di Silvia Bruschini e Luca Musio
È ormai evidente che i cambiamenti climatici stiano determinando un aumento significativo della frequenza e della gravità dei disturbi che colpiscono le foreste. Fenomeni come incendi, fitopatie, infestazioni, tempeste e siccità rendono infatti gli ecosistemi forestali più vulnerabili e meno resilienti. Anche in Italia negli ultimi anni abbiamo visto numerosi e gravi esempi di inasprimento di questa fragilità: le foreste del Nord-est prima devastate dalla tempesta Vaia e poi dagli attacchi di bostrico sull’abete rosso, le pinete litoranee minacciate da Toumeyella parvicornis o, ancora, il deperimento di leccete e sugherete in Sardegna aggravato dalla siccità.
Si tratta di dinamiche complesse che spesso generano cambiamenti profondi nel territorio, superando i confini amministrativi (sia regionali che nazionali). Il loro manifestarsi può essere episodico o ciclico, imprevedibile o come diretta conseguenza di altri eventi, e i loro effetti possono essere transitori o permanenti. Per tutti questi motivi, i “disturbi forestali” non rappresentano solo una questione ambientale, ma hanno forti implicazioni anche sul piano sociale, economico, culturale e politico.
Affrontare efficacemente questi fenomeni richiede un approccio integrato e collaborativo, basato sulla condivisione di ricerche, competenze e buone pratiche, per prevenire, o almeno contenere, rischi e danni, rafforzando la capacità di adattamento delle foreste. È indispensabile coinvolgere in questo sforzo non solo ricercatori e tecnici, ma anche decisori politici e società civile.
Questa esigenza è da sempre chiara a FOREST EUROPE, il processo paneuropeo che, sin dalla sua istituzione nel 1990, promuove lo sviluppo di strategie comuni per la protezione e la gestione sostenibile delle foreste. Proprio all’interno di questo contesto, si è rivelato naturale dare vita a una “European Forest Risk Facility”, cioè una struttura di supporto ai Paesi europei nell’affrontare i rischi legati ai disturbi forestali.
Il percorso per sviluppare questa nuova “Facility” è stato lungo ed articolato e si è concluso ad ottobre 2024 quando, in occasione della 9° Conferenza Ministeriale di FOREST EUROPE intitolata “Modellare il nostro futuro con foreste resilienti”, è stata ufficialmente istituita FoRISK, ovvero la nuova struttura europea per migliorare la resilienza delle foreste e affrontare i rischi collegati ai disturbi naturali come parte integrante della gestione forestale.
Abbiamo quindi deciso di dedicare un Focus a questa importante novità per comprenderne meglio il funzionamento, la struttura, le potenzialità operative e il ruolo che l’Italia potrebbe rivestire in questo scenario di collaborazione comunitaria. Il nostro Paese, ad esempio, avrebbe conoscenze ed esperienze per offrire un supporto significativo in termini di buone pratiche maturate nella gestione di rischi tipici dell’ambiente mediterraneo, come gli incendi boschivi.
Tra i contributi che seguono, proponiamo anche un’intervista a Silvia Abruscato, giovane connazionale coordinatrice del Segretariato di FoRISK, che ringraziamo per la collaborazione nella realizzazione di questo Focus e a cui rivolgiamo le nostre congratulazioni per l’incarico ottenuto e i migliori auguri per il lavoro che l’attende.
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