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Gestione forestale

Due nuovi rimboschimenti sull’Altopiano dei Sette Comuni: imitazione delle dinamiche naturali e partecipazione locale per rispondere alle attuali esigenze socio-ambientali

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I rimboschimenti sull’Altopiano dei Sette Comuni raccontati da AUSF Padova

di Maddalena Senter, Deborah Vedovetto, Gabriella Zanetel

Nel mese di ottobre AUSF Padova è stata coinvolta nella realizzazione di due progetti di rimboschimento sull’Altopiano dei Sette Comuni (VI), finanziati dal Distretto Rotary 2060 e da Barausse Srl, e supervisionati dal Dipartimento TESAF dell’Università di Padova. Le attività mirano a creare nuovi popolamenti forestali più resistenti e resilienti al cambiamento climatico e ai disturbi coinvolgendo cittadini e stakeholder per incentivare una responsabilità condivisa nella gestione del patrimonio naturale. 

AUSF Padova è stata coinvolta nel mese di ottobre 2025 in due progetti di rimboschimento finanziati rispettivamente dal Distretto Rotary 2060 e da Barausse Srl, in una collaborazione con il comune di Rotzo, il Consorzio Usi Civici Rotzo – Pedescala e S. Pietro e il Dipartimento TESAF dell’Università di Padova. 

Gli interventi sono stati realizzati sull’Altopiano dei Sette Comuni (VI), in due siti limitrofi nel territorio del comune di Rotzo: in località Roccolo è stato piantato il “Bosco del Rotary” da parte dei soci Rotary del Triveneto, mentre in località Monte Agro il “Bosco Porta Natura” dai dipendenti della società Barausse Srl. I lavori di impianto sono stati eseguiti con il supporto tecnico dei soci di AUSF Padova, sotto la supervisione del professore emerito Raffaele Cavalli e dal dott. Matteo Varotto.

I due progetti di rimboschimento mirano a orientare l’evoluzione del soprassuolo verso la costituzione di popolamenti forestali maggiormente resistenti e resilienti, capaci di affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico e dall’incremento dei disturbi biotici e abiotici. In questo contesto, particolare attenzione è rivolta all’incremento della diversità nella composizione specifica e all’ottenimento di una struttura verticale pluristratificata. Al contempo, le attività sono state pensate per avere una valenza sociale e culturale poiché hanno previsto il coinvolgimento attivo di cittadini e stakeholder esterni al settore forestale, promuovendo una maggiore consapevolezza sui temi della sostenibilità forestale e della responsabilità condivisa nella gestione del patrimonio naturale.

 

I cantieri

I due siti presentano le tracce del passaggio della tempesta Vaia nel 2018 e dei successivi lavori di esbosco effettuati con harvester e forwarder per il recupero del materiale schiantato. Le utilizzazioni sono state svolte rilasciando parte della necromassa a terra, ancora oggi si possono ritrovare ceppaie, tronchi spezzati e ramaglia. Queste biological legacies, memoria tangibile di un passato recente, assumono ora un ruolo funzionale nella costruzione del bosco fornendo protezione alle giovani piantine messe a dimora.

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Figura 1: Aree soggette a rimboschimento per il Bosco del Rotary (a sinistra) e per il Bosco Porta Natura (a destra)

 

In entrambi i casi, al fine di simulare le dinamiche di ricostituzione naturale di un popolamento forestale, si è optato per un rimboschimento a gruppi con distribuzione geometrica irregolare. Le zone da rimboschire sono state divise in moduli, ognuno composto da un numero definito di gruppi. Ogni gruppo è costituito da una singola specie arborea, selezionata tra le seguenti: larice (Larix decidua Mill), frassino (Fraxinus excelsior L.), acero montano (Acer pseudoplatanus L.), salicone (Salix caprea L.), sorbo montano (Sorbus aria L.) e maggiociondolo (Laburnum anagyroides Medik).

 

Modello di piantagione

La scelta delle specie e la loro collocazione nei siti seguono una logica di diversificazione funzionale e di resilienza ecologica. Il larice rappresenta la specie target, scelta per la sua compatibilità con le condizioni stazionali attuali e la capacità di formare un primo popolamento stabile nel medio-lungo periodo. Accanto a questo, l’inserimento mirato di specie sporadiche come salicone, sorbo montano, acero montano e maggiociondolo favorisce la colonizzazione iniziale, la protezione del suolo e la creazione di microhabitat favorevoli alla successione forestale.

Il modello a gruppi consente infatti di replicare dinamiche naturali di insediamento, per questo motivo tra i gruppi, che appaiono come “isole di rimboschimento”, sono state mantenute aree non rimboschite per permettere l’insediamento della rinnovazione naturale. Quest’ultima è già osservabile nelle zone interessate dall’intervento, che presentano semenzali prevalentemente di abete rosso e abete bianco diffusi.

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Figura 2: Esempio di cluster

 

Il progetto è stato curato dal professor Emanuele Lingua e dai suoi collaboratori del Dipartimento TESAF, dal professor Raffaele Cavalli, dal dott. for. Marco Pellegrini e dal dott. Matteo Tondello (agente di Polizia locale con funzioni di Vigilanza boschiva). 

 

Le attività

Il primo rimboschimento ha avuto luogo l’11 e 12 ottobre scorsi in località Roccolo, questo ha dato vita al “Bosco del Rotary”. Qui i volontari, membri del Rotary club, e alcuni soci AUSF Padova hanno collaborato per la messa a dimora di 2.650 piantine su una superficie di circa 1 ha. L’attività di rimboschimento è poi proseguita per gli ausfini con il secondo intervento, svoltosi sabato 18 ottobre in località Monte Agro, a cui hanno partecipato i dipendenti di Barausse Srl per la creazione del “Bosco Porta Natura” con la messa a dimora di circa 5.200 piante in un’area di 2,5 ha.

Per questo secondo intervento gli studenti AUSF erano già stati coinvolti nell’individuazione dei punti in cui posizionare i gruppi, tenendo in considerazione sia la micro-topografia del sito di impianto che le caratteristiche ecologiche delle diverse specie. 

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Gli interventi realizzati sull’Altopiano dei Sette Comuni rappresentano un esempio concreto di rimboschimento partecipato, in cui la dimensione tecnica si integra con quella sociale e culturale. La scelta di adottare modelli ecologicamente coerenti, come il rimboschimento a gruppi, e di valorizzare la necromassa residua come elemento funzionale, testimoniano un approccio consapevole al ripristino forestale post-disturbo.

Il coinvolgimento attivo di studenti e cittadini ha contribuito non solo alla buona riuscita a livello operativo delle giornate di impianto, ma è stata anche un’occasione per contribuire all’accrescimento della conoscenza dei partecipanti rispetto al settore forestale, alla responsabilità ambientale e alla cura del territorio.

art.Due nuovi rimboschimenti 4 lariceNel prossimo futuro sarà fondamentale monitorare la crescita dei due popolamenti costituiti con le attività di rimboschimento, studiandone l’evoluzione e le dinamiche di successione che si instaureranno. I due boschi - il “Bosco del Rotary” e il “Bosco Porta Natura” - saranno così anche laboratori a cielo aperto seguiti dal Dipartimento TESAF dell’Università di Padova.

Grazie al coinvolgimento di AUSF Padova, molti soci AUSF hanno avuto l’opportunità di mettersi in gioco e contribuire così alla buona riuscita dell’attività. Quest’ultima ha infatti previsto l’applicazione delle conoscenze scientifiche apprese in Università unita alla possibilità di lavorare con persone esterne al settore forestale, per contribuire insieme alla costituzione di un bosco più adatto e resiliente al contesto climatico in cui viviamo. 

Autori:
Maddalena Senter
, Deborah Vedovetto, Gabriella Zanetel - AUSF Padova.

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