Decorrono quest’anno i 100 anni dalla nascita di Mario Rigoni Stern (1 Novembre 1921) e per l’occasione SISEF e Compagnia delle Foreste si sono organizzate per celebrare il centenario attraverso una serie di citazioni a tema forestale tratte dai suoi libri e accompagnate da fotografie a tema che verranno pubblicate nei rispettivi social e pagine web.
Dopo l’autunno della scorsa settimana, giocando a passare da una stagione all’altra come solo i libri ci permettono di fare, questa citazione tratta da “Stagioni” ci porta in primavera. Si parla spesso della capacità di “leggere” il bosco dei forestali, stavolta Rigoni Stern legge le tracce sulla pagina bianca della neve, in un mattino di inverno che si avvia verso la primavera.
“Un giorno, camminando verso la primavera in arrivo, giunsi sull’orlo di una radura illuminata dal primo sole; la neve vecchia era ricoperta da due dita di neve fresca e per naturale curiosità mi avvicinai per leggere quella pagina bianca. Era un luogo particolare per stagione, condizione del bosco - giovane verso valle e maturo verso la montagna - e sentieri che convergevano.
C’era stato traffico di animali selvatici verso quel mattino: lessi due lepri che avevano danzato, il passaggio di un capriolo, l’attraversamento di una volpe, le impronte di un francolino di monte e le belle, nitide tracce delle zampe dell’urogallo e delle sue ali sulla neve: era stato lui, con il suo primo TOOC, che aveva chiamato il sole della primavera. Fu ingenua la mia felicità?”
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