Ciao a tutte e a tutti e benvenuti all'edizione numero 59 di “Pillole forestali dall’Italia”, l’appuntamento che vi descrive e commenta le principali notizie su foreste e legno in Italia selezionate dalla redazione di Sherwood, sia in forma scritta che come podcast.
Questa rubrica è sponsorizzata da PEFC Italia e FSC®Italia, che ringraziamo per consentire la diffusione gratuita dell'informazione forestale.
NB - segnalazione importante: da questa edizione le Pillole forestali dall’Italia diventano un appuntamento mensile e non più quindicinale, per potersi meglio coordinare con le Pillole forestali dal mondo, anch’esse mensili. Cambierà un po’ anche il format. Proporremo 7 notizie invece di 5. Inizieremo da una “cover story” e da un focus su una notizia dedicata alla ricerca o alla professione forestale. Ci saranno poi tre brevi news di attualità e concluderemo con due suggerimenti di lettura, ascolto o visione. Come sempre, cercheremo di contenere l’impegno di lettura (o di ascolto della versione podcast) in 15 minuti circa.
Preferite ascoltare o leggere?
Ecco la versione PODCAST (la trovate anche su tutte le piattaforme come Spreaker e Spotify):
Qui invece le notizie da LEGGERE:

Lo scorso 24 giugno, a Roma, UNCEM e Fondazione Montagne Italia, nell’ambito del progetto Italiae, hanno presentato il “Rapporto Montagne Italia 2025”. Si tratta di un volume corposo, di circa 800 pagine, che analizza la situazione delle zone montane italiane con l'obiettivo di fornire dati, analisi e proposte per affrontare lo spopolamento e promuovere lo sviluppo sostenibile delle Terre Alte.
Il Rapporto ha suscitato molto clamore mediatico soprattutto per un dato: una lieve controtendenza, registrata negli ultimi anni al centro-nord, rispetto all’ormai storico spopolamento dei territori alpini e appenninici. Nel Rapporto si registra infatti un saldo migratorio positivo, con circa 100.000 nuovi abitanti nelle aree montane, di cui circa 35.000 di origine straniera.
Ma nel Rapporto Montagne Italia 2025 si parla molto anche di foreste, citate più di 500 volte. Qui ci concentriamo in particolare su un box, che si trova a pagina 430, intitolato: “10 sfide e impegni per le foreste italiane”. Di cosa si parla?
Innanzitutto, della necessità di aumentare il dialogo con (e tra) chi opera in bosco, per “immettere nel sistema nuova capacità culturale, di visione e operatività”. Si parla poi unire la domanda con l’offerta di materiale legnoso di qualità, per diminuire la dipendenza estera da questa materia prima. Si affronta il tema della necessità di digitalizzazione dei processi produttivi, tramite l’ingresso di nuovi macchinari e attrezzature ma anche sfruttando le opportunità della tracciabilità. Ci sono poi forti richiami all’auspicato aumento delle superfici forestali certificate FSC e PEFC, alla formazione professionale e alla creazione di piazzali e piattaforme logistiche di gestione, anche online attraverso un unico portale nazionale. UNCEM chiede poi di abbassare l’IVA su tutti i prodotti forestali; di non demonizzare l’uso energetico del legno ma anzi di valorizzarlo attraverso impianti efficienti; di sensibilizzare i progettisti all’utilizzo del legno locale; di valorizzare il legno locale anche attraverso il racconto, il marketing, il design. Insomma, un vero e proprio manifesto politico, molto incentrato sul legno e sull’economia dei territori montani.
Tornando all’apertura della notizia, lo sviluppo della filiera foresta legno, secondo UNCEM, è una delle leve fondamentali per provare non solo a frenare lo spopolamento, ma anche ad assecondare i dati incoraggianti che parlano di un almeno iniziale cambio di rotta.
Per approfondire:


Passiamo ad un interessante studio internazionale, ma che parte dall’Italia.
“Per decenni abbiamo studiato quanto carbonio assorbono le piante mediante la fotosintesi sottoforma di CO2, ma con questo studio spostiamo l’attenzione su quanto bene riescano a utilizzarlo o a trattenerlo”. Con queste parole Alessio Collalti, responsabile del Laboratorio di Modellistica Forestale del CNR-Isafom di Perugia, ha presentato un’importante ricerca pubblicata su Nature Ecology and Evolution. Il team di ricerca internazionale che ha realizzato lo studio, di cui CNR-Isafom fa parte, ha creato il più ampio database disponibile a livello globale sull’“efficienza d’uso del carbonio” nella vegetazione (Carbon Use Efficiency - CUE).
Com’è noto, sono due i grossi flussi di carbonio controllati dalle piante: la fotosintesi che sottrae CO2 dall’atmosfera e la respirazione che la restituisce. L’efficienza d’uso è data dal rapporto tra quanto carbonio viene assorbito e quanto non viene riemesso perché trasformato e trattenuto sotto forma biomassa, zuccheri, e altre molecole stabili.
Lo studio evidenzia come l’efficienza di utilizzo del carbonio non è costante, ma varia significativamente tra differenti regioni del mondo caratterizzate da diverse forme dominanti di piante e clima. Le foreste decidue, ad esempio, mostrano un’efficienza più elevata rispetto alle foreste sempreverdi, mentre praterie e colture agricole risultano generalmente più efficienti delle foreste. Sebbene il clima, in particolare la temperatura, influenzi la CUE, lo studio ha rilevato una forte dipendenza dal tipo di vegetazione.
“Capire dove e quando le piante sono più efficienti nell’uso del carbonio è fondamentale per progettare strategie più efficaci di mitigazione climatica,” ha sottolineato Collalti, “soprattutto in vista degli investimenti su riforestazione e soluzioni basate sulla natura”.
Mentre si continua a sentir parlare un po’ a vanvera di fantomatiche piantagioni di migliaia di miliardi di alberi per mitigare la crisi climatica, c’è per fortuna chi studia il vero comportamento delle piante e la loro reale efficienza nello stoccaggio del carbonio.
Per approfondire:

Nei prossimi giorni, con buona probabilità, la Regione Toscana approverà importanti modifiche alla propria legge forestale, licenziate a maggioranza dalla Commissione congiunta Ambiente e territorio e Sviluppo economico e rurale.
Si segnalano tre punti salienti. Si stabilisce innanzitutto che nel Programma Forestale regionale debbano essere individuate le disposizioni per la redazione dei PFIT - Piani Forestali di Indirizzo Territoriale, stabilendone anche le finalità. Un altro tema di rilievo è l’obbligo di formazione per tutti gli operatori forestali, che scatterà dal 1 gennaio 2028. C’è poi un interessante richiamo all’esperienza della Foresta Modello (la prima in Italia è nata proprio in Toscana), che è vista come un esempio replicabile ed estendibile in altri territori.
Ma le modifiche non si fermano qui, andranno infatti a colpire anche aspetti di governance relativi al Patrimonio Agricolo Forestale Regionale, alla programmazione dell’attività AIB, al riconoscimento dei boschi vetusti, al recupero produttivo di superfici agricole riconquistate dal bosco e alla disciplina dei tagli boschivi per autoconsumo.
Molti dei temi toccati permetteranno di allineare la normativa forestale toscana al TUFF, segno che il cammino innescato dal Testo Unico e dalla Strategia Forestale Nazionale continua ad avanzare, anche se con le note differenze in termini di tempistiche, temi salienti e modalità caratteristiche delle varie realtà regionali.
Per approfondire:
Nella prima e nella terza notizia di queste Pillole abbiamo parlato di formazione. Continuiamo a parlarne facendo gli auguri (e soprattutto i complimenti) a una scuola di formazione forestale che negli scorsi giorni ha festeggiato un importante anniversario: trent’anni di corsi dedicati alla sicurezza e alla professionalità del lavoro in bosco.
Si tratta della Scuola forestale Latemar, della Provincia Autonoma di Bolzano, uno dei centri di formazione forestale più antichi d’Italia, operativo già dal 1973.
I “corsi di lavoro forestale” come li intendiamo oggi esistono invece da trent'anni: in passato erano chiamati “corsi per lavoratori forestali”, ma ora il termine è cambiato perché da diversi anni sempre più donne si sono iscritte. I corsi sono rivolti principalmente ai proprietari boschivi e alle imprese specializzate nell'abbattimento, ma più in generale anche a tutti coloro che, per motivi professionali o privati, hanno a che fare con l’abbattimento di alberi, come ad esempio i Vigili del fuoco e gli operatori della Protezione civile.
Ultimamente la Scuola Latemar ha organizzato quasi 100 corsi, con circa 900 partecipanti all’anno. La scuola, dotata di foresteria, mensa, aule didattiche e di un’area forestale dedicata, realizza anche interessanti opuscoli, come uno dedicato al lavoro in sicurezza con la motosega e un altro sull’assortimentazione del tondame.
Si tratta di un esempio virtuoso che potrebbe “fare scuola” (in tutti i sensi!) per molte altre regioni italiane. Buon anniversario quindi alla Scuola forestale Latemar e buon proseguimento del prezioso lavoro che svolge.
Per approfondire:
Passiamo ad alcuni aggiornamenti da quella che ormai sta diventando una “saga”: l’applicazione dell’EUDR, il Regolamento europeo sui prodotti a rischio deforestazione che, in teoria dal 30 dicembre 2025 (a seguito della proroga di un anno decisa a fine 2024), dovrebbe diventare operativo.
Nelle Pillole 57 avevamo parlato della lista, pubblicata dalla Commissione europea, dei Paesi a rischio basso, medio e alto in termini EUDR, definizioni importanti perché comporteranno un regime di controlli diversificato.
Dalla rubrica dedicata agli aggiornamenti EUDR pubblicata da AIEL sul portale “Energiadallegno.it” apprendiamo che proprio questa lista è stata contestata dal Parlamento europeo che, nella seduta plenaria del 9 luglio, ha approvato una mozione per respingere la classificazione del rischio-Paese pubblicata dalla Commissione. Questa mozione, secondo AIEL, rappresenta di fatto la richiesta di introdurre nell’EUDR una nuova categoria di Paesi “a rischio zero”, con controlli quindi ancora più semplificati. “I risultati della votazione non sono giuridicamente vincolanti per la Commissione, ma rappresentano un forte segnale politico”, si spiega nella notizia. “Le ONG ambientaliste hanno accolto negativamente questa decisione, osservando che, qualora questa categoria di rischio venisse effettivamente introdotta, diventerebbe necessario un ulteriore posticipazione dell’applicazione dell’EUDR”.
Ma c’è un altro aggiornamento che aumenta la già elevata turbolenza attorno a questo Regolamento. Sempre da AIEL apprendiamo che 17 associazioni europee del settore legno hanno sollecitato la Commissione a includere l’EUDR nelle prossime proposte di semplificazione normativa, chiedendo quindi di modificare nuovamente il Regolamento e le sue regole applicative.
I mesi passano, la data si avvicina, ma il braccio di ferro tra Commissione, Parlamento e imprese continua. Vi invitiamo a seguire chi sta facendo informazione puntuale su questo regolamento, come AIEL e Conlegno, per rimanere costantemente aggiornati.
Per approfondire:
Il primo suggerimento è di lettura e riguarda un articolo apparso sull’ultimo numero di Italia Forestale e Montana, la rivista edita dall’Accademia Italiana di Scienze Forestali.
È una riflessione di Vincenzo Pasquini, forestale e già dirigente del CFS, che partendo da una proposta uscita su Sherwood 273 del novembre-dicembre 2024 a cura della Redazione e del Consiglio Editoriale discute dell’utilità di costituire un “Servizio Nazionale Forestale”.
“Con l’istituzione di un nuovo Servizio Nazionale Forestale, i profondi cambiamenti avvenuti in questi ultimi anni nella politica forestale globale ed in quella nazionale, nell’amministrazione e nella gestione dei boschi italiani, potrebbero trovare un loro punto di approdo e nuova ripartenza”, spiega Pasquini, dopo una critica ben argomentata all’attuale modello di governance nazionale sul tema foreste.
Siamo lieti che la proposta avanzata da Sherwood sia stata rilanciata nelle pagine della rivista dell’Accademia e ci auguriamo che questo dibattito prosegua, coinvolgendo la politica che, come sottolinea Pasquini, dovrebbe urgentemente ricercare “la soluzione più feconda per un rinnovamento funzionale del suo modello di governance istituzionale”.
Per approfondire:
Il secondo suggerimento è una breve video-intervista che un collega dottore forestale siciliano, Salvatore Vinciguerra, ha pubblicato sul proprio profilo Facebook, lasciandoci stupiti e anche un po' emozionati.
Riguarda il suo lavoro di formatore all’interno del “laboratorio di selvicoltura” organizzato dal Consorzio di cooperative sociali “Il nodo”. Questo laboratorio ha permesso di realizzare opere di ripristino forestale e antincendio nel Bosco della Capinera, in provincia di Catania, formando al lavoro forestale alcuni giovani migranti, tra cui minori non accompagnati.

Il breve video, con la toccante testimonianza di Salvatore, ci mostra quanto il lavoro forestale possa generare anche un grande valore sociale. E torniamo quindi, per chiudere il cerchio di queste Pillole, alla riflessione della prima notizia dedicata al decalogo di UNCEM: foreste da rivalutare, nel futuro, non solo come luoghi di ambiente e paesaggio, ma anche come fonte di opportunità lavorativa e di sviluppo socioeconomico per gli abitanti, "vecchi" e "nuovi", delle aree rurali.
La video-intervista:
Il laboratorio di selvicoltura fa parte dei percorsi di inclusione sociolavorativa realizzati grazie ai Fondi dei progetti SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) attuati dai Comuni di Acireale e Catania e rivolti a Minori stranieri non accompagnati e stranieri Adulti rifugiati o titolari di Protezione internazionale.
I laboratori di Selvicoltura, Agricoltura, manutenzione edile, Pulizia industriale e Ristorazione rappresentano un modello di alfabetizzazione alla cultura del lavoro, così come intesa nel territorio nazionale, come anticamera formativa all'ingresso nel mondo del lavoro.
Per questa edizione di Pillole forestali dall'Italia è tutto!
Per rimanere costantemente aggiornati e ricevere spunti interessanti su ciò che accade in ambito forestale vi consigliamo di seguire anche le "Pillole forestali dal mondo", realizzate a cadenza mensile dal Direttore Paolo Mori.
Vi ricordiamo infine che anche voi potete contribuire a questa rubrica, inviando notizie di attualità su foreste e legno all'indirizzo: .
Alla prossima edizione!
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