di Luigi Torreggiani
Il Focus di questo numero di Sherwood non tratta di un tema strettamente connesso alla gestione delle foreste italiane, bensì dell’impatto dei nostri consumi sulla deforestazione che avviene in altre parti del mondo, non solo per produrre legno ma anche altre commodities come cacao, caffè, carne e pelli bovine, frutti della palma da olio, gomma naturale e soia.
Perché proporre questo tema su Sherwood? I motivi sono diversi.
Innanzitutto, perché conoscere quanto i nostri consumi incidono sulla “deforestazione incorporata” - quella cioè insita nei prodotti che acquistiamo ogni giorno - è un’informazione che ogni forestale dovrebbe fare sua, per nutrire quella visione ampia ed etica che sta alla base del famoso motto: “Pensare globalmente, agire localmente”.
Come scrivono gli Autori del primo articolo: “Sebbene una piena sostituzione delle importazioni di prodotti a rischio di deforestazione con produzioni nazionali sia del tutto irrealistica sotto il profilo tecnico ed economico, la promozione di una gestione attiva, responsabile e multifunzionale delle risorse agricole e forestali nazionali potrebbe contribuire sia a ridurre la pressione sulle filiere più a rischio sia a generare impatti positivi sui territori e sulle economie locali”.
In secondo luogo, il problema della deforestazione è al centro di un importante Regolamento Europeo che ormai da anni anima il dibattito forestale, anche a scala nazionale: l’EUDR. Questa norma, dopo due proroghe e diverse modifiche, entrerà probabilmente in vigore a fine 2026. Ciò non significa soltanto nuovi obblighi per le imprese, ma anche opportunità per i professionisti, come viene descritto nel secondo articolo. Figure professionali capaci di “integrare conoscenze normative, analisi geospaziali, tracciabilità delle catene di fornitura, valutazione del rischio, coinvolgimento degli stakeholder e strategie di sostenibilità aziendale”, spiegano le Autrici, sono oggi una risorsa assai rara. Investire in formazione, come ha fatto il progetto Erasmus+ EMMA4EU descritto nel contributo, può quindi generare nuovi sbocchi professionali, creando al tempo stesso figure chiave, capaci di “guidare l’innovazione e orientare le filiere verso una sostenibilità duratura”. Una sfida che potrebbe essere colta, in futuro, anche dai laureati forestali.
Parlare di deforestazione ed EUDR, infine, ci dà l’occasione di portare su Sherwood punti di vista diversi, utili per comprendere meglio i meccanismi amministrativi e il sentire di vari stakeholder. Questo Focus ospita così anche tre testimonianze: dell’Autorità nazionale competente sull’EUDR (il Masaf), di un’importante associazione ambientalista (il WWF) e di un “think tank” che promuove innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e libero mercato (Competere).
Con questo Focus, per una volta, usciamo quindi dalle problematiche del settore forestale italiano per darvi la possibilità di riflettere su un tema - la deforestazione - che ci dovrebbe interessare direttamente e su un Regolamento - l’EUDR - che potrà contribuire a risolverlo, generando non solo nuovi adempimenti burocratici, ma anche interessanti opportunità professionali. Tra le righe, però, è presente anche una forte riflessione strategica, che merita di essere sottolineata: tra le commodities oggetto della EUDR, il legno è quello che ha il maggiore potenziale di sostituzione rispetto a ciò che viene importato e, al contempo, la possibilità di essere prodotto e utilizzato attraverso una gestione attiva e sostenibile delle risorse forestali, indipendentemente da dove siano localizzate.
L’idea di realizzare questo Focus è nata a seguito di un convegno organizzato a Roma da Etifor e dal Dipartimento TESAF dell’Università degli Studi di Padova, che spesso ci spronano a guardare oltre i confini nazionali per collocare il nostro settore (e il nostro lavoro quotidiano) in un processo globale di miglioramento delle condizioni di ecosistemi e comunità.
Ringraziamo chi ha collaborato a questo Focus per la consueta disponibilità, per il loro lavoro e per i continui stimoli: mentre il mondo sembra chiudersi sempre più, è quantomai necessario ampliare lo sguardo.
Crediamo fermamente che creare un dialogo costruttivo con i nostri lettori possa costruire una comunità di appassionati, permettere di approfondire i temi trattati e arricchire tutti. Per questo motivo abbiamo attivato la sezione “commenti”.
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