di martelloscopi nell’Appennino centrale, tra cui quello di Collemeluccio (IS), che è stato scelto come sito pilota per l’Italia.

Così commenta Giovanni Santopuoli, Professore associato presso UNIMOL: "Il martelloscopio è uno strumento fondamentale per la didattica, la formazione in generale e per favorire il trasferimento di conoscenza tra la ricerca e il mondo professionale. Le attività che si organizzano all’interno dei martelloscopi sono finalizzate ad affrontare delle problematiche gestionali attraverso la simulazione di interventi selvicolturali. L’introduzione di un software che permette di osservare l’evoluzione del bosco quale conseguenza di tali interventi offre la possibilità di capire meglio gli effetti della gestione forestale sull’ecosistema bosco e le ripercussioni sul contesto socio-economico, riducendo il divario tra teoria a pratica".

Come per la notizia precedente, anche lavorare allo sviluppo e al costante miglioramento di queste "palestre selvicolturali" può rappresentare un valido esercizio di adattamento, ponendo le basi di una migliore selvicoltura per il futuro.  

 

Per approfondire: 

Image

NEWS

UN PATTO FORESTALE TRA FRIULI E TRENTINO

Lo scorso 17 febbraio, a Trento, è stato firmato un accordo quinquennale tra la Provincia Autonoma di Trento e la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia: un’intesa tutta incentrata sulla gestione sostenibile del patrimonio forestale.

L'accordo mira innanzitutto a integrare e coordinare i due diversi sistemi produttivi legati alla filiera foresta-legno, mettendo in relazione l'offerta di legname del Friuli Venezia Giulia (che a fronte di 1 milione e 700 mila metri cubi di ripresa oggi utilizza annualmente circa 230-270 mila metri cubi) con il modello trentino, caratterizzato da gestione pianificata e da un tessuto imprenditoriale consolidato e specializzato. L’obiettivo è promuovere buone pratiche gestionali, innovazione tecnologica e progetti imprenditoriali condivisi, oltre a iniziative culturali e divulgative capaci di sensibilizzare le comunità locali sull'importanza del patrimonio forestale e della filiera legno.

Nel protocollo, firmato dagli Assessori Zannier (FVG) e Failoni (PAT) è prevista anche l'istituzione di un “Tavolo tecnico bilaterale”, con l’obiettivo di individuare opportunità di collaborazione, rilevare bisogni ed esigenze delle imprese, proporre soluzioni operative e monitorare l'avanzamento delle attività previste.

Si tratta indubbiamente di un’iniziativa che merita un plauso, anche se appare curioso come questo genere di accordi e collaborazioni non sia esteso a tutto l’arco alpino. Per affrontare le complesse sfide che abbiamo di fronte - produttive certamente, ma anche ambientali e climatiche - occorrerebbe infatti una sinergia sempre maggiore tra chi amministra ambiti territoriali simili, come quelli delle valli alpine.  

 

Per approfondire:

NEWS

FERMENTO LEGISLATIVO IN LOMBARDIA

Due diversi progetti di legge (PDL) riguardanti la gestione del patrimonio forestale sono stati recentemente depositati presso il Consiglio regionale della Lombardia.

Il primo, depositato a giugno 2025, è chiamato: “Valorizzazione della filiera Bosco-Legno-Energia. Modifiche alla l.r. 31/2008”. Il secondo, di gennaio 2026, è chiamato invece: “Valorizzazione della biomassa legnosa, promozione della gestione forestale sostenibile e sviluppo delle energie agroforestali”.

Curioso come non si tratti di proposte provenienti da campi politici differenti, ma bensì da diversi componenti della stessa maggioranza. Leggendo le due proposte, ad essere declinati sono molti temi trasversali che si ritrovano anche nel Testo Unico in Materia di Foreste e Filiere Forestali e che, proprio alla luce della legge nazionale, probabilmente meritano di essere affrontati attraverso un aggiornamento della normativa regionale vigente (in Lombardia il Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale è del 2008).

In particolare, il progetto di legge presentato a gennaio prova ad affrontare in modo diretto il tema della responsabilità pubblica della gestione forestale, definendo la costituzione di ambiti dove essa debba essere garantita obbligatoriamente e attuata da un accordo tra proprietari o, in assenza di questo, dalla pubblica amministrazione. Si tratta di un tentativo di rendere attuabile l’articolo 12 del TUFF, quello relativo ai terreni abbandonati e silenti che tanto ha fatto e farà ancora discutere.

Per motivi di spazio non possiamo entrare nel merito delle due proposte, che sono comunque consultabili dal sito del Consiglio regionale della Lombardia (vi forniamo i link per leggerle).

Sicuramente è da registrare che qualcosa si sta muovendo, qui come in altre Regioni d’Italia, e che la politica, più che in passato, sta iniziando a considerare con maggior interesse il tema della gestione forestale e delle relative filiere.

 

Per approfondire:

NEWS

LIGNINA ED ELETTRONICA MINIATURIZZATA

Chiudiamo la sezione “News” con una curiosità.

Il legno non smette mai di stupirci. Dopo aver osservato persino parti di satelliti realizzati con questa straordinaria materia prima rinnovabile, dai laboratori di CNR e Università di Pisa arriva una notizia singolare. Sembra infatti che la lignina, che, come sappiamo bene, è uno dei principali biopolimeri presenti nelle piante legnose, possa diventare una risorsa preziosa per l’elettronica del futuro. Grazie a una collaborazione scientifica internazionale, in cui l’Italia è capofila, è stata infatti dimostrata la possibilità di realizzare dei micro-dispositivi di memoria e di accumulo energetico basati proprio sulla lignina.

Le ricerche, come si legge in un comunicato del CNR, “hanno evidenziato proprietà capacitive e conduttive controllabili su scala micrometrica, aprendo la strada a nuove applicazioni in elettronica miniaturizzata”.

Parole difficili, concetti complessi… per sintetizzare (forse banalizzando) possiamo dire che la scoperta dei ricercatori è che lignina può rappresentare un materiale idoneo alla realizzazione di dispositivi in grado di immagazzinare e rilasciare rapidamente energia, con tempi di ricarica molto brevi, lunga durata e alta densità di potenza. Si tratta, ad esempio, dei “microsupercapacitori” (altra parola difficilissima!) impiegati nella costruzione di sensori, dispositivi biomedicali, tecnologie indossabili ed elettronica flessibile.

Non ci aspettiamo, ovviamente, che questa notizia possa a breve cambiare la vita a tecnici, proprietari e gestori forestali. Si tratta al momento, per il nostro settore, solo di una curiosità, che tuttavia è bene conoscere per essere consapevoli di quanto il legno, come ha scritto qualcuno, rappresenti davvero la “più antica materia prima del futuro”

 

Per approfondire:

SUGGERIMENTI da leggere

IL CONGRESSO IN UNA RIVISTA

Concludiamo come sempre con due suggerimenti: di lettura, ascolto o visione.

Il primo è un suggerimento di lettura che riprende la “cover story” delle Pillole forestali dall’Italia numero 62, dedicata alla “Carta di Roma” presentata durante il XIX Congresso Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali.

A seguito di questo evento, infatti, il CONAF ha realizzato un numero speciale della propria rivista “AF” dedicato interamente al Congresso.

Rivista AF CONAF

Al suo interno, oltre a tanti spunti interessanti derivanti dai lavori congressuali, una decina di pagine sono dedicate alla tesi congressuale: “Boschi e foreste: le nuove sfide ambientali”.

Gli argomenti e i “casi studio” presentati si leggono molto rapidamente ma sono al tempo stesso densi e variegati, spaziando dalla pianificazione all’associazionismo, dagli Accordi di foresta alla comunicazione, dalla conservazione all'economia forestale. 

Un aggiornamento necessario, in particolare per chi non ha potuto partecipare al Congresso.

 

Per approfondire:

SUGGERIMENTI da guardare

GESTIONE FORESTALE E LEGNO MORTO

Il secondo e ultimo consiglio è invece di visione ed è un’autopromozione (ogni tanto concedetecela!): si tratta del documentario finale del progetto Life SPAN, prodotto da noi di Compagnia delle Foreste.

Per presentarlo partiamo dalla frase con cui il filmato, di circa 20 minuti, si conclude: “Oggi non si discute più attorno al valore generale del legno morto. Adesso la discussione è solo su come, quando e dove conservarlo”.

Il documentario, in lingua inglese ma sottotitolato anche in italiano, racconta la storia della “competizione tra esseri umani e organismi saproxilici”, l’importanza del legno morto e, infine, la proposta concreta del progetto. Il Life SPAN, attraverso un approccio integrativo e non segregativo, propone la realizzazione, all’interno di foreste gestite, di una rete di “siti habitat per saproxilici” (SHS - Saproxylic Habitat Sites): aree di senescenza in cui ricreare condizioni simili a quelle delle foreste vetuste, con alberi di grandi dimensioni, legno morto di varia natura e aree aperte.

Il documentario non è solo un riassunto di quattro anni di progetto, ma anche un modo per “sviluppare un occhio più attento”, come spiega gestore forestale tedesco protagonista del docuentario, su quegli elementi forestali che, nella selvicoltura classica, erano spesso dimenticati se non avversati, come appunto la presenza di microhabitat e di legno morto in piedi e a terra.

 

Il documentario su Vimeo:

Per questa edizione di Pillole forestali dall'Italia è tutto!

Per rimanere costantemente aggiornati e ricevere spunti interessanti su ciò che accade in ambito forestale vi consigliamo di seguire anche le "Pillole forestali dal mondo", realizzate a cadenza mensile dal Direttore Paolo Mori.

Vi ricordiamo infine che anche voi potete contribuire a questa rubrica, inviando notizie di attualità su foreste e legno all'indirizzo: .

Alla prossima edizione!

Lascia un commento

Crediamo fermamente che creare un dialogo costruttivo con i nostri lettori possa costruire una comunità di appassionati, permettere di approfondire i temi trattati e arricchire tutti. Per questo motivo abbiamo attivato la sezione “commenti”.
Commentare un articolo è un'opportunità per partecipare alla conversazione pubblica e condividere le proprie opinioni. Partecipa anche tu alla discussione!

I commenti saranno moderati dalla redazione per assicurare che siano pertinenti, rispettosi e in linea con le nostre linee guida.

ULTIMI ARTICOLI e NOTIZIE

Image

Compagnia delle Foreste logo91x70px

La nostra sede
Compagnia delle Foreste Srl
Via Pietro Aretino n. 8
52100 Arezzo (IT)

Contatti telefonici e fax
Tel. (2 linee): 0575.323504 / 0575.370846
Fax: 0575.370846

E-mail

Pec:

P. Iva e CF: IT01726650516
Codice Univoco: M5UXCR1

Seguici su

× Progressive Web App | Add to Homescreen

Per installare questa Web App sul tuo iPhone/iPad premi l'icona. Progressive Web App | Share Button E poi Aggiungi alla schermata principale.

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet