Recentemente ACIMALL ha pubblicato il report sull’andamento del mercato italiano delle tecnologie per la lavorazione del legno e dei suoi derivati in riferimento al commercio interno, import ed export. I dati confermano quanto emerso le previsioni dell’Ufficio studi dell’associazione e ribadiscono i numeri emersi dai preconsuntivi. La produzione italiana di macchine, utensili e accessori per la lavorazione del legno si attesta a 2.420 milioni di euro, l’8,7% in meno rispetto al dato 2023. In calo sia le esportazioni (1.695 milioni, meno 8,1%rispetto all’anno precedente) che il mercato interno, che si ferma a 725 milioni di euro, il 9,9% in meno rispetto al 2023.
Diminuiscono in modo particolarmente significativo le importazioni (228 milioni, meno 25,2 per cento), un trend che permette alla bilancia commerciale di contenere il calo a meno 4,9% rispetto al 2023 (1.467 milioni di euro). Il mercato apparente si ferma a 953 milioni di euro, che per quanto rappresenti una diminuzione del 13,8% rispetto al risultato conseguito nel 2023 racconta di un mercato - quello italiano - che resta fra i più importanti al mondo.
Per quanto riguarda l’export, le destinazioni principali dello scorso anno hanno visto al primo posto gli Stati Uniti seguiti da Francia e Germania mentre l’import riferisce in primis alla Germania seguita dalla Cina e dalla Spagna.
Da evidenziare le dichiarazioni di Dario Corbetta, direttore di ACIMALL, che ha ricordato come questa situazione, certamente poco confortante, rifletta una sorta di “sospensione temporale” nella crescita del comparto che dura oramai da qualche anno. Le cause sono quelle che tutti conosciamo e condivise da gran parte dell’economia italiana e mondiale: una emergenza pandemica seguita da incentivi e misure di sostegno che hanno di fatto rinviato la necessità di affrontare i problemi strutturali del comparto: “… dalla oramai cronica carenza di manodopera, che impone di affrontare con strumenti nuovi il grande nodo della formazione e della attrattività di questi processi per chi si affaccia al mondo del lavoro, ai ritardi nel ricambio generazionale, senza tralasciare tutte le sfide che il mondo della meccanica strumentale affronta”.
Le indagini condotte da ACIMALL rivelano una certa instabilità anche per i primi mesi dell’anno in corso: il mercato nazionale viene ritenuto in ulteriore calo dal 50% dalle imprese indagate, stabile dal 45% e in aumento dal restante 5%. Se guardiamo al mercato estero le opinioni che confermano la stabilità dei commerci si attestano al 50%, mentre l’altro 50% teme un’ulteriore contrazione.
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