recensione a cura di Luigi Torreggiani
Alcuni mesi fa, nel preparare una puntata del podcast Ecotoni dedicata al tema “foreste e cultura”, mi è tornato in mente un libro che, letto all’università, mi colpì moltissimo: “L’uomo e la foresta - Le radici degli uomini e le radici degli alberi”. L’Autore è Marco Paci, già professore di Ecologia forestale all’Università di Firenze e si tratta di un saggio che racconta il rapporto tra esseri umani e boschi lungo tutta la nostra lunga storia in comune, citando e analizzando i punti di vista di scrittori, poeti, filosofi e artisti.
Ma questo saggio non è solo una cronistoria del legame antichissimo che ci vede camminare da sempre, come umanità, di fianco e dentro alle foreste. Esso delinea, per ogni epoca storica, un modo di pensare, di interpretare questa relazione, che riflette anche i grandi passaggi epocali dell’umanità. Si passa dal “bosco-tempio” dell’antica Grecia all’intenso sfruttamento forestale dell’Impero Romano, dalla selva oscura dantesca alla foresta incantata dei poemi cavallereschi, dall’illuminismo, con la nascita delle Scienze forestali, alle fiabe dei fratelli Grimm, dalla foresta di Darwin alla solitudine di Thoreau, fino alla “foresta perduta”, cioè alla nostalgia per la natura dell’era post-industriale. È un vero e proprio viaggio nell’immaginario forestale, che permette di osservare alberi e boschi da tanti punti di vista, aiutandoci ad allargare lo sguardo e a comprendere meglio interazioni, comportamenti e prese di posizione che talvolta lasciano spiazzati noi tecnici.
Nella puntata del podcast mi auguravo che questo libro prezioso, uscito la prima volta nel 2002 e da anni ormai fuori produzione, quindi introvabile, venisse ristampato. Ebbene, questo desiderio si è avverato: Robin Edizioni, per la collana “La Biblioteca del Vascello”, ha realizzato una nuova edizione, rivista e integrata dall’Autore.
Lo consiglio a tutti, ma in particolare agli studenti forestali, augurando loro la stessa meraviglia che provai io nel leggerlo, oramai diversi anni fa. Nelle pause tra un tomo universitario e un articolo scientifico mi aprì la mente e il cuore, rinsaldando la mia passione per tutto ciò che è “forestale”.
Questa recensione è tratta dal numero 266 di Sherwood | Foreste e Alberi oggi, riservato agli abbonati. La rivista è disponibile in versione cartacea, ma anche leggibile su APP e in versione WEB come sfogliabile, consultabili appena pubblicata in attesa che la rivista arrivi fisicamente nelle case degli abbonati. Abbonandoti non solo avrai accesso a questo e ad altri contenuti riservati ma contribuirai a sostenere tutto il lavoro della Redazione di Sherwood. Visita la sezione dedicata agli abbonamenti cliccando qui.
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