recensione a cura di Luigi Torreggiani
“Le foreste italiane, che sono il 37% circa della superfice totale del nostro paese, contengono 12 miliardi di alberi che assorbono attualmente circa il 10% delle emissioni che produciamo. Io non credo che dovremmo piantare più alberi, piuttosto dovremmo imparare a gestirli”
Con queste parole l’On. Filippo Gallinella, Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, introduce il suo quaderno dedicato alla Strategia Forestale Nazionale, una pubblicazione interessante perché descrive in breve le scelte politiche dietro a questo importante documento tecnico-strategico. Scorrendo le pagine appare chiaro un percorso complesso, coerente ed evidentemente anche solido e condiviso, dato che ha attraversato due legislature e quattro diversi governi: dalla nascita della Direzione Foreste all’approvazione del TUFF e dei suoi Decreti Attuativi, dalla realizzazione del RAF Italia al Libro bianco sulle foreste italiane, fino alla Strategia Forestale Nazionale.
Le parole di Gallinella dimostrano come finalmente la politica italiana si sia accorta delle tante e spesso dimenticate foreste nazionali e di come intenda procedere per tutelarle ma anche valorizzarle in modo sostenibile: “Il bosco è parte integrante della nostra cultura, origine di tradizioni e sapere, custode di diversità biologica e paesaggistica, matrice del territorio, serbatoio di carbonio e fonte di vita, beni, prodotti e servizi. Tanto indispensabile alla vita dell'uomo quanto vulnerabile all'uomo e agli effetti della sua civiltà. Per questo nei prossimi decenni non dovremmo guardare il bosco come qualcosa che si debba autogestire ma come parte integrante della nostra vita, per questo ritengo che il lavoro svolto per avere un chiaro indirizzo su quello che si deve fare è un bellissimo segnale politico che siamo riusciti a dare”.
Il volume, che comprende alcune delle tabelle fondamentali della Strategia e anche la denuncia di una serie di comuni “fake news” sull’argomento, è arricchito dalla prefazione di Alessandra Stefani, direttrice della Direzione Nazionale Economia Montana e Foreste del MiPAAF e dalle conclusioni di Piermaria Corona, Direttore del CREA Foreste e Legno.
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