recensione a cura di Luigi Torreggiani
Avete mai sentito parlare dell’Archivio Dendrosonico di Genova? Beh, è molto probabile di no, perché si tratta di un luogo del tutto immaginario: un archivio che conserva i “suoni degli alberi”. Proprio così: la mente brillante di una giornalista, Francesca Berardi, ha immaginato che negli anelli degli alberi si potessero accumulare i suoni di ciò che vi accade attorno durante la loro lunga vita, che spesso precede di molto e supera la nostra. Così, grazie a questo pretesto letterario, gli alberi diventano “registratori” e l’archivio un luogo dove è possibile andare alla ricerca dei suoni del tempo, quindi delle storie, degli intrecci, delle esistenze umili e straordinarie di tutti noi.
Provate ad immaginare: se un albero conservasse davvero i suoni del tempo, nell’Archivio Dendrosonico di Genova si potrebbero andare a cercare le registrazioni di alcuni frammenti di vita dei nostri avi, di altre persone qualunque o di grandi personaggi. Io, ad esempio, cercherei quella di mio nonno, che piantò dei liquidambar che ancora oggi colorano l’autunno di un viale di campagna; oppure quella di un pastore settecentesco, appoggiato ad una quercia già allora imponente e oggi monumentale; o ancora quella di Giacomo Leopardi, di fronte a quella siepe che avrebbe sicuramente captato i sospiri del poeta che si perde nell’Infinito.
Ognuno di noi può spaziare davvero all’infinito con la fantasia... ma c’è un podcast di RAI Play Sound, chiamato “Antennae” che, in cinque puntate firmate da cinque diversi Autori, ha provato a raccontare altrettante storie scritte a partire dall’immaginario Archivio Dendrosonico: un modo per parlare del presente e del passato, attraverso racconti che informano e fanno riflettere.
L’idea è curiosa, le storie sono ben scritte e interessanti. Talvolta, bisogna ammetterlo, si sfocia in qualche “rivolo narrativo arboreo” che può far rabbrividire noi tecnici forestali ma... è interessante anche comprendere quante sensibilità, immaginari e differenti visioni ruotano, nella nostra società, attorno agli alberi. Anche questo tentativo di comprensione è parte integrante del nostro lavoro.
Questa recensione è tratta dal numero 263 di Sherwood | Foreste e Alberi oggi: se vuoi ricevere a casa la tua copia cartacea e non perderti l’anteprima su questo e altri contenuti esclusivi, visita la sezione dedicata agli abbonamenti cliccando qui. Abbonandoti contribuirai a sostenere tutto il lavoro della redazione di Sherwood.
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