di Andrea Barzagli, Luigi Torreggiani
Quando ci siamo affacciati allo studio delle Scienze forestali, ormai 15-20 anni fa, la geomatica era uno degli ambiti di ricerca applicata tra i più innovativi e proiettati al futuro. Le nuove possibilità nate dal telerilevamento avanzato e dai software GIS promettevano di rivoluzionare il lavoro della ricerca e della gestione forestale… e così è stato. Oggi è praticamente impossibile trovare uno studio professionale o un ufficio tecnico di un ente gestore che non lavori quasi quotidianamente con sistemi informativi territoriali di vario genere, basati su numerose e diversificate fonti informative geografiche frutto di rilievi a terra, con drone, da satellite.
Dalla scala “privata” del singolo utente, questi strumenti sono stati presto aperti al pubblico, grazie alle novità offerte dalla rete, come i sistemi cloud. Sono nati così i webGIS, di cui molte amministrazioni pubbliche si sono dotate. Un altro grande passo in avanti è avvenuto grazie alle tecnologie di rilievo, ad esempio il Lidar, che su Sherwood n. 156 presentavamo come una novità quasi sconvolgente e che ora è, in moltissimi casi, alla base della comune pianificazione forestale.
Il sommarsi di queste novità ha rapidamente portato alla nascita e alla diffusione dei Sistemi di Supporto alle Decisioni (DSS -
Decision Support Systems). Nati talvolta come semplici fogli di calcolo per l’elaborazione di dati, i DSS a cui facciamo riferimento oggi sono piattaforme del tutto simili ai “vecchi” webGIS che tuttavia raccolgono informazioni derivanti da elaborazioni più complesse, spesso collegate proprio alle possibilità date dalle nuove tecnologie di rilievo. Selezionando attraverso un’interfaccia web una particella forestale è oggi possibile ottenere, in tempo reale, dati ed elaborazioni che i nostri professori, solo vent’anni fa, avrebbero impiegato giorni a stimare e ricercare: tipo forestale, altezza, volume, area basimetrica, assortimenti ritraibili, ma anche accessibilità, sistemi di esbosco consigliati, vincolistica, utilizzazioni passate nella stessa area e numerosi altri dati utili a supportare le decisioni relative alla gestione forestale sostenibile.
Il progetto FRESh LIFE, concluso nel 2019, ha mostrato un primo e interessante esempio italiano delle grandi potenzialità di questi strumenti. Da quell’esperienza in poi, diversi altri DSS sono nati in Italia, in contesti regionali o locali. Questo Focus nasce non solo e non tanto per raccontare queste prime esperienze, ma in particolar modo per immaginarne il futuro.
I DSS, infatti, avrebbero la potenzialità di rappresentare addirittura il perno dell’impianto organizzativo del settore forestale di una regione o provincia autonoma: assimilare i piani di gestione approvati, con tutta la loro mole preziosa di dati e informazioni; essere utilizzati per gestire le richieste di taglio, derivandone così, quasi in tempo reale, statistiche georeferenziate ad oggi impensabili; ospitare stime ed elaborazioni via via sempre più complesse relative a tutti i servizi ecosistemici. In un sistema integrato e armonizzato, i DSS potrebbero essere non solo utili alla gestione, ma anche il primo tassello di un percorso in grado di traghettare le informazioni dalla singola particella forestale fino a strumenti di monitoraggio nazionali, come il Sinfor.
Tuttavia, per camminare verso questi sviluppi auspicabili è quantomai necessaria un’assunzione di responsabilità politica. Occorre passare da queste prime esperienze pilota, purtroppo ancora acerbe in alcuni aspetti, ad una governance forestale che sappia contemplare i sistemi informativi geografici e, a maggior ragione, i Sistemi di Supporto alle Decisioni, come strumenti organici alla struttura stessa del settore forestale del futuro. Perché questi strumenti non bastano a sé stessi: devono essere costruiti e gestiti con cura, aggiornati costantemente e fatti conoscere attraverso attività di comunicazione e formazione. Devono, insomma, essere implementati con lungimiranza, per diventare “ingranaggi” solidi, ben oliati e funzionali al sistema.
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