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Pillole forestali dall’Italia #61 - Filiere del legno locale in fermento e altre notizie di ottobre

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Pillole forestali dall'Italia puntata 61

Ciao a tutte e a tutti e benvenuti all'edizione numero 61 di “Pillole forestali dall’Italia”, l’appuntamento mensile che vi descrive e commenta le principali notizie su foreste e legno in Italia selezionate dalla redazione di Sherwood, sia in forma scritta che come podcast.

Questa rubrica è sponsorizzata daPEFC Italia e FSC®Italiache ringraziamo per consentire la diffusione gratuita dell'informazione forestale.

 

Preferite ascoltare o leggere?

Ecco la versione PODCAST (la trovate anche su tutte le piattaforme come Spreaker e Spotify):

Qui invece le notizie da LEGGERE:

COVER STORY

DA NORD A SUD, IN TANTI LAVORANO ALLE FILIERE LOCALI DEL LEGNO

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Scandagliare le notizie dell’ultimo mese tra i vari siti e profili social di enti, associazioni e singole personalità del nostro settore è un ottimo esercizio per provare a comprendere quali tendenze si stanno delineando e su quali argomenti si lavorerà di più nel prossimo futuro.  

Nel mese che sta per finire si è trattato davvero molto di filiere del legno locale: è questa la “cover story” delle Pillole forestali dall’Italia numero 61.

Si è parlato di filiere del legno innanzitutto grazie al progetto FilFor - Filiere Forestali Italiane, sviluppato dal Masaf insieme al CREA Politiche e Bioeconomia e in collaborazione con il Cluster nazionale Italia Foresta Legno (ne abbiamo parlato qui). Questo progetto, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di politiche innovative a sostegno della crescita del settore, ha organizzato tra fine settembre e inizio ottobre tre eventi territoriali a Napoli, Firenze e Torino. I protagonisti di queste giornate sono stati numerosi attori della filiera legno, che hanno portato idee e proposte che confluiranno nella pubblicazione di un documento strategico - il Piano d’azione per l'attuazione della Strategia Forestale Nazionale - che sarà presentato tra pochi giorni (il 30 ottobre, lo linkeremo qui appena possibile).

Ma si è parlato di filiere e legno locale anche in un contesto territoriale solitamente poco collegato a questo tema, il Sud Italia, grazie ad un altro progetto chiamato LabNetMed-Legno, lanciato a fine settembre. Il progetto riunisce 10 Atenei e 15 Dipartimenti universitari del Mezzogiorno con l’obiettivo di sviluppare e rafforzare la filiera del legno nell’Italia meridionale, attraverso un approccio multidisciplinare che integra ricerca, innovazione e sostenibilità.

Ma non è finita. Si è trattato di filiere e legno locale anche all’interno di un protocollo d’intesa, definito “un’alleanza tra industria e ricerca”, siglato tra la Federazione Filiera Legno (che unisce segherie e industrie del legno), Conlegno - Consorzio Servizi Legno Sughero e CNR - Istituto per la Bioeconomia. L’accordo, in particolare, prevede la nascita di un nuovo “Centro di competenza per promuovere la sostenibilità, l’innovazione e la valorizzazione del legno italiano”.

E c’è ancora un ultimo segnale: a metà ottobre, nell’ambito della fiera Klimahouse, è stato siglato un accordo strategico che mira alla creazione di una “Piattaforma nazionale per la divulgazione e la valorizzazione della qualità e della sostenibilità della filiera del legno”. I firmatari, oltre a Klimahouse, sono stati anche in questo caso la Federazione Filiera Legno e Conlegno, insieme ad Habitech, Agenzia CasaClima, PEFC Italia, UNCEM e Legambiente.

Insomma, si tratta di quattro segnali interessanti, che vanno tutti nella stessa direzione. Ci auguriamo ora che tutto questo positivo interesse assuma presto concretezza: i tempi sono forse maturi per tradurre gli alti principi della Strategia Forestale Nazionale in azioni concrete sui territori, dove le filiere del legno locale hanno ancora un grande potenziale inespresso.

 

Per approfondire: 

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FOCUS ricerca

QUAL È IL RAPPORTO TRA ITALIANI E BOSCO?

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Il “Focus ricerca” di questa edizione è dedicato a un’indagine svolta nell’ambito del progetto “Rigeneraboschi” e intitolata: “Il rapporto degli italiani con i boschi e le foreste”. La ricerca è stata coordinata dal Prof. Giovanni Sanesi dell’Università di Bari e ha coinvolto oltre 2.200 partecipanti di tutte le regioni. I dati raccolti sono tantissimi: concentriamoci solo su alcuni.

Dallo studio si evince, ad esempio, che più di tre quarti degli intervistati (77,8%) frequenta aree verdi urbane o naturali almeno una volta al mese, mentre oltre un terzo (37,3%) lo fa almeno una volta a settimana. È curioso sapere, sempre su questo argomento, come il 45,1% del campione abbia dichiarato di aver abbracciato almeno una volta un albero nella propria vita.

Ma dalla ricerca emergono altri dati che, forse per deformazione professionale, ci hanno particolarmente colpito, visto che riguardano la domanda di informazione sui temi forestali. Lo studio rivela che solo il 7,2% degli intervistati si considera già sufficientemente informato sull’argomento e che il 32,4% dichiara invece di volerne sapere di più. I temi su cui gli intervistati si sono dimostrati maggiormente interessati riguardano la biodiversità e le aree protette (60,2%), la relazione tra boschi e salute (57,4%) e la gestione forestale (53,1%).

Dallo studio emerge quindi in modo chiaro un fenomeno che tutti abbiamo da tempo sotto agli occhi: le aree boschive sono sempre più attrattive e l’ampio tema forestale interessa sempre più gli italiani. Che una parte sensibile degli intervistati si sia detta interessata a capire qualcosa in più sulla gestione dei boschi è invece un dato quasi sorprendente per noi addetti ai lavori, che spesso consideriamo questo argomento troppo di nicchia e non particolarmente interessante per il pubblico.

Evidentemente non è proprio così: più la gente si avvicina al bosco, più si incuriosisce al tema, più desidera capirne di più, anche approfondendo argomenti apparentemente tecnici e complessi. È a partire da questa consapevolezza che bisognerebbe iniziare a comunicare più e meglio, per diffondere informazioni corrette sulla gestione forestale in una società sempre più interessata e attenta al nostro lavoro. Se non inizieremo a farlo in modo costante e convinto, questo bisogno informativo sarà occupato da altri, con tutte le conseguenze che possiamo immaginare.

 

Per approfondire: 

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NEWS

LA LEGGE SUL MONITORAGGIO FORESTALE EUROPEO È STATA RESPINTA

Con le prime due delle tre brevi notizie di attualità sconfiniamo leggermente nel territorio di Paolo Mori e delle sue “Pillole forestali dal mondo”, parlando un po’ di Europa ma, ovviamente, anche di ricadute per l’Italia.

La prima notizia riguarda il voto contrario del Parlamento europeo alla proposta di legge sul monitoraggio comune delle foreste (EU Forest Monitoring Regulation). Popolari, conservatori ed estrema destra si sono infatti uniti, rompendo così lo schema della maggioranza che sostiene la Commissione, per affossare l’iniziativa legislativa. Ma questa idea non godeva di particolare fortuna nemmeno al di fuori dell’Aula di Strasburgo, ha spiegato Enrico Pascarella su EUNews: “Il Consiglio dell’UE del 24 giugno scorso aveva smantellato l’iniziativa della Commissione, raccomandando un approccio dal basso meno costoso. Ora è stato chiesto di ritirare del tutto il testo”.

In Italia a commentare la decisione sui propri canali social è stato Gherardo Chirici, professore di geomatica all’Università di Firenze e uno dei maggiori esperti italiani ed europei sul tema del telerilevamento forestale.

“Due anni di lavoro buttati al vento. Ma così funziona la democrazia”, ha commentato con rammarico Chirici. “Le ragioni? Mancanza di comunicazione, innanzitutto, ma forse anche un po' di rigidità della maggioranza dei Paesi membri, ognuno con il suo sistema di monitoraggio, che non vedevano di buon occhio il cambiamento”.

Chirici ha però sottolineato che molti progetti finanziati di recente sul tema, con notevoli investimenti mai visti in questo campo di ricerca, sono comunque in piedi e continuano a lavorare creando sinergie. “Quando questi progetti finiranno”, ha auspicato nel suo commento, “dovremo impegnarci per fare in modo che un sistema stabile di monitoraggio delle nostre foreste Europee, comunque, si realizzi”. Questo auspicio è anche il nostro. 

 

Per approfondire:

NEWS

LA “SAGA EUDR” CONTINUA

Continuiamo la digressione europea. Lo scorso 18 settembre avevamo annunciato su Sherwood un probabile nuovo rinvio di un anno per l’applicazione della EUDR (European Union Deforestation Regulation). Le dichiarazioni della Commissaria all’Ambiente Jessica Roswall sembravano inequivocabili a riguardo. Tuttavia, nell’eterna “saga EUDR” c’è stato un nuovo “colpo di scena”.

La Commissione, in data 21 ottobre, ha infatti dichiarato la volontà di rispettare la già fissata data d'attuazione dell'EUDR, pur intendendo apportare significative semplificazioni al Regolamento, tra cui quella di concedere ulteriori 6 mesi di tempo alle piccole e microimprese.

Concretamente ciò significa che l'attuazione dell’EUDR potrebbe slittare al 30 dicembre 2026 per le micro e piccole imprese, mentre per le grandi imprese rimarrebbe, come previsto, al 30 dicembre 2025. Tuttavia, per garantire un'introduzione graduale delle norme, le grandi imprese beneficeranno di un “periodo di grazia” di sei mesi, in cui iniziare a seguire le nuove regole ma senza controlli.

La Commissione ha annunciato di stare lavorando anche a semplificazioni sostanziali per ridurre gli obblighi verso alcune categorie, come i piccoli operatori primari provenienti da Paesi a basso rischio che vendono i loro prodotti direttamente sul mercato europeo: in pratica, quasi il 100% degli agricoltori e delle imprese boschive dell'UE.

Tutto è ancora in divenire: continueremo a darvi notizie sul tema, condividendo il tanto materiale informativo che per fortuna (e ringraziamo) Conlegno rende disponibile, come la traduzione del comunicato stampa relativo a quest’ultima puntata della “saga”.

 

Per approfondire:

NEWS

3 GIORNI DI FULL IMMERSION FORESTALE

Dopo questa digressione di confine tra Pillole forestali Italia e dal mondo, rimaniamo in una “terra di confine” che però è tutta italiana: il Friuli Venezia Giulia. Di questo territorio parliamo spesso ultimamente e lo facciamo per due motivi: il primo è che qui, negli ultimi tempi, accadono fatti forestali degni di nota; il secondo è che colleghe e colleghi friulani hanno imparato a far conoscere le loro attività, inviando alla stampa comunicati, immagini e resoconti. Il sottile invito, quindi, è a fare altrettanto anche da altri territori!

Ma arriviamo alla notizia: il Cluster forestale Legno Servizi, insieme ad altre realtà della filiera foresta-legno regionale, hanno ospitato per la quinta volta un workshop di più giorni dedicato agli aderenti ad AUSF Italia, l’associazione nazionale degli studenti forestali.

LegnoServizi AUSF 

In soli tre giorni studentesse e studenti hanno potuto visitare cantieri forestali e imprese della prima e seconda lavorazione del legno; confrontarsi con professionisti e operatori sulla progettazione della viabilità; entrare in contatto con i responsabili del Cesfam, il centro di formazione forestale regionale; osservare da vicino una foresta importante come quella di Tarvisio, trattando anche della doppia certificazione FSC e PEFC; conoscere importanti progetti di ricerca applicata come Pri.For.Man; toccare con mano cosa significano prevenzione e incremento della resilienza in un paesaggio forestale peculiare come quello del Carso.

Ci sembra un’ottima iniziativa che merita di essere conosciuta, per la sua potenzialità di offrire ai giovani aspiranti forestali una visione a tutto tondo del nostro settore e delle sue opportunità. Magari, tra chi ci legge e ascolta, c’è qualcuno disponibile a replicare l’esperienza in altri contesti: ne varrebbe davvero la pena.

 

Per approfondire:

SUGGERIMENTI da leggere

OTTO FORESTE DA PRENDERE COME ESEMPIO

Terminiamo come sempre con due consigli di lettura, ascolto o visione. Iniziamo dalla lettura di un articolo divulgativo, intitolato “Le otto foreste” (probabilmente richiamando il noto romanzo “Le otto montagne”), scritto da Giorgio Vacchiano per la rivista online Humus.

Vacchiano, docente di pianificazione e gestione forestale dell’Università di Milano, porta otto esempi di foreste vere e proprie o di progetti forestali che, a suo modo di vedere, rappresentano “esperienze concrete che mostrano come una gestione consapevole possa migliorare lo stato delle foreste e la qualità della vita delle persone che vivono intorno a esse”.

Tornando alla sollecitazione contenuta sia nella notizia precedente che nel “Focus ricerca”, vi invitiamo non solo a scoprire quali siano questi otto esempi scelti da Vacchiano e perché. A nostro avviso è anche interessante domandarsi se la propria realtà lavorativa potrebbe far parte di questo elenco virtuoso e chiedersi come migliorare la propria comunicazione per farla conoscere di più, diffondendo così il proprio esempio e far circolare buone idee.

 

Per approfondire:

SUGGERIMENTI da leggere

VERSO IL RILANCIO DELLA VIVAISTICA FORESTALE

Anche il secondo è un consiglio di lettura, più tecnico e specialistico del precedente.

Si tratta di un Report, realizzato all’interno del progetto “For.Tree Nursery”, che offre un quadro aggiornato del settore vivaistico forestale italiano e che include la “Roadmap 2025-2030 per il rilancio della filiera vivaistica forestale italiana”.

For Tree Nursery 2

Questa Roadmap, pubblicata dalla Fondazione Alberitalia, è stata organizzata in 15 schede che inquadrano brevemente le singole tematiche, indicano gli obiettivi che si vogliono raggiungere, segnalano le criticità da superare, descrivono i contenuti delle singole azioni ed elencano gli attori principali che le dovrebbero attuare, fornendo poi un cronoprogramma.

Il rilancio della vivaistica forestale è da considerarsi strategico per il futuro del nostro settore: l’invito è quindi di leggere questo Report di For.Tree Nursery e la relativa Roadmap, per farsi un’idea di quali passi è necessario compiere e, perché no, del proprio possibile ruolo in questo percorso di crescita collettivo.

 

Per approfondire:

Per questa edizione di Pillole forestali dall'Italia è tutto!

Per rimanere costantemente aggiornati e ricevere spunti interessanti su ciò che accade in ambito forestale vi consigliamo di seguire anche le "Pillole forestali dal mondo", realizzate a cadenza mensile dal Direttore Paolo Mori.

Vi ricordiamo infine che anche voi potete contribuire a questa rubrica, inviando notizie di attualità su foreste e legno all'indirizzo: .

Alla prossima edizione!

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