di Silvia Bruschini
La gestione delle aree verdi in ambito urbano e periurbano è una materia complessa che prevede attività di pianificazione, progettazione e manutenzione basate su tecniche agronomiche e selvicolturali (con surplus di difficoltà dovute al contesto artificiale che condiziona pesantemente i fattori naturali). Ma accanto alle competenze tecniche, risultano fondamentali anche conoscenze di carattere paesaggistico, culturale, sociale, sanitario, architettonico, ecc..
Questa attività coinvolge numerosi forestali, sia tecnici di enti pubblici sia liberi professionisti, e oggi più che mai richiede competenza, lungimiranza e capacità di mediazione. Le aspettative della cittadinanza nei confronti degli spazi verdi sono in costante crescita, poiché questi luoghi offrono servizi ecosistemici essenziali: benessere psico-fisico, interazione sociale, opportunità per l’attività fisica, riduzione degli inquinanti atmosferici e mitigazione dell’effetto isola di calore. Ciò comporta anche una sempre più attenta valutazione, da parte dell’opinione pubblica, delle scelte gestionali, valutazione troppo spesso basata più su percezioni emotive e informazioni distorte che su reali competenze tecniche, ma in grado di provocare reazioni fortemente impattanti sulla gestione stessa. Un tema particolarmente caldo è quello del rischio crolli e dei relativi pericoli per la sicurezza pubblica che a volte porta a scelte “cautelative” da parte di tecnici ed amministratori (ad es. ad abbattere piante “apparentemente e relativamente sane”) generando non solo dubbi e sfiducia da parte dei cittadini, ma anche accesi dibattiti tra gli stessi tecnici.
Negli ultimi dieci anni circa, sia a livello nazionale che in alcune realtà regionali, sono stati sviluppati provvedimenti normativi e linee guida per supportare tecnici e amministratori nella gestione del verde urbano. Questi strumenti mirano anche a sensibilizzare i cittadini, promuovendo una maggiore consapevolezza e rispetto nei confronti di un bene comune di primaria importanza. L’obiettivo è garantire una gestione del verde pubblico improntata alla sostenibilità ambientale ed economica.
La responsabilità della gestione e cura del verde urbano è normata dal D.M. n. 63 del 10 marzo 2020 ”Criteri Ambientali Minimi per il servizio di gestione del verde pubblico e la fornitura di prodotti per la cura del verde”; tale normativa riguarda i Comuni, con differenziazioni in base al numero di abitanti.
Sappiamo bene che nel nostro Paese, in questo contesto, la realtà è estremamente eterogenea: si va da grandi Comuni dotati di uffici dedicati con personale tecnico qualificato, ai piccoli Comuni, dove spesso le decisioni e la gestione del verde è affidata a funzionari privi di specifiche competenze e coadiuvati da operatori occasionali.
In Piemonte per affrontare queste criticità, nell’ambito di un più ampio progetto denominato “Urban Forestry” è stata realizzata la Guida “Alberi in città. Funzioni e gestione del verde e delle foreste urbane” che, unitamente ad una serie di eventi formativi e al Censimento del verde pubblico nei piccoli comuni di pianura (2020-2022), ha avuto l’obiettivo di promuovere una gestione più sostenibile e multifunzionale del verde pubblico, sensibilizzando in particolare gli uffici tecnici comunali con minori risorse specializzate.
Poiché tali problematiche non riguardano solo il Piemonte, ma sono diffuse su tutto il territorio nazionale, abbiamo ritenuto utile raccogliere in questo Dossier, dedicato alla gestione del verde urbano, le principali metodologie e processi proposti nella guida “Alberi in città”.
I primi quattro articoli del Dossier, di carattere tecnico, sintetizzano parte dei contenuti proposti nella guida, mentre il quinto articolo presenta un utile strumento, sviluppato sempre nell’ambito del progetto Urban Forestry, per la scelta delle specie arboree ed arbustive più adatte al contesto urbano. Concludono la trattazione quattro brevi “Testimonianze” che illustrano esperienze di gestione partecipata evidenziando l’importanza di una comunicazione chiara e trasparente e del coinvolgimento attivo della cittadinanza. L’intento è di offrire uno strumento di stimolo e supporto per tecnici e professionisti che a vario livello si trovano a lavorare nel verde urbano e periurbano, pubblico ma non solo.
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