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Custodi e Territorio: un approccio alla pianificazione forestale partecipata in Sicilia

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Custodi e Territorio: un approccio alla pianificazione forestale
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di Giovanni Oliveri, Salvatore Bondì, Mathia Coco, Hanna Rasper, Donato Salvatore La Mela Veca

Un percorso sperimentale di un approccio alla pianificazione agrosilvopastorale costruito insieme alla comunità, per contrastare il fenomeno degli incendi boschivi in un territorio complesso e intensamente antropizzato, i Monti di Palermo.

In Sicilia, l’estensione e la frequenza degli incendi boschivi hanno raggiunto livelli critici, rendendo urgente una strategia preventiva e una pianificazione territoriale mirata. Il progetto "Custodi e Territorio" ha sperimentato un approccio partecipativo alla pianificazione agrosilvopastorale nel Comune di Altofonte (PA), duramente colpito dagli incendi negli ultimi anni. Attraverso un’analisi condivisa dell’evoluzione dell’uso del suolo, arricchita da conoscenze locali, osservazioni e proposte della comunità, sono state elaborate linee guida utili alla redazione di un piano forestale d’indirizzo territoriale orientato alla prevenzione degli incendi e alla gestione sostenibile delle aree agricole e silvopastorali che circondano il centro civico. In questo contributo si vuole raccontare il percorso svolto e i risultati raggiunti

 

I grandi incendi forestali del 2023 nelle aree intorno a Palermo

Durante la quarta settimana di luglio del 2023 una serie di devastanti incendi ha investito tutta la Sicilia ed in particolare i Monti di Palermo, interessando la gran parte dei territori collinari e montani che circondano il capoluogo (Figura 1). Le fiamme divampate hanno distrutto in poche ore migliaia di ettari di macchia mediterranea, boschi ed aree agricole, lambendo i centri abitati e mettendo a dura prova le capacità di risposta del sistema regionale di protezione civile e di lotta attiva AIB.

art.Custodi e Territorio cartina3Figura 1 - Aree bruciate intorno a Palermo, immagini Sentinel 2 del 25 luglio 2023 (fonte: Copernicus Browser).

 

La serie di eventi ha segnato una profonda cicatrice emotiva sulla popolazione, mettendo in luce per l’ennesima volta l’elevatissima vulnerabilità del territorio ai disturbi naturali e antropici (La Rocca e Lovari, 2024). Una vulnerabilità che è certamente legata ai trend climatici dell’ultimo secolo, ma che è ulteriormente amplificata dal progressivo abbandono delle aree agricole specialmente nelle zone di interfaccia urbano-foresta con conseguente frammentazione del paesaggio, perdita di conoscenza e scomparsa delle tradizionali pratiche di gestione del territorio (Ascoli et al. 2021; La Mela Veca et al. 2024).

 

CONTENUTO PROMOZIONALE

Il caso Altofonte

In questo scenario è emblematico il caso del comune di Altofonte (PA), il cui territorio comunale si estende per circa 35 km² nella fascia collinare-montana sud-occidentale del comprensorio palermitano, incastonato tra il Monte Moarda (1.070 m s.l.m.) e il Pizzo Orecchiuta (662 m s.l.m.). Pur avendo avuto storicamente uno sviluppo più propenso all’espansione territoriale verso l’entroterra, il centro civico di Altofonte si affaccia sulla Valle del fiume Oreto, ultimo corso d’acqua non interrato dei tanti che nei secoli scorsi attraversarono la Città di Palermo. Altofonte, il cui nome rimanda inequivocabilmente alla ricchezza di risorse idriche che ha da sempre caratterizzato il proprio territorio, è stato più volte interessato da incendi di ampia portata: tra gli ultimi si ricordano in particolare i grandi incendi del 2020 e del 2023. Basti pensare che solamente durante queste due stagioni sul territorio comunale sono stati percorsi dal fuoco complessivamente più di 2.500 ha soprattutto di macchie e aree boscate. Alcune aree del territorio comunale sono percorse dal fuoco in modo ricorrente: in particolare, della superficie complessivamente bruciata negli ultimi 5 anni, circa 240 ha sono stati interessati dal passaggio del fuoco sia nel 2020 che nel 2023.

Si tratta di un territorio di elevato valore naturalistico e paesaggistico sul quale insiste la Riserva Naturale Orientata “Serre della Pizzuta” e tre siti di importanza comunitaria, due dei quali segnalati sia come Zona Speciale di Conservazione (ZSC) sia come Zona di Protezione Speciale (ZPS). Nonostante la relativa abbondanza di zone sottoposte a maggior tutela, il territorio (Figura 2) affronta oggi, così come molte altre piccole comunità che si trovano nelle stesse condizioni, forti criticità ambientali e socioeconomiche: le filiere legate ai prodotti del bosco, alla pastorizia e alle attività rurali tradizionali stanno gradualmente scomparendo o sono in forte sofferenza, mentre gli effetti della pressione antropica sulle formazioni forestali aumenta regolarmente e si sovrappone a dinamiche di spopolamento e di marginalizzazione economica (Maetzke 2016).

art.Custodi e Territorio cartina2Figura 2 - Inquadramento territoriale di Altofonte (PA). Nella carta sono segnalate le aree protette che insistono sul territorio comunale

 

Custodi e territorio: pianificazione, partecipazione e prevenzione

È in questo contesto che nasce Custodi e Territorio, un progetto di promozione della pianificazione territoriale trasversale/integrata e partecipata promosso dal Collettivo Rewild Sicily in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell’Università di Palermo, insieme a realtà locali come la Pro Loco Altofonte APS e il Comitato “Moarda viva verde e sicura”, con il supporto di Sicily Environment Fund.
Obiettivo del progetto è stato quello di avviare un processo sperimentale per la costruzione condivisa di un documento informativo recante delle linee guida per la redazione di un Piano Forestale di Indirizzo Territoriale (PFIT) del comune di Altofonte, capace di orientare le scelte gestionali seguendo i principi di multifunzionalità e di tutela delle risorse agrosilvopastorali attraverso interventi di prevenzione AIB, di valorizzazione economica delle risorse locali e di conservazione del paesaggio.
Il progetto, realizzato tra maggio 2024 e gennaio 2025, ha combinato strumenti tecnici di analisi territoriale con attività partecipative rivolte alla comunità locale, seguendo il principio per il quale i primi conoscitori e “custodi” del proprio territorio sono gli abitanti stessi.

 

Metodologia e attività partecipative

Il progetto Custodi e Territorio è stato sviluppato seguendo un’impostazione coerente con la normativa in materia di pianificazione forestale di indirizzo territoriale (PFIT) più recente ed in particolare con il D.Lgs. 34/2018 (Testo Unico in materia di Foreste e Filiere Forestali) e i successivi decreti di attuazione. L’obiettivo non era quello di produrre un piano definitivo, piuttosto di avviare un percorso esplorativo per testare modalità basate sulla partecipazione attiva al processo pianificatorio (Cantiani 2006) e sulla collaborazione tra diversi portatori d’interesse nella costruzione di uno strumento di orientamento decisionale per tutti i soggetti aventi competenze dirette o indirette in materia di pianificazione.
Si è trattato di un percorso articolato in tre tavole rotonde pubbliche, ospitate ad Altofonte tra maggio e luglio 2024, che hanno coinvolto singoli cittadini, comitati locali, tecnici professionisti, associazioni e amministratori.

Ogni incontro è stato progettato con una diversa finalità:

  • il primo incontro ha avuto come focus l’analisi degli incendi più recenti e i conseguenti impatti sul territorio comunale. Sono state infatti elaborate e presentate diverse cartografie tematiche ed è stata raccolta una prima serie di considerazioni generali da parte dei partecipanti;
  • il secondo incontro ha permesso di realizzare un’attività partecipata finalizzata alla mappatura dell’evoluzione dell’uso del suolo nel tempo. L’attività è stata condotta mediante la costituzione di tre tavoli di lavoro. l’esercitazione è culminata con la costruzione di altrettanti layout cartografici:
    • carta dell’uso storico del suolo costruita per mezzo di memorie e testimonianze rintracciabili attraverso fonti storiche e contributi dei partecipanti;
    • carta dell’uso attuale del suolo elaborata a partire dai dati Corine Land Cover, utilizzata per discutere di rischi e pericoli e delle situazioni di potenziale o affermato conflitto sulle destinazioni d’uso del suolo;
    • proiezione futura dell’uso del suolo con proposte di gestione espresse dai partecipanti.
  • Il terzo incontro ha portato alla definizione condivisa di diverse unità di pianificazione (categorie funzionali) e ad una valutazione complessiva degli interventi auspicabili nelle aree agroforestali ricadenti entro il territorio comunale, introducendo le funzioni prevalenti previste dal quadro normativo (D.Lgs. 34/2018) e le possibili condotte per arrivare agli obiettivi gestionali preposti.

È importante specificare che durante tutti gli incontri sono stati previsti momenti di dibattito e di restituzione, utili a comprendere quali siano effettivamente le istanze percepite come più urgenti dalla popolazione locale.
Nello stesso arco di tempo che ha visto lo svolgimento delle tavole rotonde, sono state organizzate due visite tecniche guidate con finalità formative e di confronto tra diverse pratiche gestionali (Figura 3). Durante la prima escursione, svoltasi proprio nel bosco di Monte Moarda, sono stati mostrati i segni e gli effetti nel breve e medio termine del passaggio del fuoco in un bosco non interessato da interventi di ripristino della vegetazione. È  stato possibile, infatti, osservare gli effetti di incendi di diversa intensità su vari tipi di vegetazione, e di discutere delle criticità legate alla mancanza di interventi post-incendio.
La seconda visita è stata condotta a Palermo nella R.N.O. “Monte Pellegrino”, dove è stato possibile illustrare alcuni esempi di gestione attiva in aree percorse da incendio sottoposte a pianificazione e mostrare i risultati ottenuti in termini di resilienza ecologica e di sicurezza nelle aree altamente fruite (La Mela Veca et al. 2024). Le visite in campo sono state accompagnate da una produzione cartografica mirata ad illustrare i principali aspetti da considerare nella pianificazione territoriale: tra le carte tematiche realizzate figurano quelle dei vincoli, del rischio incendio e delle infrastrutture.

 art.Custodi e Territorio foto1

Figura 3 - Uscite sul campo organizzate durante il progetto: Monte Moarda (a sinistra) e Monte Pellegrino (a destra)

 

Il progetto aveva inoltre previsto due azioni pratiche dimostrative: la prima è consistita nell’interrimento di cladodi di fichi d’india sfruttando le sue capacità di biofertilizzante (Bacchetta et al. 2024) e il suo alto contenuto idrico per assicurarsi una piccola riserva d’acqua nei periodi di siccità. La seconda azione pratica, programmata per la primavera del 2026, è invece rappresentata da un intervento dimostrativo di fuoco prescritto in un’area considerata come punto chiave nella propagazione degli incendi del territorio comunale di Altofonte.

Tutti gli input raccolti durante le attività sono serviti come base di partenza per l’individuazione di quattro macroaree funzionali del territorio comunale, ognuna delle quali è stata associata a obiettivi strategici e a una lista di interventi possibili (Figura 4).

art.Custodi e Territorio cartina3

Figura 4 - Macroaree funzionali considerate come macro-unità della pianificazione

 

Sintesi dei risultati

La proposta di zonazione e lo sviluppo di linee gestionali di indirizzo non hanno avuto carattere prescrittivo, ma sono state sviluppate per fornire una base di riferimento strategica per i potenziali soggetti competenti in materia di pianificazione. In questo senso il Piano Forestale di Indirizzo Territoriale (PFIT) è stato considerato come lo strumento pianificatorio più idoneo per perseguire questo tipo di visione, dato che è pensato per operare su scala comprensoriale, integrando esigenze ambientali, produttive e di protezione civile (Corona et al. 2020).
Le quattro macroaree funzionali individuate a partire dall’interpretazione incrociata dei dati geospaziali a disposizione (Corine Land Cover 2020; Carta delle Tipologie Forestali della Regione Siciliana 2011) e degli input raccolti durante le attività partecipative comportano una categorizzazione del territorio in: aree urbanizzate, aree agricole, aree boscate, aree a praterie e a macchia mediterranea. Tale categorizzazione ha permesso di associare a ciascun ambito obiettivi generali e interventi coerenti con le particolarità ambientali e con le principali necessità socioeconomiche del territorio emerse durante gli incontri con la popolazione locale.
Tra gli obiettivi condivisi spiccano la prevenzione strutturale degli incendi, il ripristino produttivo delle aree agricole e pastorali e la valorizzazione delle filiere agroforestali locali. Per ciascuna macroarea sono stati proposti interventi caratterizzati da una certa flessibilità, che vanno da operazioni prettamente volte al censimento, come l’inventario dei terreni agricoli abbandonati e dei terreni silenti (tutti quei terreni incolti o abbandonati dei quali non è noto il proprietario), al potenziamento delle infrastrutture come la riattivazione della rete di viabilità secondaria, l’aumento della resilienza agli incendi delle formazioni forestali attraverso la loro gestione attiva, la regolamentazione del pascolo finalizzata a limitare l’accumulo di combustibile e contemporaneamente a conservare gli habitat comunitari caratterizzati da praterie o da arbusteti.
Contestualmente, sono stati proposti interventi volti a promuovere l’aggregazione tra produttori locali e alla valorizzazione dei prodotti tipici del territorio.

 

Conclusioni

Il progetto “Custodi e Territorio” ha consentito di testare metodi partecipati di supporto alla pianificazione territoriale delle risorse agrosilvopastorali in un contesto territoriale di marginalizzazione socioeconomica e molto vulnerabile agli incendi e ad altri disturbi antropici, ma al contempo ricco di potenzialità inespresse. Il caso studio di Altofonte dimostra quanto sia urgente contemplare e sviluppare strumenti di pianificazione e gestione capaci di connettere le competenze tecniche con le conoscenze locali, e di promuovere una visione unitaria d’insieme che sia condivisa tra istituzioni e comunità. Attraverso un percorso fondato sull’ascolto e sulla riflessione collettiva è possibile individuare aspetti legati alla gestione del territorio e alla complessa rete di rapporti sociali tra i portatori d’interesse che non si manifestano esplicitamente ad una prima analisi. Aspetti che possono rappresentare una chiave di volta nella prevenzione degli incendi e nella rigenerazione del paesaggio agroforestale.
In questo momento storico, durante il quale i territori interni e le comunità rurali e montane rischiano di “perdere il treno del progresso” e di essere abbandonati all’incuria e alla gestione ciclica delle emergenze naturali, esperienze come quella del progetto Custodi e Territorio mostrano come la pianificazione territoriale rappresenti un’occasione per ripensare il futuro dei nostri territori a partire da chi il territorio lo abita, lo gestisce, e lo custodisce quotidianamente.

Autori:
Giovanni Oliveri, Dipartimento Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Palermo e Collettivo Rewild Sicily
Salvatore Bondì, Collettivo Rewild Sicily
Mathia Coco, Collettivo Rewild Sicily
Hanna Rasper Collettivo Rewild Sicily
Donato Salvatore La Mela Veca, Dipartimento Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Palermo. E-mail

Ascoli, D., Moris, J. V., Marchetti, M., & Sallustio, L. (2021). Land use change towards forests and wooded land correlates with large and frequent wildfires in Italy. Annals of Silvicultural Research, 46(2), 177-188. https://doi.org/10.12899/asr-2264

Bacchetta, L., Canditelli, M., Platamone, G., Procacci, S., Di Palma, P. R., Maccioni, O., Montereali, M. R., Alisi, C., & Forni, C. (2024). Use of cactus pear pruning waste to improve soil properties and to produce high-quality compost. Organic Agriculture, 14(3), 263–275. https://doi.org/10.1007/s13165-024-00462-9

Cantiani, M. (2006). L’approccio partecipativo nella pianificazione forestale. Forest@, 3, 281-299. http://www.sisef.it/

Corona, P., Becagli, C., Cantiani, P., Chianucci, F., Salvatore, L. Di, Salvatore, U. Di, Romano, R., Vacchiano, G., & Ferretti, F. (2020). Linee Guida Elementi di orientamento per la pianificazione forestale alla luce del Testo Unico in materia di foreste e filiere forestali. In Rete Rurale Nazionale 2014-2020, (CREA). CREA.

Donato Salvatore La Mela Veca, Andrea Laschi, Emilio Badalamenti, Manlio Amato, Giuseppe Belmonte, Giorgio Clesceri, et al. (2024). Ripristino ecologico dei rimboschimenti percorsi dal fuoco in ambiente Mediterraneo: il caso studio di Monte Pellegrino (Sicilia, PA). In Lingua E, Bolzon P, Marangon D, Baggio T, Bucci G (a cura di), Foreste per il futuro: nuove sfide per la gestione multifunzionale e la ricerca. XIV Congresso Nazionale SISEF, Padova 9-12 settembre 2024. Abstract Book - Posters (pp. 59-59). SISEF.

La Mela Veca, D.S., Piroli, E., Bacciu, V., Barbera, G., Brunori, A., Calvani, G., Delogu, G., Elia, M., La Mantia, T., Laschi, A., Lovreglio, R., Masiero, M., Salis, M., Tonarelli, L., Motta, R., & Ascoli, D. (2024). Managing wildfires in Italy: overcoming the emergency, planning the prevention. Forest@ - Rivista Di Selvicoltura Ed Ecologia Forestale, 21(3), 37-47. https://doi.org/10.3832/efor4606-021.

La Rocca, G., & Lovari, A. (Eds.). (2024). Comunicazione del rischio insulare: Prospettive in comunicazione, politiche pubbliche e analisi dei contesti. FrancoAngeli.

Maetzke, F. G. (2016). Incendi, cultura dell’ambiente e selvicoltura in Sicilia. STRUMENTIRES, VII, 1-8.

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