fbpx

Pillole forestali

Pillole forestali dall’Italia #63 - Lungimiranza forestale e altre notizie di gennaio

  • RUBRICA
×

Articolo aggiunto ai Preferiti!

pillole forestali 63 - gennaio 2026

Ciao a tutte e a tutti e benvenuti all'edizione numero 63 di “Pillole forestali dall’Italia”, l’appuntamento mensile che vi descrive e commenta le principali notizie su foreste e legno in Italia selezionate dalla redazione di Sherwood, sia in forma scritta che come podcast.

Questa rubrica è sponsorizzata da PEFC Italia e FSC®Italiache ringraziamo, insieme alle nostre abbonate e ai nostri abbonati, per consentire la diffusione gratuita dell'informazione forestale.

Preferite ascoltare o leggere?

Ecco la versione PODCAST (la trovate anche su tutte le piattaforme come Spreaker e Spotify):

Qui invece le notizie da LEGGERE:

COVER STORY

LA SICILIA PUNTA SULLA FORMAZIONE DEGLI OPERATORI

Pillole56 News1

Dopo l’approvazione del Testo Unico in materia di Foreste e Filiere Forestali (TUFF), nell’ormai lontano 2018, il primo progetto operativo per “dare gambe” alla legge è stato “For.Italy”, dedicato alla formazione degli operatori forestali. Si è trattato un segnale lungimirante, al tempo stesso tecnico e politico: alla base di ogni grande discorso sulla gestione forestale sostenibile deve esserci la professionalizzazione di chi, concretamente, poi opera in bosco. For.Italy ha formato decine di istruttori forestali che, a loro volta, hanno iniziato a lavorare sui territori per formare gli operatori. Al tempo stesso, questo progetto ha creato un metodo, ma ha anche lanciato un trend, una volontà di spingere con maggiore forza sul tema della formazione. E questo slancio non ha interessato solo le regioni del nord, ma anche quelle del centro sud, come dimostra una bella segnalazione che ci è arrivata dalla Sicilia: è questa la “cover story” delle Pillole forestali dall’Italia numero 63.

A inviarci la segnalazione (vi ricordiamo che ciascuno di voi può contribuire a questa rubrica scrivendo a ), è stato Pierpaolo Brenta di IPLA, società controllata da Regione Piemonte, che è stata incaricata dalla Regione Siciliana per la realizzazione di un’attività sperimentale al fine di progettare ed erogare percorsi formativi per il rilascio della qualifica professionale di Operatore forestale.

In Sicilia questo profilo prevede durate differenti a seconda che si faccia riferimento a soggetti disoccupati (300 ore) o occupati (150 ore). L’obiettivo del progetto sperimentale è stato di definire un percorso progressivo, a moduli, la cui somma di ore soddisfi il monte ore della qualifica professionale, ma che preveda al tempo stesso la possibilità degli operatori di fermarsi al livello più idoneo, in relazione alla complessità e alla difficoltà dei cantieri mediamente svolti: livello a cui corrisponde una certificazione delle competenze acquisite fino a quel momento.

Insieme all’Agenzia formativa Mediali di Palermo e all’Associazione IFI - Istruttori Forestali per l'Italia (che ha coinvolto i 4 istruttori di Regione Siciliana formati nell’ambito del Progetto ministeriale For.Italy), nel 2025 sono stati erogati i primi corsi a favore di 30 addetti delle sistemazioni idraulico forestali, affrontando in particolare due dei sei moduli previsti.

Come ci hanno confermato Pierpaolo Brenta e Pietro Pronello di IFI, ci risulta che la Sicilia sia la prima Regione del sud ad attivare e completare un percorso formativo che ha portato alla qualifica di Operatore forestale, così come inserita nel Repertorio regionale delle qualificazioni.

Non si tratta solo di una bella notizia, che dà valore alla formazione come elemento di base per una gestione forestale rispettosa dell’ambiente e svolta in sicurezza. Questa storia mostra anche la proficua collaborazione tra realtà diverse e lontane, come IPLA e la Regione Siciliana, e conferma la lungimiranza del progetto For.Italy, che ha puntato innanzitutto sulla formazione degli istruttori.

Una storia che ci invita anche a spronare Masaf e Regioni per proseguire con il progetto “For.Italy 2”, che sappiamo essere da un po’ in cantiere, e che ci dà speranza per la continua crescita professionale del lavoro in bosco.

Image

FOCUS ricerca

HABITAT DA RIPRISTINARE O FUORVIANTI GENERALIZZAZIONI?

Pillole57_News2

In questa edizione pubblichiamo un “Focus ricerca” un po’ particolare, che non nasce a partire da uno studio, ma da una riflessione su una ricerca da poco pubblicata.

L’Autore della riflessione è Piermaria Corona, ex Direttore del CREA Foreste e Legno, ora Direttore del Dipartimento DIBAF dell’Università della Tuscia, che sulle pagine online di “Georgofili info” (sempre più ricche di interessanti spunti, complimenti alla curatrice Giulia Bartalozzi!), ha lanciato un’interessante provocazione.

Corona spiega che in occasione di un recente convegno promosso dall’Accademia Italiana di Scienze Forestali sulla Nature Restoration Law, è rimasto particolarmente colpito dalla ripetuta affermazione, avanzata da alcuni relatori, secondo cui solo una quota molto ridotta (inferiore al 10%) degli habitat forestali italiani si troverebbe in uno stato di conservazione “buono”.

“Sulla base della mia esperienza”, spiega il ricercatore, “l’affermazione appare del tutto controintuitiva”.

Corona spiega che, in effetti, i dati più recenti disponibili, pubblicati nel rapporto “State of Nature in the EU”, dicono che a livello europeo solo il 14,2% degli habitat forestali risulterebbe in uno stato di conservazione “buono”, mentre l’84% si troverebbe in uno stato di conservazione “scarso” o “cattivo”.

Tuttavia, come sottolinea Corona: “Un recente e rilevante contributo di Mauser et al. (2026), pubblicato sulla prestigiosa rivista Biological Conservation, mostra in modo convincente come l’elevata percentuale di habitat forestali il cui stato di conservazione è classificato dal menzionato rapporto come “cattivo” o “scarso” sia, in larga misura, il risultato di un artefatto metodologico.

Insomma, i risultati di questo studio metterebbero seriamente in discussione l’affidabilità dell’attuale approccio di valutazione dello stato di conservazione, ponendoci quindi numerosi dubbi e domande in questa fase assai delicata, dove l’Italia sta per redigere il proprio Piano Nazionale di Ripristino per adempiere alla Nature Restoration Law.

La protezione di habitat e specie a rischio, così come il ripristino di habitat degradati, deve essere una priorità per chi si occupa di gestione forestale, non ci sono dubbi su questo. Abbiamo la responsabilità di bilanciare la produzione legnosa e di altri servizi ecosistemici con la conservazione di un ambiente forestale resiliente e ricco di biodiversità. Ma per farlo davvero bene, nei fatti e non a parole, con pragmatismo e buon senso, salvaguardando anche i benefici economici e sociali delle attività forestali, c’è bisogno di conoscere con molta precisione quali siano i reali e specifici problemi di conservazione, per poi affrontarli a dovere.

Basarsi su “generalizzazioni fuorvianti”, come le definisce correttamente Corona, può rivelarsi molto rischioso, perché potrebbe frenare ulteriormente un settore già debole (e politicamente meno potente di quello agricolo), senza portare però a reali benefici ambientali. Anche in questo caso occorrono non solo dati, ma anche tanta... lungimiranza.   

 

Per approfondire: 

Image

NEWS

TECNICO GEO-FORESTALE: UNA NOVITÀ DAL FRIULI VENEZIA GIULIA

A proposito di formazione forestale…

A fine anno avevamo dato una brutta notizia: il mancato rifinanziamento del corso IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore) chiamato “Formazione forestale per la montagna veneta”. Un corso dedicato ai giovani, promosso dall’Istituto agrario di Feltre (BL) e dal CIFORT - Consorzio Imprese forestali del Triveneto, la cui prima edizione era stata un successo.

A inizio anno, un po’ più da est, dal Friuli Venezia Giulia, arriva per fortuna una notizia positiva. All’Istitututo di Istruzione Supertiore "Fermo Solari" di Tolmezzo partirà infatti un nuovo corso di studi quadriennale per la formazione di “tecnici geo-forestali”. Unico nel suo genere a livello regionale, il corso sarà strutturato per formare una figura professionale "di cerniera" tra gli operatori forestali e i dottori forestali: un tecnico con competenze trasversali che spaziano dalla gestione dei cantieri boschivi all’agronomia, dalla topografia all’ingegneria naturalistica, fino al supporto nelle attività burocratiche e amministrative.

Il corso è stato fortemente voluto dalla dirigente scolastica Manuela Mecchia, dal presidente di Legno Servizi Mirco Cigliani, dal direttore generale di FederLegnoArredo Carlo Piemonte e dal presidente del Cluster Legno Arredo FVG Edi Snaidero.

“Negli ultimi anni il settore forestale ha fatto importanti passi avanti e le imprese, sempre più attrezzate e tecnologicamente avanzate, richiedono competenze specifiche”, osserva Mirco Cigliani, Presidente di Legno Servizi, “si sentiva perciò la mancanza di una figura capace di collegare operatività sul campo e competenze tecniche specialistiche. Il tecnico geo-forestale nasce per rispondere a questa esigenza. La reputiamo una professionalità chiave per il futuro del settore”.

È confortante scoprire come il nostro settore, quando lavora in sinergia al suo interno, ma aprendosi anche a nuove collaborazioni e cogliendo con lungimiranza le istanze delle imprese, sappia creare qualcosa di concreto e utile per i territori montani, in questo caso per i giovani. Ci auguriamo quindi che il corso abbia successo, e che le esperienze venete e friulane possano fare scuola (in tutti i sensi) anche per altri territori.

 

Per approfondire:

NEWS

UNA GRANDE XILOTECA VIRTUALE

Passiamo a una notizia che unisce a una materia prima solida come il legno le opportunità del mondo virtuale.

Tutta ha inizio da una collezione di circa 300 tavole di legno realizzata da Francesco Velo, erede di una famiglia trevigiana di imprenditori del settore, in oltre cinquant’anni di ricerche. Una collezione che è diventata una vera e propria xiloteca nel 2006, grazie a Confartigianato Imprese Marca Trevigiana. Questa straordinaria raccolta di legni, chiamata “Xiloteca trevigiana”, è ospitata oggi presso il CFP “Lepido Rocco” di Lancenigo (TV) e rappresenta la maggiore collezione europea di legni per dimensioni dei campioni

xiloteca

Grazie al contributo della Camera di Commercio Treviso-Belluno|Dolomiti, tutta la xiloteca è stata trasferita anche sul web, attraverso una piattaforma che raccoglie e organizza informazioni aggiornate e affidabili sui legni conservati nella collezione, con l’intento di avvicinare professionisti, imprese, studenti e consumatori a un approccio più etico e sostenibile nell’utilizzo di questa materia prima.

Si tratta di un grande lavoro di catalogazione fatto di immagini, schede tecniche e interessantissime informazioni di vario tipo. Se il legno vi appassiona, il consiglio è di provare a navigare in questa interessante xiloteca virtuale.

 

Per approfondire:

NEWS

C’È FERMENTO ATTORNO AI CREDITI DI CARBONIO

Abbiamo iniziato da sud, dalla Sicilia, e ci avviamo alla conclusione sempre guardando a sud, alla Basilicata.

A inizio gennaio, infatti, l’Assessore alle Politiche agricole, alimentari e forestali della Regione Basilicata, Carmine Cicala, ha annunciato la volontà di investire maggiormente sul tema della gestione forestale sostenibile. In una nota, l'Assessore lucano ha presentato un accordo di collaborazione, siglato il 22 dicembre scorso, tra la Regione e il Dipartimento di Scienze agrarie, forestali, alimentari ed ambientali dell'Università degli Studi della Basilicata. L'intesa è finalizzata alla diffusione della certificazione forestale e alla creazione di un mercato volontario dei crediti di carbonio a livello regionale.

Proprio su questo tema Cicala ha sottolineato l’importanza del decreto interministeriale che ha recentemente definito le linee guida nazionali per il riconoscimento dei crediti di carbonio. L’Assessore punta infatti ad aprire un percorso strategico per valorizzare le foreste regionali attraverso progetti da inserire nel nuovo Registro.

Analizzando le dichiarazioni di vari amministratori, dal sud al nord, ci sembra di intuire un grande e rinnovato fermento attorno ai crediti di carbonio. Se da un lato si tratta indubbiamente di un’opportunità per i gestori forestali, come ha sottolineato l’Assessore Cicala, dall’altro lato ci preme anche evidenziare che il sistema non è esente da limiti e anche rischi. Per questo è più che mai fondamentale una corretta informazione.

Attraverso Sherwood cercheremo ovviamente di fare la nostra parte. Ma intanto, vi lasciamo un link utile ad approfondire, a cura di Etifor e del Progetto Life Climate Positive.

 

Per approfondire:

SUGGERIMENTI da guardare

UNA STORIA SECOLARE DI GESTIONE E CONSERVAZIONE

Concludiamo come sempre con due consigli: di lettura, ascolto o visione.

Il primo è relativo a un video che riguarda il Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino, una di quelle aree che per chi si occupa di gestione forestale rappresentano un simbolo, quasi un mito.

Si tratta infatti del più vasto bosco residuo della pianura Padano-Veneta, risparmiato dalla trasformazione agraria in quanto di proprietà collettiva indivisa, accertata a partire dal XIII secolo, ora patrimonio di comunità riconosciuto per legge. La gestione è pianificata da secoli attraverso Statuti, storicamente a ceduo composto (fustaia sopra ceduo) con turno di taglio del ceduo a 10-15 anni e prelievo delle riserve d’alto fusto mature a 60-70 anni. Il ceduo è utilizzato direttamente dai soci, con assegnazione annuale dei lotti (le cosiddette Sorti) per estrazione, appunto, a sorte.

Per conoscere meglio la storia, le tradizioni, la gestione ma anche le peculiarità naturalistiche di questa particolare foresta di pianura, vi invitiamo a gustarvi un breve documentario, di circa 17 minuti, realizzato da Piemonte Parchi in collaborazione con l'Ente di Gestione delle Aree protette Po Piemontese e, ovviamente, con il Bosco delle Sorti.

 

Il video:

SUGGERIMENTI da leggere

UN LIBRO PER RIFLETTERE SULLA PRESUNTA INTELLIGENZA VEGETALE

Il secondo e ultimo suggerimento è un libro che tanti di noi stavano aspettando.

Si tratta di un saggio scientifico, realizzato da Marco Ferrari - biologo, giornalista e divulgatore - intitolato: “Le piante non sono animali verdi”. Con rigore e chiarezza, Ferrari smonta le attuali fortunatissime teorie sulla vita vegetale, fatte di presunta intelligenza, etica, organizzazione sociale simil umana.

Secondo Ferrari, attribuire alle piante comportamenti antropomorfi non è solo un errore scientifico, è un'operazione ideologicamente ambigua, che nasconde anche un sottile antropocentrismo.

Ferrari cop

Come sa chi ci segue, abbiamo spesso dichiarato in modo molto netto la nostra contrarietà all’umanizzazione forzata del mondo vegetale, oggi così di moda, spinta anche da professori universitari e ricercatori e sempre più spesso al centro di libri, podcast, spettacoli teatrali ecc.

Per questo vi invitiamo ad acquistare e leggere il libro (disponibile anche sulla nostra libreria online Ecoalleco), ma non solo. L’invito è anche a leggere l’intervista all’Autore che abbiamo pubblicato su Sherwood: siamo sicuri che vi incuriosirà.

 

Per approfondire:

Per questa edizione di Pillole forestali dall'Italia è tutto!

Per rimanere costantemente aggiornati e ricevere spunti interessanti su ciò che accade in ambito forestale vi consigliamo di seguire anche le "Pillole forestali dal mondo", realizzate a cadenza mensile dal Direttore Paolo Mori.

Vi ricordiamo infine che anche voi potete contribuire a questa rubrica, inviando notizie di attualità su foreste e legno all'indirizzo: .

Alla prossima edizione!

Lascia un commento

Crediamo fermamente che creare un dialogo costruttivo con i nostri lettori possa costruire una comunità di appassionati, permettere di approfondire i temi trattati e arricchire tutti. Per questo motivo abbiamo attivato la sezione “commenti”.
Commentare un articolo è un'opportunità per partecipare alla conversazione pubblica e condividere le proprie opinioni. Partecipa anche tu alla discussione!

I commenti saranno moderati dalla redazione per assicurare che siano pertinenti, rispettosi e in linea con le nostre linee guida.

ULTIMI ARTICOLI e NOTIZIE

Image

Compagnia delle Foreste logo91x70px

La nostra sede
Compagnia delle Foreste Srl
Via Pietro Aretino n. 8
52100 Arezzo (IT)

Contatti telefonici e fax
Tel. (2 linee): 0575.323504 / 0575.370846
Fax: 0575.370846

E-mail

Pec:

P. Iva e CF: IT01726650516
Codice Univoco: M5UXCR1

Seguici su

× Progressive Web App | Add to Homescreen

Per installare questa Web App sul tuo iPhone/iPad premi l'icona. Progressive Web App | Share Button E poi Aggiungi alla schermata principale.

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet