di Paolo Mori
Un evento a numero chiuso sulla gestione dei Demani Forestali Regionali a cavallo tra un convegno, un seminario in campo e una collaborazione sperimentale
Compagnia delle Foreste ha proposto ad ANARF un’idea un po’ fuori dagli schemi: organizzare un evento su invito, riservato esclusivamente a tecnici, funzionari e dirigenti delle Regioni e degli enti di sviluppo che si occupano di foreste e Demani Forestali Regionali (DFR). Non un grande convegno aperto a tutti, non una giornata dimostrativa, non un normale seminario: qualcosa di diverso che raccogliesse tutte e tre le esperienze in due giorni.
ANARF ha accettato la sfida. E lo ha fatto condividendo un obiettivo chiaro: iniziare un percorso di avvicinamento concreto tra la gestione reale dei DFR e i criteri delle gestione multifunzionale e sostenibile, così come definita nella Carta dei Princìpi proposta da ANARF stessa durante il convegno nazionale del 12 aprile 2024 al MASAF. Un percorso non teorico, non meramente dichiarativo, ma capace di mettere alla prova persone, strumenti e idee.
Perché parlare di gestione forestale sostenibile è facile, ma metterla in pratica tenendo insieme i tre pilastri della sostenibilità lo è molto meno. Ed è proprio per questo che è stata scelta la via della concretezza, articolata attorno a tre elementi chiave:
Alla base di tutto, una convinzione semplice: la realtà cambia soprattutto grazie alle persone. Piani, norme e strumenti sono necessari, ma non bastano. La gestione forestale evolverà nella direzione della sostenibilità anche se chi la pratica ogni giorno saprà comunicare, collaborare, condividere problemi e soluzioni.
Per questo l’evento ha avviato una sperimentazione di collaborazione tra persone che, pur lavorando in enti diversi, affrontano quotidianamente questioni simili. E qui sta forse il tratto più “strano” dell’iniziativa: non è stato un convegno tradizionale, non un seminario, non una visita didattica, ma un percorso costruito in tre fasi: ascolto, osservazione e azione. L’ambizione era far crescere relazioni professionali autentiche.
A testimoniare la rilevanza del percorso, l’incontro ha riunito 54 partecipanti provenienti da 14 Regioni, ed è stato patrocinato gratuitamente dall’Accademia dei Georgofili e dalla Rete Rurale Nazionale, che hanno così riconosciuto nell’iniziativa un valore strategico per l’evoluzione della gestione forestale pubblica in Italia.

La fase, ospitata dall’Accademia dei Georgofili, ha rappresentato un approfondito momento di ascolto reciproco. Ma non un ascolto passivo di relazioni autopromozionali: un ascolto vero, reso possibile dall’assenza di formalismi e dal desiderio comune di affrontare problemi concreti.
Nessun primato rivendicato, nessuna “foresta più grande” da esibire, nessuna competenza da sbandierare. Solo persone che condividono difficoltà e cercano buone pratiche e soluzioni.
Il confronto si è concentrato su due questioni centrali, la cui difficoltà non risiede nella domanda, ma nella complessità delle risposte:
a) Come applicare realmente la gestione forestale sostenibile nei DFR?
b) Come dare attuazione pratica alla Carta dei Princìpi (già adottata da 9 regioni e Enti gestori)?
È emersa la consapevolezza che la gestione dei DFR deve partire dalla produzione equilibrata di servizi ecosistemici, materiali, culturali e di regolazione, all’interno della quale la tutela idrogeologica e la conservazione della biodiversità restano dimensioni strutturali ma non uniche. Una visione più ampia, più aderente al territorio, ai bisogni di una più ampia gamma di comunità umane, e più coerente con la multifunzionalità.

Questa fase ha portato i partecipanti nella foresta demaniale di Rincine, dove la gestione forestale si osserva nel suo contesto reale. Qui la multifunzionalità non è un concetto astratto, ma una condizione in continuo divenire: produzione, biodiversità, fruizione, formazione, educazione ambientale, partecipazione delle persone attraverso la Foresta Modello delle Montagne Fiorentine.
L’osservazione diretta ha trasformato la conoscenza teorica in comprensione pratica. Ha mostrato come ogni scelta gestionale abbia sia ricadute immediate, sia di lungo periodo, come ecosistemi complessi reagiscano a interventi diversi, e come la sostenibilità non sia mai un equilibrio statico, ma un punto di arrivo temporaneo continuamente rimesso in discussione.
Questa fase ha rinforzato un messaggio essenziale: la gestione forestale sostenibile è fatta di scelte quotidiane, spesso difficili e sempre contestuali. Senza osservare sul posto problemi e potenzialità, l’ascolto resta teoria e l’azione rischia di essere superficiale.

La fase dell’azione è stata il laboratorio più innovativo del percorso. Con la facilitazione degli specialisti dell’Impresa sociale LAMA, i partecipanti sono stati coinvolti in un esercizio collettivo orientato alla cooperazione.
Non si è trattato di creare reti formali, ma di verificare se persone provenienti da contesti diversi potessero iniziare a collaborare su cinque ambiti strategici della Carta dei Princìpi:
L’attività ha mostrato che esiste lo spazio per una collaborazione interregionale “dal basso”, nata dalle persone prima che dagli enti. Le relazioni costruite sono oggi informali, ma rappresentano il primo passo di un percorso potenzialmente più ampio.
Solo tra dodici mesi, nel convegno ANARF 2026, sarà possibile capire se anche uno solo dei cinque ambiti strategici elencati poco sopra avrà realmente prodotto risultati concreti. Se ciò avverrà, vorrà dire che la direzione scelta è quella giusta: che si può collaborare anche senza formalizzazioni, anche se in certi casi potrebbe magari essere il momento di pensare a qualche forma più strutturata di cooperazione.
Le questioni che i DFR devono affrontare non sono semplici. La crisi climatica accentua vulnerabilità ecologiche e sociali e rende più difficile garantire un’offerta equilibrata di servizi ecosistemici a beneficio di almeno 3 categorie di persone:
Avvicinarsi a trovare un equilibrio tra queste esigenze sarà uno degli scopi principali del 2026.
Il percorso “ascolto - osservazione - azione”, avviato concretamente nel 2025, naturalmente non si conclude con questo evento: rappresenta solo il primo tratto di un cammino, che ANARF sa essere lungo, impegnativo e ricco di ostacoli.
Nel 2025 si è puntato a favorire la creazione di mini-reti di collaborazione che lavorassero sui primi cinque criteri della Carta dei Princìpi (gestione forestale sostenibile, collaborazione, produzione, pianificazione e comunicazione).
Il 2026 sarà l’anno della verifica: servirà a capire se gli impegni presi dai partecipanti a contribuire attivamente a queste reti si tradurranno nei primi risultati. Le mini-reti rimarranno aperte all’ingresso di nuovi partecipanti, così che chi vorrà unirsi potrà farlo in corso d’opera. Chi vorrà passare da un gruppo all’altro potrà farlo liberamente, così come chi sarà interessato a partecipare a più di un gruppo contemporaneamente.
L’obiettivo non è “fare tutto e subito”, ma procedere per piccoli passi, osservare cosa funziona, rafforzare ciò che dà risultati e correggere ciò che non funziona. Verificheremo così se la collaborazione interregionale, nata dal basso, può diventare un elemento stabile del sistema forestale pubblico italiano.
Sempre nel 2026, ANARF proseguirà l’approfondimento dei criteri della Carta dei Princìpi attraverso due nuovi webinar tematici e un nuovo evento nazionale in presenza, che sarà l’evoluzione naturale e più strutturata dell’esperienza sperimentale del 2025.
L’ambizione non è ottenere risultati immediati, ma consolidare un metodo di lavoro basato su continuità, relazioni tra persone, confronto tecnico e responsabilità condivisa. Solo così la gestione dei demani forestali regionali potrà, nel tempo, diventare sempre più coerente con gli obiettivi della Carta dei Princìpi e con le esigenze dei territori.
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