Lo scorso 26 gennaio, a Genova, è stato presentato il Rapporto sullo stato delle Foreste e del settore Forestale in Liguria, sviluppato da Compagnia delle Foreste su incarico della Regione Liguria - Settore Politiche della natura e delle aree interne, protette e marine, parchi e biodiversità.
Pochi giorni dopo la presentazione del Rapporto, abbiamo appreso che parte del personale interinale dell’Ispettorato agrario regionale, 33 tra lavoratrici e lavoratori che, negli scorsi mesi, hanno in parte contribuito alla stesura di alcuni indicatori del Rapporto, dal 1 febbraio 2026 non avrebbero visto riconfermare il proprio contratto. La conferma di questa scelta è stata data al personale appena una decina di giorni prima della decisione. La motivazione è probabilmente da ricercare nel passaggio tra PSR e CSR, che ha introdotto regole differenti relative alla spesa regionale per l’assistenza tecnica.
La notizia è trapelata in modo paradossale dopo che la stessa Regione Liguria, attraverso comunicati stampa e dichiarazioni di importanti esponenti politici, ha recentemente celebrato i risultati del PSR 2014-2022, con un utilizzo record delle risorse che sfiora il 100%.
Un traguardo rilevante, che secondo molti osservatori e la Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) di Regione Liguria-Giunta Regionale, è stato raggiunto grazie all’impegno congiunto di tutto il personale del Settore Ispettorato Agrario, compreso il personale interinale che, secondo i sindacati, avrebbe svolto un ruolo determinante.
Non solo, secondo la RSU: “Negli ultimi anni l’Ispettorato Agrario ha perso gran parte del proprio organico storico, con una riduzione che in alcune sedi ha superato il 50% nell’arco di cinque anni. Questa carenza strutturale di personale ha reso indispensabile il contributo dei lavoratori interinali. Il personale interinale ha garantito continuità operativa, qualità del servizio e raggiungimento degli obiettivi, contribuendo in modo diretto ai risultati del PSR e assicurando il funzionamento delle attività istituzionali dell’Ispettorato. La loro esperienza è oggi parte integrante del patrimonio di competenze della struttura, che è chiamata a svolgere un ruolo essenziale anche nella nuova programmazione CSR 2023-2027, dove l’Ispettorato è formalmente previsto come supporto all’Autorità di Gestione”.
La mancata conferma dei contratti interinali, secondo la RSU, rappresenterebbe quindi un grave danno per l’amministrazione regionale, per l’organizzazione interna degli uffici e del lavoro e per gli stessi lavoratori regionali, che vedrebbero aumentare in modo inaccettabile il carico di lavoro, già di per sé molto pesante: “Si tratta di personale che ha lavorato per mesi, se non per anni, gomito a gomito coi dipendenti regionali”, viene spiegato, “che da questi è stato formato e ha contribuito in maniera determinante a portare a termine la fase finale delle domande PSR nel pieno rispetto dei termini previsti”.
All’Amministrazione regionale è stato chiesto un intervento immediato per garantire la continuità dei contratti del personale interinale, “tutelando lavoratori che hanno dimostrato professionalità e dedizione e assicurando al contempo l’efficienza di un settore strategico per l’agricoltura ligure”, sottolinea la RSU.
Al momento sono in corso trattative per capire come risolvere la specifica situazione, ma a parte il caso ligure, è importante a nostro avviso ampliare i termini della riflessione attorno a questa notizia.
Come dimostrano proprio i dati e i commenti contenuti nel Rapporto sullo stato delle Foreste e del settore Forestale, la Liguria (regione più boscosa d’Italia), soffre di numerose carenze strutturali e necessita di interventi strategici rispetto alle politiche forestali. Proprio per questo, sarebbe auspicabile un investimento di lungo periodo nel personale tecnico dedicato, superando il lavoro interinale collegato unicamente al PSR/CSR e organizzando concorsi per rinforzare l’organico in pianta stabile, anche per riequilibrare le strutture a seguito dei numerosi pensionamenti che via via ridimensionano gli uffici. Questo vale anche per molte altre realtà regionali.
Le politiche forestali, che di natura sono di "lungo respiro", per essere efficaci necessitano di personale formato da impiegare sui territori con continuità: dopo l’approvazione del TUFF e l’uscita della Strategia Forestale Nazionale, è tempo che le Regioni investano seriamente in questo settore, evitando il più possibile di compiere bruschi passi indietro.
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