di Flavio Taccaliti, Francesco Sforza, Davide Marangon, Tommaso Baggio, Francesco Atzeni, Emanuele Lingua
La cooperazione internazionale si concentra sui disturbi naturali più frequenti nell’area, capitalizzando esperienze precedenti, testando nuove soluzioni, e fornendo indirizzi di gestione.
Le foreste del Centro Europa sono una risorsa fondamentale dal punto di vista economico, sociale ed ecologico, fornendo una quantità e un valore di servizi ecosistemici difficilmente quantificabili. Tuttavia, disturbi come incendi, schianti da vento o diffusione di patogeni potrebbero limitare fortemente l’erogazione di questi servizi ecosistemici da parte delle foreste. Il cambiamento climatico, inoltre, rende complicato stimare il tempo necessario per ripristinare la copertura forestale, o addirittura se ciò sarà possibile.
In questo contesto, lo scambio di esperienze tra esperti del settore forestale dei vari stati europei è fondamentale. I disturbi naturali non conoscono confini amministrativi, ed alcune zone geografiche hanno già dovuto affrontare prima di altre determinate sfide legate alla conservazione del patrimonio boschivo. In quest’ottica, la condivisione di linee guida, protocolli, dati e nozioni è fondamentale per garantire una gestione forestale ottimale in caso di nuovo evento di disturbo.
Il progetto Interreg Central Europe RE-ENFORCE ha come obiettivo proprio la condivisione di conoscenze riguardanti la gestione forestale post-disturbo. Nello specifico sono stati identificati cinque disturbi naturali ed uno antropico preminenti nella regione:
Particolare attenzione viene rivolta alla creazione di una strategia transfrontaliera per il ripristino della copertura forestale, che verrà condivisa con i portatori di interesse e i gestori forestali a livello europeo, e di un Sistema di Supporto Decisionale (DSS) per favorire l’attuazione pratica di queste linee guida. A complemento del documento strategico e del DSS è già stata creata una rete di aree studio (Pilot Action Areas) dove mostrare nel concreto le soluzioni tecniche proposte per il ripristino forestale.
A questo proposito, le aree studio italiane sono localizzate nei boschi dell’Agordino (BL), oggetto negli ultimi anni di incendi boschivi, schianti da vento e proliferazione di bostrico tipografo (Ips typographus Linnaeus, 1758). Questo “laboratorio a cielo aperto” mira a sviluppare nei gestori forestali, amministrazioni pubbliche, privati e portatori di interesse un’approfondita conoscenza delle dinamiche ecologiche collegate a questi disturbi e delle potenziali soluzioni tecniche e pianificatorie per far fronte a eventuali eventi futuri.
Il Progetto è sostenuto dal Programma dell’Unione Europea Interreg Central Europe, che mira a rendere la regione del Centro Europa più resiliente alle sfide future. Il Programma ha co-finanziato il progetto per una durata di 36 mesi, da giugno 2024 a maggio 2027.

Kick-off meeting del Progetto Re-Enforce a Vienna (ottobre 2024)
I nove partner coinvolti sono enti di ricerca, università, amministrazioni locali e parchi naturali appartenenti ad otto stati afferenti alla regione “Centro Europa” e nello specifico sono
Il partner italiano coinvolto è l’Università degli Studi di Padova che partecipa al Progetto tramite il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali (TESAF), specializzato da anni nello studio dell’impatto dei disturbi naturali sugli ecosistemi forestali, e partecipe di altri progetti europei e nazionali riguardanti i temi del ripristino forestale post-disturbo, la valutazione e mitigazione degli impatti dei disturbi naturali, e lo studio dei disturbi naturali successivi/compositi.
Il Dipartimento TESAF si occuperà principalmente dello studio di due dei disturbi naturali identificati dal progetto, ovvero gli incendi boschivi e gli schianti da vento, assieme ai colleghi polacchi dell’Instytut Badawczy Leśnictwa (IBL). Per entrambi i tipi di disturbo si sono identificate un’area studio in Italia e una in Polonia, nello spirito di scambio di conoscenze del Progetto. Per l’Italia, entrambe le aree studio ricadono nel territorio del comune di Taibon Agordino (BL), in particolare: nei pressi di Malga Malgonera, per gli schianti da vento, e sulla prima Pala di San Lucano, per gli incendi boschivi.
In entrambi i casi studio italiani è stato valutato in campo l’utilizzo delle biological legacies (eredità biologiche: necromassa, vegetazione sopravvissuta al disturbo, ecc.) quali soluzioni a basso impatto ambientale (nature-based solutions) per facilitare il ripristino forestale post-disturbo.

Esempio di biological legacy (tronco a terra) usata come nature based solution (NBS) per favorire sopravvivenza e crescita della rinnovazione artificiale (segni gialli) in un’area incendiata tra le Pilot Action Areas del Progetto.
L’approccio vuole replicare quello utilizzato in due studi simili recentemente conclusi dal gruppo di ricerca di Selvicoltura e Disturbi Naturali del TESAF (Marangon et al. 2022; Taccaliti et al. 2026), dove la presenza di necromassa e arbusti pionieri ha dimostrato di facilitare notevolmente la sopravvivenza e la crescita della rinnovazione artificiale messa a dimora nelle immediate vicinanze.
La condivisione dei risultati ottenuti nelle aree studio inizierà nella prima metà del 2026 sia tramite la creazione modelli digitali 3D delle foreste, consultabili via browser, che attraverso visite didattiche rivolte ai tecnici, agli enti gestori, ma anche al pubblico generale e ai portatori di interesse, nell’ottica di disseminare le conoscenze acquisite anche al di fuori degli enti di ricerca. Per rimanere aggiornati su incontri e risultati di progetto si invita a consultare il profilo Linkedin del Progetto (www.linkedin.com/company/re-enforce/).

Autori:
Flavio Taccaliti, TESAF Università degli Studi di Padova. E.mail
Francesco Sforza, TESAF Università degli Studi di Padova. E.mail
Davide Marangon, TESAF Università degli Studi di Padova. E.mail
Tommaso Baggio, TESAF Università degli Studi di Padova. E.mail
Francesco Atzeni, D3A Università Politecnica delle Marche. E.mail
Emanuele Lingua, TESAF Università degli Studi di Padova. E.mail
Marangon, D., Marchi, N. and Lingua, E., 2022. Windthrown elements: a key point improving microsite amelioration and browsing protection to transplanted seedlings. Forest Ecology and Management, 508, p.120050.
Taccaliti, F., Vitali, A., Marzano, R., Garbarino, M., Urbinati, C. and Lingua, E., 2026. Biological legacies facilitate post-fire active management by improving the micro-sites. Forest Ecology and Management, 600, p.123297.
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