recensione e cura di Luigi Torreggiani
Roland Ennos insegna Scienze Biologiche presso l’Università di Hull (Regno Unito). Il suo incontro con la storia del legno è stato del tutto casuale, ma ha rappresentato un vero e proprio colpo di fulmine. Così ha iniziato a studiare questa materia prima, le sue caratteristiche e la sua versatilità, indagando l’antichissima, fitta rete di interazioni con la nostra specie, a partire da quando ancora non eravamo Sapiens e vivevamo sulle piante.
È proprio grazie al legno che dagli alberi siamo scesi per iniziare a camminare per le strade del mondo: da quel momento tutto il percorso dell’umanità ha corso in parallelo al suo utilizzo, via via sempre più sapiente e complesso, che ci ha permesso di sopravvivere, di evolverci, di portare nelle nostre società progresso e bellezza, innovazione e comodità, scoprendo al contempo terre sconosciute e inventando soluzioni prima impensabili.
L’Età del legno non è solo un saggio: è anche un libro di avventure, un viaggio affascinante lungo una delicata relazione, che indaga gli alti e i bassi della stessa e che si interroga su come questo legame potrà rimanere vivo e sostenibile anche in futuro. Un sapiente e gustoso mix di storia e scienza, di aneddoti e di ricerche in numerosi ambiti accademici che è utile da leggere anche per chi il legno e la gestione forestale li conosce nel dettaglio.
Perché spesso l’avere a che fare con la tecnica toglie un po’ di poesia... riacquisire consapevolezza del valore e del significato profondo della materia prima con la quale abbiamo a che fare ogni giorno ci può aiutare a viverla in modo diverso e a raccontarla meglio agli altri.
Questa recensione è tratta dal numero 260 di Sherwood | Foreste e Alberi oggi: se vuoi ricevere a casa la tua copia cartacea e non perderti l’anteprima su questo e altri contenuti esclusivi, visita la sezione dedicata agli abbonamenti cliccando qui. Abbonandoti contribuirai a sostenere tutto il lavoro della redazione di Sherwood.
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