di Paolo Mori
Tra i molti temi che accompagnano oggi la gestione sostenibile dei nostri boschi, quello dei controlli rappresenta forse il più silenzioso e, allo stesso tempo, il più decisivo. Parlare di controlli significa affrontare il terzo pilastro, accanto a pianificazione e attuazione, del sistema che tiene in equilibrio la gestione efficace e sostenibile delle foreste italiane, pubbliche e private. Senza un’attività di verifica efficace, continua e strutturata, nessuna strategia di sostenibilità può dirsi realmente solida.
Dopo il Focus su “Il lavoro con alberi, piantagioni arboree e foreste” pubblicato su Sherwood n. 275, che aveva acceso i riflettori sulla necessità di conoscere meglio ruoli, competenze e necessità di aggiornamento, questo Focus propone un passo ulteriore: offrire per la prima volta una fotografia completa dello stato dei controlli e degli illeciti nel settore forestale italiano. Un quadro inedito, frutto del lavoro coordinato di CUFAA e di sei Corpi di controllo regionali, che hanno messo a disposizione i dati e le esperienze maturate negli ultimi anni.
Il risultato è un mosaico complesso e istruttivo: Regioni a statuto ordinario, Regioni a statuto speciale e Province Autonome di Trento e Bolzano mostrano approcci diversi, ciascuno con proprie priorità operative, metodi di accertamento, sistemi di registrazione e capacità di intervento. Ne emergono affinità significative, che dimostrano la crescente attenzione verso la legalità e la trasparenza del settore, ma anche ampie differenze che evidenziano la necessità di una maggiore armonizzazione tra sistemi di controllo, banche dati e indicatori di illecito.
Questo Focus non intende solo descrivere lo stato di fatto, ma anche stimolare una riflessione collettiva. Capire dove, come e perché nascono gli illeciti è il primo passo per ridurli, per rendere più efficiente l’azione pubblica e più consapevole quella privata. Non si tratta di puntare il dito, ma di costruire strumenti condivisi che aiutino tutti, tecnici, amministratori, operatori, a intervenire con maggiore efficacia proprio là dove i rischi sono più elevati o più ricorrenti.
I limiti di questa prima analisi sono noti: l’eterogeneità delle fonti, la parziale copertura di alcune tipologie di dati, la difficoltà di confrontare sistemi costruiti con metodi, in tempi e contesti diversi. Ma si tratta di un punto di partenza storico, il primo tentativo pubblico di lettura integrata del fenomeno. Da qui, se ce ne sarà la volontà politica e tecnica, potrà nascere un lavoro coordinato per rendere i controlli sempre più mirati, trasparenti e utili a un obiettivo comune: rafforzare la credibilità e la sostenibilità della gestione forestale in Italia.
Questo Focus vuole, quindi, invitare a guardare con occhi nuovi a una funzione spesso data per scontata, ma cruciale per il futuro del settore. Perché solo conoscendo chi controlla, cosa si controlla e cosa emerge dai controlli, potremo davvero migliorare.
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