In occasione della Giornata Nazionale degli Alberi, si è tenuto ad Arezzo un seminario gratuito organizzato da CREA Foreste e Legno per approfondire la gestione selvicolturale dei rimboschimenti di conifere. L'evento, coordinato con MASAF e la Rete Rurale Nazionale, ha visto l'intervento di esperti su tecniche di gestione, valorizzazione economica e biodiversità delle aree rimboschite, nell’ottica della loro gestione passata, presente e futura, dando spazio anche alle linee di finanziamento previste dalla nuova Politica Agricola Comune.
La centralità e il ruolo dei boschi per rispondere alle sfide di gestione territoriale e soprattutto ambientali è ormai saldamente riconosciuta dall’opinione pubblica e dai policy makers, a livello comunitario e nazionale, anche prevedendo l’aumento della superficie forestale con processi di rimboschimento. A livello nazionale la scelta delle specie da utilizzare è ricaduta sulle conifere (soprattutto pini): facilmente adattabili, in grado di crescere rapidamente e altrettanto rapidamente di ricoprire il suolo.
Quali sfide e opportunità si aprono dunque per il settore nel nostro Paese? Dall’analisi storica alla sperimentazione a livello nazionale fino alla gestione selvicolturale, l’incontro ha scattato la fotografia sullo stato dell’arte e sulle modalità di valorizzare i rimboschimenti di conifere in Italia, senza trascurare di quantificare le ricadute degli interventi colturali sulle utilità ecosistemiche da essi fornite: basti pensare all’approvvigionamento di prodotti forestali legnosi e non legnosi, al sequestro del carbonio, alla regolazione dell’acqua, alla protezione dai pericoli naturali fino al supporto al ciclo dei nutrienti e alla biodiversità. Con un occhio attento anche alle funzioni ricreative e paesaggistiche. Si tratta di un settore, quello dei soprassuoli artificiali di conifere, in continua crescita e che nel nostro Paese, secondo i dati dell’ultimo Inventario Forestale Nazionale, ammonta a 447.000 ha (circa il 5% della superficie forestale nazionale).
Le sfide da affrontare, quindi, sono molteplici: la pianificazione territoriale, la disponibilità di risorse finanziarie e la produzione vivaistica, tenendo conto in ogni caso che la progettazione degli impianti deve tenere in considerazione la naturale conquista dello spazio da parte della vegetazione forestale, valutando, nei diversi contesti, quali interventi siano più adatti alle condizioni ambientali e socioeconomiche locali.
Sul sito della Rete Rurale Nazionale è disponibile per il download anche la pubblicazione "Utilità ecosistemiche e valorizzazione selvicolturale
dei rimboschimenti di conifere". Il report illustra, analizza e discute le modalità di gestione selvicolturale e valorizzazione dei rimboschimenti di conifere in Italia, con particolare riferimento a pino nero, pino laricio e douglasia e alla quantificazione economica degli effetti prodotti dagli interventi colturali sulle utilità ecosistemiche fornite da questi soprassuoli forestali di origine artificiale.
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