Un nuovo video, pubblicato dal portale L'AltraMontagna, tratta della tragedia del Vajont da un punto di vista singolare.
Il breve filmato, di 6 minuti, è infatti dedicato agli alberi del Vajont: quelli che hanno colonizzato la valle, un tempo occupata dal bacino artificiale, ma anche quelli sopravvissuti.

"Inoltrandosi tra gli alberi nati sui frantumi del Monte Toc si ha la percezione che il bosco sia cresciuto per coprire le cicatrici lasciate da una politica poco lungimirante, ingorda, disinteressata alle esigenze del territorio e di chi lo abita", spiega Pietro Lacasella, curatore del neonato portale L'AltraMontagna, nel presentare il primo video pubblicato dal sito, dedicato agli alberi del Vajont a sessant'anni dalla tragedia che ha colpito Longarone, Erto e Casso, provocando quasi duemila morti. "Ma quel bosco custodisce anche dei veri e propri monumenti vegetali alla memoria. Piante dallo sviluppo orizzontale, quasi parallelo rispetto al terreno, e dal cui fusto partono in direzione del cielo altre piante. Sembra di trovarsi di fronte a un enorme vascello in secca. Un vascello con tanti alberi maestri".

"Queste piante", aggiunge Luigi Torreggiani di Sherwood, che interviene anche nel video, "hanno letteralmente viaggiato lungo la frana del Monte Toc, in quella maledetta notte di sessant’anni fa, galleggiando sulla frana stessa. Qualche radice è rimasta ancorata al terreno, ma gli alberi erano praticamente coricati, distesi rasoterra. Di conseguenza, a prendere il sopravvento grazie al fenomeno della dominanza apicale sono stati tutti i rami posti lungo il fusto, che sono diventati simili a dei veri e propri alberi. Questi mostri vegetali così strani, atterrati e rinati da sé stessi, sono oggi dei veri e propri simboli, che ci spingono a riflettere".
Il video è impreziosito anche dalla presenza di Marcello Mazzucco, testimone diretto della tragedia.
Guarda il video:
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