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Pillole forestali dall’Italia #67 - Formarsi e comunicare per crescere (e altre notizie di maggio)

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pillole forestali IT 67 - maggio 2026

Ciao a tutte e a tutti e benvenuti all'edizione numero 67 di “Pillole forestali dall’Italia”, l’appuntamento mensile che vi descrive e commenta le principali notizie su foreste e legno in Italia selezionate dalla redazione di Sherwood, sia in forma scritta che come podcast.

Questa rubrica è sponsorizzata da PEFC Italia e FSC®Italia, che ringraziamo, insieme alle nostre abbonate e ai nostri abbonati, per consentire la diffusione gratuita dell'informazione forestale.

Preferite ascoltare o leggere?

Ecco la versione PODCAST (la trovate anche su tutte le piattaforme come Spreaker e Spotify):

Qui invece le notizie da LEGGERE:

COVER STORY

I PRIMI NUMERI (E UN NUOVO OBIETTIVO) DI FOR.ITALY 2

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Molti di voi avranno già sentito parlare di “For.Italy”, il progetto dedicato alla formazione forestale nato dalla collaborazione tra le diverse Regioni e Province autonome italiane. For.Italy ha rappresentato il primo importante risultato della cooperazione interistituzionale attivatasi grazie al TUFF (il Testo Unico in materia di Foreste e Filiere Forestali); tra il 2020 e il 2022, grazie a questo progetto, sono stati realizzati 6 cantieri dimostrativi e informativi sulla formazione forestale e 7 corsi di formazione per Istruttori forestali di abbattimento ed allestimento, che hanno permesso la qualificazione di 86 nuovi Istruttori.

Per fortuna questa esperienza positiva è proseguita grazie a For.Italy 2: La Regione Toscana e la Regione Calabria hanno raccolto il testimone da Regione Piemonte in qualità di capofila del progetto, con l'obiettivo di consolidare la diffusione della cultura sulla formazione forestale e promuovere un'ulteriore sensibilizzazione dell'opinione pubblica e dei policy makers sull'importanza della gestione forestale e della professionalizzazione dei suoi attori protagonisti. Le regioni aderenti a For.Italy 2 sono al momento dieci (oltre a Toscana e Calabria anche Valle d’Aosta, Provincia Autonoma di Trento, Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Basilicata e Molise).

Lo scorso venerdì al Parco di Villa Demidoff, poco sopra Firenze, il progetto For.Italy 2 (anche in collaborazione con noi di Compagnia delle Foreste) ha organizzato un convegno per fare il punto sul ruolo della formazione nella gestione attiva delle foreste italiane. Oltre al convegno, molto partecipato, è stato proposto anche un esempio di “cantiere forestale divulgativo”, pensato con l’obiettivo di narrare la gestione forestale e la figura degli operatori forestali professionali ad un pubblico vasto. Questo tipo di cantiere, decisamente innovativo per il nostro settore, sarà probabilmente replicato in altre zone d’Italia nei prossimi mesi e anni, dato che la comunicazione ad ampio raggio rappresenta uno dei nuovi obiettivi del progetto.    

Durante l’evento si è svolta la consegna degli attestati dei nuovi Istruttori formati con For.Italy 2 lo scorso anno: 15 nuovi Istruttori provenienti da Toscana (5), Provincia Autonoma di Trento (2), Umbria (6) e Valle d’Aosta (2). Ma nel 2026 è già iniziato un nuovo corso, per 14 nuovi Istruttori provenienti da Valle d’Aosta (2), Marche (2) e Toscana (10). Entrambi questi corsi sono stati organizzati da Regione Toscana avvalendosi del Centro di Formazione Forestale di Rincine (U.C. Valdarno e Valdisieve), in collaborazione con l’Agenzia PROFORMA, L’Università di Firenze e la Provincia Autonoma di Trento. Sempre nel 2026 è previsto un altro corso, organizzato da Regione Calabria, per ulteriori 15 nuovi Istruttori provenienti da Basilicata (6), Molise (4) e Calabria (5).

Prosegue, insomma, la strada aperta da For.Italy, improntata su una formazione forestale di alto livello il più possibile omogenea a livello nazionale: questo è un gran bene per il nostro settore. Se a fianco della formazione sarà rafforzato anche il racconto del ruolo della gestione forestale nell’opinione pubblica… allora avremo mosso un altro, importantissimo, passo in avanti.

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FOCUS ricerca

FORESTE ITALIANE IN CRISI DI BIODIVERSITÀ?

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Nelle scorse settimane, diversi siti web di informazione hanno pubblicato una notizia che riguarda le foreste con titoli un po’ enfatici e “acchiappa click”, come ad esempio: “Foreste italiane in crisi: cala la biodiversità”.

La notizia, che titolata così ha suscitato tanta curiosità quanta preoccupazione (portando molte persone, sui social network, a commenti decisamente fuori luogo), è derivata da uno studio scientifico sui cambiamenti della flora del sottobosco negli ultimi 25 anni (1999-2023). Lo studio è stato condotto in 31 siti permanenti della rete di monitoraggio ICP Forest, che rappresenta l’evoluzione del noto programma Conecofor.

Già dal titolo della pubblicazione scientifica si evince un’informazione ben più complessa di quella sintetizzata dai titoli dei giornali (anche se bastava leggere gli articoli per capire qualcosa in più…): “La chiusura della copertura forestale e l'intensificarsi degli eventi climatici estremi sono alla base della perdita di specie del sottobosco registrata in 25 anni di monitoraggio forestale”.

Secondo lo studio, nelle foreste alpine a prevalenza di conifere la ricchezza di specie del sottobosco ha risentito dell’aumento della copertura arborea e arbustiva: minor luce al suolo, a causa della chiusura delle chiome, ha determinato un impoverimento di specie. Nelle faggete, invece, la ricchezza di specie del sottobosco è diminuita sia a causa di una maggiore copertura, sia dell’aumento del numero di giorni consecutivi di siccità durante la stagione vegetativa. Nei querceti decidui, la ricchezza di specie del sottobosco è calata con l’aumento della stagionalità delle precipitazioni, della frequenza annuale dei giorni molto caldi e, anche in questo caso, della maggiore copertura. Nelle foreste mediterranee, invece, non è stata osservata alcuna tendenza temporale significativa; tuttavia, dove le specie del sottobosco sono diminuite, la causa è da ricercarsi nell’aumentare dei giorni consecutivi di siccità durante la stagione vegetativa.

Lo studio evidenza, insomma, l’azione combinata di due diversi fenomeni: il cambiamento climatico e le modificazioni della struttura dei popolamenti, mostrando l’utilità di una rete di monitoraggio permanente come quella di ICP Forest per comprendere le dinamiche degli ecosistemi forestali. Se nel primo caso si tratta di un fenomeno globale che sappiamo bene e da tempo come andrebbe affrontato, continuando cioè in primis sulla strada della decarbonizzazione, ma anche attraverso azioni di adattamento, nel secondo si tratta di una normale dinamica successionale, su cui, volendo, si potrebbe agire attraverso la selvicoltura.

Tornando alla notizia precedente, nel cantiere divulgativo di For.Italy si è cercato di raccontare anche questo, cioè che la gestione forestale può essere utile per la salvaguardia di habitat e specie. Non è facile spiegarlo, ma crediamo sia quantomai necessario provarci.

 

Per approfondire: 

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NEWS

IN CALABRIA UN LIVING LAB FORESTALE

Ci sono termini e concetti che, all’improvviso, diventano popolari e si diffondono rapidamente, entrando nella realtà quotidiana. Di “Living Lab”, ad esempio, fino a pochi anni fa non si sentiva parlare, mentre oggi questo termine è molto diffuso, anche in campo forestale. La conferma viene dalla Calabria, in particolare dal Parco della Sila, dove è stata annunciata la nascita di “Living Lab Sila”.

Ma cosa significa “Living Lab”? Si tratta di un approccio alle attività di ricerca e di innovazione di tipo “aperto”, in cui si prevede cioè una sperimentazione applicata, caratterizzata da un coinvolgimento diretto del territorio, favorendo quindi la co-progettazione e la creazione di partnership tra pubblico e privato.

Living Lab Sila nasce all’interno di un progetto Horizon Europe chiamato FORBEST che prevede la realizzazione di altri cinque Living Lab in Ungheria, Repubblica Ceca, Romania, Finlandia e Thailandia. L’obiettivo è sviluppare soluzioni concrete per la protezione degli stock di carbonio e della biodiversità, promuovendo al tempo stesso anche pratiche selvicolturali “vicine alla natura”. Al progetto FORBEST, e quindi alla creazione del Living Lab Sila, partecipano per l’Italia il Parco della Sila, l’Accademia Italiana di Scienze Forestali (AISF), il CUFAA e le Università della Tuscia, di Bologna e di Milano.

Andando al di là del progetto specifico, è decisamente positivo constatare come queste modalità innovative, che prevedono un coinvolgimento attivo e diretto dei portatori d’interesse, si stiano sempre più diffondendo. Ma chiunque ha lavorato in progetti che hanno tentato di attivare le comunità locali sa anche quanto sia difficile farlo nella pratica quotidiana, e come, per riuscirci, siano necessari lunghi processi facilitati da specifiche figure professionali.

Augurando buon lavoro al Living Lab Sila, ci viene quindi da pensare a quanto sarebbe necessaria una formazione di base (torniamo alla prima notizia) sull’ampio tema dei processi partecipativi in ambito forestale e ambientale, già a partire dall’Università. Se questo tema, come sembra e come ci auguriamo, sarà sempre più presente nella quotidianità, occorrerebbe davvero iniziare a lavoraci, a partire dalla formazione.

 

Per approfondire:

NEWS

DUE IMPORTANTI AGGIORNAMENTI NORMATIVI

Ci teniamo a segnalarvi due importanti aggiornamenti normativi delle ultime settimane.

Il primo riguarda l’EUDR, dato che la Commissione europea, a inizio maggio, ha messo a disposizione tre documenti rilevanti ai fini della sua applicazione e delle misure di semplificazione recentemente introdotte. Si tratta delle versioni aggiornate delle Domande frequenti (FAQ), del Documento d’orientamento e del progetto di Atto delegato volto a modificare la lista dei prodotti regolamentati. Come sempre Conlegno (che ringraziamo) fornisce approfondimenti puntuali su questo tema, comprese le FAQ tradotte in italiano (link a fine notizia).

Il secondo aggiornamento riguarda l’uscita del decreto Legislativo 8 aprile 2026, n. 80 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 maggio 2026 e in vigore dal 31 maggio 2026), con cui anche l’Italia inizia ad allinearsi alla Nature Restoration Law.

Il decreto individua nel Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e nel Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) le autorità nazionali competenti per il coordinamento delle attività da svolgere nell’ambito del regolamento europeo. In particolare, il MASE è individuato quale autorità nazionale competente per l’applicazione di quanto previsto dagli articoli 4 (ripristino degli ecosistemi terrestri, costieri e di acqua dolce), 6 (energia da fonti rinnovabili), 8 (ripristino degli ecosistemi urbani) e 9 (ripristino della connettività naturale dei fiumi e delle funzioni naturali delle relative pianure alluvionali). Il Masaf è invece autorità nazionale competente, in coordinamento con le Regioni e le Province Autonome, per l’applicazione degli articoli 11 (Ripristino degli ecosistemi agricoli) e 12 (Ripristino degli ecosistemi forestali).

A proposito di Nature Restoration Law, vi ricordiamo che, come abbiamo spiegato in un articolo di Sherwood, c'è ancora tempo fino al 9 giugno per partecipare alla consultazione sulla bozza del Piano Nazionale di Ripristino.  

 

Per approfondire:

NEWS

FORMAZIONE FORESTALE AL CINEMA

In questa puntata delle Pillole abbiamo trattato molto di formazione e comunicazione: questa notizia interseca entrambe le tematiche, perché tratta di un film, appena uscito nelle sale, che racconta proprio una storia di formazione forestale.

“Forest - Il futuro ha radici antiche”, questo il titolo del film prodotto da Cineblend per la regia di Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon, racconta il viaggio di due ragazze e due ragazzi giovanissimi che si cimentano per la prima volta con il lavoro forestale. Guidati da due Istruttori forestali veneti, i fratelli Michele e Giorgio Sambugaro, i protagonisti imparano a conoscere il bosco, a leggerne i segnali e a confrontarsi con la responsabilità di chi deve prendersene cura. Parallelamente allo svolgersi del corso, diversi esperti approfondiscono i temi della gestione forestale, con un focus specifico sulla tempesta Vaia e l’epidemia di bostrico, dato che l’area in cui è girato il film, l’Altipiano di Asiago, ha subito pesantemente questi fenomeni.

Noi di Compagnia delle Foreste siamo stati coinvolti nella realizzazione del film, insieme al Dipartimento TeSAF dell’Università di Padova, il Consorzio Cifort e altri colleghi. Il film è attualmente “in tour” nelle sale di tutta Italia, ma è possibile contattare Cineblend per organizzare eventi e proiezioni.   

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Aver portato la gestione e la formazione forestale sul grande schermo è davvero un fatto raro e quindi decisamente prezioso per un settore complesso come il nostro che soffre enormemente di scarsa visibilità. Un grande grazie quindi a chi ci ha creduto, in particolare ai registi e agli sponsor tecnici dell’iniziativa: AKUCifortBenincàMonchiero e Vibram.

Cercate tra le date del tour... e se potete, partecipate a una delle proiezioni!

 

Trailer e pagina dedicata al film:

SUGGERIMENTI da leggere

UN’AMPIA INDAGINE SULLA PROFESSIONE DI AGRONOMO E FORESTALE

A inizio maggio, a Roma, è stata presentata l’indagine dal titolo: “Una professione dai molti percorsi”. Si tratta di uno studio molto articolato sulle caratteristiche della categoria professionale dei dottori agronomi e forestali e sulle prospettive professionali dei laureati in agraria, in scienze forestali e delle facoltà affini. Lo studio è stato condotto dall'Osservatorio delle professioni in collaborazione con FIDAF, CONAF e la Conferenza di A.G.R.A.R.I.A.

Lo studio è ricco di dati derivati da più fonti (compreso un questionario somministrato a circa 1.300 addetti ai lavori) e di spunti decisamente interessanti: per questo meriterebbe quasi una puntata a parte delle Pillole, data la sua complessità.

Si mostra, ad esempio, come rispetto ad un calo di iscrizioni ai corsi universitari “classici”, siano in crescita quelle ai corsi interdisciplinari. Si certifica come il 60% circa dei rispondenti al questionario abbia trovato occupazione stabile entro sei mesi dalla laurea, mostrando così una professione dagli sbocchi lavorativi ampi e diversificati. Si tratta anche del lavoro femminile, che in questo settore sta crescendo in modo consistente ma che purtroppo non si traduce ancora pienamente in un’effettiva parità nelle condizioni di lavoro e di reddito. Si tocca, a proposito di formazione, anche il tema del “long life learning”, una sfida sempre più cruciale in un’epoca caratterizzata da cambiamenti e innovazioni continue.

Ci raccomandiamo però di non fermatevi a queste poche, anzi pochissime anteprime: lo studio è davvero interessante e merita una lettura approfondita.

 

Per approfondire:

SUGGERIMENTI da leggere

UNA NEWSLETTER PER ENTI PUBBLICI E PROFESSIONISTI

In chiusura di questa edizione delle Pillole vi segnaliamo che da pochi giorni è attiva una nuova newsletter di Etifor, chiamata LINFA, che potrebbe interessarvi.

Si tratta di una newsletter trimestrale pensata per supportare il settore pubblico, rendendo possibile la trasformazione delle risorse naturali in valore condiviso.

“La vera sfida per molti gestori di aree naturali”, spiega Nicola Andrighetto di Etifor nel primo numero della newletter, “è riuscire a intercettare e orientare finanziamenti pubblici e nuovi investimenti privati in modo efficace, affinché si traducano in risultati concreti e duraturi. Navigare in questo scenario è senza dubbio complesso, ma anche molto stimolante: quando, infatti, fondi pubblici, capitali privati e partecipazione attiva dei cittadini riescono a incontrarsi, gli impatti positivi sulla natura sono concreti e duraturi, non solo per l’ambiente, ma anche per l’intero contesto locale”.

La newsletter si pone l’obiettivo di orientare gli attori pubblici e privati coinvolti nella gestione delle aree naturali, presentare opportunità, ma anche proporre idee e approcci innovativi.

È gratuita… quindi il consiglio è di iscrivervi subito!

 

Per iscriversi:

Per questa edizione di Pillole forestali dall'Italia è tutto!

Per rimanere costantemente aggiornati e ricevere spunti interessanti su ciò che accade in ambito forestale vi consigliamo di seguire anche le "Pillole forestali dal mondo", realizzate a cadenza mensile dal Direttore Paolo Mori.

Vi ricordiamo infine che anche voi potete contribuire a questa rubrica, inviando notizie di attualità su foreste e legno all'indirizzo: .

Alla prossima edizione!

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