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Pillole forestali dall’Italia #58 - Progetti innovativi, Registri nazionali, connessioni europee (e altre notizie di giugno)

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Pillole forestali dall'Italia puntata 58

Ciao a tutte e a tutti e benvenuti all'edizione numero 58 di “Pillole forestali dall’Italia”, l’appuntamento quindicinale che vi descrive e commenta 5 tra le principali notizie su foreste e legno in Italia selezionate dalla redazione di Sherwood, sia in forma scritta che come podcast.

Questa rubrica è sponsorizzata da FSC®Italia e PEFC Italia,  che ringraziamo per consentire la diffusione gratuita dell'informazione forestale.

Preferisci ascoltare o leggere?

Ecco la versione PODCAST (la trovi anche su tutte le piattaforme come Spreaker e Spotify):

Qui invece le notizie da LEGGERE:

DA ARBORICOLTURA DA LEGNO A BOSCO: C’È CHI DICE SÌ

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Uno degli aspetti più interessanti del tenere una rubrica fissa di notizie è che i vari argomenti che proponiamo ritornano nel tempo, acquisendo complessità, nuove sfumature, ma anche (per fortuna!) un po’ di concretezza.

Qualcuno di voi si ricorderà di un tema che abbiamo sollevato nell’edizione numero 44 delle Pillole: la possibilità di trasformare impianti di arboricoltura da legno in boschi permanenti. La nostra riflessione partiva da un paradosso: mentre si assiste a un fiorire di iniziative volte a piantare alberi, si osservano i vecchi impianti, finanziati dalle politiche comunitarie e regionali, tagliati e sgomberati per riconvertire i terreni a coltura agricola. E allora, perché non finanziare il mantenimento dei soprassuoli esistenti e la loro riconversione in veri e propri boschi?  

Poche Regioni hanno previsto questa possibilità nelle misure del CSR, e tra queste c’è il Veneto. È proprio da questo territorio che arriva una buona pratica concreta e replicabile, che uno studio forestale ha raccontato sul proprio profilo LinkedIn. Si tratta dello studio Landes-Group, che al Bosco della Tergola, in comune di Bolzano vicentino (VI) ha realizzato un intervento di trasformazione a bosco di un classico vecchio impianto realizzato attraverso il regolamento 2080/92.

Sono state attuate una serie di azioni sia selvicolturali, sia di aumento di biodiversità. Si tratta abbattimenti di alberi non autoctoni, eliminazione di piante schiantate e pericolanti, piantagione di specie autoctone tipiche della pianura veneta e interventi di incremento della biodiversità, come ad esempio la realizzazione di pozze per anfibi. È stata prevista anche una fascia di protezione di circa 2.000 metri quadrati a garanzia di una garzaia esistente.

La piantagione, in particolare, ha seguito uno schema a nuclei, caratterizzato da specie principali come farnia, cerro e olmo campestre, accompagnate da specie secondarie come l'acero campestre, il ciliegio e specie arbustive. Lungo la viabilità principale sono state inserite anche specie legate al tema del “food forest”, quindi con parti (ad esempio fiori o frutti) edibili e trasformabili in prodotti ad uso alimentare.

È sempre interessante osservare colleghe e colleghi che si mettono alla prova davanti a nuove sfide e opportunità e che, facendo questo, dimostrano quanto la professione forestale sia intrinsecamente caratterizzata da una visione grandangolare, capace di spaziare dalla valorizzazione del legno al ripristino ambientale.  

Se oltre a lettori o ascoltatori delle Pillole siete anche protagonisti di progetti forestali innovativi come quello descritto, raccontateci le vostre attività: saremo felici di darne visibilità creando così, lo speriamo, un effetto moltiplicatore.

 

Per approfondire: 

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AGGIORNAMENTO DEL REGISTRO NAZIONALE DEI MATERIALI DI BASE

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Con un Decreto Dirigenziale del 19 maggio 2025, il Masaf ha aggiornato il Registro Nazionale dei Materiali di Base (RNMB), uno degli strumenti previsti dalla normativa che regola la produzione e la commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione da utilizzare per fini forestali. Si tratta dele tradizionali opere di imboschimento, rimboschimento e arboricoltura da legno, ma anche (tornando alla notizia precedente) di ripristino ambientale, rinaturalizzazione e forestazione urbana e periurbana.

L’obiettivo del Registro è far conoscere e tutelare soprassuoli (un tempo chiamati "Boschi da seme"), arboreti e cloni da cui è possibile prelevare frutti, semi o parti di piante da utilizzare poi in vivaio per avviare una produzione vivaistica di origine accertata e certificata.

A seguito dell’aggiornamento, il Registro Nazionale conta ad oggi 2.700 materiali di base censiti nelle varie Regioni e Province Autonome all’interno delle quattro diverse categorie previste dalla normativa: identificati alla fonte, selezionati, qualificati e controllati.

Al di là delle notevoli differenze quantitative tra una regione e l'altra, dovute a molteplici fattori, va sottolineato che dei 2.700 materiali di base registrati, ben 2.374 appartengono alla categoria “Identificati alla fonte” e 210 a quella “selezionati”. Si tratta per la quasi totalità di specie autoctone, i cui materiali vivaistici dovrebbero essere utilizzati, se possibile, all'interno della medesima regione di provenienza del materiale di base. Nel Registro nazionale italiano sono poi presenti 26 materiali di base qualificati e 90 controllati; i cloni sono ben 96, quasi tutti di pioppo, dei quali 7 qualificati e 89 controllati.

Sul sito del Masaf, oltre al Decreto, è possibile scaricare un file excel con tutto il Registro, suddiviso in varie tabelle.

Consultare in dettaglio questo database è ovviamente utile dal punto di vista pratico solo per chi si occupa di questo ambito specifico; per tutti gli altri, tuttavia, può essere interessante dare almeno una sbirciatina, in modo da conoscere l’ubicazione, sul proprio territorio, dei luoghi designati per la raccolta dei materiali di moltiplicazione.

 

Per approfondire: 

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BIOECONOMIA EUROPEA E FILIERE NAZIONALI

Se seguite con costanza le Pillole forestali dall’Italia sapete che spesso ci piace spingerci fino al limite massimo del confine tra questa rubrica, dedicata alle notizie nazionali, e quella curata dal Direttore Paolo Mori, che tratta di ciò che accade in Europa e nel mondo. Anche in questo numero rischiamo lo sconfinamento, parlando di un fatto avvenuto a Varsavia, in Polonia, ma che coinvolge direttamente un protagonista del settore foresta-legno italiano.

Si tratta di Carlo Piemonte, Direttore generale del Cluster nazionale Italia Foresta Legno e direttore del Cluster Legno Arredo e Sistema Casa del Friuli Venezia Giulia, che è stato nominato Vicepresidente, con delega alle foreste del Sud Europa, del gruppo di lavoro dei produttori primari di Circular Bio-Based Europe Joint Undertaking.

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Questa è la notizia, ma proviamo a capire meglio di cosa si tratta, cogliendo l’occasione per conoscere una realtà molto interessante.

Circular Bio-Based Europe Joint Undertaking (CBE JU) è un partenariato pubblico-privato da 2 miliardi di euro tra l'Unione Europea e il Consorzio delle industrie basate sulle biotecnologie (BIC), che finanzia progetti volti a promuovere la competitività delle stesse. CBE JU opera secondo le regole di Horizon Europe, il programma di ricerca e innovazione dell'UE per il periodo 2021-2031 e sarà impegnato nei prossimi mesi a realizzare un piano d’azione per l’economia circolare per il continente europeo.

“Il mio obiettivo sarà di portare sul grande tavolo della bioeconomia i temi forestali”, ci ha spiegato Carlo Piemonte. “Tra questi, cercherò di inserire nel dibattito quelli più caratteristici del Sud Europa, come ad esempio la frammentazione delle proprietà, l’impatto disturbi naturali, la complessa gestione della multifunzionalità e anche le potenzialità che il legno di quest’area può esprimere per la bioeconomia europea”. “Già a livello nazionale, insieme alla Presidente Stefani e al già Presidente Prof. Pettenella, portiamo le priorità del mondo forestale nel Gruppo di Coordinamento Nazionale per la Bioeconomia istituto presso la Presidenza del Consiglio, sotto il coordinamento del Prof. Fava”, ha sottolineato il neo Vicepresidente, “estendere a livello europeo queste priorità insieme alle altre foreste del sud Europa sarà un’azione preziosa”.

Sappiamo bene quanto questi grandi soggetti internazionali che trattano spesso di temi molto vasti e alti possano apparire lontani e poco connessi con l’ordinaria gestione di boschi e foreste nelle nostre valli. Ma l’esercizio importante da fare sempre, in questi casi, è quello di ampliare lo sguardo per individuare le connessioni tra il nostro operare quotidiano e le grandi scelte strategiche. Una figura come quella di Carlo Piemonte (così come altre e altri che lavorano tra Italia ed Europa) rappresenta una di queste importanti connessioni: lavora costantemente a diretto contatto con imprese boschive e industrie di trasformazione del legno, ma anche con i Ministeri nazionali e le istituzioni europee. Avere un conoscitore del nostro settore e dei suoi problemi pratici in questo ruolo strategico rappresenta un potenziale ponte che ci auguriamo possa portare opportunità di sviluppo, ma anche contaminazioni e nuove idee.

 

Per approfondire:

CREA FUTURO: UN INTERO NUMERO DEDICATO ALLE FORESTE

Normalmente dedichiamo ai consigli di lettura, ascolto o visione l’ultima notizia delle Pillole, ma in questa edizione facciamo un’eccezione, per portarvi due diversi suggerimenti.

Il primo è di lettura (e parzialmente anche di ascolto). Si tratta di un numero speciale di “CREA Futuro”, la rivista online del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria, interamente dedicato ad alberi e foreste.

Basta visitare la home page del portale di informazione in questo momento (ma in futuro sarà possibile scaricare un PDF), per rendersi conto della grande varietà di argomenti trattati attraverso articoli, interviste (anche in formato podcast) e rubriche: adattamento al cambiamento climatico, conservazione della biodiversità, ma anche produzione legnosa, arboricoltura da legno, difesa dalle patologie, educazione forestale, cultura del bosco, innovazione tecnologica e tanto altro ancora.

Pochi mesi dopo lo speciale (che vi consigliamo vivamente di scaricare se non lo avete ancora fatto) della rivista “RRN Magazine” dedicato alle foreste (ne avevamo parlato in un articolo), questa nuova serie di articoli e approfondimenti a opera del CREA ci dimostra che forse è davvero in atto un “salto culturale”. La gestione delle foreste non sembra più la “Cenerentola” dei più ampi temi agricolo e ambientale, ma un argomento d’attualità in costante fermento, che suscita curiosità, interesse, attenzione politica e mediatica anche oltre il nostro settore.

Oltre a invitarvi a leggere questi articoli e a cogliere l’ampio ventaglio di temi che interessanti che toccano, il suggerimento è di sentirvi parte attiva di questo rinnovato interesse. Ognuno di noi - dagli operatori agli enti pubblici, passando per i professionisti - può fare la propria parte per cavalcare, in modo corretto, questa “onda buona” d’interesse per i temi forestali, divulgando l’importanza tanto della conservazione quando della gestione sostenibile del patrimonio arboreo e forestale nazionale. Lo studio professionale della prima notizia è un ottimo esempio anche in questo senso.

 

Per approfondire:

DIVENTARE ESPERTI DI LEGNO, WEBINAR DOPO WEBINAR

La seconda segnalazione è dedicata a un progetto già citato più volte nelle Pillole (edizioni 47 e 53): il Life Be-Wooden.

Nell’edizione 47 lo abbiamo presentato, in quella 53 abbiamo invece parlato della sua serie podcast in italiano. Questa volta trattiamo invece di una serie decisamente molto nutrita di webinar che sono stati realizzati dal progetto e messi a disposizione gratuita su un sito web dedicato (in lingua inglese) ma anche in italiano sulla piattaforma “Formagenova” (il beneficiario coordinatore del progetto è infatti l’Università degli Studi di Genova).

Intanto - e lo sottolineiamo come “chicca linguistica” in quanto esperti di comunicazione - non tutti sono chiamati “webinar” ma alcuni prendono il nome di “NEBinar”, perché spiegano il NEB - New European Bauhaus, l’approccio all’edilizia del presente e del futuro promosso dall’Unione Europea attraverso il Green Deal.

I webinar di Be-Wooden sono tanti e molto approfonditi:

  • 22 NEBinar dedicati all’approccio NEB e al place-making (un approccio multiforme alla pianificazione, progettazione e gestione degli spazi pubblici);
  • 8 webinar dedicati al tema degli edifici green e circolari;
  • 17 webinar, suddivisi in 3 moduli, dedicati all’uso del legno nel settore edilizio.

Insomma, una grande mole di conoscenza racchiusa in video disponibili gratuitamente per tutti: progettisti, designer, ma anche studenti, tecnici e operatori del settore forestale, per comprendere a fondo un tema, quello dell’edilizia in legno, che sarà centrale nel prossimo futuro.

Capiamo che seguirli tutti (così come leggere tutti gli articoli citati nella notizia precedente!) è un grosso impegno, ma il consiglio è di iniziare a farlo con alcuni, specialmente tra quelli dedicati al legno in edilizia. Se siete studenti e dovete ancora sostenere l’esame di Tecnologia del legno, o magari professionisti curiosi di approfondire l’argomento, troverete tantissimo pane per i vostri denti.

 

Guarda i video:

Per questa edizione di Pillole forestali dall'Italia è tutto!

Prima di chiudere vi ricordiamo che alle quindicinali "Pillole forestali dall'Italia" si sono da poco affiancate le "Pillole forestali dal mondo", realizzate a cadenza mensile dal Direttore Paolo MoriCome per le Pillole forestali dall'Italia, anche quelle dal mondo sono gratuite e si possono sia leggere che ascoltare in versione podcast. Vi consigliamo di seguire entrambe queste rubriche!

Vi ricordiamo infine che anche voi potete contribuire a questa rubrica, inviando notizie di attualità su foreste e legno all'indirizzo:  

Alla prossima edizione!

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