di Maddalena Senter
Lo scorso 13 dicembre si è svolto l’annuale censimento in battuta al cervo della Mesola nella Riserva Naturale “Bosco della Mesola” (FE). Si tratta di un’attività proposta tra le esercitazioni degli insegnamenti di zoologia dei corsi di scienze forestali dell’Università di Padova, e come di consueto anche AUSF Padova è stata invitata a prendere parte all’iniziativa: l’associazione degli studenti forestali ha partecipato a questa edizione (2025) del censimento in battuta coinvolgendo oltre centodieci suoi soci e simpatizzanti.
Lo scorso 13 dicembre si è svolto l’annuale censimento in battuta al cervo della Mesola nella Riserva Naturale “Bosco della Mesola” (FE), un’area protetta dell’estensione di 1.058 ettari che rappresenta una delle poche superfici forestali di rilievo nel Delta del Po, nonché uno dei pochi relitti di foresta planiziale della Pianura Padana. Questo bosco custodisce una popolazione di cervi individuata come ESU (Evolutionarily Significant Unit) per l’unicità delle sue caratteristiche genetiche rispetto alle altre popolazioni europee, che è stata proposta come nuova sottospecie da riconoscere e classificare con il nome di Cervus elaphus italicus (Zachos et al., 2014).
Quella del censimento in battuta al cervo della Mesola è un’attività prevista tra le esercitazioni degli insegnamenti di Zoologia forestale e Zoologia applicata, entrambi tenuti dal prof. Massimo Faccoli e rispettivamente inclusi nell’offerta formativa dei corsi di laurea triennale in Tecnologie forestali e ambientali e magistrale in Scienze forestali e ambientali dell’Università degli Studi di Padova. Questa attività pratica in bosco si svolge annualmente nel mese di dicembre e coinvolge attivamente AUSF Padova, che nell’ultima edizione (2025) ha contribuito partecipando con oltre centodieci volontari tra soci e colleghi simpatizzanti del Gruppo Universitario Lataste. Il censimento in battuta è stato coordinato dal dott. Fabio Chinellato che, con l’aiuto di alcuni AUSFini e il supporto dei carabinieri forestali e del personale della riserva, ha diretto i 147 partecipanti su un’area di battuta di circa 260 ettari.

Il censimento in battuta è una tipologia di censimento che si svolge in un’area predeterminata, il cui perimetro è controllato dagli osservatori, ovvero persone collocate in poste situate ad adeguata distanza l’una dall’altra con limiti di osservabilità coincidenti (il limite destro e quello sinistro di ciascuna posta devono coincidere con un limite della posta precedente e uno di quella successiva). L’area è invece percorsa dai battitori, persone che si dispongono allineate a “distanza visiva” formando un fronte unico chiamato “fronte di battuta”, che avanza spingendo gli animali presenti nell’area di battuta verso il perimetro controllato dagli osservatori. Osservatori e battitori sono muniti di schede di osservazione specifiche, nelle quali vengono registrati gli animali, in questo caso i cervi e i daini presenti nella riserva, nel momento in cui escono (o entrano) dall’area di battuta.
Al termine dell’attività di censimento sono state raccolte le schede di osservazione, da cui si otterranno dei dati utili allo studio delle popolazioni di cervo e di daino, e sono stati anche esaminati i reperti trovati dai battitori, quali palchi, crani di diverse altre specie presenti nella riserva e aculei di istrice. La giornata si è poi conclusa con un momento conviviale alla radura dell’Elciòla, presso il Centro Studi “Renzo De Battisti”, con la condivisione dei prodotti tipici di diverse regioni portati dai partecipanti.
Il censimento in battuta nella R. N. “Bosco della Mesola” non solo consente di monitorare periodicamente la presenza degli ungulati nell’area battuta e di stimare la numerosità delle popolazioni di cervo e di daino abitanti la riserva, ma rappresenta in primis un’importante esperienza di campo per gli studenti di scienze forestali. Offre inoltre a tutti i partecipanti l’opportunità di svolgere un’attività unica in un ambiente generalmente interdetto al pubblico, che è anzitutto rifugio della popolazione relitta del cervo della Mesola. Questa popolazione vive infatti isolata da secoli, e a causa della sua esiguità numerica (soli 300-350 individui stimati a gennaio 2022) è caratterizzata da un elevato tasso di consanguineità da cui è derivato un forte impoverimento del patrimonio genetico, fattore che la espone a rischi genetici e sanitari.
Tali motivazioni hanno portato all’attivazione di un progetto di rewilding, che dal 2023 a oggi ha traslocato un totale di 73 cervi della Mesola dal ferrarese al Parco naturale regionale delle Serre, in Calabria, con l’obiettivo di creare una seconda popolazione vitale e autosufficiente, nel tentativo di aumentare la consistenza di questa ESU e diminuirne la vulnerabilità.
Il censimento in battuta al cervo della Mesola proposto dagli insegnamenti di zoologia dei corsi universitari di scienze forestali di Padova, e il supporto dato dagli AUSFini all’attività, rappresenta dunque anche un’azione che contribuisce concretamente al monitoraggio di una popolazione ancora oggi in pericolo, geneticamente unica e per questo di grande rilevanza per la biodiversità nazionale.
Se vuoi scoprire di più su AUSF Italia, sul nostro sito è disponibile un articolo firmato da Solaria Anzilotti che ripercorre la storia dell’Associazione, dalla nascita alle recenti attività e collaborazioni a livello nazionale e internazionale.
Autori:
Maddalena Senter, AUSF Padova.
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