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Gestione forestale

Una stazione di Sughera in Agro di Terni. Prima segnalazione e descrizione del popolamento

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Una stazione di Quercus suber L. in Agro di Terni

di Giuseppe Ratini, Michelangelo Nitti, Giuseppe Puddu, Gianluca Sabatini, Maurizio Conticelli

L’areale della sughera (Quercus Suber L.) ha destato sempre attenzione presso gli studiosi legati sia al mondo forestale sia a quello botanico per gli aspetti al contempo economici ed ecologici che riveste questa pianta in ambiente mediterraneo. I molteplici utilizzi del sughero in ambito industriale, uniti alla forte capacità di rigenerazione della corteccia, attirano l’occhio dell’esperto e del profano, per la capacità di connotare gli ambienti forestali mediterranei, sia in formazioni boscate colme con il leccio (Quercus ilex L.), sia nelle formazioni rade più tipiche degli utilizzio agri-silvo-pastorali degli ambienti mediterranei con la strutturazione di pascoli arborati o dei filari di confine delle grandi chiudende delle superfici pascolive.

Una prima definizione dell’areale (Extent of Occurence; IUCN 2012) della sughera per l’Italia è stato dato dal Adamovic (1933) che, radunando una parte della bibliografia disponibile al tempo, alla Tavola 15 riporta, alla scala di paesaggio (1:7.500.000), una sommaria corologia della sughera e del fragno (Quercus trojana Webb 1839). Seppure nella grossolanità della mappa, si apprezza ancora oggi la presenza della sughera in tutte le regioni italiane costiere tirreniche (Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Calabria, Sardegna e Sicilia) oltre che in Corsica e la presenza di nuclei sulle coste adriatiche, in Puglia e Istria. La cartografia allegata alla successiva pubblicazione di De Philippis (1936) mostra un dettaglio diverso nella distribuzione, pur essendo di scala paragonabile. L’areale di distribuzione tracciato da De Philippis gode sia di una analisi bibliografica maggiormente approfondita (per tutte le regioni mediterranee di presenza), sia del fatto che molte sugherete (pure o in mescolanza con altre specie quercine) fossero state visitate proprio dall’autore. Anche se successivamente diversi autori (ad es.: Bottacci 1992; Di Cosmo 2000; Beccarisi et al. 2010; Ienco et al. 2020) hanno poi chiarito, specificato, approfondito la presenza di vari nuclei di sughere soprattutto ai bordi dell’areale o relativamente alla presenza di Q. crenata (ibrido stabile tra Q. cerris e Q. suber; Antonelli et al. 2025), per l’Italia resta disponibile una distribuzione cristallizzata da EUFORGEN (Caudullo et al. 2024).

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Figura 1. Distribuzione della Quercus suber nel bacino del Mediterraneo (fonte Caudullo et al., 2024).

 

Il presente lavoro vuole presentare la prima segnalazione di un nucleo di dimensioni limitate sughera rinvenuto in Umbria, nel Comune di Terni, grazie al ritrovamento effettuato da Giuseppe Ratini nel 2023. Questa inattesa segnalazione è caratterizzata, come si dirà di seguito, sia dall’essere inserita in un ceduo di leccio regolarmente gestito (alla data dei rilievi – 2023 – sottoposto al taglio di ceduazione), di cui le sughere costituiscono la matricinatura, sia da una presenza importante di cerrosughera (Quercus crenata Lam.).

 

Materiali e metodi

L’area oggetto d’indagine qui esaminata ricade completamente in comune di Terni, in loc. Miranda (Lat. 42,540539° Long. 12,697388°). Particolare è il nome “Li Zuri” della proprietà agricolo-forestale che ospita questo popolamento: infatti, “zuri” in dialetto ternano riporta al nome del tappo di sughero utilizzato per le botti.
Al fine di descrivere il nucleo subericolo, tutte posizioni delle singole piante di sughera e cerrosughera sono state rilevate individualmente grazie all’uso di un ricevitore GNSS multifrequenza SoluTOP® MS2, che permette di ottenere misurazioni in tempo reale (Real-Time Kinematic, RTK), mentre per la misurazione delle altezze è stato utilizzato l’Ipsometro Haglöf Vertex IV-360. Per la consultazione della cartografia tematica regionale si è fatto riferimento al Geoportale della Regione Umbria.

 

Risultati

Il popolamento di Miranda ricade in un soprassuolo forestale a dominanza di Quercus ilex, governato a ceduo, in cui le piante di sughera svolgono un ruolo di matricinatura; si sviluppa nella provincia pedologica 18 “Montagne di Stroncone e Piediluco”, unità pedologia 30.2, sottosistema pedologico “p” (Colline e montagne di Stroncone e Piediluco) della carta dei Suoli dell’Umbria (2004). Questa unità pedologica è localizzata all’estremità meridionale della regione ed è costituita da calcari riferibili alle epoche Giurassiche, Cretacee ed Eocenico-Mioceniche. I suoli presenti sui versanti di questo sistema hanno una profondità scarsa con limitati affioramenti rocciosi, in cui la pedogenesi è tipicamente orientata verso lo sviluppo di suoli calcimorfi e successiva brunificazione; in coincidenza di tasche di “terra rossa” si osservano casi di lisciviazione e di desaturazione anche spinta. La Tabella 1 riporta le classificazioni dei suoli World Reference Base for Soil Resources (WRB) e la Soil Taxonony (USDA) assegnate al sottosistema pedologico “p”.

art.stazione Quercus suber 2

Tabella 1. Classificazione dell’unità di suolo in cui è presente il popolamento di sughere.

 

La formazione a sughera qui studiata è estesa per poco più di un ettaro di superficie che si sviluppa tutto esposto verso Est, tra le curve di livello di 555 m e 495 m s.l.m. Verso Nord l’area di presenza delle sughere va abbassandosi di quota fino a diventare una formazione a netta predominanza di presenza di leccio ed in subordine erica (Erica multiflora) e corbezzolo (Arbutus unedo), mentre verso Sud, con l’aumento di quota, la lecceta mista a sughere lascia spazio ad una formazione a ceduo di castagno (Castanea sativa) quasi in purezza (Figura 2).

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Figura 2. Ubicazione del popolamento delle sughere di Miranda (TR). A) corografia generale; B) Ubicazione del popolamento; C) dettaglio del popolamento.

 

Un’analisi storica delle piogge e temperature per il Comune di Terni, mostra, nel diagramma di Walter e Lieth (1960), il classico andamento mediterraneo del regime termo-pluviometrico con un periodo di siccità nei mesi estivi (Figura 3). Occorre evidenziare che questa cenosi si sviluppa più in quota (525 m s.l.m.) rispetto all’abitato cittadino di Terni (130 m s.l.m.), in posizione tale da godere dell’umidità di risalita dal basso fondo in cui scorre il fiume Velino.

art.stazione Quercus suber 4

Figura 3. Diagramma di Walter-Lieth per la città di Terni costruito con numerosi dati di piogge (n = 92) e temperatura (n = 49).

 

Nel corso del rilievo forestale sono stati censiti tutti gli individui di sughera e di cerrosughera (sia fusti singoli sia ceppaie) e misurati i diametri e le altezze dei fusti (Tabella 2).

art.stazione Quercus suber 5

Tabella 2. Risultati del rilievo dendrometrico.

 

La curva diametrica rappresentata in Figura4 ricavata dalla divisione nelle classiche classi assestamentali mostra la presenza di una buona seriazione delle classi diametriche, con una presenza di piante la cui dimensione è molto probabilmente legata alla lunga funzione di matricinatura.

art.stazione Quercus suber 6

Figura 4. Distribuzione in classi diametriche del popolamento di Q.suber e Q. crenata in loc. Miranda (TR).

 

Confrontando la posizione geografica delle singole entità vegetali (sughera e cerrosughera) sui rilievi ortofotografici presenti sul geoportale della Regione Umbria, si evidenzia per le diverse annate disponibili (volo GAI 1954 e poi 1997, 2000, 2005, 2008, 2011, 2014) una presenza costante della copertura vegetale forestale per l’intera area di distribuzione delle sughere, senza alcuna evidenza di impianti o rimboschimenti.
Per la valutazione delle altezze sono state rilevate le altezze di vari fusti (n = 27) presenti nel popolamento, messe a confronto con la curva delle sughere presenti nel Lazio (n = 304 altezze. Sabatini 2001). Nella Figura 5 sono confrontate le distribuzioni delle due famiglie di altezze. Si evidenzia che il popolamento ternano si posiziona nella parte bassa del grafico. Anche le curve di interpolazione, pur se con due coefficienti R differenti, dovuti alla numerosità dei campioni, mostrano una chiara differenza nel profilo di crescita, con le piante di Miranda che tendono ad una minore crescita in altezza.

art.stazione Quercus suber 7Figura 5. Distribuzione ipsodiametrica (A) e curva ipsometrica (B) del popolamento di sughere di Miranda (TR) messa con quella delle sughere del Lazio.

 

Nonostante la maggior parte delle altezze ricada nelle classi comprese tra 9.5 e 11 m (altezza media del popolamento: 11 m), si osservano diversi individui con altezze superiori (fino a 15 m), generalmente associati a diametri maggiori o a condizioni stazionali favorevoli, quali la posizione su piccoli speroni rocciosi, che riduce la competizione per la luce rispetto al ceduo di leccio (Figura 6).

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Figura 6. Distribuzione delle altezze del popolamento di Q.suber in loc. Miranda (TR).

 

art.stazione Quercus suber b c

 

Conclusioni

Il presente lavoro porta all’attenzione del mondo forestale un inaspettato popolamento di sughere in Umbria, ricadente in Comune di Terni, loc. Miranda. Il primo dato saliente che deriva dal rilievo è l’estensione di questo popolamento: poiché questa supera (seppur di poco) un ettaro di superficie, si attivano le previsioni dell’articolo 12 della ancora vigente legge 759 del 18 luglio 1956 “Coltivazione, difesa e sfruttamento della sughera” che prevede attenzione alle forme d’uso delle sugherete di estensione superiore all’ettaro con almeno 25 unità per ettaro (in questo caso, cifra ampiamente superata; cfr. tabella 2). Un secondo aspetto di rilievo è lo sviluppo di un popolamento pienamente vitale su substrati calcarei, ancorché antichi e lungamente esposti, verosimilmente caratterizzati da un ridotto contenuto di calcare attivo in conseguenza del prolungato dilavamento meteorico. Dal rilievo forestale appare anche un terzo dato, rappresentato da una presenza certa di esemplari di Q. crenata Lam., riconoscibili sia per il diverso sviluppo della corteccia suberosa, sia dalle ramificazioni dei rametti terminali, nonché dalle forme delle foglie. Sia Q. suber che Q. crenata sono tutelate dal Regolamento Forestale dell’Umbria del 17 dicembre 2002, n. 7 “Regolamento di attuazione della legge regionale 19 novembre 2001, n. 28” con vigenza su tutto il territorio regionale poiché entrambe inserite nell’Allegato U.
Interessante anche lo sviluppo della presenza delle piante di sughera, nel soprassuolo forestale, poiché esse fungono da matricine in un ceduo di Quercus ilex regolarmente gestito; lo sviluppo diametrico e quello in altezza delle piante mostrano una lunga permanenza di questo popolamento in loco, testimoniato dal confronto con diverse riprese aerofotogrammetriche disponibili sui portali istituzionali della Regione Umbria. Seppur non sia possibile stabilire con certezza l’origine del popolamento, va detto che nelle aree liberate dall’utilizzazione del ceduo leccio, si riscontrano nuovi polloni presenti alle base dei fusti, che la presenza di plantule nell’intorno delle piante più sviluppate ad ulteriore dimostrazione del buono stato vegetazionale del popolamento.

 

Ringraziamenti

Gli autori Puddu, Sabatini e Conticelli ringraziano Giuseppe Ratini e Michelangelo Nitti per la condivisione della localizzazione e della loro esperienza di campo e per il confronto costruttivo per la scrittura del presente lavoro.

Autori:
Giuseppe Ratini
, Libero professionista - Esperto della flora umbra. Email
Michelangelo Nitti, Libero professionista - Esperto della flora umbra. Email
Giuseppe Puddu, Dottore Forestale, esperto in conservazione della biodiversità ed ecologia del paesaggio presso Ente Monti Cimini- Regione Lazio. Email
Gianluca Sabatini, Libero professionista esperto nella pianificazione e gestione forestale. Email
Maurizio Conticelli, Libero professionista esperto della flora umbra, già dirigente dell'Agenzia forestale dell'Umbria. Email 

Adamović L (1933). Pflanzengeographische Stellung und Gliederung Italiens. Jena, Fischer.

Antonelli G, Puddu G, Cipollini C, Sabatini G, Conticelli M, Simeone MC (2025). A Vanishing Imprint? Modeling the present and future distribution of the enigmatic Quercus crenata Lam., a Mediterranean sporadic tree species. Ecol Evol, 15: e71482. https://doi.org/10.1002/ece3.71482

Beccarisi L, Biondi E, Casavecchia S, Ernandes P, Medagli P, Zuccarello V (2010). La quercia da sughero (Quercus suber L.) nel Salento: analisi diacronica e sinfitosociologica (Adriatico meridionale, Italia).  Fitosociologia vol. 47 (2): 3-16.

Bottacci A (1992) Nuove stazioni di Sughera (Quercus suber L.) nel Valdarno superiore (FI). Italia Forestale e Montana, 2: 96-112.

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