Rendiamo disponibile la traduzione di un interessante articolo pubblicato sul sito della Mediterranean Model Forests Network dedicato al gender gap nelle professioni legate alla gestione forestale. L’Autrice, Leila Rossa Mouawad, è una giovane forestale libanese che attualmente lavora presso l’AUB - Nature Conservation Center dell’Università Americana di Beirut ed è membro della Mediterranean Youth Task Force.
Particolarmente sensibile e attenta alle categorie più fragili in ambito professionale, l’Autrice sottolinea come, in questo momento storico, il contributo delle donne sia sempre più rilevante e strategico nella gestione delle risorse naturali. L’articolo presenta inoltre i principali risultati di un sondaggio condotto su donne attive nel settore forestale, coinvolte in ruoli, regioni e fasi della carriera differenti.
Questo articolo rappresenta un’ottima occasione per riportare l’attenzione sulla Rete Donne Foreste, una realtà tutta italiana che ha avviato la propria azione pubblica nel novembre 2024, con la presentazione del Manifesto, dando inizio ad un percorso di sensibilizzazione e promozione per rafforzare la presenza femminile nel settore forestale italiano, in particolare nei ruoli di leadership valorizzando professionalità, competenza e passione.
La positiva adesione al Manifesto sta portando la Rete verso la costituzione formale come associazione. Nel frattempo, è stato organizzato un Convegno in programma la mattina del 27 febbraio a Progetto Fuoco - Verona, dal titolo “Foreste: femminile, plurale”, dedicato al ruolo delle donne nel settore primario.
di Leila Rossa Mouawad
Il settore forestale è da tempo percepito come dominato dagli uomini, a causa di norme di genere consolidate, pregiudizi e disuguaglianze strutturali. In molti paesi, barriere socio-economiche, politiche e culturali continuano a escludere e marginalizzare le donne, soprattutto nei ruoli di leadership e decisionali.
Tuttavia, alcuni paesi stanno attivamente offrendo modelli positivi di inclusione di genere nel settore. Ad esempio, nelle Filippine, le donne sono più numerose degli uomini nei corsi di selvicoltura e ricoprono posizioni di vertice nel Forest Management Bureau. In Nepal, il governo ha creato un quadro giuridico nazionale composto da leggi, politiche e strategie per proteggere i diritti delle donne e promuovere la parità di genere nel settore. In Finlandia, il 40% dei proprietari forestali privati sono donne, e il paese vanta la più alta percentuale di donne nelle organizzazioni di proprietari forestali.
In molte aree, le donne sono da tempo lavoratrici chiave nel settore forestale, con ruoli spesso differenziati per genere. Oggi, si stima che un miliardo di donne nel mondo dipenda dalle foreste per il proprio sostentamento, tramite attività come la raccolta di cibo, medicine, legna da ardere, foraggio e altri prodotti. Tuttavia, questo ruolo varia a seconda del contesto geografico e sociale.
In generale, le donne tendono a percepire le foreste come una risorsa naturale da conservare, più che come un bene economico da sfruttare. L’esperienza della Rete delle Foreste Modello dell’America Latina evidenzia i benefici derivanti dall’inclusione delle donne nel settore, mostrando come la loro partecipazione porti spesso a risultati più olistici e orientati alla conservazione.
Il settore forestale odierno, relativamente più inclusivo, è il risultato delle battaglie delle donne che ci hanno preceduto, aprendo la strada alle generazioni più giovani. In tutti i rami del settore forestale, alcune leader hanno sfidato le norme di genere, ecco alcuni esempi:
Per comprendere meglio le dinamiche di genere attuali, è stato condotto un sondaggio tra donne attive nel settore, in diversi ruoli, regioni e fasi della carriera. Di seguito alcuni punti salienti tra le 102 risposte ricevute, che riflettono l’esperienza vissuta da donne diverse in un settore a lungo modellato da squilibri di genere:

Figura 2 Grafico delle 102 risposte alla domanda “In una scala da 1 a 5, quanto pensi sia inclusivo il settore forestale per le donne?”
In media, le donne intervistate ritengono che il settore forestale sia ancora solo parzialmente inclusivo. Sebbene il punteggio medio di inclusività sia di 2,75 su 5, sono emersi alcuni schemi ricorrenti in base all’esperienza delle partecipanti. Le donne all’inizio della carriera (meno di tre anni di esperienza) si sono rivelate le più ottimiste, assegnando il punteggio medio più alto. Al contrario, quelle con cinque-dieci anni di esperienza nel settore (tipicamente la fase in cui emergono le opportunità di leadership) hanno riportato livelli di inclusività più bassi.
Anche il tipo di lavoro svolto ha influenzato le esperienze vissute. Le donne impegnate in ambiti come advocacy, pianificazione o comunicazione si sono sentite spesso più valorizzate. Al contrario, in altri ruoli che richiedono operazioni pratiche sul campo, le donne hanno riportato difficoltà quotidiane: essere messe in discussione, ignorate o isolate in ambienti dove la loro presenza appare ancora un’eccezione.
In sintesi, tutte le rispondenti hanno evidenziato barriere strutturali e culturali, tra cui:

Figura 3 Grafico delle risposte al sondaggio che evidenza le maggiori sfide incontrate dalle donne nel settore forestale
Nonostante queste difficoltà e altre “barriere invisibili”, le donne hanno indicato diversi fattori chiave che le aiutano a superare le barriere: mentoring, istruzione, reti professionali, e in alcuni paesi, politiche di supporto come le quote di genere e i congedi di maternità. In particolare, la resilienza personale e la capacità di autodeterminazione sono stati citati come i fattori più importanti.
Molte donne raccontano che affrontare sistemi diseguali ha affinato le loro competenze: adattabilità, pensiero collaborativo e leadership. Queste capacità, spesso legate ai ruoli storicamente attribuiti alle donne, oggi si rivelano risorse preziose in un settore sempre più partecipativo e incentrato sulle comunità.
Guardando al futuro, l’integrazione della dimensione di genere (gender mainstreaming) è essenziale per promuovere l’uguaglianza e l’equità nel settore forestale. È necessario introdurre azioni volte a sensibilizzare, rafforzare le capacità, generare e analizzare dati disaggregati per genere e garantire la partecipazione equa delle donne per il progresso delle comunità. A conclusione, si indentificano quattro aree prioritarie di intervento:
Questa panoramica mette in luce una realtà fondamentale: sebbene le donne abbiano sempre contribuito al settore forestale, il loro ruolo è stato spesso invisibile o sottovalutato. Oggi, mentre il settore si orienta verso approcci più sostenibili e incentrati sulle comunità, le prospettive delle donne sono più essenziali che mai.
Raggiungere l’uguaglianza di genere nella selvicoltura richiederà un impegno istituzionale continuo, riforme politiche e una costante attività di advocacy per mettere in discussione le norme di genere. Solo riconoscendo e affrontando le barriere strutturali esistenti potremo liberare tutto il potenziale delle donne come agenti di cambiamento per costruire un settore forestale più resiliente, inclusivo e sostenibile.
Autori:
Leila Rossa Mouawad, l’AUB - Nature Conservation Center (Beirut). E.mail:
L’articolo originale “The Gender Gap in Forestry: Where Do We Stand?” è stato pubblicato il 10 settembre 2025 tra le news del sito della Mediterranean Model Forests Network Si ringrazia l’autrice e la Rete Mediterranea delle Foreste Modello per averci concesso di pubblicarne la traduzione.
Traduzione di Andrea Barzagli.
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