di Danilo Mollicone e Federica Tartaglia
Quando si parla di riforestazione, solitamente si pensa alla messa a dimora di piantine forestali. Questa è una possibilità, ma non è né l'unica né sempre la migliore opzione. Oltre alla selezione delle specie da piantare per ripristinare e/o migliorare la biodiversità e alla gestione selettiva della vegetazione sopravvissuta a seguito di un disturbo abiotico e/o biotico, un’importante componente dell'intervento può essere anche il potenziamento dei processi naturali di dispersione dei semi. Vento, acqua e.. animali. Ma come può la fauna selvatica diventare un partner attivo nella rigenerazione forestale, accelerando la successione ecologica in modo efficace e guidato dalla natura? Una delle possibili risposte si trova nel progetto “Operazione Esperia” e nella sua “Ghiandatoia”.
Il 2 e 3 Agosto 2024 un incendio di elevata intensità ha percorso 140 ettari di area forestale costituita principalmente da ceduo di roverella e leccio, e praterie. L’aria colpita rientra nella ZPS IT6040043 dei monti Ausoni e Aurunci, nel comune di Esperia (FR).
A causa dell’elevata intensità dell’incendio il danno non ha interessato solo la parte epigea della vegetazione, ma anche quella ipogea, andando a diminuire notevolmente la vitalità delle ceppaie rimaste, soprattutto sul versante Sud, e mettendo così a rischio la rigenerazione agamica della foresta.
Per far fonte a questa crisi, nasce un progetto di rigenerazione: “Operazione Esperia”.
Il progetto è nato grazie alla collaborazione tra associazioni di volontariato locali, esperti scientifici e amministrazioni locali. Driade ODV svolge un ruolo centrale di coordinamento, supervisionando la progettazione, la mobilitazione dei volontari e l'attuazione in loco delle attività di ripristino. GUFO ETS (Gruppo Universitario Faunistico Ornitologico) fornisce competenze scientifiche e tecniche. Le amministrazioni locali, il Comune di Esperia e il Parco Naturale Regionale dei Monti Aurunci, garantiscono il supporto istituzionale e la conformità normativa. Sylva Nova fornisce supporto tecnico e finanziario.

“Operazione Esperia” combina pratiche forestali tradizionali con approcci ecologici innovativi. Gli obbiettivi del progetto possono essere riassunti in 3 punti, così come gli interventi effettuati.
Gli obbiettivi:
Gli interventi:
Sviluppata e brevettata dall'associazione GUFO ETS, la Ghiandatoia non è una semplice mangiatoia, ma uno strumento ecologico progettato per favorire la dispersione zoocora, ovvero la dispersione dei semi da parte degli uccelli e di altri animali selvatici. La struttura consente ai semi, principalmente ghiande e bacche raccolte nelle foreste vicine, di rimanere vitali per lunghi periodi, rendendoli accessibili agli uccelli che li trasportano e li nascondono naturalmente in tutta l'area bruciata. Attraverso questo meccanismo, la fauna selvatica diventa un partner attivo nella rigenerazione del soprassuolo forestale, accelerando la successione ecologica in modo efficace e guidato dalla natura.
La Ghiandatoia è stata progettata specificamente per potenziare il ruolo ecologico della ghiandaia eurasiatica (Garrulus glandarius), una specie ornitocora fondamentale nelle foreste mediterranee e temperate. Le ghiandaie sono note per la loro capacità di raccogliere grandi quantità di ghiande e altri semi per il consumo successivo, una parte significativa dei quali rimane non recuperata e germina con successo. Fornendo un approvvigionamento concentrato e continuo di semi autoctoni vitali, la Ghiandatoia amplifica questo meccanismo di dispersione naturale, aumentando la distanza di trasporto dei semi e il loro deposito nelle aree forestali degradate. Questa interazione rafforza la funzione della ghiandaia come ingegnere dell'ecosistema. Di fatto, le ghiandaie sono una sorta di “volontarie speciali” in questa operazione.
Tra il 2025 e il 2027, circa 300.000 semi saranno messi a disposizione attraverso quattro Ghiandatoie installate in tutta l'area interessata. I semi vengono raccolti e trattati con il supporto dell'Orto Botanico di Roma e del Parco Regionale dei Monti Aurunci, garantendo l'uso di specie autoctone adatte alle condizioni ambientali locali.
L'Operazione Esperia dimostra come sia possibile ottenere un efficace ripristino ecologico attraverso approcci a basso impatto, efficienti in termini di costi e basati sulla natura. Se fondati su conoscenze scientifiche, sostenuti dal coinvolgimento della comunità e in linea con i processi ecologici naturali, anche i paesaggi fortemente degradati possono ritornare ecosistemi strutturalmente complessi e resilienti.

Gestire, ripristinare e aumentare la copertura forestale europea: questo è l'obiettivo dell'azienda belga Sylva Nova. Grazie alla sua rete europea di partner nei paesi in cui fornisce supporto tecnico e finanziario ai proprietari terrieri, Sylva Nova ha spesso contribuito a progetti di ripristino forestale in Italia. È in questo contesto che alcuni dei suoi tecnici forestali hanno partecipato al progetto Esperia e ora intendono testare questa tecnica innovativa anche in altre regioni.
Una prima ghiandatoia è già stata installata a Hornechuelos, in Spagna, nell'ambito di un progetto di ripristino della Dehesa, un habitat agroforestale classificato dall’Unione Europea come High Natural Value farming system (sistema agricolo ad Alto Valore Ambientale). L'importanza della Dehesa risiede nella combinazione di pascolo e allevamento estensivo in aree boschive occupate principalmente da lecci e querce da sughero piantati a bassa densità, nonché da uno strato arbustivo di densità variabile. La copertura forestale non solo garantisce un maggiore benessere al bestiame e un habitat forestale alla fauna selvatica, ma rappresenta anche una fonte economica aggiuntiva (raccolta del sughero, legna da ardere) e fornisce nutrimento essenziale per specie ornitologiche migratrici come la gru (Grus Gurs) e la cicogna nera (Ciconia nigra).
Una seconda ghiandatoia è stata installata a La Roche, in Belgio, come parte di un progetto di ripristino forestale a seguito dell’attacco da parte del bostrico (Ips typographus).
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