di Silvia Bruschini
Gli indicatori di un sistema sono, generalmente, caratteristiche misurabili che sintetizzano informazioni complesse, permettendo di descriverne lo stato e monitorarne l’evoluzione nel tempo.
In ambito forestale sappiamo tutti quanto è prezioso disporre di indicatori affidabili e rappresentativi, capaci di fornire informazioni quantitative e/o qualitative sulle risorse forestali, sulla biodiversità e su altri benefici socioeconomici. Il loro monitoraggio consente di valutare gli effetti delle pressioni antropiche o delle pratiche di gestione in termini di mantenimento e miglioramento delle funzioni delle foreste e di contributo alla bioeconomia. Gli indicatori supportano non solo le scelte tecniche ma, a più ampia scala, anche quelle di carattere politico e la comunicazione verso il grande pubblico.
Per tutti questi motivi, i 17 indicatori individuati dal progetto Horizon Europe TRANSFORMIT (segnalati da Luigi Torreggiani nel “punto di domanda” del numero scorso), ci sono sembrati uno strumento particolarmente utile anche per il settore forestale italiano: ad essi abbiamo dedicato questo Dossier.
TRANSFORMIT (https://transformforests.eu) è stato avviato nel gennaio 2024, durerà 4 anni, ed è coordinato dall’European Forest Institute; coinvolge 16 istituzioni provenienti da 12 Paesi, ma nessuna italiana. Il suo obiettivo generale è migliorare, dimostrare e diffondere l'efficacia della Gestione Forestale Integrativa (Integrative Forest Management - IFM), rivolgendosi a gestori, proprietari ed enti forestali, istituti di ricerca, organismi di certificazione, amministratori, decisori politici e altri attori interessati alle foreste.
Una delle prime necessità emerse, proprio al fine di facilitare un’interazione chiara tra partner e stakeholder, è stata quella di definire in modo operativo il concetto di “gestione forestale integrata”, ancora privo di una definizione normativa condivisa. Per TRANSFORMIT essa “è un approccio che mira a coniugare la conservazione della biodiversità e l’adattamento ai cambiamenti globali con la fornitura sostenibile di molteplici servizi ecosistemici. Si basa su strutture, composizioni e dinamiche forestali naturali e diversificate, per sostenere il funzionamento e la resilienza degli ecosistemi.
Le pratiche gestionali considerano sistematicamente la scala dell’albero, del popolamento e del paesaggio, e prevedono diversi livelli d’intensità selvicolturale, includendo anche foreste intenzionalmente non gestite.
L’IFM può essere applicata a qualsiasi tipo di foresta per conseguire risultati integrati di natura ambientale, economica e sociale”.
Per tradurre questo approccio in pratica, TRANSFORMIT ha sviluppato strumenti e buone pratiche a supporto di gestori e tecnici forestali, fornendo esempi concreti di gestione integrata e multifunzionale in 7 living lab e in aree dimostrative satelliti, alcune installate in Italia (Val di Susa-TO, Pratomagno-AR, Riccia-CB) anche in collaborazione con il Progetto Life GoProForMED.
In questo contesto sono stati individuati 17 indicatori chiave che, traducendo complessi processi ecologici in informazioni sintetiche e (più o meno facilmente) misurabili, permettono di monitorare le condizioni dei soprassuoli, valutare l'efficacia della gestione e prendere decisioni consapevoli.
Questi indicatori, sintesi di un intenso lavoro partecipativo, sono stati individuati, testati e schematizzati in altrettante schede tecniche in cui, per ciascuno, sono riportate varie informazioni, tra cui: i compromessi da valutare nella gestione integrata; i parametri e le unità di misura a livello locale e nazionale; le soglie, i target e la direzione del cambiamento in coerenza con gli obiettivi della politica forestale dell'UE (es. Green Deal europeo, Strategie per la biodiversità e per le foreste).
Un elemento particolarmente utile ed interessante è la scalabilità degli indicatori proposti, applicabili dal singolo soprassuolo fino alla scala di paesaggio, con riferimenti e parametri definiti sia a livello locale sia nazionale. Questi possono, quindi, rappresentare un utile riferimento anche nell’ambito della “nuova” pianificazione forestale territoriale (PIFT) e, più in generale, per gli strumenti di pianificazione a diverse scale, spesso chiamati a integrarsi tra loro e con strumenti pianificatori di altri settori.
L’autorevolezza del partenariato TRANSFORMIT e, soprattutto, la metodologia partecipativa adottata, garantiscono la solidità di questo set d’indicatori, nonché il raggiungimento di un consenso sulle soglie che definiscono la sostenibilità: un patrimonio che riteniamo prezioso per gestori e tecnici forestali chiamati oggi a conciliare produzione economica, conservazione della natura, adattamento al cambiamento climatico e fornitura di altri importanti servizi ecosistemici.
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